mercoledì 29 ottobre 2014

Pan di mort


In tutta Italia nel periodo della festa di Ognissanti e della commemorazione dei defunti è usanza mangiare dei dolci tradizionali. Ogni regione ha la propria specialità e molte si assomigliano per forma o ingredienti utilizzati. A Milano i dolci più conosciuti per queste festività sono il Pan di mort e Oss de mord. Nelle famiglie milanesi si usava preparare questi biscotti che venivano mangiati il 2 Novembre per ricordare i defunti. I pan di mort sono dei grossi biscotti al cacao con frutta secca e uva sultanina. Sono ancora molto presenti nella tradizione meneghina. Si trovano facilmente, soprattutto dal prestinè (panettiere) ma prepararli in casa è davvero semplice. Si possono fare tante varianti per esempio nella scelta della frutta secca, oppure al posto dell'uvetta utilizzare dei frutti rossi disidratati (come ho fatto io). Infine dategli la forma che più vi piace, qualcuno li fa più tondi altri sostengono che devono essere ovali. Il risultato non cambia, saranno sempre ottimi! I pan di mort si conservano per più giorni, anzi mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni!
#amilanosimangiabene

Pan di mort
Ingredienti (per 9 pezzi circa):

60 gr di frutti rossi disidratati o uvetta
60 gr di mandorle o nocciole
200 gr di biscotti secchi
125 gr di farina
60 gr di fichi secchi
150 gr di zucchero
cannella
6 gr di lievito per dolci
30 gr di cacao amaro
2 albumi
70 ml di vino bianco fermo
zucchero a velo
Tritate le mandorle e i biscotti e metteteli in una ciotola, aggiungete la farina, lo zucchero, l’uvetta (che avrete ammollato in acqua tiepida per almeno 10 min), i fichi tagliati a pezzetti, un pizzico di cannella, il cacao, il lievito e in fine il vino. Iniziate a mescolare e aggiungete i due albumi. Continuate con le mani fino a che non riuscite a formare un panetto che metterete sulla spianatoia infarinata. Ricavate dei paninetti (io li ho pesati per avere più o meno lo stesso peso) e con le mani dategli una forma piuttosto piatta (alta un dito) e allungata. Rivestite una teglia con carta forno, adagiate i pani e mettete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa.




p.s. Dopo mesi di lavoro e di gustosi tour cittadini, finalmente da OGGI è in libreria "A MILANO SI MANGIA BENE", la nostra guida golosa dedicata a Milano, ma anche un viaggio curioso nella tradizione gastronomica meneghina (in 44 ricette!). La quarta di copertina recita cosi: “Milano offre una tale varietà per gli amanti del buon cibo che è necessario sapersi orientare per scoprire i posti più autentici, in cui tradizioni e modernità convivono. Questa guida –corredata... di numerose fotografie e suddivisa in momenti di degustazione, dalla colazione al pranzo, dalla merenda all’aperitivo, dalla cena al dopospettacolo fino al pranzo della domenica – propone circa 700 indirizzi per soddisfare studenti, lavoratori, coppie, famiglie, fashion victim, vegetariani, vegani, turisti, oltre agli appassionati di street food o ristoranti stellati. Le migliori pasticcerie storiche in cui gustare una brioche farcita al momento, ma anche le torrefazioni dove prendere un caffè al banco, gli indirizzi giusti per un pranzo di lavoro o per un panino al volo, quelli per uno spuntino in un concept store, per l’happy hour in enoteca o nei locali più trendy, e ancora, quelli dove provare le pizze o gli hamburger migliori. Le indicazioni sulle botteghe e le cascine in cui comprare prodotti tipici, biologici e a chilometro zero. Le mete gourmand per una gita fuori porta, alla scoperta di buoni sapori nell’hinterland milanese e nelle province di Varese, Pavia, Lodi, Monza e Brianza. Una selezione di ricette tradizionali milanesi, riproposte in chiave moderna e più leggera, dal pan de mej ai mondeghili, passando dalle rivisitazioni dei top chef come la Cassoeula delicata di Claudio Sadler e il Risotto giallo all’antica di Cesare Battisti.” Pronti a sedervi a tavola insieme a noi?

#amilanosimangiabene

lunedì 27 ottobre 2014

Shakshuka


Quando ho visto per la prima volta questo piatto ho esclamato: "ma sono le uova della nonna"! Mi trovavo in Israele e precisamente a Tel Aviv al Noa Bistrot di cui parliamo qui. Mi affascinava il nome e ovviamente gli ingredienti, quando ho visto il piatto in tavola ho pensato immediatamente alle uova che mi faceva mia nonna quando ero piccola. Non c'erano i peperoni e le spezie ma per il resto era proprio identico. So che ci sono anche delle versioni che prevedono i gamberi. Io l'ho tenuta fedele a quella assaggiata in quel viaggio meraviglioso. E' un modo diverso di presentare le uova, una ricetta colorata e molto saporita. L'utilizzo delle spezie poi, assicura un tocco in più. Inutile dire che al primo boccone il ricordo mi ha portato in quella terra magnifica che spero di rivedere quanto prima.


Shakshuka

Ingredienti (per 1 porzione):

1 uovo
1/2 peperone
1 pomodoro maturo
100/150 ml di passata di pomodoro
sale
peperoncino
cumino
basilico
olio extra vergine di oliva


Fate scaldare l’olio e aggiungete un pizzico di peperoncino, il cumino, il peperone tagliato a dadini e il pomodoro tagliato a pezzi. Fate andare per qualche minuto poi aggiungete la salsa di pomodoro e aggiustate di sale. Mettete un coperchio e fate sobbollire per una decina di minuti, se la salsa si asciuga aggiungete un goccio di acqua calda. Fate un piccolo spazio nella salsa e rompeteci l’uovo facendo attenzione a non rompere il tuorlo. Rimettete il coperchio e fate andare finché l’uovo non è cotto.

venerdì 24 ottobre 2014

Torta alla zucca con spezie e amaretti



Zucche, streghe,  teschi, dolcetti, scherzetti, trick or treat... Ebbene sì: Halloween si avvicina, ve ne siete accorti? Allora, sia chiaro: di Halloween non ci importa nulla! Usiamolo però come pretesto per fare un'ode alla zucca, ortaggio che caratterizza piacevolmente il panorama gastronomico lombardo (e milanese) oltre che uno dei più versatili (e buoni!) che esistano: dai ravioli alle vellutate, dal puré alle torte passando per lasagne, gnocchi e minestre, si usa dal primo al dolce per una grande quantità di preparazioni (in commercio si trova anche una strepitosa birra alla zucca!). Oltretutto questo vegetale è anche un prezioso alleato nella nostra dieta quotidiana poiché è ricchissimo d’acqua, ha pochi zuccheri, molti caroteni, vitamine A e C, fosforo, magnesio e potassio. Il suo unico limite? La (nostra) fantasia. Questa volta la mia bella e buona zucca mantovana (con una nonna nata in questa città sono stata abituata fin da piccola a sentir parlare di zucche mantovane, roconosciute come prodotto agroalimentare lombardo tradizionale, n.d.r.) è finita in una torta morbida e budinosa insieme agli amaretti (prezioso e insostituibile ingrediente dei ravioli di zucca che prepara la nonna..). Buon weekend a tutti (e ricordiamoci che #amilanosimangiabene leggete qui)!

Torta alla zucca con spezie e amaretti
Ingredienti (per una tortiera di 24 cm di diametro):
500 g di purea di zucca mantovana*
250 ml di panna di soia
100 g di farina di riso
130 g di zucchero integrale bio
20 amaretti
1 manciata di uvette
mezzo bicchiere di rum
cannella
noce moscata
chiodi di garofano in polvere
2 uova
sale
zucchero a velo

Mettere a bagno le uvette nel rum.
In una ciotola capiente mescolare con le fruste elettriche la purea di zucca con la panna di soia, aggiungere le uova, poi la farina di riso, lo zucchero integrale, gli amaretti finemente tritati, le uvette strizzate e il rum, un cucchiaino di cannella, una grattata di noce moscata, un pizzico di chiodi di garofano in polvere, un pizzico di sale. Mescolare bene per ottenere un composto liscio.
Ricoprire di carta forno (inumidita e strizzata) una tortiera, versare il composto di zucca, livellare, infornare e cuocere a 180° (il forno deve essere già caldo) per 40 minuti circa. Togliere dal forno e far raffreddare la torta per bene prima di sformarla. Servire con una spolverata di zucchero a velo.
*per la purea di zucca, basta dividere la zucca in pezzi e cuocerla (con la buccia) in forno a 200° finché diventa tenera. Quando è fredda, prelevare la polpa con una forchetta e raccoglierla in una ciotola. Potete anche usare la polpa di zucca venduta già sbucciata e a pezzi (al supermercato si trova con facilità), cuocendola sempre al forno o a vapore.


martedì 21 ottobre 2014

Busecchina (e il nostro libro "A Milano si mangia bene"!)



Ci siamo. Non potevamo aspettare un giorno di più. Il nostro sogno si è avverato. Avete presente quando vi viene chiesto “Esprimi un desiderio!”? Ecco, agli ultimi compleanni, al momento di spegnere le candeline sulla torta, o quando abbiamo visto le stelle candenti in Cina, in Mongolia e in Indonesia, il nostro pensiero andava nella stessa direzione. La stessa risposta. Un mantra. Abbiamo unito le forze e...eccoci qua. Il 29 ottobre esce il NOSTRO LIBRO! Un progetto coccolato da tanto tempo, tenuto in caldo finché l’idea editoriale non è diventata quella “giusta”. Poi, improvvisamente, di rientro da un bellissimo weekend a Vico Equense in occasione della Festa a Vico (ci avrà portato fortuna respirare quell’aria densa di “chef” e di cibo? Forse sì…) ecco arrivare la mail che sognavamo di ricevere. Un appuntamento in Feltrinelli. “Parliamone”, ci viene detto. Da quel momento in poi è stato tutto un susseguirsi di mail e serate di lavoro, di nottate in bianco a progettare, di weekend dedicati a cucinare e a fotografare, studiare e interrogare, provare ricette, testare, scartare, rifare, ricominciare da capo, sfornare e assaggiare, girare, curiosare. Poi scrivere, scrivere, scrivere. E provare locali, pasticcerie, negozi. Indagare, seguire l’istinto e gli appunti di anni, inseguire novità e certezze (le nostre personalissime certezze…). A Milano. La nostra città. È lei la protagonista del nostro progetto: siamo andate in giro per la città per capire quanta Milano è rimasta nelle sue insegne vecchie e nuove. Un viaggio affascinante nella tradizione gastronomica meneghina, che ci ha permesso di mettere in luce il nostro personale punto di vista sul lato più "gustoso" della nostra città. Con emozione vi presentiamo il frutto del nostro vagare: A Milano si mangia bene (700 indirizzi golosi dalla colazione al dopocena, con 40 ricette di impronta meneghina), edito da Gribaudo, che non finiremo mai di ringraziare per aver creduto, insieme a noi, a questo progetto.

#amilanosimangiabene


Per festeggiare l'uscita del nostro libro, abbiamo pensato a una ricetta tipica lombarda molto in voga a Milano, of course, ideale per una merenda sostanziosa, per concludere il pranzo della domenica o semplicemente per una coccola: la busecchina! Le castagne non sono mai mancate sulle tavole lombarde e per conservarle a lungo si usava essiccarle. Le castagne secche, quindi, tornavano utili per preparare vari dolci, ridotte in farina oppure come protagoniste della busecchina, appunto. Curiosità: il suo nome richiama la Busecca (la trippa, in milanese) poiché a fine cottura le castagne ricordano, per colore e forma, proprio la trippa…

Busecchina con panna e cannella

Ingredienti:

500 g di castagne secche
vino bianco secco o latte
250 ml di panna fresca
cannella in polvere

Lasciare in ammollo le castagne secche in acqua, per una notte. Il giorno seguente scolarle, eliminare eventuali pellicine dalle castagne, lavarle sotto l’acqua corrente, porle in una pentola e aggiungere acqua finoa ricoprirle (non oltre). Mettere sul fuoco, che deve essere basso, e far lessare lentamente le castagne secche finché diventano morbide (potrebbe essere necessario aggiungere altra acqua). Adagiare le castagne sul fondo delle coppette, versare anche il loro liquido residuo di cottura, aggiungere qualche cucchiaio di vino bianco secco (oppure del latte tiepido) e lasciar riposare un po' per far penetrare il liquido nelle castagne. Al momento di servire, completare con panna montata (zuccherare a piacere) e una spolverata di cannella.

lunedì 20 ottobre 2014

Torta di pere allo zenzero




Uno studio francese, di recente, ha messo in luce un fatto molto interessante: bere tè ridurrebbe la mortalità non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per quelle non cardiovascolari. In altre parole: il tè fa davvero bene. Conterrebbe anche antiossidanti che possono avere benefici sulla salute, inoltre chi beve tè tenderebbe ad avere stili di vita più sani. Io mi limito ad affermare che la bellissima abitudine orientale di accompagnare tutti i pasti (tutti!) da una buona tazza di tè (e quest’estate in Indonesia ne abbiamo avuto la riprova…) sarebbe davvero da copiare: diventa una necessità, una volta rotto il ghiaccio con questa sana e corroborante usanza! Mi sono ripromessa di provare a farlo anche a casa ma devo ammettere con scarso successo. Durante i weekend, però, e in particolare la domenica, a metà pomeriggio, una merenda con una tazza di tè è diventata una regola, a casa mia… Sarà forse perché c’è sempre di mezzo qualcosa di dolce e sfizioso, come per esempio questa torta di pere?
La ricetta proviene da un vecchissimo numero della Cucina Italiana: è una torta tradizionale, classica, che fa fare bella figura in qualsiasi occasione. E piace a tutti. L’ho semplicemente “aggiornata” con… una spolverata di zenzero. Che, con le pere, sta sempre bene. Rimane morbida e profumata, perfetta per concludere il pranzo della domenica o per accompagnare, manco a dirlo, una tazza di tè... Buona settimana a tutti!

Torta morbida di pere allo zenzero

Ingredienti:

2 pere Abate (400 g circa)
150 g di burro (per me, di soia)
150 g di zucchero integrale bio    
150 g di farina 00
3 uova
1 bustina lievito
zenzero in polvere
granella di zucchero
zucchero a velo (facoltativo)

Sbucciare le pere, tagliarle a spicchi e spolverarle con lo zenzero (quantità a piacere, nel mio caso ho abbondato…) mescolando bene. In una ciotola montare a lungo il burro morbido e lo zucchero con le fruste elettriche. Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando con il cucchiaio di legno. Incorporare la farina setacciata con il lievito. Riprendere le fruste elettriche e montare finché il composto risulta spumoso. Foderare di carta forno uno stampo da 20 cm, versarvi l’impasto e ricoprire la superficie della torta con le pere. Cospargere con la granella di zucchero, infornare e cuocere in forno caldo per 45 minuti a 180°. Quando la torta si sarà raffreddata, servire a piacere con zucchero a velo e qualche fettina di pera precedentemente spruzzata con succo di limone.




P.S. A proposito di Indonesia (qui potete trovare, se vi va, un piccolo resoconto, anche fotografico, della nostra esperienza di quest'estate....), ecco alcuni piatti che abbiamo gustato insieme al té durante la nostra vacanza. A destra, una colazione a Ubud (Bali), che ci ha preparato il mitico Wayan, un ex-chef (ha lavorato principalmente in Australia) che ora gestisce il Bali Culture Guesthouse: rice pudding (con riso nero e latte di cocco), frutta e una tazza di black tea. A sinistra, invece, una colazione all'Ayu Hotel sulle Isole Karimunjawa (Java), preparata dalla deliziosa miss Eryl (altra eccellente cuoca...): pancake con confettura di mandarino homemade, accompagnata da té e frutta. Al centro, un panorama sul vulcano Bromo, a Java: qui il té l'abbiamo bevuto bollente, per scaldarci... La temperatura, alle 3 del mattino, era polare a dir poco, ma lo spettacolo dell'alba che illuminava quel paesaggio surreale e incredibile ci ha ripagato con gli interessi. Decisamente.





giovedì 16 ottobre 2014

Coppa con uva e ricotta alla cannella



Uva. Uva. Uva. La adoro. Una delle cose che più mi fa piacere dell’autunno è sapere che posso gustarmi il mio frutto preferito. La mia passione per l’uva è relativamente recente. Da ragazzina, convinta (erroneamente) che fosse un frutto troppo calorico e zuccherino, non la mangiavo volentieri. Che sbaglio! L’ho riscoperta grazie anche al mio immunologo, che mi ha suggerito di “studiarmi” alcuni articoli dedicati alle proprietà di alcuni alimenti che mi consigliava di inserire nelle mie abitudini alimentari, tra cui appunto l’uva. Tanto per cominciare, è ricca di resveratrolo, un potente antiossidante responsabile anche di regolare la glicemia. Contiene inoltre minerali e vitamine, è un potente anti-infiammatorio ed è un ottimo spezzafame, in particolare prima di fare sport. Fatta questa premessa, ecco una ricetta del genere “Speedy Gonzales” per quelle serate in cui c’è bisogno di un dolcetto ma manca il tempo per farlo. Ecco: in questi casi, la frutta ci salva sempre. Nello specifico, il mio frigorifero l’altra sera offriva solo uva (in questa stagione non manca mai…), che insieme alla ricotta è finita in una coppa con un goccio di Porto e un bel po’ di cannella (acquistata a Java in un piccolo mercatino che ancora si ricorderà di noi visto il “cinema” che abbiamo fatto, ululando davanti a spezie, vaniglia e cacao…). Voilà!

Coppa con uva e crema di ricotta alla cannella

Ingredienti (per 2 persone):

1 grappolo di uva bianca
200 g di ricotta
1 bicchierino di Porto
zucchero integrale bio
cannella
1 noce di burro

In una padella antiaderente far sciogliere la noce di burro, aggiungere i chicchi d’uva (qualcuno tagliato a metà, gli altri interi) e un paio di cucchiai di zucchero. Mescolare e aggiungere il Porto. Far andare qualche minuto. In una ciotola lavorare la ricotta con un paio di cucchiai di zucchero e la cannella (quantità a piacere: dipende dai gusti). Versare l’uva sul fondo di due coppe, completare con la crema di ricotta, spolverando ancora con un po’ di cannella. Servire.

lunedì 13 ottobre 2014

Cipolle alla curcuma



C'è un momento, durante la pausa pranzo lavorativa in mensa, in cui inizio a scambiare ricette e indirizzi gastronomici con i colleghi. Mi piace essere diventata un pò il punto di riferimento per ristoranti e locali a Milano. Una specie di guida in carne e ossa. Mi viene detto il budget, la zona, la tipologia di locale ed io inizio a recitare quasi a memoria una serie di indirizzi. Ma è altrettanto bello ricevere in cambio ricette da provare. Questa in particolare è la ricetta di Cosimo, che da quando ha conosciuto il mio medico greco, si è convertito quasi totalmente alla cucina "sana". Il che non vuol dire priva di gusto, e di questo sono convinta. Provare per credere. Queste cipolle di facile e veloce realizzazione sono ottime. Vogliamo parlare anche del bellissimo colore effetto della curcuma ? Oggi il giallo è più che mai necessario per contrastare il grigiore che ci circonda, quindi non mi resta che augurarvi una bella serata.



Cipolle alla curcuma

Ingredienti:

1 cipolla a persona
olio extra vergine di oliva
curcuma
pangrattato
semi a piacere (sesamo, lino, papavero...)
1 cucchiaio di mandorle a scaglie
sale e pepe
Lavate le cipolle e pulitele eliminando il primo strato, tagliate a metà per ottenere due dischi che inciderete a croce con un taglio profondo.  Sistematele in una teglia unta di olio e aprite bene tutti gli strati per permettere al condimento di penetrare bene.  In un piatto preparate il mix di pangrattato, semi, sale, pepe e curcuma. Distribuite il composto sulle cipolle, completate con le mandorle a scaglie e mettete in forno caldo a 180° per mezz’ ora circa poi fate gratinare per altri 5 minuti. 

venerdì 10 ottobre 2014

Cake integrale con prugne al Campari


Resto sempre molto colpita dalle notizie e dai numeri legati all’obesità, soprattutto quella infantile. Oggi si celebra l’Obesity Day 2014, la giornata in cui tutti dovrebbero sensibilizzare e informare su una delle problematiche più diffuse e pericolose. Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo dare un contributo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela che sono circa 3,2 milioni le morti attribuibili, in un anno, a un’attività fisica insufficiente. Solo nel nostro Paese ci sono 1,5 milioni di obesi patologici. E se ci aggiungiamo anche le persone in sovrappeso il problema coinvolge quasi la metà della popolazione adulta. Ma ci pensate? Insomma: muoversi di più e mangiare meglio sarebbe l’equazione magica da perseguire… Sembra facile ma non lo è affatto. O meglio: per molte persone (troppe!) alimentarsi correttamente e fare un po' di attività fisica restano concetti astratti e complessi... Forse l’unica strada percorribile è quella dei piccoli passi: una breve passeggiata dopo il pranzo, cominciare pian pianino a diminuire lo zucchero nel caffè, dimenticarsi dell’ascensore quando possibile, usare i condimenti a crudo, mangiare frutta a merenda... Piccole cose. Piccoli passi. A proposito, “Facciamo insieme il primo passo è lo slogan scelto dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica per l’Obesity Day di quest'anno. Noi vi proponiamo per questa occasione un cake integrale per la colazione del mattino, senza olio né burro e con pochissimo zucchero (che si può anche eliminare completamente, come per altro prevedeva la ricetta originale, tratta da un vecchio libro De Agostini, “Cucinare Leggero”, che ho modificato a mio gusto, e che tra le altre cose utilizzava il Maraschino al posto del Campari e farina 00 invece di quella integrale). A mio avviso è molto buono completato con una generosa cucchiaiata di ricotta fresca e un filo di miele…

Cake integrale con prugne al Campari

Ingredienti:

200 g di prugne denocciolate
170 g di farina integrale
2 uova
Mezza bustina di lievito per dolci
6 cucchiai di Campari
4 cucchiai di zucchero integrale bio
4/5 cucchiai di latte

Spezzettare le prugne e metterle a bagno in una tazza con il Campari, allungando con un po’ di acqua fino a coprirle completamente. Sbattere con le fruste elettriche i tuorli (tenere da parte gli albumi!) con lo zucchero. Aggiungere il latte e sbattere ancora. Mescolare il lievito con la farina e aggiungerla poco alla volta al composto di uova, intervallando con il liquido di “marinatura” delle prugne, fino a incorporare completamente farina e liquido. Aggiungere anche le prugne e mescolare. Montare a neve gli albumi e incorporarli al composto, con delicatezza. Versare in uno stampo da plum cake ricoperto di carta forno o in silicone e cuocere in forno caldo a 180° per 35 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e servire.

mercoledì 8 ottobre 2014

Torta di polenta con fichi e zola


Non so voi..ma io quest'anno ho avuto grosse difficoltà a trovare i fichi. Evitando le grandi catene dove probabilmente li avrei comprati senza difficoltà, mi sono rivolta ai miei soliti fornitori e sono rimasta sempre a mani vuote. Finché qualche settimana fa, quasi per miracolo, ho trovato un cestino che mi aspettava. Nel giro di pochi giorni ho finito la mia piccola scorta ma sono riuscita a conservarne alcuni perché da tempo volevo sperimentare questa semplice ricetta: è molto autunnale, per i sapori e per i colori. Mi piace l'idea di utilizzare la polenta come base per una torta. Qui trovate la mia versione con fichi e gorgonzola di capra ma chiaramente si presta a qualsiasi tipo di combinazione. E' ottima servita calda con il formaggio ben filante e la polenta che conserva ancora la sua morbidezza. Un buon bicchiere di vino rosso per accompagnare il piatto e un bel film in televisione: la vostra serata è assicurata!

Torta di polenta con fichi zola

Ingredienti:

250 g farina gialla
10 fichi
gorgonzola
sale grosso
olio extra vergine di oliva


Portate a bollore circa un litro di acqua, salatela e versate a pioggia la farina gialla. Mescolate la polenta e portate a cottura, a seconda della tipologia utilizzata ci vorranno dai 40 minuti ai 20 e anche meno per la polenta istantanea. Ungete una teglia rotonda per crostate versate la polenta e livellatela bene aiutandovi con il dorso di un cucchiaio bagnato con acqua fredda. Lavate i fichi, asciugateli bene, tagliateli in quattro e disponeteli sulla polenta. Completate con pezzetti di gorgonzola fino a riempire bene tutti gli spazi rimasti. Mettete in forno a 180° per 10/15 minuti, finché il formaggio non sarà ben sciolto.

lunedì 6 ottobre 2014

Crumble di mele (per "La Mela di AISM")




Puntale ogni anno, a ottobre l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) organizza “La Mela di AISM”, importante evento che coinvolge oltre 3.000 piazze italiane (cliccate qui per scoprire quali sono). Lo scopo? Raccogliere fondi per progetti di ricerca scientifica e servizi per le persone colpite dalla malattia. Che sono tante: 72mila solo in Italia. La sclerosi multipla è una grave malattia del sistema nervoso centrale: cronica, imprevedibile e spesso invalidante, colpisce per lo più i giovani tra i 20 e i 40 anni (pensate: in Italia viene registrata una nuova diagnosi ogni 4 ore…). La ricerca ultimamente ha fatto molti progressi ed esistono terapie in grado di rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita delle persone colpite: la causa e la cura risolutive, tuttavia, non sono ancora state individuate. Per questo è fondamentale sostenere la ricerca e conoscere da vicino i programmi di AISM a supporto dei giovani malati di sclerosi multipla (segnaliamo anche il blog www.giovanioltrelasm.it). I volontari AISM, oltre 10 mila, sono in piazza l’11 e il 12 ottobre con questo scopo: basta semplicemente acquistare le mele di AISM per sostenere la ricerca contro la sclerosi multipla. Quest’anno il testimonial dell’evento è lo chef Alessandro Borghese, che ha girato lo spot de “La Mela di AISM” e ha realizzato una Torta di mele per l’occasione (trovate la ricetta sugli opuscoli AISM legati all’iniziativa). “In cucina si può improvvisare, mentre con la sclerosi multipla non si può. Per questo servono risposte concrete” afferma lo chef, che ha voluto dare il suo sostegno all’AISM “perché un impegno così serio implica un’organizzazione altrettanto seria, che dia garanzie a chi la sostiene di trasparenza e affidabilità” aggiunge. Anche noi dell’Albero della Carambola, insieme ad Alessandro Borghese e ad AISM, invitiamo tutti a scendere in piazza per fare la propria offerta per la ricerca e tornare a casa con un bel sacchettino di (ottime) mele solidali. Noi le abbiamo già “sfruttate” per preparare questa ricetta (e non solo questa!): il crumble di mele con fiocchi di riso e uvette. Un dessert o una merenda sfiziosa (ma buono anche a colazione), che potrebbe piacere anche ai bambini…
Scendiamo tutti in piazza contro la Sclerosi Multipla (e acquistiamo le mele di AISM)!

Crumble di mele con fiocchi di riso e uvette

Ingredienti (per due persone):

2 mele
15 g di burro
30 g di zucchero integrale bio
40 g di farina integrale
40 g di fiocchi di riso e frumento integrale
1 manciata di uvette
mezzo limone bio

Mettere a bagno le uvette in una tazza con acqua calda. Grattugiare la scorza di mezzo limone (tenerla da parte), poi ricavarne il succo. Sbucciare le mele e tagliarle a pezzettini, metterle in una ciotola e spruzzarle con il succo di limone. Porre una piccolissima noce di burro (dai 15 g) in una padella antiaderente, aggiungere metà dello zucchero, le mele con il loro succo e le uvette (strizzate). Cuocere per qualche minuto: le mele dovranno iniziare a “caramellare”. Toglierle dal fuoco, spolverare con la scorza di limone e mescolare. In una ciotola impastare la farina, il burro (morbido) a pezzettini, lo zucchero e i fiocchi di cereali, in modo da ottenere un impasto “bricioloso”. Versare le mele cotte sul fondo di due ciotoline monoporzione in ceramica o in vetro. Ricoprirle con il composto di briciole, compattare leggermente e infornare a 180° (forno già caldo) per circa 25 minuti (la superfice dovrà risultare dorata). Sfornare e servire i crumble tiepidi o freddi, spolverizzando a piacere con zucchero a velo.


venerdì 3 ottobre 2014

Mug Cake integrale alla banana e tè matcha





Sperimentare in cucina (ovvero: provare, osare, sbagliare…) è uno dei nostri divertimenti preferiti. Si sa. Sfogliando delle riviste americane ho notato un gran fermento intorno alle mug cake, le torte in tazza, dessert veloce e originale da preparare, di origine statunitense, che ultimamente mi capita di vedere un po’ ovunque, blog compresi. Devo però confessarlo: non è stato amore a prima vista con questo genere di dolce. Ammetto però che tentativo dopo tentativo, grazie alle sperimentazioni, sono arrivata a un certo grado di soddisfazione. Merito anche (o soprattutto!) del bellissimo libro di Guido Tommasi Editore “Mug cakes. Pronte in 2 minuti al microonde” di Lene Knudsen: colpo di fulmine! Il libro è delizioso e “subdolo”: mentre lo sfogli bevendo un tè sul divano ti “costringe” ad alzarti, ad andare in cucina, prendere una tazza e preparare all’istante una sfiziosa mug cake. Ci vogliono davvero cinque-minuti-cinque (quasi due per la cottura, gli altri tre per tirar fuori gli ingredienti dalla dispensa): non si sporca nulla, non si pesa nulla (tranne il burro…), non servono accessori. Si tratta solo di mettere gli ingredienti nella giusta sequenza nel mug, poco meno di due minuti di microonde alla massima potenza e…voilà: la torta, magia, è pronta! Mi sono divertita a creare una mug cake mixando due ricette (e modificando leggermente le quantità…) per ottenere la mia personalissima tortina integrale in tazza, alla banana e tè matcha. Buona da servire tiepida, in pratica subito dopo averla “sfornata”, insieme a due cucchiaini: un simpatico dessert da “smezzare” perché intero, a mio avviso, è davvero…troppa roba! Buon weekend!

Mug Cake integrale alla banana e tè matcha

Ingredienti (per una tortina):

30 g di burro
1 uovo
4 cucchiai di zucchero bio integrale
1 cucchiaio di latte di soia
1 piccola banana schiacciata
7 cucchiai di farina integrale
1 quarto di cucchiaino di tè matcha
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di gocce di cioccolato
Inserire in una tazza alta e stretta (mug), in sequenza, l’uovo, lo zucchero e il latte. Mescolare bene. Aggiungere la banana, mescolare ancora. Proseguire con farina, tè matcha e lievito, le gocce di cioccolato e, per ultimo, il burro (che avrete sciolto per 20 secondi al microonde alla massima potenza). Mescolare e cuocere al microonde, sempre massima potenza, per 1 minuto e 50 secondi. La mug cake è pronta da gustare, tiepida, e non è adatta alla conservazione poiché si “asciuga” rapidamente.




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