lunedì 28 luglio 2014

Mousse leggera al caffè (e consigli per un weekend a Napoli)


È proprio il caso di dirlo: vedi Napoli e poi…muori. Impossibile non innamorarsi dopo aver trascorso qualche giorno nella splendida città partenopea, che nonostante gli annosi problemi riesce sempre a illuminarsi di una luce… particolare. Poi quando la si saluta e si riparte, è come se un pezzetto di sé “morisse” di nostalgia. E scatta immediata la voglia di tornarci. Vi avevamo già raccontato un pranzo strepitoso alla Pescheria Mattiucci (qui) di Napoli, adesso allarghiamo la nostra mappa dei locali da non perdere se avete in programma una gita nello splendido capoluogo partenopeo, che affascina tutto il mondo con i suoi colori, i suoi vicoli, il Vesuvio, la sua gente, gli scugnizzi, la pastiera, la provola, la pizza, le sfogliatelle, il caffè e chi più ne ha più ne metta… Per tracciare questa mappa del gusto abbiamo subissato di domande il nostro amico Francesco Paolo Tarallo, napoletano doc ed eccellente fotografo (date un’occhiata al suo sito www.francescopaolotarallo.com e alle foto che corredano questo post: che ne dite?).


Partiamo dalla pizza, un'istituzione a Napoli: la migliore?
Quella di La Notizia (Via Michelangelo da Caravaggio, 53-55): meglio arrivare entro le 19.45, non più tardi, altrimenti si trova una coda infinita. Bisogna fare attenzione: ci sono due pizzerie La notizia in via Caravaggio, entrambe della stessa proprietà. Tutte e due ottime ma quella al civico 53-55 è, a mio avviso, migliore. Altri indirizzi validi da condividere sono L’Antica Pizzeria da Michele ai Tribunali (Via Cesare Sersale 1-3), Pellone alla Ferrovia (via Nazionale 93), Di Matteo in Via dei Tribunali 94, 50 kalò (Piazza Sannazzaro 201/B), Pizzeria Starita a Materdei (via Materdei 27-28) e Ciro a Mergellina (Via Mergellina, 21).
E il rito dell’aperitivo?
Per l’aperitivo segnalo la zona dei Baretti a Chiaia (Vico Belledonne a Chiaia, Via Alabardieri, Via Bisignano, via Ferrigni…).
Cosa si fa a Napoli dopo cena?
Assolutamente niente! Si sta in mezzo alla strada, si chiacchiera… oppure dopo cena si va alla zona dei Baretti e, per i più nottambuli, c’è la Discoteca Voga.



Un consiglio per una cena romantica…
Hachè (via Partenope 6), che ha una vista impagabile sulla collina di Posillipo e su Castel dell’Ovo: ha una cucina di impronta tradizionale partenopea (dai primi ai dolci come babà, pastiera e sfogliatelle). Segnalo poi Hostaria La Vela alla Calata Ponticello a Marechiaro e la Trattoria da Cicciotto (Calata Ponticello a Marechiaro, 32).
Le cose da non perdere assolutamente in città?
L’elenco sarebbe infinito! Da Castel dell’Ovo (uno dei più antichi castelli di Napoli, affacciato sul mare: splendido il panorama dalla terrazza alta…) al celebre Maschio Angioino. Poi i quartieri Spagnoli, il monastero di Santa Chiara, Spaccanapoli, San Gregorio Armeno, la Napoli Sotterranea, San Carlo, il Duomo, il Cristo velato a Cappella Sansevero detta anche la chiesa di Santa Maria della Pietà. Insomma: un weekend solo non basta!



Dove si va al mare?
Al Lido delle Rose (Calata Ponticello a Marechiaro 33), il Lido Le Rocce Verdi (in Via Posillipo 68: il quartiere di Posillipo è uno dei più chic della città), Villa Imperiale (Via Marechiaro 90). Da Marechiaro c’è una bellissima vista sulla città, sul Vesuvio, su Capri…



Alcune tappe imperdibili fuori Napoli?
Senza dubbio la Reggia di Caserta, la Costiera Amalfitana, la Costiera Sorrentina. E poi Capri, Ischia, Procida…!



Capitolo dolci: la o le pasticcerie top?
Segnalo la Pasticceria Moccia (in Via San Pasquale a Chiaia 21), Bellavia al Vomero (P.zza Muzii, 27 nei pressi di P.zza Arenella), lo Chalet Ciro per la graffa, il gelato – sia con brioche che da solo - e per tutta la pasticceria varia (in Via Francesco Caracciolo a Mergellina). Buoni gelati anche da Fantasia Gelati al Vomero (Via Cilea, 80) e Bilancione Gelati (Via Posillipo 238 B): Infine, sfogliatelle ricce e frolle calde all’Antico Forno F.lli Attanasio (in Vico Ferrovia 1): da perderci la testa!
Infine, la celebre gastronomia napoletana… Consigli?
È impossibile parlare di Napoli senza menzionare la sua tradizione di friggitorie e gastronomie. Per me la migliore pizza fritta in assoluto è quella di La Masardona in Via Capaccio Giulio Cesare, 27. Durante la settimana è aperta solo a pranzo tranne il sabato quando è aperta anche la sera. Su ordinazione è possibile richiedere la Pizza Rustica e il Tortano: le ordinazioni vanno fatte entro e non oltre la domenica per il ritiro al martedì. Infine solo il sabato è possibile mangiare la favolosa frittura all’italiana… Meritano inoltre una sosta la Friggitoria Vomero (Via Domenico Cimarosa 44 angolo Via Kerbaker), la Rosticceria La Padella (P.zza Arenella 21) e la Gastronomia Luise (di Piazza dei Martiri 68 oppure Via Toledo 266). Provare per credere…



Chiudiamo con un caffè?
Uno dei migliori caffè lo si prende al Gran Bar Riviera (che è anche Pasticceria), alla Riviera di Chiaia 181 oppure per prendere un caffè superiore segnalo il Bar Tunnel (che è solo bar) in Via Giorgio Arcoleo, 53 nei pressi de “Il Mattino”…
E parlando del celebre (e ottimo) caffè napoletano ci è venuta in mente questa simil-mousse al caffè, ideale per concludere con dolcezza ma senza troppe calorie una bella cena o un pranzo con gli amici. Ricetta semplicissima e furba, da guiness dei primati per quanto è veloce e facile. Niente di stratosferico, dobbiamo essere oneste, ma tornando dalla corsa (o da un lungo weekend a Napoli all’insegna del food…) non ci si sente troppo in colpa a gustarsi (anche) un piccolo e invitante dessert… Giusto?

Mousse leggera al caffè

Ingredienti (per 4 piccole coppette):
1 uovo bio (freschissimo)
1 cucchiaio di zucchero integrale bio
250 g di yogurt compatto
1 caffè ristretto
Montare a neve ben ferma l’albume e tenere da parte. Sbattere il tuorlo con lo zucchero, fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungere il caffè (freddo) e, a poco a poco, lo yogurt. Aggiungere con molta delicatezza l’albume montato a neve e incorporare bene i due composti. Versare nelle coppette e riporre in frigorifero per almeno un paio d’ore (meglio 4…). Servire a piacere con una leggerissima spolverata di caffè solubile.

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