giovedì 31 ottobre 2013

Crema di zucca con cumino e speck



Pronti per il tormentone del giorno? Dolcetto o scherzetto? Saremo ripetitive, lo sappiamo, ma non amiamo moltissimo Halloween… tranne che per un motivo: questa ricorrenza ha il merito di esaltare la zucca, che ci piace davvero in tutti i modi. Dall’antipasto al dolce ma anche come contorno, cotta semplicemente in forno a pezzi con una bella spolverata di pepe o di grana. La zucca poi ha un pregio enorme: rende goloso e sfizioso qualsiasi piatto, anche quelli “leggeri” e più semplici. E potevamo non mettere una ricetta “zuccosa” (e sfiziosa) proprio oggi? Questa crema è davvero “spiccia”, per me un vero e proprio comfort food: un cd nello stereo, qualche candela, profumino di zucca (e di spezie) per tutta la casa. Beh…che dire se non buon… Halloween a tutti?
Ah, dimenticavo: la ciotolina della foto ne ha fatta di strada per arrivare (intatta) a casa. Guardate qui (la riconoscete???).
(simona)

Crema di zucca con cumino e speck

Ingredienti (per 2):

250 g di zucca pulita
2 carote
1 scalogno
1 fetta di speck (spessa)
latte
semi di cumino
zenzero in polvere
chiodi di garofano in polvere
semi di zucca
olio extra vergine di oliva

 In una pentola far scaldare poco olio, aggiungere lo scalogno tritato fine, far andare qualche minuto poi aggiungere anche le carote e la zucca tagliate in piccoli pezzi. Dopo un paio di minuti coprire con acqua (deve arrivare a filo con le verdure, non oltre) e salare, mescolando ogni tanto. Dopo circa venti minuti togliere dal fuoco e frullare con il minipimer. Aggiungere abbondante cumino e una spolverata di polvere di chiodi di garofano e di zenzero, e qualche cucchiaio di latte. Rimettere sul fuoco e far rapprendere qualche minuto. Tagliare lo speck a piccoli dadini e tarli tostare in una padella antiaderente calda (senza condimento). Versare la crema nelle ciotole, completare con dadini di speck, con i semi di zucca tostati e un giro di olio extra vergine di oliva.

 

martedì 29 ottobre 2013

Torta di riso cime di rapa e provolone


La mia casa è piena di riso, e dico casa non cucina! Di ogni genere e di vari produttori (di qualità). D'altronde abbiamo sfidato la pioggia una domenica di settembre per raggiungere Vigevano in occasione di Rice "I sapori del riso italiano"Solo la magnifica Piazza Ducale valeva già il breve viaggio. La manifestazione ha aggiunto conoscenza: di produttori, di coltivazioni e di tecniche di grandi chef.
Sento ancora il sapore delle maionese di ostriche e gamberi di Yoji Tokuyoshi sous chef di Massimo Bottura. Sul palco delle esibizioni, Patrizio Roversi con la sua ironia intelligente ha unito cultura e risate. Una splendida giornata nonostante il tempo, la macchina carica di prodotti e il ricordo del Dolceriso di Lodovico il Moro (frolla,riso, canditi, pinoli e acqua di rose) che ha accompagnato le mie colazioni rendendo le giornate decisamente migliori. Oggi vi propongo una ricetta per utilizzare il riso in modo diverso, io ho usato le cime di rapa, che adoro, ma se non piacciono si possono sostituire con erbette o spinaci.
Sonia
 
Torta di riso cime di rapa e provolone

Ingredienti:

100 gr di riso
350 gr di cime già pulite
2 uova
50 gr di parmigiano
una fetta di provolone
pangrattato
aglio
peperoncino
olio
sale
pepe

Fate cuocere le cime di rapa con un goccio di acqua aglio e del peperoncino se vi piace. Quando sono pronte fatele raffreddare e tagliate a pezzetti. Nel frattempo fate lessare il riso per 15 minuti circa e scolatelo. In una ciotola unite le cime, il riso, le uova, il parmigiano e il provolone tagliato a dadini. Aggiustate di sale e pepe. Mettete il composto in una teglia unta e cospargete la superficie con il pangrattato. Mettete in forno per circa 35/40 minuti.



venerdì 25 ottobre 2013

Torta carote e mandorle (al microonde)


Lo devo ammettere: non sono mai riuscita a instaurare un rapporto di (vero) amore con il microonde. Dopo due o tre momenti di “perfezione” e di euforia assoluta, ecco che subito l’amore scema e un disastro mi attende dietro l’angolo. Non vi sto a raccontare la quantità di scene fantozziane che si sono consumate nella mia micro-cucina… Ultimamente, però, qualcosa è cambiato (lo dico sottovoce…). Merito per esempio della meringa morbida al microonde che ha proposto Sonia (qui): un successone! O della rapidità con cui si può preparare la frutta cotta: sì, è vero, fa tanto vecchia zia ma... che bontà, la adoro in questa stagione (qui). L’altra sera, navigando, ho trovato una ricetta curiosa su Style.it/Cucina, che ho poi modificato "sovrapponendola" a un'altra trovata qui. Morale: dovevo smaltire un sacchettino di carote tagliate a julienne (le odio ma continuo a comprarle anche se sono/sanno di plastica!) e la torta di carote mi sembrava una “destinazione” perfetta. La cottura al microonde mi metteva un po’ d’ansia e invece… tutto liscio come l’olio. Il risultato è un dolce perfetto per accompagnare una tazza di tè a colazione o a merenda. Devo dire che mi è piaciuto di più freddo, il giorno dopo (appena l’ho estratto dal microonde era infatti troppo marcato il sapore di uova e la consistenza non mi convinceva…De gustibus…). Comunque, lo consiglio: facile e veloce.
(simona)
 
Torta di carote e mandorle al microonde

Ingredienti:

180 g di carote a julienne
150 g di farina di grano khorasan Kamut precotto
75 g di farina di mandorle
130 g di zucchero integrale bio
4/5 cucchiai di latte di mandorle
3 uova
1 limone bio
mezza bustina di lievito per dolci
cannella
1 noce di burro

Con le fruste elettriche sbattere a lungo le uova con lo zucchero, fino a ottenere un composto spumoso e gonfio. Aggiungere la farina di kamut setacciata con il lievito, incorporandola con un cucchiaio di legno e alternandola al latte di mandorla. Aggiungere a questo punto la farina di mandorle, la cannella (a piacere), la scorza grattugiata del limone e le carote a julienne (anche se il composto risulta duro non importa), mescolando bene. Imburrare una pirofila adatta al microonde (io ne ho usata una in ceramica Pyrex, rettangolare), versarvi il composto, livellare la superficie e cuocere al microonde alla massima potenza per 10/11 minuti (in ogni caso, dipende da tipo di forno a microonde, controllate la cottura con uno stuzzicadente).

 

mercoledì 23 ottobre 2013

Cheese & Chips per #SwissCheeseParade


Capita che, per “colpa” di un Contest, Svizzera e Inghilterra si ritrovino protagoniste di un curioso gioco culinario in cui a farla da protagonista è lo Street Food (il cibo da strada), in quest’ultimo periodo particolarmente e (giustamente) celebrato. In Tv, in città, in libreria, agli happening per gastro-appassionati è un trionfo di cibo da strada: dalla piadina alla pizza al taglio, dagli arrosticini abruzzesi alle olive all’ascolana, tutti parlano di cibi street. Appena abbiamo letto l’argomento del Contest in questione (“Swiss Cheese Parade”), in cui veniva richiesto di utilizzare i Formaggi della Svizzera per creare una ricetta a tema streef food subito abbiamo pensato a Londra e allo street food per eccellenza: il Fish&Chips. Abbiamo deciso di utilizzarlo come spunto per la nostra proposta e ribattezzare la ricetta “Cheese&Chips”. Per prepararla abbiamo usato lo Sbrinz, formaggio particolare, dalla consistenza simile a quella del parmigiano reggiano, particolarmente digeribile e privo di lattosio. Lo Sbrinz nasce dal latte (pregiato) delle mucche di razza bruna che pascolano libere nei Cantoni della Svizzera centrale e nelle regioni dei Cantoni di Argovia, Berna e San Gallo: dei 34 caseifici che producono lo Sbrinz, dieci sono caseifici alpini. Inutile dire quanto sia golosa questa versione “svizzero-formaggiosa” del “fish&chips”: l’abbiamo proposta a un aperitivo con amici, servendola proprio nei coni di carta, e abbinata a una birra rossa. Successone!

 Cheese and Chips

 ngredienti:

500 g di Sbrinz
mezzo litro di latte
Farina bianca
1 uovo
panna di soia
2 pacchetti di cracker al riso soffiato
Sale
pepe
3 patate
paprika
olio di arachidi per friggere

Tagliare lo Sbrinz a cubotti (tenerne da parte un paio, da grattugiare finemente), mattere i cubotti in una ciotola e ricoprirli con il latte. Dopo circa mezz’ora scolarli e asciugarli bene con della carta da cucina. Passarli nella farina bianca. In un piatto sbattere l’uovo con un po’ di sale e pepe, aggiungere un cucchiaio di panna di soia e lo Sbrinz grattugiato, mescolare e passare i cubotti infarinati nel composto di uova. Intanto tritare grossolanamente i cracker e rotolare bene i cubotti di formaggio in questa “panatura”. Mettere sul fuoco una padella con abbondante olio di arachidi e friggere i cubotti (pochi alla volta) finché risultano belli dorati (può essere utile rivestire una teglia con della carta da fritto e riporvi i cubotti di formaggio man mano che sono fritti, tenendoli nel forno acceso per mantenerli “in caldo”).
Per le patate: lavare le patate, sbucciarle e tagliarle a pezzetti, sbollentarle per qualche minuto in acqua leggermente salata, toglierle dall’acqua, sgocciolarle e asciugarle bene e friggerle nell’olio caldo.
Per servire: mettere insieme patate e Sbrinz in un cartoccio di carta e servire spolverando con della paprika e regolando, se necessario, di sale.

Con questa ricetta partecipiamo al Contest “Swiss CheeseParade” dei Formazzi Svizzeri organizzato da Peperoni e Patate:


domenica 20 ottobre 2013

Plumcake banane cioccolato e menta








In una giornata come quella di oggi l'umore si puo' risollevare solo con il piacere di bellissimi ricordi parigini. Una domenica di sole, a camminare con le amiche più care nel 2ème, in cerca di angoli nascosti, mercatini e luoghi suggestivi che a Parigi non mancano mai. Una pausa pranzo prima del rientro a Milano e l'incontro casuale con un locale dall'atmosfera anni '70. Per quanto mi riguarda non invitante ad una prima occhiata (preferisco i locali un pò retrò) ma   sicuramente ben arredato e luminoso, deliziose le sedie in plastica bianca rivestite in pelle rossa e blu e le opere d'arte appese alle pareti. Clientela variegata, dalle famiglie con bambini a gruppi di amici molto modaioli, pochi turisti e noi affamate. Nel menu domenicale si può scegliere il classico brunch, piuttosto che l'hamburger con patatine, club sandwich, crocque monsieur e dolci molto invitanti. Abbiamo mangiato bene  il servizio è stato molto veloce e cortese quindi alla fine ho apprezzato e approvato anche l'atmosfera Starsky e Hutch!



CAFÉ ETIENNE-MARCEL
34, rue Etienne Marcel - Paris 2ème







Plumcake banane cioccolato e menta

Ingredienti

200 gr di farina auto lievitante
160 gr di zucchero
2 uova
1 banana matura
1 dl di latte
80 gr di olio
100 gr di cioccolato fondente
menta fresca

Mettere in una ciotola le uova, lo zucchero, il latte, la farina, l’olio e mescolate bene.
Fate sciogliere il cioccolato al microonde o a bagnomaria e fatelo raffreddare un po’. Aggiungetelo al composto con la banana schiacciata e un bel mazzetto di foglie di menta spezzettate.
Mescolate tutto e mettete in uno stampo da plumcake unto di olio.
Mettete in forno preriscaldato a 180° per circa un'ora ora.



mercoledì 16 ottobre 2013

Pasta peperoni acciughe e feta


E' arrivato ufficialmente l'autunno e il mio umore ne risente. Pur avendo tante cose di cui essere contenta (ho detto contenta non felice), ho sempre un senso di malinconia che mi rovina le giornate. E allora devo distrarmi, circondarmi di amici cari, fare le cose che più mi piacciono e pensare che è solo un cambio di stagione e niente più. Tra le distrazioni recenti c'è la visita a Milano Golosa che si è svolta nello scorso weekend ovviamente a Milano. Un percorso tra le eccellenze alimentari con produttori e momenti di incontro. Abbiamo rivisto tanti amici e conosciuto parecchie  persone che ci hanno raccontato le loro storie. Cosa mi sono portata a casa da questa giornata? Il coraggio. Il coraggio di questi produttori, piccoli e meno piccoli, che ogni giorno nonostante le difficoltà portano avanti il loro impegno lavorativo perché ancora ci credono. Credono in un'Italia che rappresenta l'eccellenza nel mondo e che molto ancora può fare. Credono in un paese che seppur allo stremo con l'aiuto delle persone più oneste e capaci si può risollevare. Mi piace questa positività, mi contagia e influenza la mia cucina (oggi ha influenzato anche il meteo...). Un pò in ritardo con la stagione ma perfettamente rappresentativa di quest'ondata di buon umore, ecco la mia pasta con peperoni gialli, acciughe e l'adorata feta che da oggi andrà in letargo fino alla prossima stagione calda!
Sonia


Pasta con peperoni  acciughe e feta

Ingredienti x 4:

320 gr pasta 
2 peperoni gialli (calcolate mezzo a testa)
8/10 acciughe sott'olio
100 gr di feta
basilico
olio
aglio



Fate arrostire i peperoni in forno finché non vedrete la pelle che inizia a bruciacchiarsi e poi metteteli in un sacchetto di carta a raffreddare per qualche minuto. Eliminate la pelle, eliminate filamenti e semi e tagliateli a strisce.  Fateli saltare in padella con un po’ di olio e aglio che eliminerete alla fine. Frullate le acciughe con olio e basilico fino ad ottenere una salsina. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nella padella dei peperoni, aggiungete  le acciughe frullate e infine aggiungete la feta tagliata a dadini. Se necessario ossia se la pasta si asciuga troppo mentre la fate saltare aggiungete un pò di acqua di cottura della pasta che avrete tenuto da parte.


lunedì 14 ottobre 2013

Crema al cacao e nocciola (con lingue di gatto)


Ma quanto è bello, ogni tanto, fare merenda? Inutile dire che da bambina era il momento della giornata che preferivo in assoluto (adesso quel “primato” è occupato dalla colazione). Ma appena posso, soprattutto la domenica o nelle giornate meno incasinate, mi ritrovo a spezzare piacevolmente il pomeriggio con un dolcetto e un tè. La merenda del cuore? Ce ne sono un po’: pane, burro e zucchero (un mix di sapori incredibilmente unico), la torta di mele della nonna, le pesche con gli amaretti (ne abbiamo parlato proprio qui), latte e biscotti e il budino al cioccolato (sempre della nonna… bontà senza tempo). Proprio di recente, in uno dei miei sabati “da zia” ho avuto il piacere di fare merenda con Leo, due anni e mezzo di vivacità pura. Alla mia domanda “Cosa vuoi mangiare per merenda?”, la sua risposta è stata semplice e diretta “Cioccolato, zia Chicca!”. Così, mentre faceva il riposino, mi sono messa in moto per preparare una golosa merenda al cioccolato a tempo di record (e a prova di bimbo). Ho preparato una crema (prendendo spunto da un paio di vecchi numeri di Sale e Pepe Kids) con l’aiuto della Nocciolata Rigoni di Asiago e il risultato è stato sorprendente. E mi ha fatto fare un figurone con Leo…che ha spazzolato la crema in un bit!

Crema al cacao e nocciola (con lingue di gatto)

Per la crema:
250 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai di zucchero integrale bio
2 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai (scarsi) di amido di mais
2 cucchiai di Nocciolata Rigoni di Asiago
 
Per le lingue di gatto:
100 g di burro
100 g di zucchero
100 g di farina
3 albumi

Preparare le lingue di gatto: far sciogliere nel microonde il burro e lasciarlo raffreddare. Mescolare velocemente il burro fuso, lo zucchero, la farina e gli albumi. Ricoprire la placca del forno con un foglio di carta da forno e, con l’aiuto della sac a poche, fare dei piccoli bastoncini, ben distanziati l’uno dall’altro. Cuocere in forno caldo a 180 ° per una decina di minuti (controllare il bordo dei biscottini: quando è ben colorato sono pronti).
Preparare la crema: mescolare con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero. Aggiungere l’amido di mais (setacciandolo), il cacao (sempre setacciandolo) e la Nocciolata. Intanto intiepidire il latte al microonde e aggiungerlo a filo al composto di uova, mescolando. Versare il composto di uova in un pentolino, mettere sul fuoco e far cuocere la crema per cinque o sei minuti. Una volta fuori da fuoco, mescolare ancora la crema con le fruste elettriche. Versare la crema in 3 coppette e lasciar raffreddare. Completare la crema con un paio di lingue di gatto e, a piacere, con un ciuffetto di panna montata e dei piccoli amaretti o delle nocciole per creare la faccina di un “orsetto”.


Con questa ricetta partecipiamo al Contest “Bimbi a tavola, le ricette più gradite ai bambini” di Rigoni diAsiago:



giovedì 10 ottobre 2013

Crema di indivia al tè con castagne e zucca



È sufficiente ritrovare un sapore (o un abbinamento) e subito si è proiettati dall’altra parte del mondo. Stavolta in Cina, a Pechino. Precisamente nelle belle sale del ristorante Made in China, all’interno del Grand Hyatt Hotel. L’abbinamento in questione è questo: indivia e castagne. Poco cinese, no? Facciamo un passo indietro. Una sera, a Luglio, eravamo a cena con un amico chef che conosce bene Pechino e gli abbiamo chiesto se poteva consigliarci un posto “decente” dove assaggiare la celebre Anatra Laccata, senza restarne “traumatizzate”. Ebbene, abbiamo seguito il suo consiglio e quando siamo state a Pehino in vacanza, ad agosto, ci siamo ritrovate sedute a un bellissimo tavolo tondo in questo ristorante trendy e molto poco “cinese” (dal punto di vista dell’ambiente). Le cucine hanno scenografiche vetrate a vista sulla sala: sembra di stare direttamente in cucina e si vede proprio tutto, compresi i gesti e i “volteggi” degli chef…spettacolo!). Abbiamo scelto il menu degustazione dello chef (ovviamente…), in cui il piatto forte è proprio l’Anatra, capolavoro della casa, arrostita in un forno a mattoni: lo chef in persona è venuto al tavolo a tagliarla e servirla (un bellissimo cerimoniale).



Abbiamo gustato persino la pelle dell'anatra, croccante e gustosa, da mangiare intinta nello zucchero di canna: dovevate vedere le nostre facce perplesse ma...invece è stata un'esperienza particolare. I pezzetti di carne, invece, erano accompagnati da un cestino di bambù con piadinette calde (pancake) da comporre con una salsa agrodolce e verdurine crude. Ci è piaciuto moltissimo anche il black code (dolciastro e delicatissimo) e il raviolo croccante da completare con la salsa di soia. E poi quella verdura: quella indivia stufata con le castagne…una vera sorpresa! Buonissima! Ecco perché quando abbiamo letto il tema del contest (“Verdure di Stagione”) della nostra amica Lucy (in collaborazione con lo chef Andrea Ribaldone e il Relais Rocca Civalieri) abbiamo subito pensato a questa serata e a questo sapore (decisamente autunnale...) che ci aveva colpite. Ce lo siamo portate a casa da Pechino e ci è piaciuto riproporlo, arricchendolo un po’: abbiamo infatti aggiunto un tocco di affumicato (grazie a un tè particolare comprato - indivinate? - in Cina: il tè nero Lapsang Souchong) e delle semplici chips di zucca.
(simona)

Made in China
Grand Hyatt Hotel
1, Dong Chang’an Jie
Dongcheng Pechino


Crema di indivia al tè con castagne e chips di zucca

Ingredienti:

4 cespi di indivia
1 cipolla
1 pezzetto di zucca
100 g castagne bollite
tè nero Lapsang Souchong in foglie
Olio extra vergine di oliva
Zucchero integrale bio
sale
pepe nero

Preparare 700 ml di tè utilizzando due cucchiaini scarsi di tè nero Lapsang Souchong in foglie (lasciarlo in infusione 30/40 secondi circa). Mondare e tagliare i cespi di indivia a pezzetti, porli in un cestello di bambu per la cottura a vapore, mettere il tutto sul fuoco, sulla pentola del tè in ebollizione, e cuocere la verdura “al dente”. In una padella antiaderente abbastanza capiente far scaldare poco olio extra vergine di oliva e aggiungere la cipolla tagliata finemente. Far cuocere brevemente e aggiungere un paio di cucchiai di zucchero integrale bio, mezzo bicchiere di té, la verdura e le castagne bollite (tranne un paio che serviranno per il decoro della crema). Regolare di sale e far andare qualche secondo mescolando bene e aggiungendo ancora qualche cucchiaiata di tè. Spostare la verdura in una casseruola e frullare con il minipimer fino a ridurre il tutto in crema. Preparare le chips di zucca: tagliare la zucca sottile sottile (con il pelapatate), disporla su un piatto da microonde, salare e cuocere nel microonde per 1 minuto e mezzo alla massima potenza (va benissimo anche la cottura in forno tradizionale, in questo caso bisogna controllare a vista le chips perché tendono a bruciacchiarsi velocemente…). Intanto tagliare un paio di castagne a lamelle (come se fosse del tartufo...). Servire la crema di indivia con qualche lamella di castagna, le chips di zucca, un'abbondante grattata di pepe nero e un filo di olio extravergine di oliva.

Con questa ricetta partecipiamo con piacere al contest “Verdure di Stagione" della nostra amica Lucy del blog Ti cucino così (in collaborazione con lo chef Andrea Ribaldone e il Relais Rocca Civalieri:





mercoledì 9 ottobre 2013

Muffin di kamut alle bacche goji


Provare farine diverse è una delle mie “ossessioni”: la dispensa trabocca di pacchetti e pacchettini di farine di ogni genere, che amo miscelare e mischiare per vedere…l’effetto che fa. Una farina che mi sta dando tantissime soddisfazioni è quella di Kamut. In realtà, sarebbe più corretto dire farina di grano khorasan Kamut precotto, un grano originario della Mesopotamia. Kamut, infatti, ho scoperto che è il nome del marchio registrato utilizzato per contraddistinguere una specifica e antica varietà di grano, coltivata secondo il metodo dell’agricoltura biologica e caratterizzata da un più elevato contenuto di proteine e sali minerali (zinco, magnesio e selenio, quest’ultimo dalle notevoli proprietà antiossidanti…) rispetto al grano “moderno”. Grazie all’alta percentuale di lipidi contenuti, che producono per il corpo più energia dei carboidrati, il grano khorasan Kamut può essere definito un “cereale molto energetico”. Ecco perché mi piace usarlo per la colazione del mattino, sotto forma di muffin da accompagnare al caffelatte. Ho trovato questa ricetta sul libro “Kamut, 60 ricette per conoscerlo e utilizzarlo al meglio” di Antonella Scialdone, edito da Edizioni Calderini (ricetta che ho modificando sostituendo i mirtilli freschi con le mie adorate bacche goji e preferendo latte e yogurt di soia, che ultimamente “gettono” parecchio).
(simona)

Muffin di kamut alle bacche goji

Ingredienti (per 8 muffin):

180 g di farina di grano khorasan Kamut precotto
100 g di zucchero integrale bio
10 g di lievito per dolci
60 g di burro
1 uovo
90 ml di latte di soia
90 g di yogurt di soia
1 pizzico di sale
mezzo cucchiaino di polvere di vaniglia
100 g di bacche goji

Con una frusta sbattere l’uovo con il latte, lo yogurt, il burro fuso (freddo). In un’altra ciotola pesare tutti gli ingredienti: la farina, lo zucchero, il sale, la vaniglia in polvere e il lievito e miscelare tra loro. Aggiungere al composto liquido gli ingredienti secchi e amalgamare bene dopodiché aggiungere le bacche goji e mescolare. Foderare lo stampo da muffin con i pirottini di carta da forno e versare il composto a cucchiaiate fino a raggiungere i 2/3 di ciascun pirottino e infornare a 200° C per 20-25 minuti. Sfornare, togliere i muffin dallo stampo e lasciare raffreddare completamente su una griglia prima di servire.
 



 

domenica 6 ottobre 2013

Cavolfiore cinese style








Alcune cose che ho imparato sul cibo cinese in base alla mia breve esperienza in Cina:

- il pollo con le mandorle di consistenza gelatinosa non esiste
- la cucina cinese è piccante!
- le verdure restano sempre molto croccanti
- zenzero, peperoncino e arachidi sono molto presenti nei piatti
- il tè cinese si lascia in infusione solo per pochi secondi (max 30!)
- gli spiedini di insetti esistono davvero nei food market (noi non abbiamo avuto il coraggio di testarli...)
- i cinesi sono dei veri e propri campioni di street food!



- ogni regione ha la propria cucina, le basi sono le stesse ma i sapori sono molto diversi.







Questi cavolfiori erano tra i nostri piatti preferiti al ristorante Si Ji Min Fu di Pechino (quartiere Dongcheng), oltre ad altre delizie come anatra, gamberi e zuppa di amaranto. La ricetta è una mia ricostruzione dei sapori del piatto originale. Sono soddisfatta del risultato e anche della mia maestria acquisita nell'utilizzo delle bacchette!

Sonia

Si Ji Min Fu Restaurant
Dongcheng
Beijing Cina


Cavolfiore cinese style
Ingredienti:

Cavolfiore
peperoncino
pancetta o speck
olio
aglio
salsa di soia

Mettete le fette di pancetta o speck in forno finché non diventano croccanti. Fate cuocere il cavolfiore diviso a cimette a vapore ma deve essere ancora croccante. In una padella con un po’ di olio mettete dei peperoncini, aglio, lo speck a pezzetti e il cavolfiore. Fate saltare per pochi minuti  e verso la fine aggiungete solo un goccio di salsa di soia.


mercoledì 2 ottobre 2013

Brioche tonde (con lievito madre)

 

Chi l’avrebbe mai detto? Dopo averlo mandato a passare buona parte dell'estate dalla mamma… mi mancava tantissimo il mio lievito madre! Come un cucciolo. Così me ne sono riappropriata di rientro dalle vacanze. Confesso però che seguirlo è per me praticamente impossibile. Così ho pensato che prima di separamene di nuovo (che scellerata…) mi scatenerò in questi giorni ancora abbastanza tranquilli e sfornerò lievitati a gogò da congelare e stivare per i momenti di “crisi da carboidrato”. Ho iniziato la mia produzione con queste tondissime brioche. Ero alla ricerca di una ricetta semplice e fidata e l’ho individuata con facilità su Melagranata (anche perché è gettonatissima): ho apportato solo leggere modifiche (per esempio, il burro di soia) ed è inutile dirvi che è perfetta, veloce, pratica. Insomma, le ha tutte dalla sua! Strafelice del risultato. La mia colazione (per un po'...) è salva! Quanto al lievto madre... beh, spero di riuscire a "coccolarlo" nel migliore dei modi ancora per qualche settimanina...
(simona)

Brioche tonde (con lievito madre)

400 g di farina manitoba
180 g di lievito madre (rinfrescato la sera prima)
100 g di zucchero integrale bio
1/2 cucchiaino di miele
2 uova
100 ml di latte di mandorla tiepido
100 g di burro di soia
1 pizzico di sale
1 limone bio
1 stecca di vaniglia


2 cucchiai di latte
zucchero a velo
marmellata di albicococche (a piacere)

Tagliare a metà la stecca di vaniglia, con la punta di un coltello prelevare i semini all'interno della stecca e tenerli da parte. Sciogliere il lievito madre nel latte tiepido, fare la classica fontana con la farina, unire il lievito madre sciolto, i semini di vaniglia e tutti gli altri ingredienti.  Lavorare bene l’impasto e far lievitare per 4/5 ore. Formare le brioches (o trecce o altra forma a piacere, io ho dato una forma tonda per praticità), e far lievitare tutta la notte. Al mattino, spennellare le brioche con un po’ di latte, e cuocere a 180° per 15 minuti o finché non avranno un bel colore dorato. Spolverare con zucchero a velo e servire. Sono ottime farcite con un velo di Fiordifrutta alle albicocche Rigoni di Asiago.






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