lunedì 30 giugno 2014

Pane integrale al sesamo


Il tempo incerto e i nubifragi dei giorni scorsi hanno portato con sé almeno una cosa "utile": accendere il forno non è mission impossible! E a questo punto urge una confessione: ogni volta che leggo sui blog ricette che prevedono il lievito madre…avverto fortissimo un senso di sconfitta. Da quando non ce l’ho più (o meglio: da quando l’ho mandato “in vacanza”…) mi spiace non avere più l’appuntamento fisso con la pizza della domenica (qui la ricetta semplice, furba e veloce che usavo...) e con tutti i miei esperimenti con le mani in pasta. Per contrastare la nostalgia preparo ogni tanto questa pagnotta integrale con il lievito di birra: è davvero un ottimo compromesso. È buona a tavola, con salumi e formaggi o un buon sughetto da raccogliere, ma è a colazione, con un velo di marmellata, che si esalta al massimo. Oltretutto, resiste fragrante e morbida per diversi giorni. Ho utilizzato la farina Petra 9 di Molino Quaglia, macinata a pietra, che rende il pane rustico e saporito e ha un forte profumo di grano (è una farina di grano tenero che conserva un elevato contenuto di fibre alimentari). Infatti, si chiama proprio “conTuttoilGrano”: in sostanza è il risultato di un processo di recupero di tutte le componenti del chicco, che in un normale processo di macinazione verrebbero scartate o andrebbero perse. Buona settimana a tutti!

Pane integrale al sesamo

Ingredienti per il lievitino:

150 g di farina Petra 1
5 g di lievito di birra
100 g di acqua tiepida
850 g di farina Petra 9
20 g di lievito di birra
malto di riso
olio extra vergine di oliva
4 cucchiai di semi di sesamo
sale

Preparare il lievitino: impastare in una ciotolina la farina, il lievito sbriciolato e l’acqua. Si otterrà un impasto morbido, lasciarlo riposare per 3 ore in una ciotola coperta con della pellicola trasparente.
Mettere nella planetaria la farina Petra 9, il lievitino, 1 cucchiaio di malto di riso, 20 g di lievito di birra sbriciolato, 2 cucchiai di olio, i semi di sesamo, mezzo litro di acqua tiepida. Far andare alla velocità minima con il gancio per impastare. Dopo circa un minuto mettere 1 cucchiaino scarso di sale. Lavorare per 4 minuti a velocità minima. L’impasto deve essere morbido e quando è liscio toglierlo dalla macchina, metterlo sulla spianatoia e compattarlo un po’ lavorandolo con le mani. Mettere l’impasto in una ciotola, fare un taglio a croce, coprire con uno strofinaccio bagnato e lasciar lievitare per 4/5 ore. Deve raddoppiare il volume. Quando è pronto lo si sgonfia lavorandolo ancora sulla spianatoia, si divide a metà, si mette sulla leccarda del forno coperta di carta forno, si fanno due tagli paralleli n superficie, si copre con una tovaglia e si fa lievitare per altri 45 minuti circa. Accendere il forno al massimo, mettere una ciotolina di coccio con un po’ d’acqua sul fondo del forno, mettere la placca a metà altezza e cuocere il pane per 25 minuti al massimo del calore, poi si gira il pane e si abbassa il forno a 170° per altri 20 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare su una griglia.



giovedì 26 giugno 2014

Pasta con vongole, ‘nduja e burrata (e La Champagnerie di Milano!)



Chi ci segue lo sa già e non rimarrà sorpreso nel leggere che da queste parti esiste una vera e propria “mania”: provare ristoranti. Sì: ormai non possiamo nemmeno più chiamarla passione ma è una vera e propria…ossessione! Del resto, quando ci si ritrova circondati da amici e amiche con la medesima attitudine e la stessa voglia di provare nuovi piatti, scoprire nuovi locali e magari “rubare” una dritta a qualche chef è automatico che la serata tipo, ultimamente, sia quasi unicamente uscire… a cena. Capita poi che, a sorpresa, si incontrano sulla propria strada vecchi amici e vecchie conoscenze che, combinazione, si ritrovano a lavorare nella ristorazione. Ecco quindi che provare un nuovo locale si trasforma in una serata amarcord, condita da ottimi assaggi, ottimi vini, spunti, risate. È successo l’altra sera da La Champagnerie Restaurant Gourmet di via Vittor Pisani 2 a Milano. Avevamo già sentito parlare di questo nuovo locale, una ex banca trasformata in ristorante con un originale caveau-cantina destinato a eccellenti champagne da tutto il mondo: abbiamo scoperto poi che successivamente all’inaugurazione il ristorante ha cambiato cucina e direzione, ponendo l’accento sulla qualità dell’offerta gastronomica, diventando così prima di tutto “ristorante” e poi “champagnerie” (per capirci…). Il nostro amico Michele, ottimo padrone di casa, ci ha raccontato che si è scelto di puntare sull’estro di un giovane chef come Guglielmo Paolucci: una bella sorpresa. Abbiamo capito subito che la serata sarebbe stata promettente. Il primissimo piatto arrivato al nostro tavolo ci ha lasciate a bocca aperta: una Granita allo champagne con ostrica…un connubio vivace e azzeccatissimo. Ottimo anche il Carpaccio di scampo e mojito scomposto, intrigante il Vitello tonno e nocciola. Di sostanza e di carattere il Risotto allo Champagne, ricci di mare, schweppes al limone e polvere di capperi (reso davvero particolare dal sapore deciso dei ricci…), più “regolare”, di esecuzione e cottura perfetta, la Mezzaluna di amatriciana, cremoso di parmigiano e pecorino, guanciale croccante di amatrice. Sorprendente anche il capitolo dei secondi: promossa la Millefoglie di merluzzo cotto a bassa temperatura, croccante di amaranto, crema di peperoni rossi e asparagi crudi e cotti ma anche il Filetto di manzo, pane all’aglio e peperoncino su crema di cime di rapa. Dulcis in fondo, Gelato alla fragola “anni 90” su terra di cioccolato e Freschezza al limone, basilico e lamponi, con una deliziosa piccola pasticceria a chiudere in bellezza la nostra serata. Chiacchierando con lo chef, oltre a fargli i complimenti per la cena davvero notevole, siamo riuscite a rubargli una ricetta individuata sul menu del ristorante e che ci siamo divertite a riproporre a casa nostra, facendo un’ottima figura a una cena con amici (certo, l'impiattamento dello chef è...tutta un'altra cosa: bisogna riconoscerlo!). Abbiamo solo sostituito gli spaghetti Vicidomini, previsti nella ricetta originale, con delle bavette. Vi va di provarla?
Pasta con vongole, ‘nduja e burrata
(ricetta dello chef Guglielmo Paolucci)
Ingredienti per 2 persone:

160 g di bavette
90 g di burrata pugliese
15 g di ‘nduja calabrese
200 g di vongole veraci
un mazzetto di prezzemolo
10 cl di vino bianco
1 spicchio d’aglio
olio extravergine d’oliva
sale e pepe

Mettere le bavette a cuocere in abbondante acqua salata per 6 minuti. Nel frattempo, in una padella con un filo d’olio e aglio, far aprire le vongole, precedentemente ben spurgate.
Sfumare con del vino bianco e coprire con un coperchio per pochi minuti. Quando le vongole si sono aperte versarle in uno scolapasta per far sì che i frutti di mare si separino dalla propria acqua e per non farli andare avanti di cottura. Le vongole andranno sgusciate e il liquido passato in uno straccio per far sì che non ci siano sabbia o altri residui. In un’altra padella calda far sciogliere la ‘nduja (senza altri grassi), sfumare con poco vino bianco e aggiungere dell’acqua calda non salata per bilanciare la sapidita del piatto. Scolare le bavette dopo 6 minuti di cottura e versarle nella padella a fuoco alto. Far andare per almeno 4 minuti, per dar sapore aggiungere pian piano l’acqua delle vongole e le vongole sgusciate. A fine cottura spolverare con prezzemolo tritato e un filo d olio extravergine. Impiattare: sul fondo del piatto mettere un cucchiaio di burrata, precedentemente frullata con olio, sale e pepe. Disporre le bavette sopra la burrata e adagiare bene le vongole e la salsa sulla pasta.




La Champagnerie Restaurant Gourmet
via Vittor Pisani 2
Milano (zona Repubblica/Stazione Centrale)
Tel. 02 36683520

martedì 24 giugno 2014

Spaghetti integrali con seppioline e pimento


Il recente trasloco mi ha messa di fronte a una dura realtà: sono un’accumulatrice. È ufficiale. In particolare, il mio punto “debole” riguarda piatti, ciotole, riviste e…libri. Libri di ogni tipo, di ogni genere, romanzi del cuore e libri a cui sono affezionata e che mai e poi mai potrei abbandonare. Da Kundera (tutti) alla trilogia Millennium. Da “Anime alla deriva” a “Jane Eyre”. Che fatica… E poi: montagne e montagne di libri di cucina, sulle diete, sulla salute ("colpa" anche del mio lavoro...). Sfogliando di qua e di là mi sono soffermata sul libro “La dieta Sorrentino” di Nicola Sorrentino, conosciuto ai più come “il dietologo delle star italiane”. Premetto che sono sempre scettica quando sento parlare di diete e soprattutto di regimi alimentari ipocalorici: a mio avviso è la cucina di tutti i giorni, insieme allo stile di vita che adottiamo, a condizionare peso e “forme”. Sono una sostenitrice convinta del fatto che variare a tavola sia una scelta vincente, affidandosi a porzioni non esagerate e al buon senso. Senza limitazioni di proteine, carboidrati o vegetali. O un conteggio ossessivo delle calorie. Insomma, di tutto un po’, con moderazione. La cultura alimentare dovrebbe essere materia scolastica, a mio avviso… Detto questo, sul libro di Sorrentino ho trovato alcuni spunti molto interessanti, insieme a ricettine davvero semplici, leggere ed equilibrate, che sono diventate ormai dei jolly per la mia cucina di tutti i giorni. Come la pasta integrale alle seppioline, per esempio. L’utilizzo dell’olio a crudo, come suggerisce il medico, è un accorgimento che ormai fa parte delle mie abitudini quotidiane. Dimenticavo: voi la conoscete l’usanza in base alla quale quando si cambia casa il primo piatto cucinato nella casa nuova deve essere rigorosamente il pesce (possibilmente fritto…)? Ebbene, confesso, io non l’avevo mai sentito. Me lo ha detto la mia amica Francy, siciliana doc. Pare sia una consuetudine tipicamente siciliana e, facendo tesoro del suo suggerimento (di questi tempi si prova tutto!) vi presento la mia primissima cena nella casetta nuova… Non si tratta di pesce fritto ma... speriamo sia lo stesso di buon auspicio!

Spaghetti integrali con seppioline e pimento

Ingredienti per 2:

80 g di spaghetti integrali
200 g di seppioline pulite
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
2 cucchiai di vino bianco secco
400 g di pomodori da sugo
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Sale
Pimento (mia aggiunta)

Versare le seppioline in una padella antiaderente con lo spicchio d’aglio schiacciato, metà del prezzemolo, il vino bianco (sì, avete capito bene: niente olio). Salare. Aggiungere i pomodori a pezzi e far cuocere a recipiente coperto finché le seppioline saranno cotte e tenere (circa mezz’ora). Lessare la pasta al dente, scolarla, aggiungerla nella padella con il sugo di seppie, completare con il prezzemolo restante, l’olio e un giro di pimento (o peperoncino) in polvere.

venerdì 20 giugno 2014

Cake mele e amaranto (e consigli per un weekend a Merano e dintorni!)



Dopo avervi presentato i consigli "gastronomici" su Ravenna della nostra “inviata speciale” Giliana (qui), spostiamoci in montagna. Precisamente a Merano. Qui abbiamo coinvolto il nostro amico Tiziano, che da Milano è andato a vivere proprio nella città tanto cara all’Imperatrice Sissi. Se vi venisse voglia di un weekend rilassante... ”via dalla pazza folla”, Merano ha tutte le carte in regola per conquistarvi. Boschi, sentieri, negozietti da sbirciare (dove acquistare mele, speck, grappe e vini), pasticcerie da testate, le splendide Terme, percorsi per passeggiare o per correre (impossibile non sentire l’impulso di infilarsi le scarpe da running di fronte al bellissimo percorso lungo il fiume Passirio…). Ed è una città ricca d'acqua, che proviene per il 99% da fonti sorgive, fra le quali quella del Monte San Vigilio, le cui acque sono conosciute per la loro purezza e vengono utilizzate anche per produrre la birra Forst e per le cure termali. Se avete in programma una fuga a Merano e dintorni, vi suggeriamo di portarvi in valigia i consigli di Tiziano!



Dove si mangiano i canederli più buoni?
Domanda un po' difficile. Sono uno dei piatti più tipici del territorio ed esistono davvero tanti posti dove gustarne di veramente buoni. Sono molte le osterie e i ristoranti che vantano "i migliori canederli". Detto questo, punto su un'osteria contadina Gallo Rosso, a Nalles, la Nalserbacher. Ottima cucina in generale e… davvero squisiti i loro canederli!

Ci dai alcuni suggerimenti per un aperitivo “con vista” e per uno “gourmand”?
L'aperitivo è un'usanza meno consueta nella zona di Merano, rispetto a molte altre città italiane. A Castel Fragsburg fanno l’aperitivo: qui si combina sia l'aspetto gourmand (visto che vi lavora lo chef "stellato" Haller) sia quello "panoramico".
Lo strudel più buono?
Per me senza dubbio la Pasticceria Aida, proprio sotto il Duomo di Merano. In alternativa, eccellente anche la piccola Pasticceria Pohl, in Via Roma.
Un rifugio che consiglieresti per una passeggiata da concludere con un buon pranzo?
Anche qui ce ne sono davvero tanti. Eccellente però la Gompm Alm, sotto l'Hirzer. Cucina quasi gourmet in baita. Incredibile ed eccellente (ne abbiamo parlato in questo post, n.d.r.)

Un posticino "giusto" per una cena con gli amici? E una cena romantica?
Con gli amici si può andare alla Forst di Lagundo o da Onkel Taa a Parcines.
Per una cena romantica c'è l'imbarazzo della scelta. Tra i miei favoriti il Culinaria di Tirolo e il Miil di Cermes. Eccellente anche il ristorante del Vigilius Mountain Resort, ogni donna ne rimarrebbe affascinata (date un'occhiata alla piscina interna del Resort, qui sotto, n.d.r)...


Che ristorante consiglieresti per provare la tipica cucina altoatesina?
TrattoriaZmailer-Hof, sopra Scena. Ha anche una vista incredibile.

E per una cena ad alto tasso creativo?
Direi a Tesimo, lo Zum Lowen di Anna Matscher. Se si sta a Merano, eccellente e creativa la cucina del Ristorante Sissi, regno dello chef Andrea Fenoglio (consiglio valido anche per la domanda sulla cena "romantica"…).

Ci segnali alcune cose imperdibili da visitare a Merano e nei dintorni?
Molto conosciuti ma sempre imperdibili sono i Giardini di Castel Trauttmansdorff e le Terme Merano. Meno conosciuto ma davvero molto bello è il paesino di Plan in Val Passiria, poi la Val d'Ultimo, tutta da scoprire.
Da vedere anche il Knottnkino, il cinema all'aperto con sguardo sulla Val d'Adige.

Per una serata "diversa" che cosa ci consigli?
Premesso che Merano non è una città da "movida" o da locali notturni, si possono comunque fare cose diverse. Una serata al Teatro Puccini, per esempio, o uno dei tanti concerti estivi tipo le serate a Castel Tirolo, i concerti ai Giardini di Castel Trauttmansdorff, il Jazz Festival o le Settimane Musicali meranesi.
Dove si possono trovare prodotti tipici della zona?
Il negozio Pur Suedtirol, in pieno centro, per tutti i prodotti tipici dei contadini (si può anche acquistare online). Più specializzato in salumi e conserve, invece, il Siebenforcher, sotto i Portici. A me piace anche molto il Mercato dei Contadini ma bisogna andar fino all'imbocco della Val Senales.
E se si desidera fare anche un po’ di shopping non necessariamente eno-gastronomico?
I prodotti di design di Thaler, acquistabili sempre presso il Pur Suedtirol. In vendita bicchieri, taglieri, dosa spaghetti e tante altre cose divertenti e utili.




Vi abbiamo fatto venir voglia di un weekend a Merano? Intanto, per restare "in zona", vi proponiamo una torta leggera a base di mele, frutto tipico delle valli dei dintorni di Merano (vietato tornare a casa senza una bella cassa di mele della zona...), arricchita da qualche cucchiata di muesli (altro ingrediente molto gettonato in Alto Adige), per noi in versione all'amaranto. Un dolce ideale a colazione e per merenda, magari dopo una bella passeggiata...

Plum cake leggero con mele e amaranto
Ingredienti:
600 g di mele
1 yogurt alla mela verde
70 g di farina
50 g di zucchero integrale bio
40 g di burro
2 uova
Mezza bustina di lievito
4 cucchiai di muesli all’amaranto bio (senza zucchero)
Con le fruste elettriche, sbattere a lungo le uova con lo zucchero. Aggiungere lo yogurt e mescolare. Sciogliere il burro con il microonde e aggiungerlo al composto, sempre mescolando. A questo punto unire la farina e il lievito, setacciati. Sbucciare le mele e tagliarle a fettine, unirle al composto insieme al muesli di amaranto: non spaventatevi se la pastella sembra poca e le mele…troppe! Versare il composto in uno stampo da plum cake ricoperto di carta forno e informare a 180° per 45 minuti circa. Sfornare e lasciar raffreddare. È più buono il giorno dopo!

mercoledì 18 giugno 2014

Bicchierini di pesche e consigli per un weekend a Ravenna e dintorni


Il periodo è perfetto per staccare la spina e uscire dalle città per un weekend. Per molti l’ideale è il mare ma c’è anche chi preferisce la montagna, più tranquilla e fresca. Per questo abbiamo intervistato alcuni amici “esperti” di alcune località molto gettonate per farci dare consigli e svelare segreti, per non sbagliare ristorante, stabilimento balneare o scovare il negozio più curioso.
Per la prima puntata dedicata alla Romagna ho giocato in casa con mia cugina Giliana che vive a Ravenna e frequenta i dintorni, con molta invidia da parte nostra. Ecco quindi i suoi suggerimenti imperdibili se volete trascorrere qualche giorno in zona. La meta è “vivace”, parliamo di cibo ma anche di concerti, aperitivi e partite di beach volley. Quindi se siete pronti non vi resta che leggere e preparare i bagagli!

Dove si va a mangiare la mitica piadina?
A Marina di Ravenna da Piadina Alice  (Viale Lungomare 62).

Alcuni suggerimenti per l'aperitivo?
Per un aperitivo in spiaggia a Marina di Ravenna il Singita, il Peter Pan oppure il Mosquito Coast. Se non volete stare in spiaggia, nella via principale ci sono gli street bar come il Mowa o I Fanti. A Marina Romea invece il Bagno Diana è una sicurezza per i drink (ottimi)!

Il gelato più buono?
A Ravenna da Bianco.

Lo stabilimento balneare che consiglieresti?
Ce ne sono tantissimi e per ogni esigenza: da quelli per famiglie a quelli per i
più giovani. Tra i più in voga per un target più trendy sicuramente Peter Pan, 
Singita e Donna Rosa  solo per citarne alcuni. Oppure Hana-Bi dove si mangia
molto bene e la sera ci sono concerti. Comunque tutti i “bagni” hanno campi
da beach volley e racchettoni. A Marina Romea c’è il Boca Barranca e a Lido
Adriano e il Cala Celeste (dove ci sono corsi di yoga, pilates, Zumba).

Un posticino "giusto" per una cena?
Nei bagni di Marina di Ravenna mediamente si mangia bene ovunque. Per il
pesce crudo il top è La Capannina di Casal Borsetti.

E per una cena tipica romagnola?
La Cà de vèn in centro a Ravenna senza alcun dubbio! Oppure in collina a
Bertinoro il ristorante Casina Pontormo o Locanda della Fortuna con terrazza
panoramica da togliere il fiato...

Ci segnali alcune cose imperdibili da visitare a Ravenna?
La Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di
Sant’Apollinare in classe e Sant’Apollinare nuovo, San Giovanni Evangelista,
San Francesco e la Domus dei tappeti di  pietra (Turismo Ravenna).

Per una serata "diversa" che cosa ci consigli?
Nei “bagni” la sera, oltre all’ aperitivo, ci sono sempre diverse attività, molti i
concerti. Il Ravenna Festival offre inoltre un programma davvero ricco di
spettacoli di altissimo livello. Altrimenti bisogna tener d’occhio il calendario
delle sagre nei dintorni di Ravenna tipo la festa Artusiana che si svolge a
Forlimpopoli dal 21 al 29 giugno o la festa del Patrono di Ravenna
(Sant'Apollinare) il 23 luglio (Eventi Romagna).

E se si desidera fare anche un po’ di shopping?
Sicuramente a Ravenna, in centro, c’è grande scelta: si va dalle catene ai
negozi più chic.


Ancora non vi è venuta voglia di trascorre un weekend nei dintorni di Ravenna? Io ho avuto modo di verificare molti dei consigli che avete letto, e sono pienamente d’accordo. Ma vorrei scoprire dell’altro quindi penso che preparerò la valigia per un week end... molto lungo! 
A proposito: la ricetta velocissima e super semplice che ho fatto pensando a queste spiagge prevede l'utilizzo di pesche e vi assicuro che buone come quelle appena colte dagli alberi romagnoli è difficile trovarne! Concedetemi temi questa nota nostalgica....



Bicchierini di pesche con crema di ricotta e yogurt

Ingredienti (a persona)

1 o 2 pesche
1/2 limone
yogurt greco
ricotta
zucchero
Sbucciate le pesche tagliate a pezzetti e frullatele con un po’ di limone. Dividetele nei bicchierini. In una ciotola mettete un po’ di ricotta e un po’ di yogurt greco e mescolate bene finchè non ottenete una crema. Con un cucchiaio aggiungete un po’ di questa crema  alla crema di pesche. Aggiungete un po’ di zucchero se è possibile aromatizzato, io ho usato quello alla lavanda.



lunedì 16 giugno 2014

Torta soffice al cioccolato e yogurt






C'è un alone di stregoneria in tutta la cucina: la scelta degli ingredienti, il modo in cui vengono mescolati, grattugiati, sciolti, le infusioni e come si insaporiscono, le ricette prese da vecchi libri, gli utensili tradizionali - il pestello e il mortaio - gli stessi con cui mia madre preparava l'incenso, adibiti a uno scopo più domestico, le spezie e gli aromi che perdono la loro raffinatezza e lasciano il posto a una magia più primitiva e sensuale. È quella specie di fugacità di tutto questo ciò che mi delizia: tanta cura amorevole, tanta abilità e esperienza riposte in un piacere che dura solo un momento e che pochi apprezzeranno davvero”. Complice un faticosissimo trasloco, mi sono ritrovata tra le mani "Chocolat" di Joanne Harris, libro che ho amato moltissimo. E che mi ha fatto sognare... Beh: all'istante mi è venuta voglia di preparare un dolce al cioccolato.
Che sia estate, inverno, primavera o autunno, per me è sempre la stagione del cioccolato. Se in forno c’è una chocolate cake, il profumo che si sparge per la casa è...unico. E quando poi si passa all’assaggio…ragazzi, non c’è niente da dire: il cibo degli Dei è un’invenzione magica. Sì, ok, sarà banale e scontato ma verissimo! Se l’umore è un po’ così, se la stanchezza è alle stelle, se sorge la voglia immediata di una coccola, preparare un dolce al cioccolato risolve subito la situazione. A me succede sempre così: anche mentre preparavo questa torta domenica, per un caffé nella casetta nuova. Torta che mi farà compagnia a colazione per qualche (fortunatissima…) mattina. Certo, non è proprio light ma…al mattino vale tutto, no?

Torta soffice al cioccolato e yogurt

Ingredienti:

200 g di farina di kamut
50 g di farina integrale
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
1 cucchiaino scarso di bicarbonato
3 cucchiai di cacao amaro
150 g di burro di soia
180 g di zucchero di canna
3 uova
200 ml di yogurt
2 dl di latte
200 g di cioccolato fondente
1 manciata di nocciole (facoltative)
Zucchero a velo

Riunire in una terrina le farine, il lievito, il bicarbonato e il cacao e miscelare bene. In un’altra ciotola montare con le fruste elettriche il burro di soia morbido con lo zucchero, finché si ottiene una consistenza spumosa. Aggiungere le uova, una alla volta, sempre mescolando, e lo yogurt. Aggiungere anche la miscela di polveri incorporando anche il latte, poco alla volta (regolatevi a occhio). Intanto far sciogliere il cioccolato con il microonde o a bagnomaria, farlo raffreddare e amalgamarlo all’impasto della torta insieme a una manciata di nocciole. Foderare di carta forno una tortiera, versarvi l’impasto e cuocere in forno a 180° per un’ora (a metà cottura coprire il dolce con carta argentata). Sfornare, lasciar raffreddare e spolverare a piacere con lo zucchero a velo.

P.S. ATTENZIONE!
PER COLPA DI UN DISGUIDO TECNICO (SI SOSPETTA UN VIRUS) SI SONO CANCELLATI TUTTI (E SOTTOLINEIAMO TUTTI...) I COMMENTI AGLI ULTIMI POST. OVVIAMENTE SIAMO DISPIACIUTISSIME... E SPERIAMO DI AVER RISOLTO IL FASTISIOSO PROBLEMA. LE NOSTRE SCUSE A TUTTI.

giovedì 12 giugno 2014

Pasta con spinacini, caprino, pomodori (e “God Save The Foodball“!)


Come abbiamo scritto in un post di qualche settimana fa, il corso di cinema che abbiamo seguito (ne abbiamo accennato qui) ci ha "costrette" a testare ricettine veloci e semplici prima di buttarci nella sala a gustare le meraviglie di… Akira Kurosawa! Quindi: altra lezione, altra cena, altro pesto. Detta così suona maluccio, in realtà il pesto è una soluzione davvero pratica e sfiziosa per condire la pasta. Questa volta i protagonisti sono gli spinacini freschi, insieme a pomodorini secchi e formaggio di capra. L’idea originale è dello chef-scienziato Marco Bianchi: ho sbirciato la ricetta sul suo blog Bello e Buono (D Blog LaRepubblica) e modificato a mio gusto le dosi, sostituito le noci con i pinoli, eliminato l’aglio e le acciughe (che vengono citate nel procedimento ma non nell'elenco degli ingredienti) e mantecato con acqua di cottura della pasta (cosa che Marco Bianchi NON farebbe mai… anzi, dice proprio di evitarlo e di sciacquare addirittura la pasta sotto l’acqua una volta cotta proprio per stoppare il rilascio degli amidi… Lo scrivo per dovere di cronaca!). Ne è nata una Pasta integrale con pesto di spinacini davvero buona anche se, a onor del vero, non proprio bellissima esteticamente. I film di Kurosawa, invece, a livello fotografico ed estetico, quelli sì che sono davvero una meraviglia!

Pasta integrale con spinacini, caprino, pomodori secchi

Ingredienti per 3 persone:

250 g di penne ricce integrali (con fibre di avena)
120 g di spinacini freschi
30 g di pinoli
8 pomodorini secchi
100 g di caprino fresco (di latte di capra)
30 g di germe di grano
Olio extra vergine di oliva

In un mixer, frullare gli spinacini freschi, i pomodorini secchi, i pinoli, il caprino, il germe di grano e 4 cucchiai di olio. Mescolare. Lessare la pasta, scolarla tenendo da parte una tazza di acqua di cottura della pasta. Aggiungere qualche cucchiaiata di acqua di cottura al pesto per ammorbidirlo, e frullare ancora finché raggiunge una consistenza cremosa. Scolare la pasta e condirla con il pesto e ancora qualche cucchiaiata di acqua di cottura e un giro di olio e mescolare bene per far amalgamare il tutto. Servire.








P.s. Caprino, pomodorini e spinacino. Bianco, rosso e verde. Quale migliore serata di una partita della Nazionale per provare questo pesto? In effetti, ragazzi, ci siamo: è scoccata finalmente l’ora dei Mondiali. Da queste parti il calcio è una vera passione e potete immaginarvi quanto ci piacciano queste notti mondiali. Ci siamo organizzate per vedere le partite a casa, con gli amici ma…non solo. I locali milanesi, infatti, non si sono fatti trovare impreparati ai Mondiali brasiliani e ci sono alcune iniziative davvero originali. Come quella di God Save The Food, il bellissimo locale di ispirazione newyorchese di via Tortona 34, che si è dotato di megaschermi e ha coniato per l’occasione il “God Save The Foodball“: chi segue la partita al God sarà coinvolto nel gioco One Goal-One Shot. In pratica, ogni giorno verrà scelta una squadra del cuore ed eletto un marcatore favorito. Tutte le volte che questo calciatore segnerà un goal, GSTF offrirà a tutti i clienti del locale uno “shottino” per festeggiare. E quando in campo c’è la nostra nazionale a ogni goal verrà offerto uno “shot” a tutti, indipendentemente dal marcatore. Anche l’aperitivo God Save The Foodball è tutto brasiliano: oltre alle specialità del buffet è possibile gustare assaggi tipici della cucina brasiliana. Il menù della cena è stato elaborato ad hoc per il mese dei Mondiali: non mancheranno i loro strepitosi hamburger (con ottima carne di Fassona), le Fajitas di Pollo e di Manzo, servite con guacamole, panna acida, pomodorini, cheddar cheese, fagiolini neri e tortillas. In menu anche l’Insalata Nizzarda, Spaghetti con le vongole o aglio e olio, oppure saltati con pomodorini e cipollotto, e il ”piatto Italia” (crudo, mozzarella, pomodoro e basilico, bruschette). Al di là del menu speciale per i Mondiali, il GSTF a cena, oltre a un ambiente d’atmosfera con candele e luci soft, offre un interessante menù internazionale caratterizzato da una grande attenzione alla qualità delle materie prime (vi segnaliamo un pane e burro con delle acciughe da perdere la testa…). La cucina a vista propone piatti come hummus (da mangiare anche… a colazione, tanto è buono!), club sandwich, hamburger con paté de fois gras, maccheroncini cacio e pepe, spaghetti al pomodoro con polpettine, wok di verdure con gamberi e seppie, tartare di filetto di Fassona, Tataki di Tonno, Miso Black Code (merluzzo nero dell’Alaska in padella) e dolci (home made) strepitosi. In attesa di vedere una partita al GSTF...auguriamo un "gustoso" Mondiale a tutti!

God Save The Food Cucina & Dispensa
via Tortona 34
20144 Milano
Tel. 02 89423806






lunedì 9 giugno 2014

Insalata di riso primavera...ricordando la Birmania



Una semplicissima insalata di riso un pò fuori dagli schemi e subito il ricordo alla meravigliosa Birmania viene spontaneo. Sicuramente l'avvicinarsi delle vacanze estive stimola la fantasia...si scelgono nuove mete, si ricordano con affetto e nostalgia le vecchie. Sicuramente tra i posti più belli visitati metto sul podio il Myanmar (Birmania). Un paese dal punto di vista paesaggistico meraviglioso e dalla storia tormentata a causa delle feroci dittature. Villaggi di montagna, monasteri e monaci buddisti, un lago infinito, la meravigliosa Bagan con templi e pagode a perdita d'occhio. Tornerei di nuovo molto volentieri e la consiglio sempre a chi ama l'oriente come me! A differenza degli altri viaggi nella medesima zona devo dire che il cibo, purtroppo, non mi ha dato grosse soddisfazioni tranne un paio di cene nella ex capitale Yangon. Riso riso e riso...che per quanto io adoro dopo 3 settimane proprio non ne potevo più. Poco altro da aggiungere, qualche verdura e un pò di pollo (non sempre). Vi lascio qualche indirizzo...non si sa mai se vi dovesse capitare o conoscete qualcuno in partenza! In questa insalata di riso invece (poco birmana ma molto primaverile) verdure fresche di stagione ed erbe aromatiche, cranberries e pistacchi.


Monsoon  Restaurant

Hotel Strand Yangon

Hotel Tharabar  Bagan













Insalata di riso primavera

ingredienti per 4 persone: 

320 gr di riso
200 gr di fave lessate
40 gr di cranberries disidratati
60 gr di pistacchi
1 mazzo di asparagi lessati
1 cipolla rossa
erbe fresche tipo timo, basilico
sale
pepe
olio


Fate bollire il riso seguendo i tempi di cottura della confezione. Scolatelo e tenetelo da parte. Nel frattempo in una padella con un po’ di olio aggiungete la cipolla tagliata finemente,  le fave e gli asparagi tagliati a tocchetti, e le erbe fresche che preferite. Aggiustate di sale e pepe. Mettete i cranberries in ammollo  nell’ acqua per 10 minuti poi asciugateli bene. Mettete il riso in un’insalatiera, aggiungete le verdure, le bacche rosse e i pistacchi.


venerdì 6 giugno 2014

Torta Sbrisolona di Claudio Sadler (e una cena ispirata alle Dolomiti...)


Chi ci segue sa che siamo molto affezionate a Claudio Sadler, chef che consideriamo un vero e proprio punto di riferimento nel mondo del food. Del resto, nella sua carriera nella ristorazione “top”, oltre alle 2 stelle Michelin, si è guadagnato anche la fama d’interprete tra i più ispirati della cultura italiana della tavola, di cui offre una rielaborazione personale, creativa, internazionale ma sempre molto rigorosa. Abbiamo avuto l’occasione di partecipare a una cena strepitosa al Sadler, ispirata alle Dolomiti e ai suoi piatti, portata in scena appunto dallo chef Claudio Sadler insieme a Graziano Prest (del Ristorante Tivoli di Cortina, 1 stella Michelin), che prevedeva in abbinamento gli ottimi vini Terlano: la particolare conformazione del territorio (ex zona vulcanica) regala ai prodotti di questa cantina marcate caratteristiche saline e minerali, che vengono esaltate proprio degustandoli insieme ai cibi. La cena è iniziata con un Canederlo di salmone selvaggio affumicato con zuppa di rafano e patate firmato Sadler: il canederlo era preparato con pane nero e crauti, molto originale e molto equilibrato, con i sapori decisi di rafano e salmone. A seguire un ottimo Uovo fritto in crosta di mais con asparagi, fonduta e tartufo nero (preparato da Prest), ottimamente abbinato a un Pinot Bianco Vorberg Riserva del 2011, un vino dalle note piacevolmente salate, in grado di “arrotondare” magnificamente i sapori del piatto. Particolare e complesso il Cjalson di stoccafisso, acqua di verza cappuccio, cumino e cubetti di salame Milano preparato da Sadler, ottimo il Filetto di cervo con riduzione allo zenzero di Prest. Per finire, ecco le Mele caramellate in sfoglia croccante, sorbetto al sidro e frutti rossi e in chiusura la celebre piccola pasticceria del Sadler, un trionfo di minuscole dolcezze…da perder la testa. Per i dolci sono stati scelti dei vini d’annata strepitosi, tra cui un sublime Chardonnay del 97… Per onorare lo chef, in ricordo di quella fantastica cena, niente di meglio che la sua celebre Torta Sbrisolona, ricetta tipica della cucina lombarda (la mia nonna Franca la prepara con la ricetta descritta qui), che Sadler consiglia di servire insieme a una crema al mascarpone. Che dire...buon weekend a tutti!



Torta Sbrisolona di Claudio Sadler

Ingredienti:

250 g di farina bianca
150 g di farina di mais finissima
200 g di zucchero
200 g di burro
150 g di mandorle e nocciole (con la pellicina)
70 g di arachidi sgusciate
2 tuorli d’uovo
0,5 grammi di vanillina (io l’ho omessa)
1 limone bio
1 arancia bio
1 cucchiaio di aceto
Tritate grossolanamente le mandorle e le nocciole (tenerne da parte qualcuna intera). Grattugiare la scorza del limone e dell’arancia. Riunire tutti gli ingredienti nella planetaria (o nel mixer o ina ciotola capiente) e lavorare a velocità moderata per 3 minuti (oppure mescolare con un cucchiaio di legno). Aggiungere al composto le mandorle e le nocciole intere tenute da parte, mescolare e conservare in frigorifero per 2 ore, disporre poi l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata, e cuocere in forno a 160°C per 20 minuti (io per 40 minuti: sarà stata colpa del forno?).
P.s. Queste composizioni fotografiche (qui sopra e qui sotto) le abbiamo realizzate in occasione di un (memorabile) corso di cucina con lo chef Claudio Sadler, lo scorso anno, nel suo Ristorante. Da rifare al più presto, appena riprenderanno i suoi corsi. Stay tuned.

mercoledì 4 giugno 2014

Pollo veloce con curcuma e curry


Il periodo è denso: traslochi, progetti, lavoro, tamponamenti, vacanze da programmare, corsi, fiere, appuntamenti, burocrazia. Tutto si accavalla. Tutto si intreccia. E la cucina di tutti i giorni ne sta risentendo un po’. In momenti come questo gettono a più non posso i miei piatti “massima resa, minimo sforzo”. Un esempio? Il pollo speedy gonzales profumato alla curcuma e al curry, con una grattata di scorza di limone (che dà una freschezza insostituibile!). Il tocco in più? Proporre il pollo in una coppetta, adagiato su fettine di pane carasau… per non perdere nemmeno un grammo della deliziosa cremina che si crea. Spazio amarcord: per servire questo piatto ho utilizzato delle ciotoline acquistate in Turchia, in un negozietto di Smirne (leggete qui), due estati fa. Che voglia di cenare ancora in “quel” nostro ristorantino, il Sakiz Alsancak, che abbiamo letteralmente a-do-ra-to e al quale avevamo attribuito il nostro speciale premio di ristorante con il miglior rapporto qualità prezzo di tutta la nostra vacanza in Turchia… Ho ancora in testa la meravigliosa atmosfera del dehors, la cortesia del proprietario, le chiacchiere fino a notte fonda...Che bella l'estate! E...che belle le vacanze!

Pollo veloce con curcuma e curry al limone

Ingredienti:

400 g di petto di pollo
2 scalogni
farina
curry
curcuma
1 confezione di panna di avena
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
paprika dolce
1 limone bio
pane carasau

Tagliare il pollo a bocconcini e passarli in un piatto in cui avrete unito farina, un cucchiaio di curry e uno di curcuma. Tagliare lo scalogno a pezzetti e farlo dorare in una padella con l’olio e cuocere per un paio di minuti. Aggiungere i bocconcini di pollo e farli rosolare finché saranno dorati da tutti i lati. Sfumare con il vino bianco e cuocere ancora per un paio di minuti a fuoco vivace. Infine, aggiungere la panna d’avena (o di soia) e abbassare il fuoco, spolverare con un po’ di curry e curcuma e far andare ancora un po’ fino a ottenere una salsa omogenea. “Foderare” con il pane carasau le ciotoline o i piatti di servizio e adagiarvi i bocconcini di pollo. Spolverare con paprika dolce e con una abbondante grattata di scorza di limone e servire. Oppure completare il pollo, a piacere, con riso basmati.

P.s. Qualche scorcio di Izmir: tramonto sul lungomare, mercato... nostalgia!



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