martedì 30 luglio 2013

Coppa con pesche al miele e amaretti



Quando abbiamo ricevuto l’invito, non abbiamo avuto dubbi: dovevamo esserci assolutamente anche noi! L’invito in questione, infatti, era per la manifestazione “Altopiano da gustare, colazioni e merende nel cuore della natura”, organizzata da Rigoni di Asiago e dal Consorzio Turistico Asiago 7 Comuni, nell’omonima (e deliziosa) cittadina vicentina. Due giorni all’insegna delle creazioni di importanti chef italiani in tema di colazione e merenda, coordinati da Alessandro Dal Degan, del  RistoranteLa Tana di Asiago (consiglio gourmand: se passate da queste parti, programmate una cena!). Potevamo mancare? Proposte golose e ricercate, antichi sapori riproposti in chiave moderna, chicche enogastronomiche del territorio e ricette all’avanguardia, il tutto nel verdissimo scenario dell’Altopiano: il massimo. Sabato pomeriggio gli chef si sono sfidati sulla “Miglior Merenda” (ci è rimasto nel cuore il "ricordo di una gita in auto” ovvero il Raviolo con formaggio erborinato con composta di pere e nocciole di Riccardo Antoniolo dell'Ottocento di Bassano e il "panino" ai sapori del bosco con lardo e mousse di fieno, con la nota acida della Fiordifrutta all'uva spina del bravissimo Alessandro Dal Degan). Domenica lo showcooking ha visto protagonisti grandi chef che operano in alberghi famosi per la prima colazione, che si sono sfidati sulla “Miglior Colazione” (tra tutti, segnaliamo le proposte “stellate” di Enrico Bartolini del Devero di Cavenago in Brianza che ha “giocato” trasformando il risotto allo zafferano e oro, omaggio a Marchesi, in un biscotto sapido e il magnifico Uovo con pancetta e spuma di cipolla di Paolo Teverini dell’Hotel Tosco Romagnolo di Bagno di Romagna). E la nostra interpretazione della merenda del cuore? La lotta è dura: spaziamo da pane, burro e zucchero (un mix di sapori incredibilmente unico) alla torta di mele della nonna, latte e biscotti o il budino al cioccolato (sempre della nonna). Ma in un angolino della memoria è rimasto questo sapore, “risvegliato” di recente per merito di un’amica blogger: pesche al miele con amaretti. E la merenda è servita! Un grazie ancora a Rigoni di Asiago (staff, blogger e chef compresi) per la bellissima esperienza #Altopianodagustare.
 
Coppa con pesche al miele e amaretti
 
Ingredienti per 2 persone:

2 pesche
amaretti
Mielbio Arancio Rigoni di Asiago
100 g di ricotta
1 cestino di mirtilli

Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzetti, metterle in una ciotola con due cucchiai di Mielbio e gli amaretti sbriciolati (una quindicina dovrebbero bastare). Mescolare bene. Intanto in una ciotola lavorare la ricotta con un po’ di miele fino a ridurla in crema. Comporre le coppe: versare metà pesche e metà della crema di ricotta, completare con qualche mirtillo e con qualche briciola di amaretto. Servire.


P.s. In questo post non possiamo non celebrare il bellissimo (e commovente) Sentiero del Silenzio allestito a Campomuletto, vicino ad Asiago. Una passeggiata di 2 km nella natura per riflettere sulle Guerre. Un percorso in Memoria della Grande Guerra, che qui davvero nessuno dimentica...




giovedì 25 luglio 2013

Involtini di tacchino con robiola e albicocche secche


Molto spesso leggendo le interviste sui giornali mi immedesimo nei personaggi e mi domando cosa risponderei  se io fossi al loro posto. Ieri mi sono soffermata sul concetto di felicità perché mi capita spesso di pensarci. Ho diviso la felicità in due gruppi distinti. Il primo è quello dei "momenti di trascurabile felicità" che nell'omonimo libro di Francesco Piccolo edito da Einaudi funzionano così: "possono annidarsi ovunque pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avresti considerato". Poi c'è il secondo gruppo quello della perfetta felicità! Momenti rari in cui tutto è perfetto, tutto è sospeso e pensi che il tempo dovrebbe fermarsi proprio in quel momento. Questi attimi sono rari e ho scoperto che ultimamente a me capitano una volta l'anno. Per quest'anno sono a posto, tranne eccezioni che saranno ben accolte. Per i piccoli momenti di felicità che invece per fortuna mi capitano più spesso mi accontento di poco. Una cena con amici, un rotolo di tacchino, e un bel bicchiere di birra ghiacciata.
Sonia



Involtini di tacchino con robiola e albicocche secche


Ingredienti per 2 persone:

4 fettine di tacchino sottili
un confezione piccola di robiola
8 albicocche secche
mezzo bicchiere di brodo
olio
sale
pepe
mezzo bicchiere di birra (ho utilizzato Birra Poretti 4 luppoli)


Spalmate le fettine di tacchino con la robiola, aggiungete due albicocche secche tagliate a listarelle e arrotolate le fettine fermandole con gli stecchini. Fate scaldare l’olio in una padella e aggiungete gli involtini, fateli rosolare 1 minuto per parte poi aggiungete il brodo e coprite con il coperchio. Fate andare finché gli involtini sono pronti (15 min circa) poi toglieteli dalla padella e teneteli da parte. Al sugo rimasto aggiungete la birra e fate andare a fuoco vivace finché non si restringe della metà. Alla fine aggiungete di nuovo gli involtini aggiustate di sale e pepe e fate andare ancora 5 minuti. Deve rimanere un po’ di salsina per condire gli involtini.

lunedì 22 luglio 2013

Torta alla frutta con amaretti


Anche se in questo periodo dell’anno c’è la mia frutta preferita, quest’anno faccio molta fatica a trovarla buona. E non riuscendo a frequentare con costanza mercati o fruttivendoli, mi devo spesso accontentare della (generalmente) pessima frutta dei supermercati. Ma voi come fate? A parte qualche rara eccezione (per esempio degli ottimi duroni, che ho comprato a chili, e delle squisite pesche tabacchiere delle valli dell’Etna) non riesco a trovare albicocche degne di questo nome. Le acquisto attratta dal bell’aspetto ma alla prova assaggio…delusione totale: plastica. Così ho rimediato utilizzando della frutta che giaceva nel mio frigo (albicocche insapore e mirtilli extra anch’essi insapore, un gusto lontano anni luce da quelli che da bambina raccoglievo insieme a mio cugino sul Monte Generoso: una bontà) per preparare una torta per la colazione del weekend. Googlando sono approdata da Misya.info dove ho trovato la ricetta di una torta con pesche e amaretti che ho modificato in base alle mie esigenze. Semplicissima e buona anche servita come dessert, accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia…
(simona)

Torta alla frutta con amaretti

Ingredienti:
 
3 uova
130 g di zucchero
80 ml di olio di riso
100 g di farina
1 bustina di lievito per dolci
400/500 g di frutta (pesche tabacchiere, albicocche, mirtilli)
100 g di amaretti

Lavare la frutta, sbucciarla, tagliarla a fettine e tenerla da parte (io ho utilizzato albicocche, pesche tabacchiere e un cestino di mirtilli, che ovviamente ho lasciato interi…). Con le fruste elettriche, montare a lungo le uova con lo zucchero. Aggiungere l’olio a filo.  Aggiungere anche la farina, nella quale avrete setacciato il lievito, mescolando con un cucchiaio di legno. Incorporare la frutta e una parte (metà circa) di amaretti sbriciolati grossolanamente con le mani e mescolare bene. Rivestire una tortiera con carta forno inumidita e ben strizzata, versarvi il composto e completare con il resto degli amaretti sbriciolati sulla superficie. Infornare a 180° per circa 35 minuti.

sabato 20 luglio 2013

Insalata di orzo farro e tonno con salsa ai pomodori e lamponi



Scrivo una parola che non fa parte del mio vocabolario e spero di non doverla più ripetere: dieta! Parola che detesto perché spesso mi ricorda la mia avversione alle regole imposte! Ma in questi giorni si è resa necessaria. Non è tanto un fattore di salute o estetico, il problema è che non posso mica rifarmi il guardaroba. Se i bottoni non si avvicinano e le cerniere collassano è un danno economico notevole. E poi figuriamoci prima delle vacanze, quando tutto è proiettato all'acquisto pro deserto e avventura. Quindi da qualche giorno qualche accortezza in più nella mia alimentazione e qualche privazione of course. Per esempio eliminazione dei dolci, vino e birra, poca pasta e tanta frutta e verdura. Chiaramente nel weekend via libera a tutto altrimenti che vita è. Per fortuna il caldo mi viene in soccorso, e l'avvicinarsi delle tanto desiderate ferie estive anche. Un altro aiuto è arrivato dalla RioMare e dalla proposta di rifare una delle ricette ideate da Marco Bianchi per l'operazione "cucina a tutto tonno". Nella mia versione pranzo light ho utilizzato le insalatissime orzo farro e tonno per un bicchierino estivo che si è tinto di rosso per l'abbinamento ad una salsa di pomodori, lamponi e menta.


Insalata di orzo farro e tonno con salsa ai pomodori e lamponi

Ingredienti per due bicchierini:

2 confezioni di insalatissime Riomare
3 pomodori maturi
1 confezione di lamponi
qualche foglia di menta
sale


Semplicemente frullate i pomodori con i lamponi e la menta, aggiustate di sale e accompagnate con l' insalata di orzo e farro.




lunedì 15 luglio 2013

Chutney di prugne




Di recente mi è capitato di mangiare la lingua, per me un atto di vero coraggio. Ho fatto resistenza per anni ma alla fine presentata in un certo modo e cucinata ad altissimo livello (accompagnata da maionese di ostriche), non solo ho apprezzato il gusto  ma avrei fatto volentieri il bis. Con la chutney è stato più o meno così, dopo anni trascorsi a Londra e parecchie versioni assaggiate non sono mai riuscita ad apprezzarla fino in fondo. Poi un giorno dall'altra parte del mondo capita che ti innamori. Complici il ristorante, la città e l'atmosfera. Sto parlando della mia adorata e mai dimenticata India, della città di Mumbay e dell' Indigo un ristorante molto chic alle spalle del maestoso hotel Taj Mahal nella zona di Colaba a due passi dal Gate of India. Cibo eccellente, direi di altissimo livello anche negli abbinamenti, ricercatezza nei particolari anche se a prezzi poco indiani e molto milanesi. L'atmosfera della terrazza è molto romantica e a tutto ciò aggiungete che i camerieri oltre ad essere gentilissimi di sicuro hanno superato un casting prima di essere assunti: i più belli che abbia mai visto! Sinceramente non so cosa mi abbia influenzato maggiormente, il risultato è che  adesso adoro ogni tipo di chutney e vi consiglio di segnarvi questo indirizzo nel caso abbiate in programma un bel viaggio nella terra dei maharaja.


Indigo
4 Mandik Road Colaba
Mumbay
www.foodindigo.com



Chutney di prugne 

Ingredienti per un vasetto

125 gr di prugne
1 cipollotto rosso
20 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di aceto di mele
olio

Lavate le prugne e tagliatele a fettine mettetele in una casseruola con la cipolla tagliata, lo zucchero l’aceto e  un goccio di olio. Fate andare a fuoco lento per circa 20 minuti.
Per servire: fate grigliare delle fette di pane, versateci qualche goccia di olio e servite con carpaccio di carne (affumicata) o speck, qualche foglia di insalata e un po’ di pepe.


venerdì 12 luglio 2013

Frolle con crema allo yogurt, mirtilli, mandorle





Amo il cibo. Per questo odio profondamente buttare nella spazzatura avanzi o cibi avariati. E penso che questo atteggiamento sia comune tra chi come noi ha questa grossa passione per il food. Non sapete come mi innervosisce aprire il frigorifero e scoprire che le fragole comprate giusto ieri al supermercato sono ricoperte da un’odiosissima muffa. Spesso è colpa della catena distributiva, ne sono consapevole, ma spesso invece è un problema di…frigorifero. Avrete notato che in questi giorni su Facebook e su vari blog si parla molto dello spreco alimentare domestico e circolano degli utili consigli per evitarlo, firmati da Whirlpool. Questo antipatico fenomeno è davvero enorme: da una ricerca condotta di recente pare che il 60% degli italiani getta il cibo almeno una volta a settimana, il 48% lo butta direttamente nella spazzatura e il 40% dichiara di sbagliare nella conservazione e nella gestione delle scorte di cibo. Ecco: mi sembra carino fare un riepilogo di alcune norme del “buon senso” stilate da Whirlpool, anche perché tante cose non le sapevo proprio! Per esempio, nel primo e secondo ripiano dall’alto (e nei balconcini della porta del frigo) la temperatura è ideale per latticini, uova e vasetti: non vanno lasciati i latticini vicino a carne o pesce per molto tempo perché assorbono facilmente gli odori. Il ripiano sopra il cassetto della frutta è perfetto per carne e pesce, che dovrebbero essere riposti in un piatto ricoperto da pellicola o in un contenitore a chiusura ermetica. Il pesce andrebbe acquistato fresco, poi pulito e sfilettato e quindi riposto in frigo ma questo non sempre si può fare… L’ultimo ripiano in basso del frigo, quello con il cesto della frutta è appunto ideale per frutta e verdura, che NON vanno lavate prima di essere riposte nel frigorifero: meglio coprirle con una pellicola o tenerle in una busta di plastica non chiusa ermeticamente. Detto questo, meglio usare subito questi mirtilli “tristi” del supermercato (giganti…) che giacciono nel frigo da un paio di giorni per queste crostatine leggere, con una crema pasticcera allo yogurt.
(simona)

Frolle con crema allo yogurt, mirtilli, mandorle

Ingredienti:

per la pasta frolla:
2 tuorli
100 g di burro morbido
200 g di farina
90 g di zucchero
un pizzico di sale
scorza grattugiata di 1 limone

Per la crema pasticcera:
125 ml di latte
1 tuorlo
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di zucchero
1 stecca di vaniglia
150 g di yogurt greco


Per decorare:
1 cestino di mirtilli
zucchero a velo
mandorle in scaglie

Lavorare insieme tutti gli ingredienti per la frolla e compattarli velocemente fino a formare una palla. Stendere la pasta con il mattarello, tra due fogli di carta da forno, e rivestire degli stampini singoli da crostata precedentemente imburrati per bene. Mettere il tutto in frigorifero per almeno un'ora. Prima di togliere gli stampini dal frigo, accendere il forno (a 200°, statico) e appena raggiunge la temperatura cuocere le crostatine appoggiando gli stampini dal frigorifero direttamente sulla leccarda (che deve essere calda) con dei fagioli secchi appoggiati sopra dei foglietti di carta da forno, per 25 minuti (gli ultimi 5 minuti proseguite la cottura con le crostatine scoperte), controllando che il bordo diventi colorato. Una volta tolte dal forno, far raffreddare la crostatine per bene prima di sformarle.
Preparare la crema: far scaldare il latte con la stecca di vaniglia (prima di metterla nel latte, tagliarla a metà e con la punta di un coltello prelevare l’interno della stecca e aggiungerlo al latte insieme alla stecca). Appena raggiunge il bollore togliere dal fuoco. Nel frattempo sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere la farina, mescolando bene. Versare il latte caldo a filo (eliminare la stecca di vaniglia) e lentamente sul composto di uova. Mettere sul fuoco e mescolare continuamente con una spatola in legno finché la crema non raggiunge l’ebollizione. Far bollire un paio di minuti al massimo. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. Aggiungere alla crema lo yogurt greco e mescolare. Intanto, lavare i mirtilli. Versare un po’ di crema sulle crostatine, che nel frattempo avrete sformato. Decorare con i mirtilli, qualche scaglia di mandorle e con zucchero a velo. Ovviamente si può usare altra frutta.


P.s. Ecco un'utile infografica che può essere utile per conservare correttamente gli alimenti in frigorifero:




martedì 9 luglio 2013

Cous cous alle melanzane


Avete notato quante classifiche vengono pubblicate in questi giorni? Le 10 spiagge più belle del mondo, i 20 resort più affascinanti della terra, le Spa più chic del cosmo... Ecco: io non amo le classifiche! Le trovo limitate e parziali, le considero dei consigli, degli spunti questo sì. Il giudizio su qualcosa oltre al dato oggettivo implica sempre una componente soggettiva e questo soprattutto, e in primis, nei viaggi. Provate a pensare l'influenza che può avere la compagnia di una o più persone, un particolare momento o la magia di un incontro. Sono tutti momenti che possono rendere indimenticabile qualsiasi posto e cambiare la nostra percezione di bellezza. Io non saprei proprio classificare tutti i posti che ho visitato, ogni località, stato e continente mi è rimasto dentro per qualche motivo e di solito preferisco non ritornare nello stesso posto per avere la possibilità di vedere cose nuove. Poi ci sono le eccezioni, per esempio se un amico prende in gestione un riad a Marrakesh vuoi non tornare al più presto in terra marocchina? Se avete in programma una "gita" da quelle parti vi segnalo questo indirizzo (pare che ci sia, tra l'altro, una cuoca bravissima): il Riad Sable Chaud, nel pittoresco quartiere di Bab Doukkala, pieno di mercatini di frutta e verdura. Organizzare delle lezioni di cucina marocchina non sarebbe male, no? Nel frattempo mi porto avanti con un cous cous alle melanzane che ho spiato nel bellissimo libro di Yotam Ottolenghi  Jerusalem.
 
Cous cous di melanzane

Ingredienti per 4 persone:

2 melanzane
1 cipolla
cumino
concentrato di pomodoro
due pomodori da sugo (o pomodorini maturi)
300 ml di brodo di verdura
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai di succo di limone
cous cous
1 mozzarella
basilico
sale e pepe

Mettete una melanzana nel forno avvolta dalla carta stagnola e cuocete per 40 minuti circa (deve essere ben cotta),  l’altra tagliatela a tocchetti metteteli in uno scolapasta con il sale e fate riposare per 20 minuti circa. Poi saltatele in padella con un po’ di olio e conservatele in un piatto al caldo. Tagliate la cipolla  e mettetela in una padella con l’olio, aggiungete una manciata di cumino, il concentrato di pomodoro e cuocete per qualche minuto. Aggiungete i pomodori tagliati a pezzi , il brodo, un bel bicchiere di acqua, lo zucchero il succo di limone e aggiustate di sale e pepe. Fate andare per 15 minuti circa con il coperchio. Prendete la melanzana dal forno scavate la polpa e  mettetela  nel sugo, frullate tutto e rimettete nella padella.  Preparate il cous cous con le quantità e le modalità riportate sulla confezione. Aggiungete il cous cous al sugo frullato scaldate un po’ e servite con i dadini di melanzana, mozzarella e basilico.


venerdì 5 luglio 2013

Tiramisu alle fragole (light version)





In questo periodo nei discorsi tra amici imperversa un tema “angosciante” e ricorrente: la fatidica prova costume. Ma incredibilmente quest’anno la questione non ci tocca più di tanto (e non pensiate che la motivazione sia una linea invidiabile…anzi…). Come abbiamo già avuto modo di anticiparvi (qui), infatti, la nostra destinazione per le vacanze estive è la Mongolia, con una breve incursione in Cina. Quindi…con la scusa che tanto quest’estate non avremo poi così tante “tentazioni” a livello culinario (pensate che nel Deserto dei Gobi pare che tra le specialità ci siano certi spiedini cotti su sterco secco di cavallo…aiuto!!!!) stiamo un po’ esagerando con le concessioni e i vizietti pre-partenza. Ma è arrivato il momento di porvi un freno. Ognuno ha infatti la propria soglia “limite”, oltrepassata la quale scatta l’allarme: siamo fermamente convinte che un’alimentazione equilibrata e varia, senza troppe privazioni, sia una regola di vita imprescindibile ma, appunto, ogni tanto è necessario darsi una “registrata”. Ed è in questi frangenti che l’eterna “battaglia” tra Gusto e Benessere torna a farsi sentire. Chi ci segue sa che ci piace personalizzare le ricette tradizionali cercando di alleggerirle se la quantità di burro o zucchero è troppo invadente (anche se sappiamo benissimo che in pasticceria con le dosi non si scherza). Uno dei dolci che permette di “giocare” con dosi e ingredienti, con Gusto e Benessere, è il classicissimo Tiramisu, che grazie ad alcuni accorgimenti (la ricotta al posto del mascarpone, i biscotti Misura Privolat cacao e riso soffiato senza latte e senza uova, e la presenza delle fragole) si trasforma in un dolce molto più leggero ma…all’insegna del Gusto! Yes: qui all'Albero della Carambola siamo decisamente per il Gusto. Si era capito?





Tiramisu leggero alle fragole
 
Ingredienti:
 
20 biscotti Misura Privolat con riso soffiato e cacao
250 gr di ricotta
2 uova
70 gr di zucchero
50 ml di acqua
1 cestino di fragole
 
Pulite le fragole e fatele cuocere con un goccio di acqua e un cucchiaio di zucchero poi frullatele. Separate i tuorli dagli albumi e pastorizzateli. Io faccio bollire acqua e zucchero (50ml + 60 gr) finché non raggiungono la temperatura di 121° poi verso metà composto sugli albumi e li monto e l’altra metà sui tuorli e li monto. Unite i tuorli alla ricotta, mescolate bene e aggiungete gli albumi montati a neve delicatamente. Imbevete i biscotti con il succo delle fragole e iniziate a fare gli strati di biscotti e crema. Aggiungete altro succo di fragole sui biscotti se necessario (ve lo consiglio, le fragole si devono sentire).




martedì 2 luglio 2013

Renato Bosco a "Stasera...che pizza"



Immaginatevi di desiderare da molto tempo una gita in giornata “solo” per mangiare una pizza. E vi dico che vale davvero la pena sfidare il traffico della Milano-Venezia visto che stiamo parlando di Renato Bosco. Immaginatevi poi, in una sera di inizio estate, a Vico Equense, di parlare di "quella" pizza con altre persone. E all’ improvviso Renato Bosco si materializza davanti ai vostri increduli occhi. Immaginatevi infine a esultare per l’annuncio che sempre “lui” sarà a Milano verso la fine di giugno. Chi mai avrebbe potuto chiudere il cerchio di questo desiderio latente se non l’eclettico Carlo Vischi, l’uomo che riesce ad organizzare 5 eventi in contemporanea mentre si sposta di città in città?


Così mercoledì 26 giugno presso il "The Hub Hotel" (#mirrorslurp) è andato in scena l’evento “Stasera….che pizza!”. Davanti a una platea attenta e curiosa, Renato Bosco ha disvelato piccoli segreti del lievito madre e degli impasti lievitati in generale. Una dimostrazione sul campo, pochi gesti ben orchestrati per creare la base perfetta di un’ottima pizza (anche se di fronte alle creazioni di Renato il concetto di "pizza" è forse un po' troppo generico. Siamo oltre...).


“Stasera….che pizza!”, dicevamo. Ecco: vorremmo poterlo dire tutte le sere se sulla tavola si materializzassero le chicche che abbiamo potuto assaggiare nel corso della serata. L'amuse bouche, tanto per cominciare, era divino: Entreé di sfoglie di madre con zuppetta di pomodoro e quenelle di ricotta al basilico con olio EVO. Si è proseguito con la magistrale Pizza in teglia Margherita con pomodoro Casa Barone e mozzarella di bufala e con la golosissima Pizza in teglia farcita con formaggio Branzi e Mortadella IGP (ecco qui sono scattati ricordi legati all'infanzia...ma siamo lontani anni luce dai focaccioni unti e bisunti che si compravano in panetteria: qui l'impasto è leggerissimo e..."moderno").


La cena è proseguita con la Pizza in teglia bianca farcita con Burrata pugliese, insalata di Gallina Grisa della Lessinia, balsamico e scaglie di Branzi (accostamento di sapori inedito e parecchio azzeccato) e con l'Aria di pane, Burrata pugliese e Crudo di Parma: un grande classico che ci ricorda quanto l'utilizzo di materie prime d'eccellenza sia in grado di stupire le papille gustative anche con sapori "conosciuti". In questa carrellata di lievitati anche il dolce appartiene alla categoria: un Panettone estivo alle Albicocche con zabaione al Passito. Una nota di merito per la scelta dei vini abbinati a questo menu, tutti bianchi Custoza delle cantine Menegotti, Albino Piona, Le vigne di San Pietro (eccellente con la Margherita il loro Custoza 2012), Cavalchina e Monte del Frà. Infine, non possiamo non citare la farina Petra del Molino Quaglia che noi utilizziamo regolarmente e  l'olio extra vergine di oliva da agricoltura biologica Fontanara (del veronese), che abbiamo avuto l'onore di assaggiare "in purezza" su una fetta di pane (preparato sempre da Renato Bosco, of course): un sapore da felicità allo stato puro. Chapeau. Urge mettere in agenda al più presto una gita a San Martino Buon Albergo... Chi si unisce a noi?


Saporè
Via Ponte 55/a
San Marino Buon Albergo (VR)
Tel 045/8781791


The Hub Hotel
Via Privata Polonia 10
20157 Milano
 
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