domenica 30 giugno 2013

Tortine frangipane e fragole



Ogni anno ma dico ogni anno si ripetono gli stessi schemi. A febbraio si pensa alle vacanze estive, pieni di energia si scovano le mete più impensabili e si fa a gara tra amici per la scelta del viaggio più avventuroso. Arriva luglio, la stanchezza raggiunge l'apice, penso alle vacanze estive e mi domando: ma perché non ho organizzato una bella vacanza al mare massimo sforzo richiesto la scelta del costume? A settembre poi si rientra felici pronti a ripetere l'avventura appena possibile. E così per non smentirsi, anche quest'anno si sta seguendo lo schema. La destinazione di quest'estate è la Mongolia con una breve incursione in Cina toccando Pechino e Xi'an. Vi tralascio lo stress organizzativo per la richiesta dei visti, l'organizzazione del tour nel deserto e le prenotazioni dei treni in Cina.  Vi tralascio anche le condizioni in cui ci troveremo nel deserto dei Gobi dove non vedremo una doccia per parecchi giorni e dormiremo nelle tende dei nomadi. Ma quello che davvero ci spaventa è la carenza di cibo! Pare che in Mongolia servano montone fritto dalla colazione alla cena. E i miei cereali con il latte? E un buon caffé che ci risveglia? Almeno un tè... Sarà davvero dura stavolta ne sono certa! Con questa prospettiva davanti ultimamente ogni scusa è buona per attovagliarsi, per avere il ricordo di un sapore speciale che per settimane dimenticheremo. I miei ingredienti del cuore sono infiniti, ma visto che siamo a fine stagione metto le fragole in cima alla lista. 
(Sonia)



Tortine frangipane e fragole

Ingredienti per 3 tortine di 10 cm:

1 rotolo di pasta frolla
1 cestino di fragole
1 uovo
60 gr di burro
60 gr di olio evo
60 gr di zucchero
60 gr di farina di mandorle
1 cucchiaio di farina
1 pizzico di sale

Fate ammorbidire il burro e mescolatelo bene con lo zucchero, poi aggiungete le uova, l'olio, la farina, la farina di mandorle e un pizzico di sale. Rivestite gli stampini per le tortine con la pasta frolla e riempite i gusci per circa 3/4 con la crema frangipane (tenete conto che in forno si gonfia). Mettete in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti circa. Quando saranno pronte e raffreddate decorate le tortine con le fragole a vostro piacere.

giovedì 27 giugno 2013

Involtini di spada con pistacchi e capperi


Dirò una banalità ma arrivata a questo punto dell’anno vado letteralmente in tilt. Comincio a sentire la stanchezza, comincio a perdere colpi, a dimenticarmi le cose, gli appuntamenti, a sovrapporre impegni. Aiuto! Anche la cucina ne sta risentendo e questa cosa è molto grave! Per non soccombere chiedo aiuto a piatti facili, collaudati. Sfiziosi quel tanto che basta per darmi l’illusione di aver creato una cenetta come si deve e curata nonostante la ricetta sia di una semplicità disarmante. Ecco: è in queste situazioni che ricette come questa mi vengono in soccorso, stanno lì buone buone nel quadernetto magico e voilà…saltano fuori dal cilindro al momento giusto… Un solo appunto: per la buona riuscita del piatto è davvero importante la qualità degli ingredienti utilizzati. Mi raccomando!

Involtini di spada con pistacchi e capperi

Ingredienti per 2:

200 g di carpaccio di spada
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 cucchiaio di pistacchi
6 olive nere
2 cucchiai di pangrattato
prezzemolo
pepe
olio extra vergine di oliva fruttato Carli

Per la salsina:
3 cucchiai di yogurt greco
1 cucchiaio di senape
prezzemolo

Riunire nel mixer i capperi, le olive denocciolate, i pistacchi, il prezzemolo, il pangrattato e due o tre fettine di spada. Tritare bene fino a ottenere un composto omogeneo. Distribuire il ripieno sulle fettine di carpaccio, arrotolare, fermare con uno stuzzicadenti. Foderare di carta forno una teglia, disporvi gli involtini di spada, condire con un giro di olio extra vergine di oliva e pepe. Infornare in forno caldo a 200° per 5 minuti. Intanto preparare la salsina frullando 3 cucchiai di yogurt, uno di senape e un po’ di prezzemolo. Servire gli involtini accompagnati con la salsina.
 

P.s. Questa ricetta veloce e sfiziosa è perfetta per una cenetta estiva in Giardino (nella casa incantata youredo)…

lunedì 24 giugno 2013

Crema di yogurt al profumo di limone


E' ormai troppo troppo tempo che manco dalla Grecia e ogni anno che passa mi dico che l'anno  successivo si dovrà rimediare. Purtroppo le cose che voglio fare sono  mille e le ferie rimangono sempre quelle.... meritate in pieno ma  difficili da gestire. Provo a dirlo pubblicamente magari mi aiuta: l'anno prossimo voglio fare una bella settimana in Grecia fuori stagione. E' per rinforzare la promessa che vi propongo questi bicchierini dolci perfetti nelle serate afose. Vanno gustati freddi, comodamente seduti, con gli occhi chiusi pensando alla vostra isola preferita. La mia ad oggi è Milos, per i momenti splendidi che ho vissuto, per le spiagge non affollate e il mare cristallino ma soprattutto per lei, la mitica Ergina. E' la creativa ed esuberante proprietaria, con il marito Luciano, di un ristorante che per me rimane il migliore di Milos. Unisce alla cucina locale un pò rivisitata, una terrazza panoramica e soprattutto il piacere di essere accolti da persone davvero speciali. Il menu si basa sui prodotti della giornata e molti piatti sono ricette tradizionali tramandate di generazione in generazione. Perdetevi tra le  verdure dell'orto, l' ottima carne, qualche piatto di pesce come calamari e gamberi, la pasta all'uovo fatta in casa ma non potete saltare le tipiche Pitarakia che qui raggiungono un altissimo livello. Ogni nostra cena veniva conclusa con questa crema profumata di limone e tante chiacchiere in allegria e in quel momento avevo la certezza di far parte di una vacanza perfetta! 
Quando faccio questi bicchierini vado sempre ad occhio per gli ingredienti, ma è talmente semplice da replicare che non potrete sbagliare.
(Sonia)

Ristorante Ergina
Tripiti
Milos
Grecia





Crema di yogurt al profumo di limone

Ingredienti:

una confezione di yogurt greco
150 ml di panna
zucchero
un limone
biscotti o altro a piacere


Montate la panna fresca ed unitela allo yogurt. Aggiungete succo di limone e zucchero a piacere. Potete aggiungere biscotti,  frutta, cannella o altro a piacere. Servire freddi.

venerdì 21 giugno 2013

Albicocche gratinate alla lavanda



Questo è un periodo strano. Pieno, pienissimo di impegni, di scadenze, di cose da fare. Mentre cercavo dei documenti tra una marea di fogli e foglietti, ho riletto una frase che mi ero appuntata parecchio tempo fa in un quaderno (quando dico parecchio intendo proprio parecchio…). E che riletta oggi assume per me un significato profondamente diverso. A volte nella vita passano tanti giorni uguali ad altri. Improvvisamente poi ne arriva uno che rimane indelebile e segna come uno spartiacque quelli successivi, senza magari che sia successo nulla di così… eccezionale. Ci penso spesso a questa cosa. La frase in questione è dello scrittore Mark Twain, che io ho adorato da ragazzina, quando passavo pomeriggi interi a fantasticare tra le pagine di “Le avventure di Tom Sawyer”, un librone verde illustrato che è stata la mia lettura del cuore. Come mi piaceva Tom Sawyer! La frase in questione, comunque, è questa: “tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite”. Penso che la voglia di scoprire e di sondare cose nuove sia la molla di tanti equilibri. Ma abbandoniamo i massimi sistemi, che è meglio, per salutare l’estate, che è finalmente arrivata! E con lei tantissima frutta che adoro. L’altro giorno, dopo un pranzo troppo leggero, è scattata la voglia di una merenda golosa…ed ecco materializzarsi queste cremose albicocche profumate alla lavanda. Un’idea carina anche per un fine pasto estivo. Per i pensieri e le riflessioni, in fondo, c'è sempre tempo...
(simona)

Albicocche gratinate alla lavanda

Ingredienti per 2:

6 albicocche
2 tuorli
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di zucchero di canna
2,5 dl di latte
fiori di lavanda essiccati
estratto liquido di vaniglia

Far bollire il latte con un cucchiaino di fiori di lavanda essiccati. In una casseruola sbattere i tuorli con lo zucchero semolato fino a ottenere un composto ben gonfio. Unire la farina (setacciandola) mescolando per bene con un cucchiaio di legno. Aggiungere un goccio di estratto di vaniglia e il latte a filo (che avrete filtrato con un colino per eliminare la lavanda), mescolando continuamente con una frusta. Versare il composto nel pentolino dove è stato scaldato il latte e mettere sul fuoco (mescolando sempre) fino a raggiungere il bollore. Far bollire la crema per due minuto a fuoco basso e togliere dal fuoco. Intanto lavare le albicocche, eliminare il nocciolo e posizionarle in due cocottine monoporzione, con il taglio verso l’alto. Coprire le albicocche di crema, spolverare leggermente con lo zucchero di canna e infornare per una decina di minuti scarsi sotto il grill per far colorare (due minuti prima di togliere dal forno spolverare con i fiori di lavanda secchi).
 
 
 

 

lunedì 17 giugno 2013

Insalata di baccalà avocado e riso croccante al timo


Dopo tanto impegno e tanta fatica sono costretta a confessare la "morte annunciata" del mio lievito madre (a Simona non l' ho ancora detto...) Già da qualche settimana ero preoccupata per il colore un pò strano tendente al marroncino e poi la punta di acido che usciva dal barattolo proprio non mi convinceva. E' chiaro che volendo e sottolineo volendo avrei potuto fare un intervento riparatore, che ne so almeno una flebo per riportarlo in condizioni stabili. Invece l'ho estratto dal frigorifero sabato mattina in attesa del rinfresco e ora dopo ora ho rimandato l'operazione facendomi prendere prima  pigrizia, poi dal caldo e infine dal pensiero della lunga assenza per le vacanze estive. Finché domenica sera quando ormai era troppo tardi ho preso atto che il mio lievito giaceva esanime nel suo barattolo. E così dopo solo 4 mesi per il momento la mia avventura si ferma qui, in autunno si vedrà! Invece di berci sopra, come si suol dire in certi casi, mi sono preparata un'insalata di baccalà, patate e avocado condita con una salsa di cipollotti. Il dettaglio sfizioso è dato dall'aggiunta del profumo del timo sotto forma di riso crunchy GliAironi.
Si tratta di un riso croccante non soffiato ricoperto a bassa temperatura di spezie e ingredienti assolutamente naturali che conferiscono colori e sapori decisi. E' un ingrediente davvero divertente e originale, che si presta a tanti usi decorativi sia nella versione dolce che salata: insalate, zuppe, dolci al cucchiaio, spume e macedonie.
(Sonia)


Insalata di baccalà avocado e riso al timo con salsa di cipollotti


Ingredienti x 4 persone:

1 pezzo di baccalà a persona
2 avocado
4 patate piccole
4 cipollotti
sale
pepe
olio
riso croccante al timo Gli Aironi

Cuocere il baccalà al vapore e sbriciolarlo nel piatto dell'insalata. Lessare le patate e tagliarle a dadini, tagliare anche l'avocado e aggiungere tutto al baccalà.
Cuocere i cipollotti in una padella con un goccio di olio e frullarli bene diluendo se necessario con acqua o olio. Aggiustare di sale. Usare la salsa ai cipollotti per condire l'insalata e completare con una bella quantità di riso croccante al timo.






venerdì 14 giugno 2013

Zuppa inglese con Nocciolata

 
Se dovessi stilare un’ipotetica classifica dei dolci a cui sono più affezionata, uno dei primi posti sarebbe sicuramente occupato dalla zuppa inglese. Che buona… Mi ricorda la merenda di quando eravamo bambine e soprattutto mi ricorda uno dei primi dolci che ho imparato a fare completamente da sola: una sorta di zuppa inglese, appunto, da fare con biscotti e preparati per budino alla crema e al cioccolato, ricetta tratta dal mitico Manuale di Nonna Papera, la mia prima “bibbia” della cucina. Ma torniamo a noi. La zuppa inglese è un dolce antico, tipico della tradizione gastronomica dell’Emilia Romagna ma diffusa in tutta Italia. Ho letto da qualche parte che non è certa la sua origine ma il nome lascia supporre che questo dolce al cucchiaio appartenga al patrimonio culinario della cucina inglese del periodo elisabettiano (ma se qualcuno ha nozioni più “certe” ce lo racconti: sono curiosissima). Indipendentemente dalla sua storia, è un dolce che non mi stanca mai e che amo preparare in infinite varianti. Come questa, in cui ho sostituito il cioccolato fondente con una golosissima crema alla nocciola…
 
Zuppa inglese con Nocciolata
 
Ingredienti:
250 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
1 stecca di vaniglia
5/6  cucchiaiate di Nocciolata Rigoni di Asiago
Fiordifrutta Frutti di bosco Rigoni di Asiago
1 confezione di savoiardi
alchermes
cioccolato fondente

Preparare la crema: far scaldare il latte con la stecca di vaniglia (prima di metterla nel latte, tagliarla a metà e con la punta di un coltello prelevare l’interno della stecca e aggiungerlo al latte insieme alla stecca). Appena raggiunge il bollore togliere dal fuoco. Nel frattempo sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere la farina, mescolando bene. Versare il latte caldo a filo (eliminare la stecca di vaniglia) e lentamente sul composto di uova. Rimettere sul fuoco e mescolare continuamente con un cucchiaio di legno finché la crema non raggiunge l’ebollizione. Far bollire un paio di minuti al massimo. Togliere dal fuoco, prelevare metà crema e aggiungervi la Nocciolata mescolando bene. Lasciar raffreddare le creme. Preparare in un piatto una bagna con alchermes e acqua (o latte), inzupparvi i savoiardi già sagomati per i bicchierini che dovranno contenere il dolce. Rivestire il bicchiere con i savoiardi e coprire con un velo di Fiordifrutta e uno strato di crema gialla. Procedere con un altro strato di savoiardi, Fiordifrutta e crema al cioccolato. E così via. Terminare con cioccolato fondente a scaglie. Tenere in frigorifero fino al momento di servire.
 
 




Con questa ricetta partecipiamo al Contest “Le ricette regionali reinterpretate con i prodotti Rigoni di Asiago”:

lunedì 10 giugno 2013

Charlotte ai frutti rossi con biscotti rosa di Reims


Passato da pochi giorni il mio compleanno ho ripensato ai festeggiamenti in epoca teen. I compleanni nella bella stagione radunavano tanti amici sulla terrazza dei genitori della mia amica Marcella. Il cibo era l'ultima cosa a cui si pensava, l'importante semmai era invitare il ragazzo carino che spopolava nel gruppo. Marcella però, ad ogni compleanno esibiva la sua celeberrima torta "panna e pavesini", snobbata da molti era la mia preferita. Fresca e con tanta frutta, semplice da copiare. Quest'anno ho voluto rendere onore alla torta che ha accompagnato tante feste spensierate con una versione un pò più evoluta e "matura". Innanzitutto ho utilizzato dei biscotti rosa della Maison Fossier che ho comprato in Francia di recente. Sono dei biscotti dalla consistenza simile ai nostri savoiardi. Creati nel 1691, sono aromatizzati alla vaniglia ed hanno un bellissimo colore rosa. Sono dei biscotti tipici della città di Reims famosa anche per lo champagne. All'interno della simil charlotte solo fragole e mirtilli ed un velo di panna montata con poco zucchero. E' meglio far riposare un pò questo dessert per permettere ai biscotti di inzupparsi bene.
(sonia)




Charlotte ai frutti rossi

Ingredienti:

1 cestino di fragole
1 di mirtilli
menta
succo di 1 o 2 arancia
zucchero
biscotti tipo savoiardi
panna fresca

Pulite le fragole e tagliatele a piccoli pezzi, unite i mirtilli e condite con succo d’arancia, menta e un po’ di zucchero. Mettete in frigorifero per un po’.  Passata qualche ora riprendete la frutta e separatela dal succo che vi servirà per bagnare i biscotti. Se non è sufficiente aggiungete altro succo di arancia. Rivestite un piccolo  stampo semi sferico con della pellicola, poi procedete a rivestire le pareti e il fondo con i biscotti inzuppati. Montate la panna con poco zucchero e rivestite le pareti di  biscotti con uno strato abbastanza spesso. Riempite l’interno con i frutti rossi fino al livello dello stampo. Chiudere la parte superiore con altri biscotti inzuppati (ma non troppo visto che si bagnano già con la frutta) e mettete in frigorifero fino al momento di servire. Per decorare potete scatenare la vostra fantasia: panna, altri frutti, ecc ecc.


venerdì 7 giugno 2013

Lasagne ai peperoni e crumble alla curcuma




Chi passa, come noi, una buona parte del proprio tempo libero in cucina, ai fornelli, sa bene quanto sia importante poter contare su buoni strumenti di “lavoro”: materie prime innanzitutto ma anche utensili, accessori e, ovviamente, pentole. È stato perciò un vero piacere poter provare sul campo una delle novità più interessanti di quest’anno firmata Lagostina ovvero la padella antiaderente con il nuovo rivestimento Meteorite, che dura fino a due volte di più. È davvero un portento. Per metterla alla prova in modo “strong” abbiamo pensato a uno dei piatti più classici e tradizionali della storia gastronomica italiana, le lasagne, realizzate però in maniera del tutto anti-convenzionale! Avete mai pensato di fare le lasagne in una pentola antiaderente? Noi ci abbiamo provato e il risultato è stato sorprendente. Con le nostre Lasagnette ai peperoni e crumble alla curcuma anche noi Carambole partecipiamo dunque a “Io ANTIaderisco”, l’ironica campagna per “anti-aderire” a tutto ciò che non ci piace…in cucina! Un'iniziativa sviluppata attraverso un concorso sulla sua pagina Facebook Lagostina e che ha come testimonial lo chef Simone Rugiati. Ecco dunque le nostre lasagne in padella…decisamente “anti-aderenti”!


Lasagne ai peperoni e crumble alla curcuma

Ingredienti:

Lasagne fresche (1 confezione)
2 peperoni rossi
1 peperone giallo
1 pomodoro
1 porro
300 g di crescenza
1 panino raffermo
curcuma
sale
olio extravergine di oliva


Tagliare il porro sottile e farlo cuocere  in padella con un po’ di olio. Quando è appassito aggiungere i peperoni a cubetti e i pomodori a pezzetti finché non sono cotti ma ancora un po’ croccanti. Aggiustare di sale. Lasciar intiepidire. Frullare il pane raffermo grossolanamente e farlo tostare in una padella con olio e una generosa spolverata di curcuma.  Versare le verdure nella ciotola del mixer e frullarle con la crescenza. A questo punto iniziare a fare gli strati nella padella antiaderente, unta leggermente con pochissimo olio,  iniziando con  la pasta fresca , poi uno strato di crema di peperoni e uno di crumble al curry. Procedere così per quanti strati vi è possibile per finire con la crema, qualche fiocchetto di crescenza e una generosa spolverata di crumble. Coprire la padella con un coperchio (o con un foglio di alluminio) e metterla  sul fuoco per circa un quarto d’ora poi togliere il foglio e proseguire per altri 5 minuti. Servire.


P.s. Un’ultima cosa: segnaliamo con piacere una promozione che sarà disponibile fino al 31 luglio e che prevede uno sconto del 30% sull'acquisto di un prodotto delle linee antiaderenti in promozione e la possibilità di partecipare, con l’acquisto di un solo pezzo di Tempra o Expert pro, al concorso con in palio interessanti premi, tra cui una cena a casa preparata da… Simone Rugiati. Non male, no? Ci proviamo?






mercoledì 5 giugno 2013

Biancomangiare al pistacchio




Pare che, nell’Antica Persia, coloro che si amavano avessero l’abitudine di incontrarsi sotto gli alberi di pistacchio e di ascoltare il crepitio dei frutti che si schiudevano alla luce della Luna. Lo sapevate? Io no, ma quando l’ho letto mi sono immediatamente immaginata questa scena così romantica e ho aggiunto un ulteriore “tassello” al mio amore per i pistacchi, un ingrediente di cui sono letteralmente…innamorata! Oltre ad essere buonissimi, fanno bene per mille motivi: per esempio, aiutano persino a mantenere il cuore in salute, contribuendo alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Sono ricchi di fitosteroli, sostanze in grado di ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo assunto con gli alimenti e forniscono molta arginina, un aminoacido che aiuta a prevenire l’indurimento delle arterie. Ho letto tutte queste cose sul sito di American Pistachios (fateci un salto). A proposito, mesi fa abbiamo avuto il piacere di partecipare a una speciale Cooking Lesson dedicata ai pistacchi americani con lo chef Omar Allievi.  È stata un’esperienza davvero interessante e ci ha fatto riflettere sul fatto che questo prodotto si utilizza davvero dall’antipasto al dolce, in primi, secondi, aperitivi, come spezza-fame, prima della lezione di spinning o come spuntino sfizioso a metà pomeriggio. “Il pistacchio è per me una fonte di ispirazione continua per la creazione di ricette originali” dice Omar. “Un piacere per il palato e per la vista da gustare dall’antipasto al dolce”. Ecco, io ho pensato di usarli per un dessert leggero e semplicissimo, adatto a questa stagione: il biancomangiare, uno dei dolci tipici (e più antichi) della tradizione siciliana. Da quando la mia amica Francy mi ha passato la ricetta della sua mamma (direttamente da Giarre) devo dire che lo gettono spessissimo e in infinite varianti (alla cannella, con latte di mandorle, con scaglie di cioccolato fondente, al cocco…). Questo, per restare in tema, è ovviamente al pistacchio ma se volete provare la versione al limone, la trovate qui. Una curiosità: ma lo sapevate che i frutteti di pistacchio sono organizzati come…gli- harem? E con questa…vi saluto!
(simona)

p.s. Siamo rientrate oggi dalla nostra vacanza a Vico Equense per seguire la Festa a Vico 2013: la nostra valigia è piena di sapori, immagini, emozioni, foto, assaggi, momenti da ricordare e da condividere. Prestissimo vi racconteremo tutto della nostra esperienza tra chef, stelle e dintorni!

Biancomangiare al pistacchio

Ingredienti:

mezzo litro di latte
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai colmi di amido di mais
2 cucchiai di pistacchi
estratto liquido di vaniglia bio

Tritare nel mixer i pistacchi e tenere da parte la polvere ottenuta. Stemperare l’amido con un po’ di latte freddo e farlo sciogliere bene, evitando che si formino grumi. Aggiungere lo zucchero, mescolare bene e aggiungere il resto del latte e un cucchiaino di estratto di vaniglia bio. Porre sul fuoco e, mescolando, portare all’ebollizione (far sobbollire un paio di minuti). Togliere dal fuoco e aggiungere un cucchiaio di polvere di pistacchi. Dividere il biancomangiare nelle ciotoline monoporzione oppure in uno stampo unico, lasciar intiepidire e porre in frigorifero per qualche ora prima di servirlo, completando con una spolverata di pistacchi tritati.
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