mercoledì 11 marzo 2015

The Stage (e le Orecchiette con soia edamame e bacon)



Lo scenario è quello avveniristico del nuovo skyline di Milano Porta Nuova, tra il quartiere Isola (“la nuova Brera”) e i grattacieli che circondano Corso Como. La formula una delle più cool del momento: quella dei concept store. Dove abiti e jeans convivono con pezzi di design e cocktail di tendenza. Sotto i riflettori (e non potremmo usare espressione più calzante…) stavolta c’è The Stage, il bellissimo flagship store Replay di piazza Gae Aulenti 4, che sta riscuotendo ampi consensi: una volta entrati la sensazione è quella di trovarsi nel bel mezzo di un set cinematografico (uno “stage”, appunto): pavimento industriale, riflettori, luci, bauli, poltrone vintage, gli sgabelli del bar. Tutto è a vista. Qui, udite udite, al primo piano è stato inaugurato The Stage Fine Dining Restaurant & Octavius Bar: l’ambiente ricorda gli arredi degli yatch, con lussuosi dettagli “marine” come le finestre dorate a oblò, sontuose colonne, divanetti in pelle e tanto legno alle pareti. “Fine Dining” recita il “sottotitolo” del ristorante, dove è di scena lo chef milanese Omar Allievi (che agli inizi della sua carriera ha lavorato da Sadler e, più recentemente, al Bianca) con i suoi piatti tecnici e “fusion”, che attingono dal patrimonio gastronomico tradizionale (anche meneghino) con guizzi internazionali originali, di matrice prevalentemente giapponese e peruviana. Qualche esempio? Il Tiepido di pollo e polipo con fagioli azuki e chimichurri (una salsa molto usata nella cucina latino-americana) di mango, gli Scialatelli alle vongole con sake e yuzu, la Cassoeula (ma di pesce…), il Canederlo di branzino con verza e brodo di miso, Calamarata con brodo di zucca, zafferano, tardivo e calamaro scottato. Sul fronte drink troviamo il bravissimo Francesco Cione, bars & beverage manager del locale, vincitore della categoria Barman (ma anche terzo candidato più votato in assoluto come Personaggio dell’Anno 2014) nel sondaggio di “Italia a Tavola”. All’Octavius Bar, aperto fino alle 2 del mattino, si possono assaggiare cocktail davvero ricercati. Lo abbiamo provato l’altra sera in occasione del Farewell Party organizzato da Appleton Estate per Andrea Cavallo Perin, vincitore della campagna #mollotutto, che sta per partire alla scoperta di una "undiscovered Giamaica" (beato lui, aggiungiamo noi…): davvero una bella esperienza, soprattutto un ottimo Jamaican Mule a base di Appleton Rum e tantissimo zenzero. Che buono!

The Stage
Replay Store
piazza Gae Aulenti 4, Milano

#amilanosimangiabene


P.s. Per restare in tema di “fusioni” a livello gastronomico, ecco un piatto semplicissimo che unisce Puglia e Giappone: le orecchiette al pomodoro con bacon e soia edamame. Ho utilizzato la praticissima (e deliziosa!) Soia Edamame Orogel (presa al supermercato nel banco dei surgelati), coltivata in Italia da semi selezionati e certificati OGM free. Questa soia ha origini antichissime ed è consumata da secoli in Cina e in Giappone per via della sua bontà ma anche per le molte proprietà benefiche (contiene un’alta percentuale di minerali, vitamine e proteine, costituite soprattutto da aminoacidi essenziali, tra cui la lisina che può completare l’apporto proteico di un pasto se associato ai cereali). Curiosità: edamame è la combinazione di due termini giapponesi: “Eda”, che significa “rami”, e “mame” che significa “chicchi”. Questo perché un tempo i baccelli erano venduti ancora sul ramo appena tagliato…

Orecchiette con soia edamame e bacon

Ingredienti (per 3 persone):

150 g di soia edamame (surgelata)
250 g di orecchiette (secche)
4 fette di bacon
1 barattolo di polpa di pomodoro a pezzi
sale
zenzero in polvere
1 scalogno

Far bollire l’acqua per la pasta e cuocere le orecchiette. In una padella antiaderente, senza aggiungere condimenti, far tostare le fettine di bacon. Tenerle da parte e nella stessa padella far soffriggere brevemente lo scalogno tagliato a pezzetti. Aggiungere anche la soia e far andare per un paio di minuti. Unire anche la polpa di pomodoro e cuocere il sugo per un quarto d’ora circa. Quasi a fine cottura, completare con una spolverata di zenzero e il bacon a striscioline. Quanto la pasta è cotta, scolarla (tenere da parte una tazza di acqua di cottura, da aggiungere al sugo se fosse troppo “asciutto”…) rimettere sul fuoco la padella con il sugo, aggiungere le orecchiette, eventualmente un po’ di acqua di cottura della pasta e mescolare bene. Servire.



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