venerdì 28 settembre 2012

Che gusto, in Val Gardena!


Cronaca di un weekend goloso in Val Gardena, tra malghe, Odle, canederli. Un bellissimo mix di paesaggi mozzafiato, interessanti scoperte e chicche per foodies (of course…). Le Dolomiti gardenesi, forse è superfluo da dire, sono una delle aree alpine più suggestive e apprezzate. Prendere una funivia il sabato mattina,un sabato qualunque, trasporta in un mondo “a parte”, dove l’unica protagonista è la bellezza assoluta del paesaggio. Se poi la giornata è soleggiata e tersa (e noi abbiamo avuto questa fortuna…) si ha la possibilità di assistere a uno spettacolo nello spettacolo. Dall’Hotel Arnaria di Ortisei, dove abbiamo alloggiato, ci siamo spostati a Santa Cristina e siamo partiti in ovovia per il Seceda, dove abbiamo fatto un’escursione “culinaria” sull’alpe di Mastlè, degustando diversi prodotti in varie baite. Nella Malga del Formaggio Lech Sant, un posto delizioso, si ha la possibilità di provare ottimi formaggi preparati dai due fratelli Daniel e Oscar, proprietari della malga (notevoli quelli con le erbe e al peperoncino): qui ho avuto la fortuna di assaggiare anche il latte di capra “vero”, non pastorizzato, di una bontà commovente (non è salato, sa proprio di latte-latte: squisito). 
La nostra passeggiata nel verde e nel blu del Parco Naturale Puez-Odle è proseguita fino al rifugio Troier, sul Seceda (2250 m): oltre alla vista strepitosa sulle Dolomiti e sul Sassolungo, in particolare, segnaliamo dei notevoli canederli agli spinaci e un’ottima bevanda dissetante a base di acqua minerale e sciroppo di sambuco. 

La “chicca” gourmand della giornata è stata però la pausa-dessert alla baita Pieralongia (ovvero pietra lunga, per via di un enorme masso che si staglia nel prato sottostante). Qui a farla da padrone è lo yogurt (fatto in casa, ovviamente), protagonista assoluto anche dei dolci: davanti a una fetta di torta di grano saraceno e mirtilli rossi letteralmente sommersa di una coltre di candido yogurt… è scattato l’applauso! 

Una volta tornati in paese, a Ortisei, abbiamo cenato nel tradizionale Ristorante Tubladel, i cui piatti prendono ispirazione da ricette antiche (come i medaglioni di maiale in crosta di pane ed erbe con porcini, per esempio). La domenica è stata la volta di una bellissima passeggiata sotto le Odle: abbiamo preso la Funicolare Resciesa e ci siamo diretti verso il Rifugio Rasciesa e da qui verso la cappella di Santa Croce (proprio di recente restaurata), fino alla croce, dove si gode una vista mozzafiato su tutta la valle, a 360°: uno spettacolo unico. Durante le due giornate gardenesi siamo stati accompagnati da Diego Deiana, guida escursionistica, ma soprattutto superesperto in erbe selvatiche, piante medicinali e rimedi naturali: è un piacere sentirlo parlare di pino mugo e pino cembro, ginepro e camomilla, arnica e calendula. L’abbiamo ovviamente bombardato di domande sull’utilizzo delle erbe e dei fiori in cucina: ci ha raccontato, ad esempio, che un piatto tradizionale della Val Gardena, i crafuncis, ravioli preparati con farina di grano saraceno, sono tradizionalmente ripieni di spinacio selvatico (l’erba del “buon Enrico”, per la precisione). E che i fiori di sambuco, ultimamente gettonatissimi dagli chef, possono essere utili contro la febbre, il raffreddore e la tosse. Lo sapevate? 


mercoledì 26 settembre 2012

Pesche finte ripiene


Un fatto è innegabile: la cucina è memoria. Quando assaggiamo un piatto, incontriamo un ingrediente, ritroviamo un sapore, subito andiamo a ricercare nella nostra mente qualcosa che abbiamo assaggiato o qualcuno che ce l’ha preparato. Cerchiamo un legame, un nesso, per creare una sorta di trama, di mappa. Da arricchire e allungare. È un viaggio che parte da lontano, spesso dalla cucina delle nostre nonne per arrivare agli chef più raffinati, veri e propri artisti che giocano con i sapori, con la fantasia, in un flusso creativo fatto di ingredienti “autentici” a cui vengono aggiunti ricordi, esperienze, studi (e spesso anche i loro sogni…). Alla luce di queste riflessioni, quando abbiamo letto il bellissimo tema del Contest di Patty (Andante con gusto) “La commedia è servita” è stato inevitabile pensare a Fellini, e in particolare ad “Amarcord” (“a m’ arcord”, in romagnolo “mi ricordo”). Amarcord è il dipinto che Fellini fa della sua giovinezza e degli episodi che ha vissuto. O meglio: è la sua rilettura di adulto (in base a ciò che è rimasto impresso nella sua memoria) di quei fatti accaduti nella sua giovane età, e dunque inevitabilmente "filtrati". Fellini in Amarcord parla dei nostri sogni, delle nostre visioni (impossibile non citare l'apparizione del transatlantico Rex...). E si rivolge alla nostra anima. Esattamente come la cucina. Ricordare Fellini quindi è anche ricordarsi un pò di noi, è arte popolare e raffinata allo stesso tempo, proprio come la ricetta che abbiamo immediatamente associato a questo contesto: le "pesche finte ripiene". Che magia! Ogni volta che apparivano sulla tavola della nonna sembrava di essere in un sogno: come potevano materializzarsi in cucina delle cose così belle e perfette, semplicemente mischiando farina, zucchero e uova? Impossibile. E poi quel colore rosa, quella granella di zucchero, quella forma così scenografica… Impossibile non pensare a qualcosa di magico. A qualcosa che nasce dalla fantasia. Amarcord...

Pesche finte ripiene  

Ingredienti (per circa 20 dolcini):

250 gr di farina
50 gr di zucchero 
2 uova 
latte
60 gr burro
1/2 cubetto di lievito di birra
nutella (o marmellata o crema pasticciera)
alchermes

Fate sciogliere il lievito in un pò di latte tiepido, aggiungete 2 cucchiai abbondanti di farina e lasciate lievitare al caldo per circa 40 min. Nel frattempo in una ciotola mescolate il resto della farina con le uova il burro lo zucchero e infine il panetto lievitato. Aggiungete un pò di latte e formate con le mani una palla compatta ma che rimane leggermente appiccicosa. Lasciate lievitare l'impasto in un posto caldo per 1/2 ora coperto con un telo. Ricavatene poi tante palline grosse come noci che disporrete su una teglia rivestita da carta forno. Lasciate lievitare per un'altra 1/2 ora e poi mettete in forno a 180° per 15 minuti circa. Le palline non si devono colorare molto (confesso che per colpa del telefono stavo per fare un danno!). Una volta pronte fate raffreddare le palline poi accoppiatele due a due con un velo di nutella (o altro) immergetele nell'alchermes e infine nello zucchero.





Con questa ricetta partecipiamo al Contest La commedia è servita (per la sezione Commedia sofisticata) della carissima Patty del blog Andante con gusto!



lunedì 24 settembre 2012

Risotto con broccoli, caprino e limone



Autunno: inizia ufficialmente la stagione dei risotti! Quei bei risotti cremosi, fumanti e sfiziosi. Una base bianca da colorare con la fantasia. Per cominciare il periodo delle risottate, ci sembrava carino partire “soft”, con un riso leggero, profumato e di un bel verde brillante. Un risotto ai broccoli (oh, finalmente possiamo riportarli a tavola…) e al limone, mantecato con un tenero formaggio di capra lombardo fresco, dal sapore leggermente acidulo. Che ne pensate?

Risotto con broccoli, caprino e limone

Ingredienti per 4 persone:

320 g di riso Carnaroli Tenute Risicole Berneri
1,5 l di brodo
1 broccolo
1 formaggio di capra fresco
mandorle a lamelle
1 limone bio
1 bicchiere scarso di vino bianco
burro
grana padano
sale

Lessare il broccolo in acqua salata. Quando è pronto frullarlo con poco brodo fino a ridurlo in crema. Grattugiare la scorza del limone e tenerla da parte. In una casseruola far sciogliere un piccolo pezzetto di burro e far tostare il riso, sfumare con il vino bianco, farlo evaporare e bagnare poco alla volta con il brodo. A metà cottura aggiungere il broccolo frullato e mescolare bene. Quando il riso è pronto togliere dal fuoco e mantecare con il caprino e un po’ di grana padano, aggiungere la buccia grattugiata del limone e un pizzico di sale. Intanto, tostare in una padella antiaderente le lamelle di mandorle. Servire  il risotto completando con le mandorle a lamelle e un tocco di scorza di limone grattugiata.


Con questo risotto partecipiamo volentieri a “VinceRICE –Isapori del riso italiano”, un bel contest dedicato al riso e ai sapori del territorio, che mette in palio la possibilità di partecipare all’edizione 2013 di Rice per presentare la nostra ricetta durante un Laboratorio del Gusto (noi faremmo carte false per esserci…da protagoniste!). Per fa vincere la nostra ricetta, chi lo desidera può votarla diventando fan della pagina Facebook di Rice (https://www.facebook.com/ricevigevano/) e cliccando “Mi piace” sulla nostra ricetta, dopodiché dovrà inviare un’email a info@riceitaly.it con il titolo della nostra ricetta (Risotto con broccoli, caprino e limone) e il nome del nostro blog (L’albero della carambola). La cosa carina è chi vota può vincere la partecipazione gratuita a un Laboratorio durante Rice, una cena per due persone e un cesto di prodotti. Insomma… vale la pena votare, no?


ATTENZIONE: da mercoledì prenderà il via a Milano la FOOD EXPERIENCE organizzata da Mondadori (Sale e Pepe)  con il patrocinio del Comune di Milano. Tra le varie attività giovedì 27/9 alle ore 11.00 in Piazza Liberty a Milano c'è una sfida tra blogger che avrà come giudice lo Chef stellato CLAUDIO SADLER!
Vi va di partecipare?
Se siete interessate/i mandate una mail all'indirizzo del blog al  più presto (posti limitati) e vi  faremo arrivare l'invito ufficiale per partecipare. Vi aspetto!!!!

giovedì 20 settembre 2012

Cupole al cioccolato e cannella con pesche al rum




Che bello aprire la dispensa e trovare gli acquisti delle vacanze! Mi sembra di essere ancora in Turchia… Semi di sesamo neri e rossi (sì, anche rossi…), vaniglia di tutti i tipi (anche in polvere), frutta secca ed essiccata di ogni genere, spezie a gogò (dalla curcuma alla paprika) e altre cosette che presto scoprirete. Per questi budinetti al cioccolato che definirei "di fine estate" ho usato le stecche di cannella che abbiamo comprato in un negozietto di spezie sulla strada che da Istanbul ci ha portati ad Ankara: ci sentivamo come Alice nel Paese delle Meraviglie… Non sapevamo più cosa guardare e cosa “arraffare”…con la gente che ci guardava chiedendosi “ma queste qui non hanno mai visto uvette, pistacchi e zafferano…?”.  Ma ormai ci siamo abituate: i nostri amici sanno che le uniche cose che ci entusiasmano seriamente sono quelle legate in qualche modo a cibo, ingredienti, chef e ristoranti!

Cupole al cioccolato con pesche al rum

Ingredienti per 4 budini:

mezzo litro di latte
50 g di farina
50 di zucchero
50 g di burro
80 g di cioccolato fondente
2 stecche di cannella
1 cucchiaino di caffè solubile
1 pesca
rum

Versare il latte in una casseruola, aggiungere le stecche di vaniglia e portare a ebollizione. Aggiungere anche il caffè solubile e mescolare bene. in un’altra casseruola far fondere il burro lentamente e aggiungere  lo zucchero, mescolando per bene, quindi aggiungere la farina setacciata e mescolare per evitare che si formino grumi.  A questo punto versare qualche cucchiaio di latte (al quale avrete tolto i bastoncini di cannella) ormai tiepido, unire il cioccolato spezzettato, mescolare e versare il resto del latte. Portare il composto a ebollizione e lasciar sobbollire per qualche minuto, fino a quando la crema si sarà addensata. Intanto bagnare l’interno degli stampini con un po’ di rum (eliminando l’eccesso) e versarvi il budino. Lasciar raffreddare per bene e riporre in frigorifero per qualche ora. Intanto tagliare a dadini piccoli le pesche, porle in una ciotola con qualche cucchiaio di rum e, a piacere, della cannella in polvere. Al momento di servire i budini completarli con le pesche al rum.
Dedichiamo queste cupolette al cioccolato con le pesche (eh sì, anche noi abbiamo ancora una ricetta con le pesche, Benedetta!!!!) alla carissima Imma e al suo Contest Dolci al cucchiaio (scusandoci per il ritardo…).

P.s. Una segnalazione: sul portale Le stelle si incontrano è uscita oggi la nostra intervista allo chef stellato Fabio Baldassarre, del ristorante Unico di Milano: la sua cucina è notevole (inutile dirlo...) ma anche la location è molto suggestiva, al ventesimo piano del grattacielo WJC...

mercoledì 19 settembre 2012

Appuntamento in…Drogheria!

 
Chi ci segue sa che ci piace da matti scoprire nuovi ristoranti, nuovi locali, nuovi bar. Quando poi troviamo un posto che è tutte queste cose insieme, aperto dalla mattina alla sera (dalle 8 fino alle 23!), carino, funzionale, comodo, con un’aria deliziosamente vintage… beh…bingo! Il locale in questione è nuovissimo (è stato inaugurato ieri, era una ex panetteria) e si chiama Drogheria Plinio (è in via Plinio 6 a Milano, zona  Buenos  Aires): si può fare colazione, un semplice spuntino, pranzare, prendere un aperitivo o un calice di vino, cenare, gustare un dolce o un gelato ma anche acquistare prodotti particolari e chicche da foodies. Il filo conduttore di questo spazio multifunzionale è, parola dei proprietari, “la ricerca costante della qualità autentica del cibo, di quella cura dei sapori che ancora è coltivata in angoli spesso poco conosciuti d’Italia, per avvicinarla e condividerla con i clienti”. Appena entrati nella Drogheria Plinio ci si ritrova subito immersi in un’atmosfera  che  unisce  elementi vintage a un’anima contemporanea: le sedie in formica colorata sono tutte diverse e sono state acquistate in negozi e mercatini di modernariato, la bilancia rossa anni ’50 che campeggia all’ingresso è un “pezzo” che tutti sogneremmo di avere nella nostra cucina. 


 Il locale pullula di scaffalature che espongono prodotti alimentari e strumenti  da cucina (in vendita) ma anche vecchi  contenitori di latta dei biscotti e una biblioteca, a disposizione dei clienti, con libri di cucina da consultare o acquistare. Drogheria Plinio è aperto tutti i giorni: dall’apertura alla tarda mattina propone croissant, torte, fette biscottate, biscotti e panini secchi, caffè e cappuccini (anche al latte di soia e di riso). All’ora di pranzo la cucina offre piatti leggeri e veloci a prezzi interessanti (5 € i primi, 7 € i secondi)  selezionabili dal menù, diverso  ogni  giorno, oltre a insalate e panini personalizzabili combinando ingredienti freschi e di stagione, di origine nostrana. Per l’aperitivo spazio ai prodotti tipici (olive, salumi, formaggi e specialità), a cocktail e calici di vino. Per cena, ecco invece un menù degustazione a prezzi fissi (15 € per primo e secondo) o un’offerta di piatti à la carte oltre a taglieri di salumi e formaggi. 

 Una vera chicca il caffè: ‘è il caffè’, blend di top quality di Novell, un caffè responsabile e davvero buonissimo. Così come il gelato (anzi, l’agrigelato) della Cascina Biraga, una realtà lodigiana che produce formaggi freschi e stagionati, agrigelati (tra i gusti, spicca un interessante Prugna e Grappa o l’Ugheta ciuca…) e agrisorbetti, caratterizzata da filiera corta, lavorazione totalmente artigianale, utilizzo di prodotti freschi e “veri”: la base delle lavorazioni è il latte appena munto, con alto indice di proteine. Dulcis in fundo: il locale mette a disposizione la connessione WI-FI gratuita e se avete un cane…alla Drogheria Plinio è il benvenuto!

Drogheria Plinio
via Plinio 6
Milano (zona  Buenos  Aires)
Tel. 393.8796508
E-mail: drogheriaplinio@libero.it




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