venerdì 20 dicembre 2013

Cioccopere delizia di Marco Bianchi


Finalmente ci siamo! Nonostante la mia avversione al Natale ci sono aspetti di questa festività che considero positivi. Innanzitutto le vacanze, e non è poco. Noi "carambole" chiudiamo la porta del blog fino all'anno prossimo. Per un pò ce ne staremo a casa a lavorare su nuovi progetti (ci saranno grosse sorprese...) ma poi una gita di qualche giorno in Costa Azzurra con i nostri amici non ce la toglie nessuno! E poi vogliamo parlare del nostro adorato panettone? Avete letto le varie classifiche come ogni anno? Avete la vostra classifica personale del panettone? Personalmente preferisco "testare" ogni anno una pasticceria nuova. Anzi mi correggo più pasticcerie visto che i test sono iniziati già da parecchio tempo. Se durante le vacanze però siete stanchi dei soliti dolci vi suggerisco questa cioccopere delizia di Marco Bianchi di cui sono innamorata, ideale per una merenda sana (ma golosa), per accompaganre un té bollente. Innanzitutto non è fatta con farine raffinate, c'è anche lo zucchero di canna, il cioccolato fondente e spezie dal profumo "natalizio". Con questa fetta di torta profumata vi auguriamo davvero un felice Natale e uno scintillante inizio d'anno. A proposito come siamo messi con l'oroscopo 2014?

Sonia e Simona

 

Cioccopere delizia (di Marco Bianchi)
Ingredienti:

220 gr di farina integrale
80 gr farina di riso
260 gr di cioccolato fondente
600 ml di latte vegetale
1 bustina lievito x dolci
1 cucchiaino di cannella
3 chiodi di garofano
3 pere
80 gr di zucchero di canna


Sbucciate le pere, tagliatele a dadini e cuocetele in acqua aromatizzata con cannella e chiodi di garofano. Scolatele e tenete l’acqua da parte. Sciogliete il cioccolato con metà del latte a bagnomaria. Mescolate le due farine, il lievito, lo zucchero, il latte rimasto e il cioccolato fuso. Versate metà del composto in una tortiera foderata di carta forno, distribuite le pere e ricoprite con l’altra metà del composto. Bagnate la superficie con un po’ di acqua aromatizzata. Mettete in forno preriscaldato a 200° x 45 minuti poi spegnete il forno e lasciate riposare  il dolce per altri 10 minuti. 

Modificata leggermente rispetto all'originale per "carenza" di ingredienti più che velleità artistiche!

mercoledì 18 dicembre 2013

Biscotti gialli con uvette e rum (#natale)



Insomma, diciamoci la verità: ma che Natale è senza biscotti? Non c’è niente da fare: mettersi a biscottare proietta immediatamente nel clima “nataloso” più di qualsiasi altro piatto o preparazione. A casa mia quest’anno non ci sono addobbi natalizi ma un profumo perenne (e buonissimo) di burro, zucchero, cioccolato. Non ho avuto molto tempo per studiare nuove ricette perciò ho sfruttato quelle stra-collaudate degli anni scorsi: i biscotti allo zenzero candito e cioccolato (ricetta qui), i papassinos sardi (qui) e i biscotti al cioccolato bianco e frutti rossi (qui). L’unica “novità” di quest’anno sono questi biscotti con farina gialla, uvette, rum e cioccolato bianco, ricetta trovata su un vecchio numero speciale di Cucina Moderna (che ho personalizzato e modificato). Si conservano perfettamente in scatole di latta ma sono carini confezionati nei sacchettini trasparenti con mollettine o nastrini. Anche a Natale (soprattutto a Natale…) è proprio bello presentarsi a casa degli amici con un piccolo sacchettino di dolcini o cioccolatini home-made…
(simona)

Biscotti gialli con uvette e rum

Ingredienti:

125 g di farina gialla fine
150 g di farina 00
70 g di burro
6 cucchiai di latte
70 g di zucchero
Mezza bustina di lievito per dolci
1 manciata di uvetta sultanina (circa 30 g)
50 g di cioccolato bianco
1 bicchierino di rum
Sale

Setacciare in una ciotola la farina bianca con il lievito, unire la farina gialla, il burro a dadini e a temperatura ambiente, il latte, un pizzico di sale e lo zucchero. Lavorare gli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo, tipo pasta frolla (potrebbe essere necessario aggiungere un altro cucchiaio di latte) e farla riposare una decina di minuti. Intanto far ammollare l’uvetta in una tazza con il rum. Aggiungere all’impasto l’uvetta (dopo averla ben sgocciolata e strizzata) e il cioccolato bianco ridotto a piccoli pezzetti. Lavorare l’impasto ancora qualche minuto e stenderlo con il mattarello tra due fogli di carta forno a uno spessore di circa un centimetro. Tagliare tante losanghe con il taglia biscotti oppure dei quadrati o le forme che preferite e posizionarle in una teglia ricoperta di carta forno bagnata e strizzata (lasciando un po’ di spazio tra un biscotto e l’altro. Cuocere i biscotti in forno già caldo a 180° per circa una ventina di minuti. Lasciar raffreddare e cospargere a piacere con zucchero a velo.

lunedì 16 dicembre 2013

Passatelli in brodo




Non è facile raccontare alla nonna di 94 anni che cos'è un blog di cucina. Lo si fa vedere, si raccontano due cose ma è difficile per lei credere che si possa fare tutto questo...foto, testi e soprattutto bizzarra l'idea di poter condividere tutto questo con tanta gente conosciuta o meno. Ma fin qui tutto bene. La parte difficile è entrare nel merito delle ricette. Esame attento e scientifico sulla tipologia dei piatti, stupore per le nuove versioni dei risotti, per la frutta che entra nei piatti salati, dolci che si scompongono ecc ecc..Ma dove sono le ricette tradizionali di famiglia? Dramma! Ci sono, ci sono. Sono poche, eccone per esempio una qui. Si ma solo una? In effetti...bisogna correre ai ripari. Cerco di rimediare con i passatelli in brodo, ricetta tradizionalissima di famiglia. Adatta al clima rigido invernale, un piatto che scalda davvero. L'esecuzione dei passatelli è stata fatta sotto stretto controllo telefonico della nonna: prima di impastare, dopo aver fatto i passatelli  e soprattutto dopo averli mangiati per una verifica completa! Per me esame superato, la nonna sarà contenta!
Sonia


Passatelli in brodo
Ingredienti per 4 persone:

150 gr di pangrattato
150 gr di parmigiano reggiano
3 uova
noce moscata
un pizzico di sale
buccia di limone
brodo di carne


Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti, prima pangrattato e parmigiano poi le uova, con le mani iniziate ad impastare e per ultimo aggiungete la noce moscata e la buccia del limone. Assaggiate l'impasto, il sapore dipende molto dai gusti personali soprattutto per la noce moscata. Deve risultare comunque una palla ben compatta. A volte se le uova sono piccole è necessario aggiungere ancora un tuorlo. Un cucchiaio in più di pangrattato invece aiuta a tenere l’impasto più compatto. Prendere lo schiacciapatate con i fori più larghi, inserire un po’ di impasto alla volta e schiacciare finché i passatelli non avranno raggiunto la lunghezza desiderata. A questo punto con il coltello tagliateli alla base e fateli ricadere su un vassoio. Portate a bollore il brodo gettate i passatelli e aspettate che salgano a galla, fate bollire per 2 minuti e spegnete il fuoco. Fateli riposare un po’ prima di servirli nei piatti. Se vi avanzano conservateli nel brodo, acquisteranno sapore.

mercoledì 11 dicembre 2013

Gallette di risotto lamponi e gorgonzola e l'ospite inatteso



L'ospite inatteso è un amico che si unisce alla cena all'ultimo minuto perché è saltato il viaggio di lavoro. Si presenta con  una bella bottiglia di Chardonnay Delle Venezie IGT della Cantina di Negrar e viene accolto a braccia aperte. Aggiungi un posto a tavola, si dice.. O no? Sui fornelli c'è un classico risotto che poi alla fine tanto classico non è... Ci sono dei lamponi che non saranno serviti come frutta e c'è del gorgonzola.
Tutto finisce in pentola, e il risotto finisce in forno. 
L'ospite si accomoda a tavola e stappa la bottiglia di vino che ha portato perché è perfetta come aperitivo.
Le gallette di riso sono pronte e i calici sono pieni. Un brindisi e si inizia la cena.
L'abbinamento cibo e vino non è banale e non deve essere casuale; Simply lo sa bene e sta promuovendo questa cultura in campo enologico tra i propri clienti attraverso diverse attività sia nei punti vendita che tramite il web. Grazie a Mariachiara siamo state invitate a partecipare a questa bella iniziativa. Un caloroso benvenuto alll'ospite inatteso!









Gallette di risotto lamponi e gorgonzola

Ingredienti per 15 gallette:

160 gr di riso carnaroli
un cestino di lamponi
gorgonzola piccante
olio
1/4 di cipolla
vino bianco (Chardonnay Delle Venezie IGT Cantina di Negrar)
brodo vegetale


Mettete un goccio d’olio in una pentola con la cipolla tagliata sottile, fate andare la cipolla a fiamma bassa finché non diventa lucida. Aggiungete il riso e fatelo tostare a fiamma alta per qualche minuto poi sfumatelo con un goccio di vino e lasciate che evapori l’alcool. Iniziate poi ad aggiungere brodo man mano che quello già versato si è assorbito. Quando siete a 5 minuti dalla fine della cottura aggiungete i lamponi (tranne qualcuno se volete usarlo per decoro) e i pezzetti di gorgonzola. A fine cottura quando gli ingredienti sono ben amalgamati spegnete il fuoco e fate intiepidire. Rivestite una teglia con la carta forno e con il coppa pasta formate le gallette delle dimensioni preferite. Mettete in forno a 180° per circa 10 minuti o finché non si forma una crosticina in superficie. 




lunedì 9 dicembre 2013

Paté di fegatini al Porto e timo




Corsa è la parola d'ordine di questo periodo. Vorrei tranquillizzare i miei amici: no, non ho ripreso a correre. Corsa intesa come "tutto di corsa", "tutto una corsa", "cucinare di corsa". Per il running rimando all'anno nuovo: sarà una specie di "fioretto" (e tra un po' sarà il momento di decidere se iscriversi nuovamente alla staffetta della Milano City Marathon: aiuto!!!). Intanto, tra una corsa e l'altra, mi porto avanti per le cenette di auguri di questo periodo con un mio cavallo di battaglia, una ricetta che adoro letteralmente e che regala parecchie soddisfazioni. Oltretutto è facile da preparare, richiede solo qualche attenzione ma nulla di più. Con in tavola un paté così buono basta completare la cena con un risotto o un primo sfizioso e la serata per lo scambio di auguri con gli amici è risolta. La ricetta è ipercollaudata: è un paté ai fegatini scovato su un Sale e Pepe di un paio di anni fa, che ho leggeremente modificato. Un consiglio? Sta molto bene servito su crostini rustici o su un buon pane casereccio, magari di segale, ma si sposa benissimo anche con un delicato pan brioche, completato da fettine di mela verde. Una raffinatezza? Si abbina piacevolmente alla dolcezza di un verduzzo amabile, di vendemmia tardiva… E la tavola delle feste diventa trés chic (se non avete già deciso gli antipasti per il pranzo di Natale, questo paté è perfetto e si può anche preparare un paio di giorni prima!)...

Paté di fegatini al Porto e timo

per il paté (per una terrina):

300 g di fegatini di pollo
80 g di pancetta affumicata a dadini
50 g di burro
2 scalogni
4/5 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di foglie di timo fresco
1 dl di Porto rosso
4 cucchiai di panna fresca
1 cucchiaino di aceto (balsamico o di lampone)
Olio extra vergine di oliva
Sale e pepe

Tritare finemente gli scalogni e farli soffriggere in una padella con un paio di cucchiai di olio. Unire i dadini di pancetta e far cuocere per 3 o 4 minuti. Unire le erbe e i fegatini a pezzetti e cuocere a fuoco vivace per 5 minuti. Spruzzare con il Porto, salare, pepare, coprire e far cuocere un paio di minuti. Eliminare salvia e rosmarino e lasciar intiepidire. Porre tutto nel mixer, frullare, poi unire il burro, successivamente la panna fresca e in ultimo l’aceto. Se il paté fosse troppo denso aggiungere ancora un cucchiaio di panna. Regolare di sale, aggiungere una bella macinata di pepe e mescolare ancora. Riporre in una terrina e far riposare in frigorifero per un paio d’ore.


giovedì 5 dicembre 2013

Risotto radicchio e agrumi



La stagione è perfetta, con questo freddo non c'è niente di meglio che farsi coccolare da quelli che amo definire comfort drink. Infusi, tè e tisane pronti ad aspettarci a casa e a venire in soccorso per scaldarci l'anima. Ci è piaciuta molto l'idea di utilizzare questi prodotti in modo creativo, non solo da bere quindi, ma come ingredienti principali o meno di ricette dolci e salate. Già Simona qui ha utilizzato la tisana camomilla e liquirizia per un trifle davvero particolare. Oggi invece vi propongo profumi e prodotti tipicamente invernali. Un bel radicchio tardivo rosso - violaceo, che ben si accompagna alla tisana agli agrumi del mediterraneo L'Angelica (un aiuto in più per combattere i raffreddamenti di stagione..). Un risotto per racchiudere tutti questi profumi et voilà il gioco è fatto!

Risotto radicchio e agrumi

Ingredienti per 2 persone:

160 gr di riso carnaroli
2 bustine di infuso agli Agrumi del Mediterraneo L’Angelica
olio extra vergine di oliva
brodo vegetale
1 cespo di radicchio
parmigiano grattugiato
succo di mezza arancia

Preparate l’infuso agli agrumi seguendo le istruzioni sulla confezione. Fate tostare il riso in una casseruola con un po’ di olio per qualche minuto a fiamma alta. Iniziate ad aggiungere il primo mestolo di infuso e alternatelo con il brodo vegetale.  A cinque minuti dalla fine della cottura del riso aggiungete il radicchio tagliato a listarelle e il succo di mezza arancia. Quando il risotto è pronto aggiungete abbondante parmigiano.

Con questa ricetta partecipiamo al progetto “Ricette di Natura” di L'Angelica:






lunedì 2 dicembre 2013

Pan di zenzero al cioccolato


E niente. È arrivato anche dicembre. Non posso nasconderlo: non sono particolarmente contenta di questa cosa. L’unica consolazione è sapere che a Natale mi aspetta un “ponte” lunghissimo, quasi delle vacanza scolastiche. In cui mi chiuderò in casa a cucinare, testare, provare, fotografare (e di questo, sì, non vedo l’ora!). In ogni caso, adesso possiamo affrontare serenamente le ricette per i menu delle feste senza timore di essere tacciate come pazze maniache… Pur non essendo particolarmente “in palla”, ho già alcune cosette in cantiere che non vedo l’ora di preparare. Nel frattempo, per provare a dare un senso a questo periodo non molto esaltante e per immergermi nell’atmosfera dicembrina, mi godo le cenette con gli amici e in famiglia e tutto quello che sta intorno. E mi dedico con piacere a ricettine come questa, il Pan di zenzero al cioccolato, che ci butta in pieno nei sapori del Natale: il profumino di cioccolato e di spezie che si sparge per la casa è persino…commovente! Ed è di una facilità sorprendente: sfido gli amici che non hanno gran dimestichezza con i dolci a provare questo dolce, perfetto per concludere una cena o per una ricca merenda o il brunch. Per prepararlo, ho modificato una ricetta trovata sul volume “Il cioccolato” (Mondadori): per esempio, ho sostutito il malto con lo sciroppo d'acero.
 
Pan di zenzero al cioccolato

Ingredienti:

125 g di farina
1 cucchiaio e mezzo di zenzero in polvere
mezzo cucchiaio di chiodi di garofano in polvere
mezzo cucchiaio di cannella
1 cucchiaino di lievito
160 g di zucchero integrale bio
125 g di burro
1 dl di acqua
1 dl di sciroppo d’acero
1 uovo
100 g di cioccolato fondente
sale e pepe nero

Scaldare il forno a 170°. Rivestire una teglia di carta forno (meglio se quadrata, di 20 x 20 cm). Setacciare la farina con lo zenzero, la cannella, i chiodi di garofano in polvere, il lievito, il sale e il pepe (un pizzico). Porre in una ciotola e aggiungere lo zucchero. In un pentolino far fondere a fuoco dolce il burro con l’acqua. Quando è sciolto unirlo alle polveri e mescolare. Unire lo sciroppo d’acero e l’uovo (leggermente sbattuto con una forchetta), mescolando bene. Far fondere il cioccolato, lasciarlo intiepidire e aggiungerlo all’impasto ma senza mescolare molto (si devono notare delle “striature” di impasto). Versale il composto con delicatezza nella teglia e cuocere per 30 minuti circa. Servire con della panna leggermente montata (non zuccherata) e, a piacere, con un po' di zenzero candito.

 

 




giovedì 28 novembre 2013

Zuppa di ceci baccalà e spinaci



Credo molto nel potere della mente nel "chiamare le cose". Forse c'è una spiegazione scientifica ma sono certa che il mix tra desiderio, positività, cielo astrale favorevole... faccia miracoli. Parlando di fotografia con alcuni colleghi tempo fa, ho espresso la voglia di fare un corso. Ma non uno qualsiasi, uno specifico di food e possibilmente con uno dei miei fotografi preferiti: Renato Marcialis. Detto, fatto! Poche settimane dopo scopriamo che la carissima Laura stava organizzando a Milano un workshop fotografico proprio con lui! Il desiderio si realizzava e che giornata strepitosa. A parte il piacere di rivedere e conoscere persone sempre molto interessanti e con cui passeresti ore e ore a chiacchierare di tutto...alla fine mi sono portata a casa "tanto". Foto del grande Renato che ti rimangono stampate in testa, consigli, dettagli, nozioni tecniche e tanto calore! Sono quelle giornate che ti riempiono completamente e di cui senti nostalgia non appena terminano. Per colmare il vuoto niente di meglio di una zuppa calda di ceci, spinaci e baccalà. L'uovo sodo non è solo decorativo, mangiato nell'insieme dà un tocco particolare alla zuppa, insomma ci sta benissimo!


Zuppa di ceci baccalà e spinaci
Ingredienti per 2 persone: 

280 ceci già cotti
1 mazzo di spinaci
2 pezzi di baccalà
carota, cipolla, sedano a dadini per soffritto (un cucchiaio)
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 uovo sodo
1 spicchio di aglio
sale
olio
1 foglia di alloro


Fate cuocere al vapore il baccalà, aggiungendo all’ acqua la foglia di alloro e tenetelo da parte. Prendete una pentola, aggiungete un po’ di olio e le verdure del soffritto tagliate a piccoli dadini e fate andare per pochi minuti, aggiungete i ceci, fateli insaporire poi ricopriteli di acqua. Nel frattempo fate saltare gli spinaci in padella per pochi minuti con lo spicchio di aglio e un goccio di olio. Quando sono cotti aggiungeteli ai ceci, insieme al concentrato di pomodoro e aggiustate di sale. Io ho usato i ceci in scatola quindi c’è voluto poco a cuocerli. E’ una zuppa quindi deve rimanere liquida, se l’acqua si asciuga aggiungetene di calda e controllate la giusta dose di sale. Quando la zuppa di ceci è pronta, servitela nelle fondine con un pezzo di baccalà a pezzetti e completate con un pezzo di uovo sodo. 

lunedì 25 novembre 2013

Pasta con polpette al sugo

 



Voglia di casa. Grande voglia di casa, in questo periodo. E di stare in cucina, ai fornelli. A preparare, una volta tanto, qualcosa che non sia una pasta al volo (come mi capita, purtroppo, molto spesso ultimamente...).  Avevo voglia di qualcosa di “rassicurante”, di tradizionale, in grado di scaldare anche l’anima. Qualcosa di casalingo e appagante. Pasta al sugo con polpette: ecco quello che serviva. Un piatto da coccolare e da curare, la domenica mattina, con un cd in sottofondo. Per preparare questa pasta ho seguito (più o meno) la ricetta segnalata (e battagliata - mamma mia che polverone può sollevare una ricetta...take it easy, ragazzi!) apparsa qualche tempo fa su Dissapore che mi ero appuntata nel mio elenco di ricette da provare, in attesa dell'occasione giusta. Beh, eccola. Cosa c’è di meglio che una bella giornata da trascorrere in famiglia, con bimbi e nonna, per mettersi ai fornelli con un super classico della nostra cucina? E il pranzo della domenica, voilà, è servito. Una nota: obbligatorio mettere in tavola un ricchissssssimo cestino di pane…

Pasta con polpette al sugo

500 g di carne macinata (mista)
250 g di pane integrale raffermo
50 g di grana padano grattugiato
2 cucchiai di pangrattato integrale
1 limone bio
1 bicchiere di latte
2 uova
noce moscata
1 chiodo di garofano
farina bianca
sale e pepe
olio extra vergine di oliva

inoltre:
320 g di pasta
700 g di polpa di pomodoro
1 cipollotto
sale
basilico

Tagliare a pezzi il pane raffermo e metterlo in ammollo con un bicchiere di latte per una decina di minuti. Eliminare il liquido in eccesso e lavorare il pane con le mani fino a sbriciolare tutta la mollica. Aggiungere la carne, le uova, il grana, il pangrattato, il pepe, il sale, una grattata di scorza di limone, il chiodo di garofano e la noce moscata. Lavorare il composto (la consistenza deve essere abbastanza morbida). Ricavare delle palline (nel mio caso non piccolissime...dipende dai gusti), a cui dare con i palmi delle mani una forma tondeggiante, spolverarle di farina e passarle in una padella già calda con poco olio sul fondo. Cuocere per una decina di minuti, cercando di far colorire le polpette su tutti i lati.
In un’altra padella scaldare l’olio, far imbiondire il cipollotto a pezzettini, aggiungere la polpa di pomodoro e il concentrato e un pizzico di sale. Dopo qualche minuto aggiungere le polpette e lasciarle cuocere per altri 20 minuti. Lessare la pasta e versarla nella padella con il sugo di polpette, aggiungere le foglioline di basilico, mescolare bene e servire.
 

 

 

giovedì 21 novembre 2013

Gratin di patate al latte di cocco


Avete notato come in questo periodo di crisi e incertezze ci sia un ritorno al passato? Io lo noto in tutto. Dai ristoranti di Milano che ritornano ad avere in carta i piatti della tradizione lombarda, alla moda che recupera i modelli di stilisti ormai scomparsi. Si guarda al futuro ma si recupera il vecchio con una sorta di nostalgia quasi ad aiutarci ad avere più certezze. Leggevo in questi giorni anche di una tendenza "retrofood". Che cos'è? E' la ricerca di prodotti e ricette che andavano di moda anni fa: dal cocktail di gamberetti alla pesca melba, dagli After Heigh ai Ritz. Non li avrete mica dimenticati? Aspettiamoci quindi di ritrovarci in piena rivoluzione "retrofood", ma vi prego fate in modo che non ritornino le penne panna, vodka e salmone, non potrei proprio tollerarlo. Il mio piatto retrò di oggi è un classico gratin di patate. La modernità del tocco etnico è dato dal latte di cocco usato per far cuocere le patate e un pizzico di zenzero che in questa stagione aiuta le nostre difese immunitarie.


Gratin di patate al latte di cocco

Ingredienti per 4 persone:

4 patate rosse
200 ml di latte di cocco
1 pezzetto di zenzero
2 uova
2/3 manciate di pecorino grattugiato
coriandolo
sale pepe olio

Pelate le patate tagliatele a dadini e fatele cuocere in una pentola con il latte di cocco e un bicchiere di acqua per almeno 20 minuti o finché non saranno cotte. Controllate le patate affinché non si asciughino e se necessario aggiungete altra acqua. Quando saranno pronte mettetele in una ciotola, aggiungete due uova, lo zenzero a pezzetti il pecorino il coriandolo (se fresco tagliato finemente se secco schiacciato), aggiustate di sale e pepe e frullate bene tutto finché non diventa una purea. Ungete una piccola teglia da forno, versate il composto spolverate con un po’ di pecorino e mettete in forno x 15 minuti a 180° e alla fine 5 minuti di grill finché non vedete la crosticina.



martedì 19 novembre 2013

Pasta con radicchio, cicorino e anacardi


Non c’è niente da fare. La mente è incontrollabile e va a scovare ricordi e situazioni a suo piacimento. Un esempio? Ormai è impossibile, per me, cucinare il radicchio senza pensare alla bellissima gita di qualche tempo fa in Veneto. Quanto mi piacciono quelle zone: da Padova a Treviso, passando per la Valdobbiadene e le colline del Prosecco, Conegliano, Oderzo, Este… per non parlare di Verona e Venezia (o Asiago, citato di recente proprio qui). Girare con calma per i mercati, i borghi, le cantine, fermarsi a pranzo a bere un bicchiere di “vivace” Raboso frizzantino (al momento non ci piaceva poi, non si sa perché, son diventati due, se non tre...) in un’osteria piena di gente che gioca a carte, discute di politica e si concede “un’ombra”, accompagnata da assaggini (i "cicchetti") di trippa, polpettine al sugo, baccalà mantecato. È pensando a un’atmosfera così conviviale e senza tempo, edificante e rassicurante, che mi sono preparata questo semplice piatto di pasta, una non-ricetta davvero veloce da accompagnare semplicemente a un buon bicchiere di vino rosso (quello che preferite). Che non deve mancare mai in periodi come questo...
(simona)

Pasta con radicchio, cicorino e anacardi

Ingredienti per 2:

160 g di mezze maniche
mezzo bicchiere di vino rosso
1 radicchio rosso di Treviso
1 cicorino verde
1 scalogno
1 pezzetto di gorgonzola
1 manciata di anacardi
Pepe nero

Far bollire l’acqua per la pasta e cuocere le mezze maniche. Versare un po’ di olio extravergine di oliva in una padella antiaderente e far soffriggere brevemente lo scalogno tagliato a pezzetti. Dopodiché far stufare per un paio di minuti il radicchio tagliato a tocchetti e sfumare con il vino rosso. Aggiungere anche il cicorino tagliato a pezzetti e far saltare solo per qualche secondo. Quanto la pasta è cotta, scolarla, rimettere sul fuoco la padella, aggiungere la pasta e un paio di cucchiai di acqua di cottura, mescolare bene, aggiungere il gorgonzola a pezzetti (circa due cucchiai), il pepe e gli anacardi. Mescolare ancora e servire.

 
 
 
 
 

venerdì 15 novembre 2013

Mousse al cioccolato, arancia e cannella

 



Come credo il 99% delle persone…adoro il cioccolato. Nonostante questo, non so perché, non amo particolarmente la mousse al cioccolato. Tranne questa: senza panna, senza zucchero e piacevolmente aromatizzata all’arancia. La trovo geniale! La faccio da un sacco di tempo, la ricetta originale era su un numero di Cucina Moderna di un milione di anni fa: è davvero furbissima (oltre che buona). Un peccato di gola che ogni tanto si può fare e che spesso utilizzo come dessert quando ho amiche a cena: è comoda da preparare il giorno prima ma dà il meglio di sé preparata il pomeriggio per la sera. Il suo difetto? Diventa duretta se resta troppo in frigorifero… Ma non è mai un problema, questo, a casa mia! Parlando di cioccolato…lo associo inevitabilmente a Parigi: che voglia di tornare… Come mi manca. L’ultima volta che ci siamo state insieme, io e Sonia, abbiamo fatto un tour “gourmand” per pasticcerie (ne abbiamo parlato in questo post) ma non solo: l’elenco di ristoranti e bar à vins che abbiamo provato è lunghissimo. Nel quartiere multietnico, artistico e vivacissimo di Belleville (che in epoca Belle Époque doveva essere un incanto…)ci siamo mescolate ai parigini all’ora di pranzo da Le Baratin, bistrot delizioso, che fonde la cucina francese di impronta più tradizionale con qualche interessante elemento etnico. Siamo state fortunate: pur senza prenotazione c’era un tavolino che ci attendeva (una manna dopo una mattinata a spasso a piedi per ore!). I piatti, scritti su una lavagna che viene portata al tavolo, sono semplici e di alta qualità: la nostra scelta è ricaduta su un semplice pollo in umido con verdure, guanciale di manzo con riso basmati e un paio di calici di (interessanti) vini naturali e biodinamici. E dulcis in fundo, un golosissimo fondant au chocolat (per rimanere in tema…). A pranzo menu a prezzo fisso molto interessante, prezzi più alti la sera. Decisamente da provare. Che voglia di tornarci! Nel frattempo, consoliamoci con la mousse...

Le Baratin
3 Rue Jouye-Rouve
75020 Parigi
Tel. +33 1 43493970


Mousse al cioccolato, arancia e cannella

Ingredienti (per 4 coppette):
200 g di cioccolato fondente 75%
4 uova freschissime
1 arancia bio
cannella

Montare a neve ben ferma gli albumi. In un’altra ciotola sbattere a lungo con le fruste elettriche i tuorli, aggiungere poi il succo di mezza arancia e la sua scorza grattugiata. Sciogliere a bagnomaria (o con il microonde) il cioccolato fondente. Unite a filo il cioccolato tiepido ai tuorli, continuando a mescolare con le fruste a bassa velocità. Incorporare gli albumi mescolando dal basso verso l'alto con una spatola. Trasferire nelle coppette o nei bicchierini e far riposare in frigorifero per 3 ore. Servire a piacere con una fettina di arancia al vivo e una (generosa) spolverata di cannella (oppure, se non la amate, di cacao amaro).









 



 

mercoledì 13 novembre 2013

Insalata di moscardini e patate rosse


La prossima volta che mi viene in mente di fare i moscardini vi avviso e vi prego, ricordatemi la fatica di pulirli! Probabilmente prima di allora mi sarò già dimenticata tutto lo sforzo e davanti allo spettacolo dei  pesci guizzanti mi farò prendere dall'entusiasmo. Si perché quando vado al mercato compro in automatico frutta e verdura, sono quelle di stagione non si scappa. Invece davanti al banco del pesce potrei fermarmi per ore. Ammirare tutte le qualità, sentire i consigli che si scambiano esercente e acquirente, intervenire, chiedere consiglio. Insomma una vera scena da mercato. Spesso mi affido ai pesci più noti ma ogni tanto mi lascio guidare verso nuove avventure. In questi giorni avevo voglia di qualcosa di diverso, sarà per via del sole che fa venir voglia di mare...Comunque sfogliando Sale&Pepe ho trovato questa ricetta che faceva al caso mio.
Ad accompagnare il piatto una birra di cui mi sono innamorata: "Seta" del Birrificio Rurale di Desio. Già il nome mi aveva conquistata...ma i profumi e il sapore sono stati un vero colpo di fulmine. E' una birra molto fresca e speziata con coriandolo e buccia d'arancia. E' consigliata come aperitivo fresco e dissetante, devo dirvi che comunque l'ho gradita anche abbinata a questo piatto.

Birrificio Rurale srl
Via del commercio 2
20832 Desio (MB)


Insalata di moscardini al finocchietto (rivisitata)

Ingredienti:

moscardini (se grossi 2 a testa)
patate rosse (1 piccola cad)
finocchietto essiccato
una manciata di pomodori secchi
basilico
mandorle
olio
sale e pepe

Pulite i moscardini, tagliateli a pezzetti e fateli bollire per 15 minuti circa in acqua e un cucchiaio di finocchietto essiccato (con una forchetta controllate che siano teneri). Scolateli e teneteli da parte. Nel frattempo lavate le patate e tagliatele a dadini con la buccia. Fatele cuocere al vapore finché non saranno cotte ma non si devono disfare. Frullate i pomodori secchi con basilico e mandorle allungando con  poca acqua di cottura dei moscardini, solo alla fine aggiungete l’olio. Mescolate le patate con i moscardini e condite con il pesto di pomodorini secchi, se necessario aggiustate di sale e pepe. Lasciate insaporire il pesce per un po’ prima di servire.


lunedì 11 novembre 2013

Tagliolini con castagne e salsiccia


Riflettevo su come si cambia. Fino a qualche tempo fa l’idea di trascorrere in casa una domenica di bel tempo in compagnia del computer mi avrebbe fatto innervosire parecchio. Ieri invece me la sono goduta, in tutta calma: ho fatto mille cose, ho lavorato, ho fatto la pasta fresca, mi sono fatta una torta alla cannella per il tè del pomeriggio. E tra una sessione al pc e l’altra spazio alla maschera per i capelli, alla partita del Milan (lasciamo perdere…), qualche telefonata, una sistematina all’armadio, lavatrici e così via. E il pranzo? Eccolo qua! Devo dire…non male. Ho voluto provare questo connubio castagne e salsiccia (ma non una salsiccia qualsiasi bensì un prodotto e-c-c-e-l-l-e-n-t-e acquistato nel corso di una delle nostre celebri “razzie” alimentari nel negozio Val Baganza in Tavola di Calestano, in provincia di Parma, dal quale passiamo ogni volta che ci rechiamo alla Locanda Mariella (il nostro rifugio del cuore quando abbiamo voglia di coccolare anima e palato: la nostra dichiarazione d’amore a Mariella la trovate qui). Il proprietario del negozio ormai ci conosce e quando ci vede entrare in gruppo suda già pensando alle mille domande e alle mille richieste che stiamo per fargli… Ogni volta il bottino è sempre maggiore: oltre ai salumi e ai formaggi, anche ottime bistecche, hamburger, polli. Ho dunque sfruttato una squisita salsiccia della zona parmense per questi tagliolini home-made, con un’aggiunta di castagne. Da provare.

Tagliolini (fatti in casa) con castagne e salsiccia

Ingredienti (x 4):

400 g di farina
4 uova
2 salsicce fresche
vino bianco
100 g di castagne lessate
Latte (o panna) di soia
pepe

Preparare i tagliolini nel modo tradizionale, cominciando a setacciare la farina. Preparare la fontana, nel buco inserire le uova. Sbattere le uova con la forchetta, prelevando un po’ alla volta la farina, dopodiché impastare a mano fino a formare una palla abbastanza elastica. Lasciare riposare la pasta una mezz’oretta. Stendere la pasta con la macchinetta e ricavarne dei tagliolini (o delle tagliatelle). Per il condimento: spezzettare le salsicce in una padella antiaderente, senza condimento. Sfumare con del vino bianco (più o meno mezzo bicchiere) e lasciar cuocere finché si formerà una crosticina dorata. Intanto, frullare col minipimer le castagne lessate e un po’ di latte (o la panna), regolandosi a occhio (deve formarsi una cremina vellutata). Cuocere i tagliolini, scolarli e tenere da parte dell’acqua di cottura, buttarli in padella con la salsiccia e versare la salsa di castagne, mescolando bene, e usando l’acqua di cottura per diluire la salsa. Servire con una spolverata di pepe.
 

 

venerdì 8 novembre 2013

Trifle alla camomilla, liquirizia e pistacchi


 
Sì. Le sfide ci piacciono. E se si tratta di dover creare una ricetta…bingo! Quando siamo state coinvolte da L’Angelica (insieme ad altre 9 food blogger) nel progetto “Ricette di Natura” eravamo doppiamente felici poiché l'oggetto di questa sfida in cucina è un prodotto che noi “carambole” amiamo particolarmente: le tisane. Cosa c’è di più bello, in una serata casalinga, che buttarsi sul divano con un libro e una tisana? Ultimamente, poi, anche tra i nostri amici, è sempre più ricorrente la richiesta di concludere una cena con una bella tisana piuttosto che con il caffè (abitudine amata anche dai maschietti…). Proprio questo “trend” ci ha dato uno spunto interessante: dovendo studiare la ricetta di un dolce “leggero” per concludere una cena abbastanza “tosta” con gli amici (è periodo di cassoela…chi vuole intendere…) abbiamo pensato (ironicamente) di sfruttare proprio la Tisana Sollievo Stomaco L’Angelica alla Camomilla e Liquirizia, un mix di piante officinali note per la loro capacità di proteggere lo stomaco da…fastidiosi bruciori gastrici! Oltretutto, il connubio liquirizia e camomilla è ottimo. Per non sovrastare la delicatezza di questi sapori, la scelta è ricaduta su un semplice bicchierino composto da strati di crema alla camomilla e liquirizia e pan di spagna aromatizzato alla liquirizia. Inutile dire che abbiamo servito questo Trifle “alternativo” accompagnato dalla Tisana Sollievo Stomaco L’Angelica alla Camomilla e Liquirizia… Successone!

Trifle alla camomilla, liquirizia e pistacchi

Ingredienti (per il pan di Spagna):
5 uova
150 g di zucchero
150 g di farina
1 cucchiaino di liquirizia in polvere

Per la crema:
mezzo litro di latte
4 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai di maizena
3 tuorli
2 bustine di Tisana Sollievo Stomaco L’Angelica

Per completare:
granella di pistacchi
1 bustina di Tisana Sollievo Stomaco L’Angelica
miele (facoltativo)
 
Per il pan di Spagna alla liquirizia: sbattere a lungo le uova con lo zucchero usando le fruste elettriche, finché il composto risulta consistente, spumoso e voluminoso. Aggiungere poco a poco la farina, setacciandola, e incorporandola all’impasto con un cucchiaio di legno e, da ultimo, aggiungere anche la polvere di liquirizia. Imburrare bene uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro e versare l’impasto. Infornare (il forno deve essere caldo) a 180° (statico) per circa 40 minuti (controllare la cottura con la classica prova dello stuzzicadente). Sfornare e lasciar raffreddare.
Preparare la crema: far scaldare il latte con le bustine di Tisana Sollievo Stomaco L’Angelica, fino a raggiungere il bollore. Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire per bene. Mescolare lo zucchero con i tuorli, aggiungere la maizena e, a filo, il latte aromatizzato. Porre in un pentolino e cuocere a fuoco lento, mescolando continuamente nello stesso verso, finché la crema si sarà ben addensata. Lasciar raffreddare e frullare la crema con il minipimer.
Intanto preparare una Tisana Sollievo Stomaco L’Angelica molto concentrata (dolcificare a piacere con del miele, eventualmente). Tagliare il pan di Spagna a pezzetti, foderare la base del bicchierino, irrorare con qualche cucchiaino di tisana tiepida e versare la crema. Fare un altro strato di pan di spagna, altra tisana e altra crema. Riporre in frigorifero fino al momento di servire e completare all’ultimo con granella di pistacchi.
 
Con questa ricetta partecipiamo al progetto “Ricette di Natura” di L'Angelica:
 



mercoledì 6 novembre 2013

Risotto porcini e mirtilli



Sapori del bosco in questa bellissima giornata autunnale. Ricordi di un soggiorno ad Asiago, come già raccontato qui. E come ogni volta  si rientra a casa con souvenir gastronomici in valigia. Questa volta sto parlando di magnifici porcini secchi. Non sapevo che si potessero congelare e invece si conservano benissimo, basta metterli in ammollo come tutti i funghi secchi e ritrovano vigore. Il profumo di montagna non può che ricordarci una magnifica cena presso La Tana, ristorante che si trova all'interno dello Sporting Residence Hotel nella zona pedonale di Asiago. Alessandro Dal Degan detto anche "lo chef dell'Altipiano" è l'autore delle ricette che reinterpretano i sapori tradizionali con l'utilizzo di materie prime del territorio. La cena è stata un susseguirsi di emozioni, di piacevoli conversazioni e nuove amicizie. Alle nostre spalle, discreto ma sempre presente e preciso, Enrico Maglio, il maitre del locale, è stato la nostra guida per la scelta dei vini.
Il mio ricordo più bello della serata? Un risotto alla camomilla con estratto di liquirizia, semplicemente sublime!
Segnaliamo che Alessandro Dal Degan è stato eletto "Giovane dell'Anno" nella Guida i Ristoranti d'Italia dell'Espresso 2014 e che proprio di recente ha scelto di accettare il ruolo di chef executive del ristorante Arquade (presso l’Hotel Relais &  Chateaux Villa del Quar di Pedemonte a Verona,  ai tempi un “due stelle Michelin” con Bruno Barbieri…). In bocca al lupo anche da parte nostra per la nuova avventura!

(sonia)


Piazzetta G.B. Pertile 4
Sporting Residence Hotel
36012 Asiago 
Vicenza
(Tel. 0424-462521)


Risotto porcini e mirtilli

Ingredienti per 2 persone:

160 gr di riso carnaroli
40 gr di funghi porcini secchi
olio
brodo vegetale
mirtilli freschi o sciroppati (una bella manciata)
pecorino o parmigiano grattugiato


Mettete a mollo in acqua tiepida i porcini per almeno 15 minuti. Fate tostare il riso in una casseruola con un po’ di olio per qualche minuto a fiamma alta. Iniziate ad aggiungere il primo mestolo di brodo e subito aggiungete i funghi che avevate messo a mollo. Tenete l’acqua dei funghi e filtratela, aggiungetene qualche mestolo al riso alternandola con il brodo. A cottura quasi ultimata aggiungere i mirtilli. Io avevo quelli sciroppati quindi li ho scolati bene prima di aggiungerli, se li avete freschi tanto meglio. A fuoco spento aggiungete una bella manciata di pecorino o parmigiano grattugiato.

giovedì 31 ottobre 2013

Crema di zucca con cumino e speck



Pronti per il tormentone del giorno? Dolcetto o scherzetto? Saremo ripetitive, lo sappiamo, ma non amiamo moltissimo Halloween… tranne che per un motivo: questa ricorrenza ha il merito di esaltare la zucca, che ci piace davvero in tutti i modi. Dall’antipasto al dolce ma anche come contorno, cotta semplicemente in forno a pezzi con una bella spolverata di pepe o di grana. La zucca poi ha un pregio enorme: rende goloso e sfizioso qualsiasi piatto, anche quelli “leggeri” e più semplici. E potevamo non mettere una ricetta “zuccosa” (e sfiziosa) proprio oggi? Questa crema è davvero “spiccia”, per me un vero e proprio comfort food: un cd nello stereo, qualche candela, profumino di zucca (e di spezie) per tutta la casa. Beh…che dire se non buon… Halloween a tutti?
Ah, dimenticavo: la ciotolina della foto ne ha fatta di strada per arrivare (intatta) a casa. Guardate qui (la riconoscete???).
(simona)

Crema di zucca con cumino e speck

Ingredienti (per 2):

250 g di zucca pulita
2 carote
1 scalogno
1 fetta di speck (spessa)
latte
semi di cumino
zenzero in polvere
chiodi di garofano in polvere
semi di zucca
olio extra vergine di oliva

 In una pentola far scaldare poco olio, aggiungere lo scalogno tritato fine, far andare qualche minuto poi aggiungere anche le carote e la zucca tagliate in piccoli pezzi. Dopo un paio di minuti coprire con acqua (deve arrivare a filo con le verdure, non oltre) e salare, mescolando ogni tanto. Dopo circa venti minuti togliere dal fuoco e frullare con il minipimer. Aggiungere abbondante cumino e una spolverata di polvere di chiodi di garofano e di zenzero, e qualche cucchiaio di latte. Rimettere sul fuoco e far rapprendere qualche minuto. Tagliare lo speck a piccoli dadini e tarli tostare in una padella antiaderente calda (senza condimento). Versare la crema nelle ciotole, completare con dadini di speck, con i semi di zucca tostati e un giro di olio extra vergine di oliva.

 

martedì 29 ottobre 2013

Torta di riso cime di rapa e provolone


La mia casa è piena di riso, e dico casa non cucina! Di ogni genere e di vari produttori (di qualità). D'altronde abbiamo sfidato la pioggia una domenica di settembre per raggiungere Vigevano in occasione di Rice "I sapori del riso italiano"Solo la magnifica Piazza Ducale valeva già il breve viaggio. La manifestazione ha aggiunto conoscenza: di produttori, di coltivazioni e di tecniche di grandi chef.
Sento ancora il sapore delle maionese di ostriche e gamberi di Yoji Tokuyoshi sous chef di Massimo Bottura. Sul palco delle esibizioni, Patrizio Roversi con la sua ironia intelligente ha unito cultura e risate. Una splendida giornata nonostante il tempo, la macchina carica di prodotti e il ricordo del Dolceriso di Lodovico il Moro (frolla,riso, canditi, pinoli e acqua di rose) che ha accompagnato le mie colazioni rendendo le giornate decisamente migliori. Oggi vi propongo una ricetta per utilizzare il riso in modo diverso, io ho usato le cime di rapa, che adoro, ma se non piacciono si possono sostituire con erbette o spinaci.
Sonia
 
Torta di riso cime di rapa e provolone

Ingredienti:

100 gr di riso
350 gr di cime già pulite
2 uova
50 gr di parmigiano
una fetta di provolone
pangrattato
aglio
peperoncino
olio
sale
pepe

Fate cuocere le cime di rapa con un goccio di acqua aglio e del peperoncino se vi piace. Quando sono pronte fatele raffreddare e tagliate a pezzetti. Nel frattempo fate lessare il riso per 15 minuti circa e scolatelo. In una ciotola unite le cime, il riso, le uova, il parmigiano e il provolone tagliato a dadini. Aggiustate di sale e pepe. Mettete il composto in una teglia unta e cospargete la superficie con il pangrattato. Mettete in forno per circa 35/40 minuti.



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