venerdì 28 novembre 2014

Crostata di grano saraceno con ricotta e lemon curd



Un tavolo apparecchiato, quattro amiche a cena. Quattro amiche che si vedono poco, ciascuna “rapita” dalla propria vita. Quattro amiche che hanno avuto la fortuna di lavorare insieme, qualche anno fa. Vi immaginate la quantità di ricordi, episodi, pettegolezzi che possono emergere durante una cena di questo tipo? Serate magiche… Quando ci si ritrova, è come se ci si fosse salutate l’altro ieri. E tra una risata e un aneddoto, la situazione era più o meno questa: Pamela ha assaggiato e commentato ogni portata in pieno stile Masterchef mentre Meri ha voluto sapere per filo e per segno la ricetta di tutti i piatti transitati sulla tavola (grande soddisfazione: è un’ottima cuoca!). Io invece ho rotto le scatole a Virna per avere la ricetta della sua crostata, che è stata il nostro dolce di fine cena: è molto particolare e parecchio buona, e prevede l’utilizzo di farine alternative e una farcitura di lemon curd e ricotta. L’ho rifatta seguendo le sue dosi e mi è venuta perfetta. Grazie, Virna!

Crostata di grano saraceno con ricotta e lemon curd

per la pasta frolla:
100 g di farina di grano saraceno
100 g di farina di riso
100 g di farina integrale
1 uovo
150 g di zucchero integrale bio
175 g di burro

per il ripieno:
250 g di ricotta cremosa
3 cucchiai di lemon curd (vedere qui)

Lavorare insieme tutti gli ingredienti per la frolla e compattarli velocemente fino a formare una palla. Stendere la pasta con il mattarello, tra due fogli di carta da forno, e rivestire uno stampo da crostata (io l’ho usato in silicone, se usate uno stampo tradizionale appoggiate direttamente la carta forno). Tenere da parte eventuali “briciole” di pasta avanzate. Mettere il tutto in frigorifero per almeno un'ora. Intanto, mescolare la ricotta con il lemon curd e tenere da parte. Prima di togliere la pasta dal frigo, accendere il forno (a 180°, statico). Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta e versare sulla pasta la crema di ricotta, completando la superficie della torta con le classiche strisce di pasta frolla oppure con delle briciole di pasta (come nel mio caso). Appena il forno ha raggiunto la temperatura cuocere la crostata per 25/30 minuti (dipende comunque dal forno) controllando che il bordo diventi bello colorato. Far raffreddare la crostata per bene prima di sformarla, con delicatezza.

martedì 25 novembre 2014

Cake integrale con yogurt all’orzo e mandorle


Chi ci segue sa che da queste parti la ricerca della torta da colazione perfetta non si esaurisce mai. Stavolta, però, posso ammettere con soddisfazione di essere molto, molto vicina alla ricetta “ideale”. Tutto merito dell’ennesimo esperimento di incrocio fra ricette in archivio e ingredienti a disposizione in dispensa e in frigorifero. Ebbene: questa versione di cake è una di quelle che mi ha maggiormente soddisfatta...in assoluto! Rimane morbida e umida per diversi giorni, ottima sia con il caffè che con il tè, strepitosa arricchita da un velo di crema di nocciole (ma-che-ve-lo-dico-a-fare???). Per un dolcissimo risveglio… (e in questo periodo ce n'è un gran bisogno davvero...)!

Cake integrale con yogurt all’orzo e mandorle

Ingredienti:

280 g di farina semi-integrale bio
1 uovo grosso
60 g di zucchero integrale bio
3 cucchiaini di miele
100 g di olio di riso
300 g di yogurt biologico magro all’orzo (Fattoria Scaldasole)
1 stecca di vaniglia
120 g di mandorle
Mezza bustina di lievito

Sbattere, con le fruste elettriche, le uova con lo zucchero. Aggiungere il miele e l’olio, mescolare a bassa velocità e proseguire con lo yogurt e i semini di vaniglia (prelevati incidendo longitudinalmente il baccello). Setacciare la farina con il lievito e incorporarla all’impasto gradualmente. Completare con le mandorle (ridotte in granella). Rivestire con carta da forno leggermente inumidita uno stampo da plumcake e versarvi l’impasto. Infornare in forno caldo a 180° per circa 45 minuti.

venerdì 21 novembre 2014

Triangoli di fillo con spinaci e caprino


Ci siamo, il week end è alle porte. Con un pò di fortuna potremo avere anche giornate soleggiate e allora si che si può sopportare l'arrivo del primo freddo. Nel fine settimana ci si possono concedere ritmi e riti diversi , certo tra una corsa e l'altra e tra la tintoria e il supermercato. Però si vedono gli amici, a casa o fuori nei locali prediletti. Non amo in modo particolare gli aperitivi, intendo dire quelli con i buffet di pessimo livello. Preferisco le olive "old style" o ancora meglio organizzarli a casa. La ricetta di oggi è perfetta per questo momento, è veloce da realizzare e si può preparare in anticipo. Fa scena e i triangoli sono molto buoni. Potete sostituire il ripieno con altro, la pasta fillo invece come già sostenuto tantissime volte...I love it! Non mi resta che augurarvi un sereno fine settimana, con aperitivo o senza, con gli amici o la famiglia. 



Triangoli di fillo ripieni di spinaci e caprino

Ingredienti (per una decina di triangoli):

1 confezione di spinaci
1 confezione di pasta fillo
160 gr di caprino
sale, pepe, olio
semi di papavero


Cuocete gli spinaci come preferite, bolliti, al vapore o in padella.  Fateli raffreddare e scolateli bene di tutta l’acqua. Tagliateli a pezzetti e mescolateli con i caprini in una ciotola.  Aggiustate di sale e pepe. Prendete la pasta fillo spennellatela con dell’olio e riempite dei quadrati con il composto di spinaci e caprino, richiudete a triangolo e sigillate bene i lati. Con l’aiuto di un pennello aggiungete un po’ di olio sulla superficie e per finire cospargete con semi di papavero. Mettete in forno a 180° per circa 15 minuti o finché non vedete la superficie diventare dorata.




mercoledì 19 novembre 2014

Muffin integrali con more, arancia e vaniglia


L'altra sera, (ri)fogliando il numero di Settembre della rivista La Cucina Italiana mi sono soffermata su un bel servizio dedicato ai muffin. Sarò diventata esigente o semplicemente parecchio rompiscatole ma per trovare la ricetta che soddisfacesse le mie esigenze (e quelle della dispensa...) ho dovuto mixare le varie proposte, per arrivare a questo risultato. In sostanza, ho usato il procedimento della separazione degli ingredienti liquidi da quelli in polvere, utilizzando farina integrale, olio aromatizzato all'arancia e cremor tartaro (il fantomatico bitartrato di potassio ovvero sale di potassio dell'acido tartarico: in parole semplici, un agente lievitante naturale), poi more e un bel po’ di semini di vaniglia: il profumo che si diffonde per casa è meraviglioso! Ho rifatto i muffin con la “mia” ricetta anche con i mirtilli al posto delle more e sono più “simpatici” da mangiare (i semini delle more possono risultare un po’ fastidiosi, mi ha fatto notare "qualcuno"… de gustibus). In ogni caso, sono migliori se consumati in giornata, magari a colazione, accompagnati da una bella spremuta d’arancia!
 
Muffin integrali con more, arancia e vaniglia

Ingredienti per 12 tortine:
 
200 g di farina integrale con germe di grano
50 g di fecola
mezza bustina di cremor tartaro (8 g)
mezzo cucchiaino di bicarbonato
2 uova
80 g di zucchero integrale bio
60 g di olio aromatizzato all’arancia*
1 arancia bio
100 g di more
1 baccello di vaniglia
1 pizzico di sale
 
Lavare l’arancia biologica e ricavare la scorza con una grattugia (io uso sempre la Microplane: si fa in un baleno). In una ciotola mescolare le uova con lo zucchero, unire poi l’olio aromatizzato all’arancia (oppure normale olio extra vergine) e 4 cucchiai di succo d’arancia, mescolando bene. In un’altra ciotola raccogliere la farina integrale, la fecola, il cremor tartaro, il bicarbonato, un pizzico di sale e mescolare bene le polveri. Con la punta di un coltellino incidere il baccello di vaniglia, nel senso della lunghezza, e raschiarlo internamente per prelevare i semini e aggiungerli alla miscela di polveri insieme alla scorza d’arancia grattugiata. Versare le polveri nella ciotola con le uova e mescolare bene. Aggiungere anche le more e distribuire il composto nei pirottini da muffin (nel mio caso in silicone). Infornare in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Sfornare e lasciarli raffreddare prima di servirli.
 
* Per preparare l’olio aromatizzato all’arancia: lavare le arance biologiche (3) e ricavare la scorza con l’aiuto di un coltellino. Preriscaldare il forno al minimo (50°), porre la scorza d’arancia su un foglio di carta forno e farle seccare per un’ora circa. Aggiungere le scorze esiccate all’olio (circa 80/90 ml), porre in un barattolo chiuso ermeticamente, agitare e lasciare in infusione una decina di giorni, agitandolo ogni tanto.
 


lunedì 17 novembre 2014

Pasta con zucca, speck e gorgonzola


Questo clima assurdo, questa pioggia terribile e questo umido perenne mi invogliano a portare in tavola sapori decisi come quello del gorgonzola, un formaggio che, personalmente, ho sempre amato molto (anche da bambina). Un formaggio con una storia legata alla nostra regione e alla nostra città: curiosando sul sito www.gorgonzola.it (curato dal Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola), ho letto che già nel Medioevo, nelle pianure intorno a Milano, dove il gorgonzola è nato, si usava somministrare questo formaggio anche per curare alcuni disturbi gastro-intestinali. Pare anche che i casari dediti alla sua produzione godessero di ottima salute e fossero decisamente longevi. Merito delle sue muffe (che appartengono alla specie da cui viene ricavata la penicillina…) e dei fermenti lattici, indispensabili nella produzione di questo formaggio erborinato, simili ai bacilli contenuti nello yogurt. Inoltre, è un formaggio ricco di minerali (fosforo, calcio…) e di vitamine (A, B1, B2, B6, B12, PP) e che per merito della triplice fermentazione cui è sottoposto il latte con cui è preparato (lattica, con i lieviti e le muffe) è consigliato anche agli intolleranti al lattosio. Ho pensato di abbinare il gorgonzola alla zucca, per creare un piatto dai sapori lombardo-meneghini (ma con un tocco siciliano e uno altoatesino…). Questa pasta (per la cronaca, ho usato le mezze maniche integrali biologiche di Delverde) è stata un ottimo piatto unico: è ricca, sfiziosa e mi ha fatto fare bella figura a una recente rimpatriata tra vecchie amiche.

 
Pasta con zucca, speck e gorgonzola
Ingredienti (per 4):
320 g di mezze maniche integrali bio
300 g di polpa di zucca
2 piccoli scalogni
100 g di speck a bastoncini
100 g di gorgonzola dolce
50 g di pistacchi sgusciati
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe

Tagliare gli scalogni a pezzettini e porli in una padella antiaderente con un paio di cucchiai di olio. Tagliare anche la zucca a dadini e farla cuocere insieme allo scalogno per una decina di minuti, regolando di sale. Nel frattempo mettere l’acqua per la pasta sul fuoco. Portare a cottura la zucca, aggiungendo ogni tanto un po’ di acqua di cottura della pasta. Intanto, tritare grossolanamente nel mixer i pistacchi. In un’altra padella antiaderente far tostare lo speck (senza aggiungere olio). Scolare la pasta e tenere da parte una tazza della sua acqua di cottura. Versare la pasta nella padella con la zucca, aggiungere lo speck tostato, mescolare bene e per ultimo aggiungere lo zola a tocchetti e mescolare ancora. Completare con una spolverata di granella di pistacchi e una grattata di pepe nero. Servire.
 
P.s. Sempre "utile" ricordare "A Milano si mangia bene" (GRIBAUDO), la nostra guida "golosa" dedicata a Milano, con 44 ricette dai sapori meneghini (ebbene sì: c'è anche il gorgonzola, protagonista degli scenografici Bicchierini di polenta con crema di latte...!)

#amilanosimangiabene
 
 




venerdì 14 novembre 2014

Mini plum cake alla zucca e ricotta



La mia voglia di zucca non si è ancora placata... Dopo la torta morbida e speziata con zucca e amaretti (qui), ecco un’altra idea dolce, da sfruttare per una colazione dai sapori diversi dal solito (diciamolo: a chi verrebbe in mente di mangiare la zucca al mattino?). Mi sono ispirata al classico plum cake inglese, morbidissimo e caratterizzato da uvette e canditi, da gustare con l'immancabile tazza di té fumante come vuole la migliore tradizione anglosassone. E anche questi mini plum cake (morbidi ma non morbidissimi, per l'esattezza) sono perfetti da abbinare al tè, magari all'arancia, come ho fatto io: la giornata inizierà con il piede giusto, fidatevi! Per preparare questa ricetta ho utilizzato una ricottina di capra buo-nis-si-ma: mi ha spiegato il “formaggiaro” che contiene grassi più digeribili rispetto a quella di mucca e meno lattosio, ed è particolarmente ricca di sali minerali e vitamine. Ha però un sapore di latte molto marcato: deve piacere. E chiaramente si può sostituire con la ricotta vaccina. Buon weekend a tutti!

Mini plum cake alla zucca

Ingredienti:

200 g di polpa di zucca mantovana
200 g di ricotta di capra
2 uova
150 gr di zucchero integrale bio
200 gr di farina
40 ml di olio extravergine di oliva
1 bustina di cremor tartaro
1 pizzico di bicarbonato
uvette
arancia candita (facoltativa)
rum

Tagliare la zucca a pezzetti e cuocerla a vapore o in forno. Quando è cotta lasciarla raffreddare e frullarla con il minipimer (se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua o di latte per renderla bella cremosa). Mettere a bagno 3 cucchiai di uvette nel rum. Con le fruste elettriche, montare le uova con lo zucchero. Aggiungere la farina poca alla volta e la ricotta. Mescolare bene e aggiungere anche l’olio e, per ultimo, il cremor tartaro con il pizzico di bicarbonato. Aggiungere all’impasto anche la zucca, mescolare e completare con l'uvetta sultanina (ben strizzata) e una manciata di arancia candita a cubetti (se piace). Versare l’impasto negli stampini rettangolari da plum cake, in silicone, e cuocere a 180° per mezz’ora circa.

martedì 11 novembre 2014

Tofu piccante con riso integrale




Ho scoperto il mondo Novessentia Food in una giornata di primavera e quasi per caso. Ho assaggiato alcuni piatti finger food sani, equilibrati e dall'aspetto visivo decisamente accattivante. E ho scoperto che... Novessentia Restaurant è noto anche come ristorante della “bellezza”. L’Executive Chef Emanuele Giorgione e il suo team, in sinergia con l’equipe medica del Novessentia Medical Spa, offrono agli ospiti della struttura e del ristorante (aperto agli esterni su prenotazione) un’alimentazione personalizzata ed equilibrata, sana e naturale. La scelta delle materie prime, stagionali, è sempre di primissima qualità e di provenienza biologica. Le tecniche di lavorazione sono semplici e salvaguardano le caratteristiche organolettiche del prodotto: prediligono le cotture a vapore, a bassa temperatura, senza grassi e ogni altra metodologia che esalti il sapore degli ingredienti senza alterarlo. Menu ad hoc per chi segue una dieta senza glutine, vegetariana o vegana. Per chi volesse provare dei prodotti c'è anche un servizio di vendita online (creme di frutta, salse salate, bavarese di zucchine con menta e wasabi qui sotto).
Esaltata da questa cucina naturale ma gustosa ho voluto dedicarmi questo piatto di riso integrale e tofu naturale. Troverete negli ingredienti alcune spezie che non si trovano facilmente, ma secondo me sono facoltative, il piatto non ne risentirà. Per il resto è tutto facilmente reperibile e di facile esecuzione.





Tofu piccante con riso integrale

Ingredienti (per 2 persone):

180 gr di tofu
200 ml latte di cocco
peperoncino
zenzero
salsa di soia
tabasco
2 scalogni
100 gr di carote julienne
broccoli
140 gr di riso
2 foglie di bay leaves (facoltativo)
3 foglie di keffir lime leaves (facoltativo)
1/2 lime


Tagliate il tofu a dadini e mettetelo in un piatto con un pizzico di peperoncino e di zenzero, le foglie di keffir, 2/3 cucchiai di salsa di soia, due cucchiai di latte di cocco e il succo di mezzo lime. Coprite e mettete in frigorifero per almeno mezz’ora. Fate bollire il riso in acqua bollente salata con le due foglie di bay leaves (si possono omettere). Scolatelo eliminate le foglie e tenetelo da parte al caldo. In una scodella versate il resto del latte  di cocco e qualche goccia di tabasco. In una padella tipo wok fate saltare lo scalogno tagliato a pezzi, aggiungete il tofu e la marinata, le carote julienne e  una manciata di broccoli. Aggiungete il contenuto della scodella e fate andare a fuoco vivo finché le verdure non saranno cotte. Servite il tofu con il riso ben caldo.

venerdì 7 novembre 2014

Crostata di mele con marmellata e Speculoos


Mele, mon amour. È il leitmotiv di questo periodo. Una mela sempre in borsa, una mela a merenda in ufficio, una mela cotta spolverata di cannella dopocena… Magari poi passo mesi senza comprarle ma in questo momento sono decisamente “meladipendente”. Stavolta il mio amore è per le Pink Lady: dolci, belle, con una certa nota acidula… che buone! Oltretutto questo è il periodo giusto e si può essere certi di mangiare un prodotto “di stagione”, che non ha girato per chissà quanto tra campi e grande distribuzione (diciamo che voglio pensare che sia davvero così…). Ho voluto usare queste mele per una crostatina veloce, completata da un velo di marmellata di fragoline di bosco (in effetti il sapore della Pink Star richiama proprio questo frutto oltre alla vaniglia e alla rosa…). Mentre cercavo in dispensa il mio vasetto di marmellata… mi sono capitati tra le mani i mitici speculoos, biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi, quasi introvabili da noi (chissà poi perché…) di cui faccio incetta quando vado in Francia (adoro bere il caffè, ogni tanto, con uno di questi deliziosi frollini…). Ho così pensato di completare la crostata con una bella “sbriciolata” di speculoos, il cui sapore si sposa perfettamente sia con la mela che con la fragolina di bosco. Che dire: una torta veloce e facilissima, che…ha superato anche la prova della nonna! Buon weekend!

Crostata di mele con marmellata e Speculoos

Ingredienti:

per la pasta brisée di Knam:
165 g di farina 0
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

per farcire:
2 mele (ideale la varietà Pink Lady)
1 vasetto di Fiordifrutta alle fragole e fragoline di bosco Rigoni di Asiago
4 o 5 biscotti speculoos (o altri biscotti alla cannella)

Per la pasta brisée: lavorare tutti gli ingredienti come per una pasta frolla e lasciar riposare almeno 2 ore in frigo. Toglierla dal frigo, stenderla con il matterello e posizionarla in una tortiera (io ne ho usata una in silicone, se ne usate una tradizionale dovrete imburrarla accuratamente). Bucherellare la pasta con una forchette e ricoprirla di marmellata alle fragoline (tenetene da parte un cucchiaio abbondante e mettetelo in una scodella). Sbucciare le mele (ma chi lo desidera può lasciare la buccia, anzi, sarebbe meglio…), tagliarle a fettine e posizionarle a raggera sulla crostata. Aggiungere un cucchiaio di acqua calda alla marmellata tenuta da parte, mescolarla e spennellarla sulle mele con l'aiuto di un pennello in silicone. Completare con i biscotti, sbriciolati grossolanamente. Accendere il forno a 200°, statico. Appena il forno raggiunge la temperatura cuocere il dolce per 20/25 minuti controllando che i bordi diventino ben colorati. Chi lo desidera, può spolverare il dolce con un cucchiaino di cannella in polevere prima di servire.

mercoledì 5 novembre 2014

Minestra con pasta mista e fagioli




Non si poteva trovare giornata migliore per pubblicare questa ricetta. Dopo tutta la pioggia presa ieri sera nonostante l'ombrello, desideravo proprio qualcosa del genere. Un piatto fumante e saporito che serve a scaldarci e perché no...a migliorare l'umore. La pasta e fagioli è un piatto che si trova in più regioni italiane, con diverse varianti. Quella che si mangiava in casa mia quando ero piccola, per esempio, prevedeva la cottura della pasta a parte e una parte di fagioli schiacciati per renderla più densa.
Questa versione invece  mi è stata suggerita un giorno da un'amica di Napoli.
Ho ritrovato i suoi vecchi appunti e ho tentato di rifarla esattamente, ma non ne sono certa. A me non ne è avanzata nel piatto...ma se dovesse succedere, ricordatevi che riscaldata il giorno dopo è persin più buona! 


Minestra con pasta mista e fagioli

Ingredienti x 4 persone:

320 gr di pasta mista
400 gr circa di fagioli freschi
1 grosso pomodoro maturo
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe

Fate soffriggere l’olio con lo spicchio di aglio,  aggiungete il pomodoro tagliato a piccoli pezzi e una manciata di prezzemolo. Aggiungete i fagioli, copriteli con l’acqua e salate. Fate andare finché i fagioli non saranno quasi pronti, a questo punto unite la pasta e portate a cottura. Aggiungete dell’acqua calda se vi piace più liquida. Servire spolverando con un po’ di pepe.

lunedì 3 novembre 2014

Tortine con cachi e nocciole



Chi ci segue conosce la nostra passione per le farine alternative. Nei dolci ci piace la farina di riso, quella di castagne, di kamut o di farro, di grano saraceno. E spesso, anzi, quasi sempre, la farina integrale, soprattutto nelle torte destinate alla colazione. Proprio per questa nostra attitudine ci ha incuriosite l’uscita sul mercato di una nuova farina “buona che in più fa bene”. Ci riferiamo alla farina Wellness (già il nome la dice lunga sulle sue proprietà…) di Cerealia, azienda molitoria lombardo-piemontese nata nel 2013 dall’unione di tre molini di grande tradizione (Molino Fiocchi, Molino Siani e Molino Seregni). Si tratta di una farina ricca di fibre, che non contiene le parti esterne della buccia del chicco (tegumento) ma solamente gli strati più interni. In questo modo viene ridotto il contenuto della parte meno gradevole e meno digeribile della crusca (lignina). Non è difficile intuire come una farina ricca di fibre alimentari sia molto utile nella dieta quotidiana sia dal punto di vista metabolico che funzionale: le fibre, si sa, aumentano il senso di sazietà, contrastano i radicali liberi (causa dell’invecchiamento), migliorano le funzioni intestinali, rallentano l’assorbimento di zuccheri e grassi (permettendo di tenere a bada i livelli di glicemia e colesterolo nel sangue). La farina Wellness ha meno calorie di una farina bianca (00) e un apporto di fibre, appunto, superiore. Ha superato alla grande la prova-pane (ottimo e, curiosamente, bianco!) e focaccia (fragrante e croccantina) e ci ha convinto anche con questi dolcetti ai cachi, golosi ma sani, ideali per la colazione. Non amiamo particolarmente i cachi, ingrediente che non si ritrova con facilità nelle ricette ma che invece può dare grandi soddisfazioni, soprattutto se "frullato" come in questi dolcetti poiché li dolcifica in modo naturale: esperimento interessante. Questi simil-muffin sono migliori gustati qualche ora dopo averli sfornati, meglio se in giornata, magari completati da una composta di cachi o con una crema di nocciole.  #gustowellness

Tortine con cachi e nocciole

Ingredienti (per 12 pezzi):

140 g di farina Wellness Cerealia
mezza bustina di lievito per dolci
70 g di polpa di cachi
60 ml di latte d’avena
1 uovo
2 cucchiai di zucchero integrale bio
40 ml di olio extra vergine di oliva
30 g di nocciole
60 g di cioccolato bianco

In una ciotola, setacciare la farina con il lievito. A parte sbattere l’uovo con lo zucchero, aggiungere poco alla volta, alternandoli, la miscela di farina e lievito e il latte d'avena. Aggiungere poi la polpa di cachi (precedentemente frullata) e l’olio e mescolare per bene. Infine, completare con 2/3 delle nocciole (ridotte in granella) e con il cioccolato bianco tritato grossolanamente (i pezzetti si devono “sentire”). Imburrare gli stampini da muffin e versarvi l’impasto, completando la superficie delle tortine con la granella di nocciole avanzata. Infornare in forno caldo a 170° per circa 25 minuti. Servire a piacere con una composta di cachi oppure con una crema spalmabile alla nocciola. Per una merenda golosa, sono ottime completate da una crema al cioccolato bianco, preparata facendo sciogliere 125 g di cioccolato bianco in 250 ml di panna.




P.s. Una cosa che non sapevamo: il cachi è originario del Giappone e della Cina ed era chiamato Cibo degli Dèi o Mela d'Oriente... L'albero dei cachi viene chiamato "albero della pace" poiché dopo il bombardamento atomico di Nagasaki dell'agosto 1945, sopravvissero solamente alcuni alberi di questo frutto... In Lombardia, e anche a Milano, non è raro incontrare piante di cachi: furono introdotte verso la fine dell'Ottocento (probabilmente anche come "segnale" di apertura nei confronti di altre culture e paesi lontani). Lo scenario che regalano a strade e cortili è...magico: se vi capita di vedere una pianta di cachi nella nebbia o con la neve...sembra di assistere a un vero e proprio miracolo della natura, con i rami spogli e secchi carichi di frutti coloratissimi... Da rimanerne incantati. E parlando di Milano, non possiamo non citare il nostro libro "A Milano si mangia bene" (Gribaudo): si parla (anche) di cachi oltre che di altri ingredienti tipici della cucina meneghina, con molti riferimenti a dolci proposti nei locali milanesi, con i cachi come protagonisti (uno su tutti? Il Ratanà di Cesare Battisti, con la sua strepitosa Mousse di cachi e vaniglia o la Millefoglie con crema mousseline, cachi vaniglia e melissa, presente nel menu degustazione "...ghe pensi mì!": imperdibile!).

#amilanosimangiabene








Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...