venerdì 30 maggio 2014

Zuppa di rucola


Un comfort food per la bella stagione? Senza dubbio le zuppe fresche (per me ovviamente). Servite tiepide o fredde, nei bicchierini per un aperitivo con gli amici o come primo piatto ad una cena. Gli ortaggi cambiano rispetto alla stagione invernale, si aggiungono profumi diversi e i colori sono quelli primaverili. La zuppa che vi propongo oggi è a base di rucola che come ho già ricordato qui non amo cruda nelle insalate ma cotta mi piace molto. Diventa più delicata ma nello stesso tempo ha un sapore deciso. Bollita e frullata con le patate, giusto un tocco di sale e pepe e il gioco è fatto!  Risulterà di un bel verde brillante che ricorda un prato, e un tocco di colore con i ravanelli a fettine farà da contrasto. A proposito...è più corretto dire ravanello o rapanello?

Zuppa di rucola con ravanelli 

Ingredienti x 4 persone

Due mazzetti di rucola
2 patate
sale pepe olio
4 ravanelli
Pelate le patate  e tagliate a dadini. Portate a bollore una pentola con dell’acqua salata e aggiungete le patate.  Quando sono ben cotte aggiungete la rucola ben lavata e fate cuocere per altri 5 minuti. Fate raffreddare tutto e  poi frullate regolandovi con l’acqua di cottura per ottenere la consistenza desiderata. Aggiustate di sale e pepe e servite nei bicchierini con i ravanelli tagliati a fettine.


martedì 27 maggio 2014

Coppetta con fragole e robiola (e i Frigoriferi Milanesi!)


Siamo ripetitive (scusateci...): il rientro da New York non è stato il massimo per il nostro umore, tendente al nero. Lasciare una città così viva e intrigante è stato pesante e una settimana di vacanza non è bastata per fare tutti i giri e le tappe che avevamo in mente alla partenza. Al rientro, però, ci ha fatto tornare il sorriso una bella cena tra amici ai Frigoriferi Milanesi, in via Piranesi 10 (Tel. 02 7398245) a Milano. Qui vi segnaliamo una ghiotta novità nel panorama del food meneghino: gli chef Marco Tronconi e Giovanni Traversone del Nuovo Macello (uno dei nostri posti del cuore, a Milano…) gestiscono da poco anche la Cucina dei Frigoriferi Milanesi. In particolare, la cucina è seguita direttamente da Marco Tronconi, che sta dedicando anima e corpo a questo interessante progetto. La filosofia scelta per il locale (aperto anche a pranzo con una formula lunch davvero allettante…) punta in alto: qualità indiscutibile delle materie prime, stagionalità degli ingredienti e provenienza il più possibile “locale” dei prodotti. Tutto questo si traduce poi in una sorpresa davvero lieta al momento del conto: ed è questa la “vera” sfida, oggi, a Milano. Bravi.

L’ambiente è luminoso e informale, l’atmosfera in sala piacevole. L’impostazione è moderna e… internazionale: si può costruire il proprio menu in modo "libero", scegliendo a piacere dalla carta una, due o tre portate a un prezzo “fisso” (proprio un'idea intelligente!). Apprezziamo subito il cestino del pane e la focaccina, che ci "dicono" molto sull’impronta del locale. La nostra cena? Abbiamo assaggiato un ottimo Riso croccante allo zafferano con asparagi e calamaretti (un piatto equilibrato e gustoso), una Tempura di baccalà con una sfiziosa maionese allo zafferano e limone, un Coniglio disossato con olive taggiasche, capperi e salsa allo yogurt e acciughe (buonissimo!). Meritano un applauso i dolci: in particolare, l’originalità del Gelato al fior di latte del Boscassolo, con ciliegino marinato e salsa al basilico piccante (wow!), il sempre apprezzato Cremoso al cioccolato con lamponi e le Fragole marinate con soffice di robiola e biscotto croccante. Proprio ricordando questo dolce abbiamo “confezionato” al volo un dessert per una cena last minute l’altra sera: niente a che vedere con l’originale, sia chiaro, ma…facilissimo e davvero niente male. Oltretutto è tricolore: da tener presente per le cenette pro-Italia con gli amici durante i Mondiali di Calcio! Ecco la (non) ricetta!
Coppetta con fragole e crema alla robiola
Ingredienti per due:
1 cestino di fragole
100 g di robiola
1 yogurt naturale
Limoncello
Miele di Castagno Biologico Rigoni di Asiago
croccante alle mandorle
basilico
Pulire le fragole, tagliarle a pezzetti e farle macerare con un po’ di limoncello. Lasciarle da parte. Mescolare la robiola con lo yogurt e qualche cucchiaiata di Miele di Castagno per formare una crema. Versare un po’ di fragole sul fondo della coppetta, sbriciolare un po’ di croccante e completare la coppa con la crema di robiola e un paio di foglioline di basilico.

venerdì 23 maggio 2014

Bagnun di acciughe


Amo le acciughe in ogni modo: impanate e fritte, a tortino, sotto sale, sott’olio, fresche e marinate. E ovviamente adoro il bagnun, ricetta che vi presento oggi. E' un antico piatto tipico dei pescatori liguri. Oggi questa ricetta sopravvive nelle famiglie e ogni anno dagli anni '60 il penultimo fine settimana di luglio a Riva Trigoso si svolge la  "Sagra del Bagnun". Considerando le innumerevoli estati trascorse in Liguria posso affermare di conoscere bene questo piatto. La ricetta è davvero facile, è un piatto semplice ma gustosissimo. La materia prima come sempre è fondamentale. Gli ingredienti che ho utilizzato era tutti di provenienza ligure: le acciughe freschissime e i pomodori molto saporiti. Le gallette del pescatore, che vanno messe sul fondo del piatto, possono essere sostituite con dei crostini  o del pane tostato. Questa è la ricetta di amici, quella che mi ricorda le estati al mare e tanta spensieratezza. Buon week end.

sonia



Bagnun di acciughe

Ingredienti per 4/6 persone:

800 gr acciughe fresche
800 gr di pomodori maturi
1 cucchiaio di soffritto
prezzemolo
olio
origano
1/2 bicchiere di vino bianco
sale
4/6 gallette del marinaio

Tuffare i pomodori per qualche minuto in acqua bollente, scolateli e metteteli in acqua e ghiaccio. Sbucciateli e tagliateli a dadini. Pulite anche le acciughe togliendo anche la lisca. In una pentola mettete un goccio di olio e il soffritto, dopo qualche minuto aggiungete  il vino bianco e quando sarà evaporato unite i pomodori. Dopo circa 15 minuti aggiungete un litro di acqua e fate cuocere per circa 25 minuti. Aggiungete le acciughe, aggiustate di sale e fate andare per altri 10 minuti. Alla fine aggiungete una manciata di origano. Adagiate sul fondo del piatto una galletta del marinaio o dei crostini e ricoprite con il bagnun.




mercoledì 21 maggio 2014

Spaghetti con pesto di mandorle e pomodorini





E anche quest'anno, puntualissimo, è arrivato il nostro corso di cinema, tenuto dal grande Carlo Gustavo Cesaretti: un uomo, un mito. Non finiremo mai di ringraziarlo per quelle due ore (intelligenti) a settimana imperniate su cinema, vita e società, condite da parecchi spunti di riflessione (ve ne avevamo parlato anche lo scorso anno in questo post). Questo corso, intitolato "I mille colori del vivere", è interamente dedicato all'arte di Akira Kurosawa(1910-1996) regista che, come si suol dire, ha fatto la storia del cinema ma che può essere considerato un autore dei nostri giorni vista la modernità assoluta delle sue opere. Parallelamente alla proverbiale forza espressiva delle sue scene di battaglia o dei suoi leggendari samurai (è l'autore di Rashomon e di Sette samurai, tra gli altri), Kurosawa è stato il supremo regista dei bassifondi e del contrasto fra coloro che li abitano e i ricchi e potenti (da vedere Anatomia di un rapimento: strepitoso e attualissimo). “I suoi film di allora sono i film che si penserebbe dovrebbero essere girati oggi: ne facessero in segreto dei remake, nessuno si accorgerebbe di niente, prendendoli per film chiaramente contemporanei sulla crisi (economica e morale) occidentale… In particolare sarebbe molto interessante vedere ambientato uno straordinario film come Una meravigliosa domenica (del 1947) nell’odierna Milano dell’Expo con due giovani disoccupati di oggi a chiedere di poter ancora sognare un futuro…” sottolinea Cesaretti. Curiosamente, i due ragazzi del film di Kurosawa sognano di poter aprire, un giorno, la loro piccola pasticceria, per preparare tè e dolcetti di qualità, ma a prezzi accessibili, ai loro clienti… Detto questo, oltre che un balsamo per il cervello, il corso di cinema è per noi (anche) un'occasione per vederci a cena velocemente subito dopo il lavoro, sperimentando ricette sfiziose e super rapide. Come questa...

Spaghetti con pesto di mandorle e pomodorini

Ingredienti (per 2):

160 g di spaghetti integrali di riso e mais
una quindicina di mandorle
6/8 pomodorini secchi
8/10 datterini
1 limone bio
basilico fresco
olio extra vergine di oliva
sale

In un mixer, frullare le mandorle e i pomodorini secchi. Mettere in una ciotola e tenere da parte. Sempre nel mixer, frullare un mazzetto di basilico con l’olio (un paio di cucchiai), aggiungere il mix di mandorle e pomodorini (tenerne da parte 4 cucchiai circa) e frullare. Lessare gli spaghetti, scolarli tenendo da parte una tazza di acqua di cottura della pasta. Aggiungere qualche cucchiaiata di acqua di cottura al pesto per ammorbidirlo, finché raggiunge una consistenza cremosa. Frullare. Scolare gli spaghetti e versarli in una padella con il pesto e i datterini tagliati a metà, ancora qualche cucchiaiata di acqua di cottura e mescolare bene per far amalgamare il tutto. Impiattare, completare la pasta con una grattata di scorza di limone, una bella spolverata di trito di mandorle e pomodorini tenuto da parte e un giro di olio extra vergine di oliva.

lunedì 19 maggio 2014

Crostata con crema di pere allo zenzero



Se durante le settimana cerco di "fare la brava", portandomi il pranzo al lavoro e provando a evitare di...esagerare, devo dire che nei weekend mi concedo spesso e volentieri qualche vizietto. Che, nella sostanza, si traduce generalmente in una sola parola: dolce. E male non faccio: secondo una ricerca (potete leggere l'articolo qui) i peccati di gola del weekend, infatti, NON dovrebbero nuocere (troppo) alla linea. In ogni caso, ricerca o meno, un fatto è certo: non riesco a stare un weekend intero senza preparare una torta per il pranzo della domenica, per la colazione, per concludere una cena con gli amici. Eccone un esempio: questa crostata con crema di ricotta e pere allo zenzero. Ho scelto di (ri)utilizzare la ricetta della pasta frolla (questa) che avevo trovavo nel volume “La Grande Pasticceria” di Mondadori, che prevede un po’ di lievito nell’impasto: ottima resa. Devo dire che la colazione è stata davvero una gioia, stamattina! Buon lunedì :-)
Crostata con crema di pere allo zenzero
Per la pasta frolla:
300 g di farina 00
140 g di zucchero
1 uovo
2 tuorli
150 g di burro
mezza bustina di lievito per dolci


Per il ripieno:
250 g di ricotta
3 cucchiai di zucchero integrale bio
2 tuorli
2 pere
maizena
2-3 cucchiai di uvette
grappa secca
1 limone bio
zenzero
Preparare la pasta frolla: versare la farina a fontana sul piano di lavoro, aggiungere lo zucchero e unire, al centro, l’uovo, i tuorli, il burro a temperatura ambiente (a pezzetti) e il lievito. Amalgamare bene gli ingredienti prima con una forchetta poi con le mani fino a formare la classica palla compatta. Avvolgerla con pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero per mezz’ora. Mettere a bagno le uvette in una ciotolina ricoprendole con la grappa. Intanto, con le fruste elettriche, montare i due tuorli con lo zucchero fino a ottenere un bel composto spumoso. Aggiungere la ricotta e la scorza grattugiata del limone e mescolare ancora con le fruste elettriche. Sbucciare le pere, tagliarle a pezzetti e passarle brevemente nel mixer. Aggiungere al composto di uova anche le pere in purea, le uvette (ben sgocciolate), due cucchiai di maizena e una generosa spolverata di zenzero. Mescolare.
Prelevare dal frigorifero la pasta frolla, stenderla con il mattarello (tra due fogli di carta forno) e rivestire uno stampo (26 cm di diametro), bucherellando il fondo della pasta con una forchetta. Versare sulla pasta frolla la farcitura di ricotta e pere e cuocere in forno caldo a 180° per 30-35 minuti circa. Togliere dal forno, far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.



giovedì 15 maggio 2014

Bicchierini di lenticchie in insalata



Lo so, avete visto le lenticchie e subito pensate alla stagione invernale. 
Anche io. Se dico lenticchie associo subito un purè fumante e un cotechino bello grassoccio. E invece possiamo utilizzarle anche in versione primaverile e a tutto c’è un perché. Dopo l’ultimo lamento sulla mia stanchezza fisica di questo periodo, il mio medico ayurvedico mi ha ricordato di nuovo l’importanza dell’alimentazione per il nostro organismo.
Per questa medicina è importante conoscere il dosha che ci governa (aria fuoco acqua), ma ci sono comunque consigli generali che possono valere un po’ per tutti. Per esempio per combattere la stanchezza mi sono stati  suggeriti alimenti dai sapori amari e astringenti. E’ molto curioso il fatto che io in questo periodo abbia proprio voglia di verdure amare come la cicoria per esempio. Per quanto riguarda invece gli alimenti astringenti, che potrei definire come quelli che “legano” la lingua, ho scoperto che ne fanno parte anche i legumi. Nel mio caso particolare devo mangiare lenticchie come se fosse sempre il primo dell’anno (cotechino escluso) e la verità è che l’associazione con la primavera non mi viene proprio spontanea! Ma eccomi qui con un’insalata di lenticchie che possono essere abbinate a varie verdure di stagione cotte o crude. Per condimento un po’ di yogurt aromatizzato alla menta. Questa è la mia ricetta anti stanchezza, grazie ai suggerimenti del mio mitico medico!


Bicchierini di lenticchie (x 6 circa)

Ingredienti:

250 gr di lenticchie
un mazzo di asparagi
2 cipollotti
olio extra vergine d’oliva
2 vasetti di yogurt naturale
menta fresca
sale


Fate cuocere le lenticchie in acqua bollente salata, secondo le indicazioni della confezione. Quando sono pronte scolatele e tenetele da parte. Cuocete gli asparagi a vapore o sbollentateli in acqua salata. Nel frattempo in una padella unta con un po’ di olio fate appassire i cipollotti tagliati a rondelle. Dividete le lenticchie nei bicchierini, aggiungete il cipollotto e gli asparagi tagliati a pezzetti. Frullate lo yogurt con la menta e un goccio di olio e condite le verdure.


lunedì 12 maggio 2014

Cartoline da New York (II parte) e i Brownies



Dopo il primo round (che trovate a questo link), eccoci alla seconda parte del nostro reportage sulla Grande Mela. Dopo aver affrontato il “succulento” capitolo dedicato alle cene, vi raccontiamo qualcosa dei nostri lunch e delle pause golose: un must a New York. Partiamo dalla sosta per il pranzo più chic: circondate da belle signore newyorchesi che si gustavano salsicce e fettone di Sacher e strudel con il tè, siamo state al Café Sabarsky (1048 Fifth Avenue, NY 10028 Tel. 212.288.0665), all’interno della Neue Galerie, per assaggiare goulash, spatzli con verdure, zuppa di cavolfiore e ottimi pretzel in un’atmosfera da caffè letterario viennese…

Di tutt’altro genere, ma altrettanto affascinante, il clima colorato e verace del famosissimo Katz’s Deli (205 East Huston Street, NY10002 Tel. 212.254.2246): non abbiamo simulato l’orgasmo come Meg Ryan in “Harry ti presento Sally” (“quel” tavolino è ben segnalato con una simpatica freccia…) ma il Pastrami… ragazzi il loro Pastrami Sandwich (carne affumicata e speziata, tagliata sottile, condita con senape e accompagnata da cetrioli) è un’esperienza per stomaci forti ma assolutamente da provare!

Per compensare, una sosta green and healthy da Ellary’s Greens (33 Carmine Street, NY 10014 Tel. 212.920.5072), nel Greenwich, un bel locale dove tutto è organic: caffé, centrifughe, insalate. Formaggi e tutto il necessario per gustarli al meglio (pane, salse, taglieri, confetture…) si trovano da Murray’s Cheese, sempre nel Greenwich (254 Bleecker Street, NY 10014 Tel. 212.243.3289): ci siamo lasciate tentare dai formaggi locali, alcuni made in New York. Non male. Carino carino anche il Cheese Bar, accanto al negozio.

La cucina etnica a New York è davvero un imperativo: è splendido perdersi tra le specialità culinarie del mondo, tra pizza, sushi, tacos e chi più ne ha più ne metta. Un giorno a Dumbo abbiamo seguito un gruppetto di impiegati che ci ha portate dritte dritte da un furgoncino di prelibatezze libanesi: abbiamo ordinato un Falafel Sandwich davvero delizioso, che abbiamo gustato all'aperto, mescolate ai newyorchesi in relax durante la pausa pranzo.

Per le nostre merende non ci hanno deluso (anzi!) le mitiche cupcake al cioccolato o al limone di Magnolia Bakery (401 Bleecker Street, NY 10014 Tel. 212.462.2572) ma anche quelle acquistate al bancomat (incredibile ma vero: a NY esiste e funzione come un normale bancomat)!


Dopo una fila imbarazzante di primo mattino siamo riuscite ad afferrare un unico Cronuts (incrocio tra croissant e donuts…) al frutto della passione da Dominique Ansel Bakery (189 Spring Street): francamente, preferiamo il classico croissant ispahan di monsiur Pierre Hermé, tanto per capirci. Il nostro pranzo più divertente è stato senza ombra di dubbio quello al Red Rooster di Harlem (310 Lenox Ave 126th Street NY 10027 Tel. 212.792.9001: a proposito, grazie ancora ad Alex Asnaghi per le sue ottime segnalazioni!), piacevolissimo locale con musica jazz dal vivo: con un Bloody Mary e un’insalata di pollo ci siamo godute il nostro pranzetto di Pasqua, dopo aver ascoltato i gospel… Che figata!



Per una sosta con spettacolare vista su Central Park, segnaliamo il Robert, all’interno del Museum of Arts and Design (2 Columbus Circle NY 10019 Tel. 212.299.7730), al nono piano, ideale anche per il brunch domenicale, mentre per uno spuntino veloce ci sono le boulangerie “parigine” di Eric Kayser (sempre all’altezza) o uno dei tanti locali Le pain quotidien, regno dell’organic (dal pane al caffè). Carino comprare sandwich e dolcetti e improvvisre un pic nic a Central Park, proprio come fanno i newyorchesi (e già che ci siete fate una tappa a vedere Strawberry Fields, l'immensa area floreale dedicata alla memoria di John Lennon, dove vengono spesso improvvisati concerti con le canzoni dei Beatles…).


Per concludere il nostro reportage in bellezza, impossibile non parlare dei panorami newyorchesi e dei locali con vista. Il panorama del cuore? Saremo di parte ma per noi è quello che ci gustavamo dalla terrazza di "casa nostra", dall'alto del 58mo piano dello Sheffield Building, nei pressi di Columbus Circle (è la foto qui sotto: la struttura che vedete sulla destra nasconde la piscina, il polmone verde è quello di Central Park...).


Comunque, New York "gustata" dall’alto ha davvero un fascino mozzafiato. Ci siamo innamorate, in particolare, del bar in cima allo Standard Hotel, nei pressi della High Line (@18th floor, 848 Washington Street, NY 10014 Tel. 212.645.4646): deliziate dal Cosmopolitan e da un ottimo Moscow Mule ci siamo godute la vista sull’Empire da un lato e sul fiume Hudson dall’altro. Da perdere la testa! Atmosfera glam e bellissima vista anche dalla terrazza del Gansevoort Hotel (18 Ninth Avenue, NY 10014 Tel. 212.206.6700), un posto che merita sempre una visita.


E siccome New York è la città che non dorme mai, non ci siamo fatte mancare due serate “disco”: una al Cielo, (dove abbiamo trascorso una serata “very chubby" tra ottima musica House and R'n'B) e una nel pa-ti-na-tis-si-mo mondo della “New York da bere” al Provocateur, nightclub mooooolto cool. Forse troppo ;-)
Ma adesso, per restare in tema, godiamoci questa ricetta facile e veloce, dall’inconfondibile sapore americano: i brownies. Il piattino azzurro della foto è stato acquistato da Sur la Table, a New York, spendido negozio di articoli per la tavola che per nostra "sfortuna" si trovata proprio...sotto casa!
Enjoy!



American Brownies

Ingredienti:

125 g di cioccolato fondente
2 cucchiai scarsi di cacao amaro
200 g di zucchero
90 g di burro
90 g di farina
2 uova

A bagnomaria, sciogliere insieme il burro e il cioccolato. Lasciar raffreddare. In una tazza sbattere velocemente le uova con una forchetta, per amalgamare tuorlo e albume. Aggiungere le uova al composto di burro e cioccolarto e mescolare bene. A seguire, incorporare anche la farina, il cacao e lo zucchero. Mescolare ancora per ottenere un composto omogeneo. Rivestire con la carta forno una teglietta quadrata (circa 20 x 20 cm) e cuocere in forno caldo per una mezzora a 180°. Sulla superficie del dolce deve formarsi una crosticina. Spolverare a piacere con cacao amaro e tagliare a quadrotti prima di servire. La ricetta si può arricchire con una generosa manciata di noci o nocciole.

venerdì 9 maggio 2014

Crostata alla ricotta e rabarbaro



Dando un’occhiata alle ricette pubblicate sul nostro blog bisogna ammettere che la ricotta è un ingrediente davvero gettonato, sia nelle preparazioni dolci che salate: nel mio frigorifero non manca mai. Non è propriamente un formaggio ma un latticino: si produce infatti con il siero residuo della produzione del formaggio (il suo nome, ri-cotta, deriva proprio da questo processo…). Ha molte proteine e calcio, pochi grassi ma un’alta percentuale di lattosio rispetto ad altri formaggi stagionati. Insomma: ci piace. E diventa un’ottima farcitura per le crostate di questa stagione. In questo caso, abbiamo semplicemente completato la ricotta con una confettura al rabarbaro, acquistata a Nizza durante la nostra ultima vacanza in Francia: il gusto particolare del rabarbaro sta molto bene con il dolce della crema di ricotta. A proposito: preparando questa torta mi è tronato in mente un dolcetto assaggiato nella Boulangerie Responsable Bread, un panificio biologico molto carino, scovato al 44 di boulevard Gambetta, dove si può fare anche colazione: per fare il pane utilizzano farine biologiche macinate a pietra e lo propongono in una infinita tipologia di varianti (dal pere e roquefort al té matcha e nocciole). Ovviamente non mancano viennoiseries, bagel, tante proposte salate. Se capitate in zona, vi consigliamo di dare una sbirciata. Buon weekend (e "sfruttiamo" questa crostata per fare tanti dolcissimi auguri a tutte le Mamme del mondo!).
Crostata alla ricotta e rabarbaro
Ingredienti per la pasta frolla:

2 tuorli
100 g di burro morbido
200 g di farina
90 g di zucchero
un pizzico di sale
350 g di ricotta
3 cucchiai di zucchero integrale bio
1 dl di latte
1 limone bio
rum
1 vasetto di confettura di rabarbaro

Lavorare insieme tutti gli ingredienti per la frolla e compattarli velocemente fino a formare una palla. Stendere la pasta con il mattarello, tra due fogli di carta da forno, e rivestire uno stampo da crostata. Mettere il tutto in frigorifero per almeno un'ora (se avanza della pasta frolla formate le classiche striscette per decorare la crostata, mettendo in frigorifero anch’esse, su un pezzo di carta forno). Prima di togliere la pasta dal frigo, accendere il forno (a 200°, statico). Intanto lavorare la ricotta con lo zucchero, aggiungere il latte poco alla volta, la scorza grattugiata del limone e due cucchiai di rum, mescolando bene. Prelevare la crostata dal frigo, versare sulla pasta frolla un velo di confettura al rabarbaro, poi la farcitura di ricotta e posizionate le eventuali strisce di pasta intrecciate sul dolce. Cuocere abbassando il forno 150°dopo i primi 5 minuti di cottura e proseguire per 30-35 minuti circa. Togliere dal forno e far raffreddare la crostata per bene prima di sformarla.




mercoledì 7 maggio 2014

Budino al latte con salsa alle nespole



Sono passati due anni dall'ultima mia visita in Liguria e dopo un breve soggiorno caratterizzato dal mal tempo, realizzo che alcune cose sono cambiate in peggio altre sono sempre una certezza. Nel primo gruppo sicuramente inserisco la ristrutturazione di una pasticceria storica, trasformata in locale moderno e alquanto anonimo. Sicuramente con un  volume d'affari maggiore grazie all'aggiunta della caffetteria, per molti sicuramente più appeal nell'arredo rispetto ad un mobilio anni 60. E i prodotti sono cambiati? Sinceramente non ho avuto cuore di entrare, sono rimasta basita e ho deciso di andare a vedere un'altra storica pasticceria della zona con il terrore di trovare altro al suo posto. Per fortuna no! E questa è la prima certezza del weekend. Vi segnalo invece  una trattoria che non mi delude mai: Trattoria Marchin. Se capitate nei dintorni di Chiavari programmate una gita, bastano una ventina di minuti in auto. Aspettatevi un ambiente molto familiare e poco patinato, porzioni abbondanti e prezzi contenuti. Io di solito salto antipasti e secondi per buttarmi sugli ottimi primi: non perdetevi per nulla al mondo i ravioli al sugo e il mitico pesto! Il dolce invece l'ho fatto io una volta giunta a casa dopo aver comprato le prime nespole di stagione. E' un semplice budino accompagnato dalla salsa alla frutta (potete scegliere la vostra preferita). La violetta aggiunge un tocco aromatico ma non è indispensabile. Il cacao invece si!


Trattoria Marchin
Via Mario Ginocchio 201
Borgonovo Ligure (GE) 
Tel 0185/336097



Budino al latte e salsa di nespole

Ingredienti per 6 budini:

180 ml di latte
180 ml panna
60 g di zucchero
1 foglio  di gelatina
5 nespole
10 g di zucchero
grappa
1 tuorlo
cacao in polvere
polvere di violetta per decorare

Mettete a mollo la gelatina in acqua fredda, nel frattempo fate scaldare in un pentolino il latte con lo zucchero e la panna. Appena arriva a bollore togliete dal fuoco e aggiungete la gelatina ben strizzata. Distribuite nei contenitori per il budino (io ho usato quelli usa getta) e metteteli in frigorifero a raffreddare. Sbucciate le nespole e tagliatele a pezzetti, frullatele al mixer e mettetele in un pentolino a bagnomaria con lo zucchero il tuorlo e la grappa e con la frusta  montate la spuma. Servite i budini con la salsa di nespole, la polvere di violetta e il cacao.


lunedì 5 maggio 2014

Cartoline da New York (e il Sushi croccante!)






New York! Oh, New York… Come promesso, eccoci pronte con un piccolo reportage dalla città più intrigante del mondo. Per parlare della nostra trasferta a NY partiamo dalla cosa più brutta in assoluto: doverla lasciare. Sì, il viaggio in taxi verso l’aeroporto JFK e il volo di rientro sono un brutto colpo da sopportare. Concedeteci questa parentesi di (profonda) amarezza, che compensiamo affrontando subito il lato per noi più affascinante della Grande Mela: il suo profilo. Ma quando è bella? Vista dall’alto, dai ponti, dai grattacieli, dalle casette basse con le tipiche scale antincendio, di notte o al tramonto è sempre uno spettacolo che lascia senza parole. Accogliente, easy, socievole, sexy: New York fa sentire a proprio agio in ogni angolo, nelle viette del Village o di Tribeca, a Soho o a Central Park, nel Meatpacking o a Chelsea.




In questa nostra recente vacanza ci siamo concesse un po’ di sfizi, soprattutto in ambito enogastronomico. Ma non solo. È stato bello andare ad Harlem il giorno di Pasqua, mescolate tra la folla, ad ascoltare i gospel (lacrime e brividi…), andare a Broadway a vedere il musical dell’anno (“Motown”: wow!), visitare il Withney Museum (con capolavori come il Second Story Sunlight di Hopper o le sculture di Calder), prendere un Cosmopolitan in cima allo Standard Hotel, nei pressi della High Line, guardando l’Empire e l’Hudson, fare a piedi il ponte di Brooklyn e pranzare su una panchina di Dumbo, girare senza meta nelle stradine dall'aria “bohémien” dei quartieri del Greenwich, curiosare al Chelsea Market...



In mezzo? Shopping, vetrine, musei, pause golose, incontri, chiacchiere, passeggiate, panorami. Partiamo dal capitolo “dinner”: esperienze più che soddisfacenti! Ottima la cena al bellissimo Spice Market (403 West 13th Street, NY 10014 Tel. 212.675.2322): un piatto fantastico è stato il Crispy Sushi con una maionese al chipotle (un peperoncino affumicato tipico della cucina messicana), delizioso il Salmone con crema di piselli e asparagi bianchi. Interessante esperienza anche al Buddakan (75 Ninth Avenue, NY 10011 Tel. 212.989.6699) locale trendy e dall’atmosfera patinata, che vale sempre la pena visitare. Propone una buona cucina asiatica moderna: meritano una nota i Carrot Dumplings (a forma di carota: carinissimi!), gli involtini primavera con tonno crudo, i piccantini Wok Noodle con verdure e funghi e l’intrigante pollo al limone e basilico. Sempre fighissimo e sempre cool il Balthazar (80 Spring Street, NY 10012), uno dei punti di riferimento per la ristorazione d'alto livello nella Grande Mela: l'atmosfera e la cucina (buona la zuppa di cipolle gratinata e il coq au vin) sono di impronta francese ma entrando si respira un'aria profondamente newyorchese. Una magia. Ambiente più intimo al The Dutch (131 Sullivan Street. NY 10012 Tel. 212.677.6200), davvero un bel posticino: sedute su comodi divanetti in pelle abbiamo assaggiato, tra le altre cose, una originale “cotoletta”di razza con cavolo rosso e mele e un’ottima pie al rabarbaro con gelato alla panna.

The Spotted Pig (314 West 11th Street NY 10014 Tel. 212.620.0393), ristorantino carinissimo nel West Village (una stella Michelin nel 2014), con arredi vintage, propone una cucina americana con influenze europee e molte verdure: sfizioso il crostino con formaggio di capra e ottime le loro patatine a fiammifero. Il migliore hamburger di questa vacanza l’abbiamo mangiato da Burger Joint: arrivarci è un’esperienza da 007, dal momento che il locale (senza alcuna insegna) è letteralmente nascosto dietro una tenda nella hall del sofisticato Hotel Le Parker Meridien (119 West 56th Street). Dopo una lunga fila, si afferra un foglietto, si effettua la propria scelta, si ordina, si ritira l’hamburger e ci si accomoda per gustarsi una signora “svizzera”, ben cotta, accompagnata da un ottimo pane.



Per una cena veloce in un’atmosfera che ricorda i classici diner anni Cinquanta segnaliamo The Smith (1900 Broadway Tel. 212.496.5700): belle luci, piastrelline bianche alle pareti, pavimento a scacchi bianchi e neri, patatine fritte e un generoso hamburger con salsa “speciale”.
Nella prossima “puntata” parleremo di pranzi, merende e pause golose.
Intanto, ecco una nostra interpretazone dell’ottimo Crispy Sushi assaggiato allo Spice Market di New York, preparato in questo caso con una salsa olandese (ricetta dell’Artusi, “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”), che sta benissimo con il pesce: pensate che questa sauce hollandaise comparve in Francia nel Cusinier Moderne di La Chapelle già nel 1735… Un nostro personalissimo omaggio alla cucina del Balthazar e dello Spice Market: vi piace?

“Crispy” Sushi con salsa olandese (dell’Artusi)
Ingredienti:
160 gr di riso
5 ml di aceto
mezzo bicchiere di vino bianco
olio extra vergine di oliva
aceto di mele
sale
filetti di pesce crudo
pangrattato
1 uovo
per la salsa olandese:
70 g di burro (chiarificato)
2 tuorli
1 cucchiaio di succo di limone
acqua
sale e pepe
Preparare il risotto: in una casseruola far tostare il riso, sfumare con il vino, far evaporare e bagnare poco alla volta con acqua calda. Quando il risotto è pronto, togliere dal fuoco, aggiungere l’aceto e regolare di sale. Far intiepidire il riso stendendolo su un piatto o una teglia ricoperta di carta forno, poi con l'aiuto di un coppa pasta rettangolare o ovale (ma anche con le mani...) formare delle “crocchette”. Pressarle bene e passarle prima nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato. Friggerle in olio bollente finché diventano dorate. Con la carta assorbente da cucina eliminare l’unto in eccesso.
Preparare la salsa olandese: sciogliere il burro in un pentolino, senza scaldarlo troppo. A bagnomaria, montare con la frusta i tuorli con un mezzo guscio d'uovo di acqua e versare il burro poco alla volta. Quando il composto si sarà condensato aggiungere il limone e per ultimi il sale e il pepe. Quando avrà raggiunto una consistenza densa togliere dal fuoco e tenere al caldo, sempre a bagnomaria, fino al momento di servirla.
Posizionare le crocchette di riso su un piatto, completando ogni “boccone” con dadini di pesce crudo (potete usare branzino, tonno, salmone…) e un po' di salsa olandese. Servire immediatamente aggiungendo a piacere erba cipollina o basilico.



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