sabato 28 luglio 2012

Plumcake cocco e caffè





"Sapete qual è il mestiere più trendy e di successo? Il food blogger! Impara tutti i segreti con un corso tenuto da Nicola Santini della Prova del cuoco"! Questo è il titolo di un corso venduto da uno di quei siti che tanto impazzano in rete perché ti offrono sconti di ogni tipo. Ma un corso per food blogger proprio mi mancava... ma cosa si impara in un giorno di corso? Ve lo dico subito: metodo di scrittura giornalistica e una parte tecnica per l'avvio del proprio blog! Il corso sottolinea anche che molti food blogger sono diventati conduttori televisivi, giornalisti e opinionisti autorevoli. Volete dire che posso dare le dimissioni lunedì mattina per vivere di questa professione del domani e non me ne sono accorta??? A questo punto la riflessione sorge spontanea, quale sarà il nostro futuro sorto per caso ma soprattutto per passione? Siamo una bolla d'aria come la finanza o diventeremo conduttori televisivi? Ai posteri l'ardua sentenza! 

E prima di diventare almost famous...





Ingredienti:

150 gr farina auto lievitante
latte
60 gr di burro
100 gr di cocco grattugiato
100 gr di zucchero
50 gr zucchero a velo
3 uova
due manciate di scaglie di mandorle tostate
3 cucchiaini di caffè solubile

Fate ammorbidire il burro e  mescolatelo con lo zucchero finché diventa una pasta morbida, aggiungete lo zucchero a velo, le uova, il cocco precedentemente ammorbidito in un po’ di latte, le mandorle e il caffè sciolto in qualche cucchiaio di latte. Alla fine aggiungete la farina setacciata. Versate il composto in uno stampo da plumcake e mettete in forno riscaldato a 180° per circa 50 minuti.

giovedì 26 luglio 2012

Pasta fredda con ribes, mirtilli e menta


Vi devo fare una confessione. Ero davvero indecisa se pubblicare o meno questa ricetta. Solitamente le cose che “passano” dalla mia tavola al blog sono quelle che mi convincono, che mi piacciano, che voglio condividere. Magari alcune sono esperimenti migliorabili, certamente. Ma di fronte a questa pasta fredda…quanti dubbi! Non che non mi sia piaciuta in assoluto, questo no. Però…che strana. Non so. Eh sì che sono abituata a connubi particolari e ricette “forti”. Anzi, sono il vero motore della mia passione per il food. Perciò che fare? Metto? Non metto? Fotografo? Alla fine ho deciso di lanciare il dibattito, di pubblicarla, di fotografarla e di chiedervi se per caso l’avete provata (ho preso la ricetta dall’allegato di Cucina Italiana di luglio “Vacanze con gusto”) e che cosa ne pensate…

Pasta fredda con ribes, mirtilli e menta

Ingredienti:

120 g di mirtilli
120 g di ribes
150 g di piselli sgranati (surgelati)
40 g di olio extravergine di oliva
150 g di ciliegine di mozzarella
300 g di farfalle integrali
Menta


Far cuocere la pasta e lessare i piselli. Intanto preparare un olio aromatizzato alla menta semplicemente facendo macerare della menta sminuzzata nell’olio extra vergine di oliva. Far raffreddare brevemente la pasta sotto l’acqua fredda. In una ciotola capiente riunire la pasta e condirla con l’olio alla menta. Unire i piselli, il ribes, i mirtilli e le ciliegine di mozzarella, completando con un po’ di foglioline di menta sminuzzate. Salare e pepare a piacere.

lunedì 23 luglio 2012

Cremoso allo yogurt con frutti di bosco




Dopo aver mangiato un dessert strepitoso a base di yogurt di capra firmato dallo chef Vittorio Fusari (prestissimo sull’Albero della Carambola il nostro reportage di un pranzo eccellente alla Dispensa Pani & Vini di Torbiato di Adro!), ho smobilitato amici e parenti per cercare lo yogurt di capra. Niente da fare. Mi hanno però regalato un vasetto di un buonissimo (e delicato) yogurt di pecora che ho subito utilizzato per provare a riprodurre quel buonissimo dolce di Fusari. Niente a che vedere con l’originale, lo devo ammettere, ma è comunque una coccola sfiziosa e abbastanza leggera. Che fa fare bella figura anche in un pranzo elegante o per un’occasione speciale (magari nel Soggiorno della casa incantata youredo…).

Cremoso allo yogurt con frutti di bosco

Ingredienti per due:

100 g di yogurt compatto al latte di pecora
50 g di cioccolato bianco
frutti di bosco a piacere
estratto liquido di vaniglia
zucchero a velo

Far fondere a bagnomaria il cioccolato bianco e lasciarlo raffreddare. Mescolare lo yogurt di pecora con il cioccolato bianco fuso e un cucchiaino di estratto di vaniglia, aggiungere qualche frutto di bosco (ribes e mirtilli). Mescolare e versare in due bicchierini. Completare con lamponi, ribes e una spolverata di zucchero a velo. Servire freddo.



sabato 21 luglio 2012

Una cena a "Casa tua"




Un invito a cena con altre food blogger, alla scoperta della cucina toscana estiva. Possiamo rifiutare? Certamente no! Eccoci quindi catapultate, per una sera, nell’atmosfera calda e ospitale dell’Osteria Casa Tua (via Muratori angolo Via Corio, a Milano), ristorante che, per la cronaca, fa parte del network di locali del vulcanico David Ranucci, oste romano con una storia di famiglia centenaria nel campo della ristorazione, presente a Milano anche con Giulio Pane e Ojo e Abbottega, a Monte Carlo (con l’Osteria del Mare) e a New York (con l’osteria romana Quinto Quarto). Denominatore comune di tutti i locali è l’amore per i piatti della tradizione preparati con ingredienti genuini e selezionati (davvero affascinanti i racconti di David sui suoi fornitori, spesso piccolissimi produttori locali che lavorano esclusivamente per lui, come nel caso della famiglia che produce la “sua” porchetta). La serata inizia subito alla grande con un calice di rosé , prosciutto crudo 18 mesi e pecorino romano (morbido, fresco, profumatissimo) servito con fettine di mela da Abbottega (che si trova proprio di fronte all’Osteria Casa Tua): è un posto dove si può fare colazione (dolce o salata, con l’irresistibile pizza romana bianca…),pranzare, fare aperitivi, cenare ma anche acquistare salumi e formaggi al banco(a prezzi interessanti), aperto dalla mattina fino a mezzanotte. Da tener presente! Con il calice in mano ci spostiamo di qualche metro da Giulio Pane e Ojo (ristorante romano nato nel 1999, ancora gettonatissimo) per poi sederci a tavola nella sala sotterranea dell’Osteria Casa Tua. 



E che tavola! Un trionfo di verdure, forme di formaggio, angurie e vini. Bellissimo. Sami, bravo (e simpatico) chef egiziano dell’Osteria, prepara sotto i nostri occhi una delle panzanelle più buone che abbiamo mai assaggiato: un mix di pane morbido e croccante con un profumo di verdure esaltante e un tocco di aceto. Poi, ecco la pappa al pomodoro (il segreto dello chef, ci spiegano, è frullare con il minipimer pomodori e pane raffermo): ottima. È poi il momento dei testaroli (tipici della Lunigiana, preparati con acqua e farina, ottenuti con due cotture differenti: prima al forno a legna poi in acqua bollente a fuoco spento), proposti in versione semplice (olio e pecorino) e con un buon pesto di pistacchi e basilico.


Il secondo è un Arrosto morto, ovvero petto di tacchino foderato di guanciale cotto molto lentamente (“amore, amore” come racconta David…) in casseruola con cipolla e lardo . Per dolce Sami ha preparato una golosa crostata con ricotta, nutella e rum. 



È stata una serata piacevole, ben “condita” dai racconti di David Ranucci, premuroso padrone di casa, che ha studiato a lungo le cucine della tradizione del nostro Paese e ricercato i prodotti migliori dell’enogastronomia nostrana per riproporli in città, a una clientela curiosa e cosmopolita. Una formula che, bisogna ammetterlo, piace.

mercoledì 18 luglio 2012

Torta al semolino con sciroppo al limone



Quando ho visto Jamie Oliver fare questa torta stava registrando la sua trasmissione dalla Grecia, quindi avrebbe potuto fare qualsiasi cosa che l'avrei adorata comunque. Rileggendo con calma, giorni dopo, gli appunti presi in fretta e furia, ho capito che la torta mi sarebbe piaciuta molto perché è veloce, con ingredienti che adoro e perché mi avrebbe sempre ricordato il panorama greco che stava alle spalle dello chef. E a  proposito... ieri mattina alla radio hanno trasmesso l'elenco delle destinazioni turistiche che fanno ingrassare di più e.. mi sono fermata alle prime due: Grecia e Turchia. All'inizio sono rimasta perplessa perché il mio pensiero è andato alle  insalate greche, alle verdure ripiene, spiedini di carne, nessun carboidrato o dolci irrinunciabili. Invece ripensandoci bene l'ultima volta che sono stata in Grecia sono tornata a casa con tanti ricordi e dei chili in più. E volete sapere qual è la meta di questa estate? La Turchia! Bene,  non si scappa: se le statistiche non mentono mi preparerò ad allentare la cintura e camminare di più. Vi saprò dire. Intanto godiamoci questo dolce, veloce ma particolare, che portato in ufficio il giorno dopo renderà più luminosa la giornata (e il pranzo in Ufficio nella casa incanata Youredo diventa una festa!).

Torta al semolino con sciroppo al limone

Ingredienti:

Per lo sciroppo:

200 ml di acqua
100 gr di zucchero
succo di un limone
un rametto di menta

per la torta:

100 gr di burro morbido
100 gr di zucchero
scorza di 1/2 limone
2 uova
150 gr yogurt naturale
250 gr di semolino
100 gr di farina di mandorle
1 cucchiaino di lievito per dolci


Per lo sciroppo mettete in un pentolino con l'acqua lo zucchero e il succo del limone, quando lo zucchero si è sciolto spegnete il fuoco e mettete la menta in infusione.
Per il dolce mettete in una ciotola ad uno a uno gli ingredienti sopra citati nell'ordine esatto avendo cura di amalgamare bene tutto prima di inserire l'ingrediente successivo. Mettete in una teglia rettangolare imburrata e mettete in forno a 180° per 40 minuti circa. Servite la torta a quadrotti bagnandola con lo sciroppo di limone e se volete potete accompagnarla con gelato/yogurt greco e frutta fresca.

martedì 17 luglio 2012

Il pane frattau (e…la Sardegna!)


Quattro giorni in Sardegna. Un break insperato. Che regalo! La Sardegna, si sa, è bella tutta, da nord a sud… però ciascuno ha la sua zona del cuore. La mia? Niente a che vedere con le le paillettes e il glam di certe località infiocchetatte. Quella che ho appena lasciato è una terra con un dna profondamente diverso. Siamo in Baronia Meridionale (confesso: non sapevo nemmeno che si chiamasse così, dopo 15 anni ininterrotti che la frequento, a volte per una vacanza vera e propria, a volte anche solo per un breve weekend), nei dintorni di Orosei. Il claim di questa zona è “via dalla pazza folla”: siamo lontani anni luce da locali, discoteche, bar sulla spiaggia, lettini o acqua scooter. Del tipo: soggiorno in un campeggio, perciò infradito e copricostume sono i miei unici accessori per quattro giorni. Dalla mattina alla sera. La prima cosa che ho voglia di fare è una passeggiata a piedi al parco naturale Bidderosa: per me è un posto magico, il “posto del cuore” per eccellenza. Regala agli occhi uno spettacolo meraviglioso: è un’oasi tutelata e a “numero chiuso” (vengono posti dei limiti agli ingressi giornalieri in auto), un habitat unico, con lo splendido stagno de sa Curcurica e le spiagge color argento che corrono lungo il mare turchese. Il paradiso terrestre me lo immagino così: senza case, silenzioso, ovattato. Meraviglia. Il giorno dopo uno sguardo alla costa dal mare regala visioni mozzafiato. Anche se è una zona che conosco bene ne rimango ogni volta sorpresa: calette selvagge, coste protette da una vegetazione corposa, scogli rosa, acqua splendida. Verso Cala Gonone i colori del mare coprono tutte le gradazioni del turchese e dello smeraldo. 


A Capo Comino si intravedono le celebri dune sabbiose alte anche una decina di metri (hanno girato qui qualche scena del celebre film “Travolti da un insolito destino” con Giannini e la Melato). Di rientro dopo una giornata in mare, in compagnia di una miriade di cormorani, tutti rigorosamente “in formazione” a sfiorare l’acqua, ci fermiamo in una casa di campagna a comprare melanzane, cornetti, pomodori, uova e dei ravioli alla ricotta (che mi sogno la notte!). A proposito di ricotta: è introvabile! Quest’anno la produzione è scarsa e per mangiare la ricotta è necessario…ordinarla! Mi sembra una follia…ma è così. Tornando verso casa fanno compagnia il corbezzolo, il mirto, l’erica, l’elicriso (o erba di Santa Maria, che ha quell’inconfondibile profumo di Sardegna, un misto tra camomilla e liquirizia…si può raccogliere e lasciar macerare nell’olio di oliva per ottenere un unguento ottimo per i massaggi) e i mille colori del tramonto. Prima di lasciare la Sardegna, però, un po’ di shopping (pecorino fresco, pane carasau, bottarga, pardulas, amaretti, savoiardi…) e una segnalazione per la cena: è il nuovissimo agriturismo Gollei (a Sos Alinos, Orosei) dove degustare specialità sarde (la proposta di antipasti è ricca di assaggi sfiziosi e non manca il formaggio fresco Frua, ottimo davvero, specialmente con i pomodori…). Per finire una ricetta-non-ricetta che ormai è diventata uno dei miei “tormentoni”: il pane frattau. Solitamente si completa con un uovo in camicia ma io ho preferito la versione più semplice, multistrato (tipo lasagna), senza uova, che ho servito come primo piatto. Che buono!

Pane frattau

Ingredienti:

pane carasau (3/4 fogli )
400 g di salsa di pomodoro
1 scalogno
mezzo cucchiaino di zucchero
150 g di pecorino sardo
timo fresco
olio extra vergine di oliva
sale

In una pentola far scaldare dell’acqua e, quando bolle, salare. Tagliare finemente lo scalogno e versarlo in una casseruola con dell’olio extra vergine di oliva. Far soffriggere brevemente e aggiungere la salsa di pomodoro e mezzo cucchiaino di zucchero. Far cuocere una decina di minuti, togliere dal fuoco e profumare con qualche fogliolina di timo. Immergere per pochi secondi  nell’acqua bollente un pezzo di pane carasau, porlo sul fondo di una teglietta da lasagne (il fondo deve essere completamente ricoperto di pane), aggiungere qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro e una generosa grattata di pecorino. Procedere così fino a raggiungere lo spessore desiderato, avendo l’accortezza, ogni due o tre strati, di fare un giro di olio. Servire il pane frattau immediatamente (deve essere tiepido), completando con un rametto di timo fresco. Se desiderate provare la versione completa, basta aggiungere un uovo poché (in camicia) sugli strati di pane.



domenica 15 luglio 2012

Acciughe al forno


Questo piatto nasce grazie alle previsioni del tempo! Non avevo intenzione di accendere il forno e a dirla tutta non dovevo neanche rimanere a Milano. Avrei dovuto percorrere con le mie amiche i circa 370 km che ci avrebbero portate a Falzes alla festa di venerdì sera organizzata dallo chef Karl  Baumgartner al ristorante Schoneck. Sopraffatte poi dalle pessime previsioni del tempo e dalla stanchezza della settimana siamo rimaste a casa. L'arrivo della perturbazione sul nord Italia faceva ben sperare in un clima più clemente, ottima occasione per riaccendere il forno e dedicarsi a qualche ricetta. Il pesce pronto, gli ingredienti freschi pure.... ma di aria fresca nemmeno l'ombra. Quattro gocce di pioggia hanno accentuato ulteriormente l'umidità e non voglio sapere com'è stato il tempo nella zona di Falzes.  Questo piatto per fortuna richiede tempi veloci di cottura in forno, volendo si può fare anche in padella. Dei ghiaccioli sarebbero stati più adatti!





Ingredienti:

600 gr di acciughe
1 cipolla grossa
1 manciata di timo fresco
200 gr circa di pomodorini
olio
sale
bacche di pepe rosa
timo

Tagliate finemente la cipolla e fatela andare con un po’ di olio e sale, quando è appassita aggiungete i pomodorini tagliati in due e il timo e fate andare per 10 minuti circa o finché non saranno ben cotti. In una teglia da forno aggiungete 3/4 del sugo di pomodoro adagiatevi sopra le acciughe pulite e aperte a libro e completate con il resto del sugo e le bacche di pepe rosa schiacciate. Mettete in forno a 180° per 15 minuti circa servite con un po’ di olio. 

venerdì 13 luglio 2012

Spaghetti alle vongole



Lo spaghetto (rigorosamente al “singolare”) alle vongole è per noi sinonimo di pranzo in riva al mare, in qualche bella località del nostro paese. Che soddisfazione sa regalare, se fatto bene. Proprio questo è il punto: deve essere fatto a regola d’arte. E qual è la regola? Io ho provato in mille modi (e mode) ma alla fine la versione che mi soddisfa maggiormente è la più “semplice”, senza troppi passaggi e senza aggiunte strane (farina, maizena, burro….no, no, no). Questa volta ho "osato" un pomodoro a pezzetti, all’ultimo. Buoni. Voi come li fate? Comunque, parlando di spaghetti alle vongole, non possiamo non citare i mitici spaghetti che puntualmente, almeno una volta l’anno, ci concediamo a Zoagli ai Bagni Silvano (si trova in piazza XXVII Dicembre, proprio sul mare, tel. 0185 259084): quando facciamo un weekend in Liguria tra amici cerchiamo sempre di “puntare” su Zoagli per una spaghettata sulla spiaggia e per comprare un pezzo di crostata nel panifico De Vescovi, sempre nella piazzetta (guardando il mare è sulla destra), un negozio d’altri tempi che propone gelati, caramelle, pasticcini, brioche: noi siamo amanti della loro pasta frolla e non lasciamo Zoagli senza avere fra le mani un sacchettino con un pezzetto di crostata alle albicocche o qualche frollina, che rendono decisamente più dolce la sveglia (e la colazione) del lunedì mattina… Buon weekend!

Spaghetti alle vongole

Ingredienti per 2:

180 g di spaghetti n. 9 Garofalo
500 g di vongole
1 pomodoro sodo
1 spicchio di aglio
prezzemolo
peperoncino fresco
olio extravergine di oliva
vino bianco
sale

Far spurgare le vongole, risciacquandole più volte con molta attenzione. In una padella ampia mettere dell’olio evo, l’aglio schiacciato, un pezzetto di peperoncino fresco, mezzo bicchiere di vino bianco. Far scaldare poi aggiungere le vongole, mettere il coperchio finché le vongole saranno aperte. Cuocere la pasta MOLTO al dente e conservare una tazza della sua acqua di cottura. Versare gli spaghetti nella padella con le vongole, aggiungere mano a mano l’acqua tenuta da parte e completare la cottura, aggiungere in ultimo il pomodoro a dadini e far saltare velocemente, completando con del prezzemolo (anche i gambi!) tritato.

martedì 10 luglio 2012

Torta di mango e nocciole


Di solito cerco di utilizzare prodotti italiani, soprattutto quando si tratta di frutta e verdura. Ma questa volta ho fatto un ' eccezione perché il mango è arrivato diretto da Singapore a casa mia, proprio nella mia cucina! Regalo molto gradito di un amico che vive ormai da anni in Malesia e di rientro a Milano sapeva proprio come farmi contenta. I frutti che mi ha portato erano eccellenti niente a che vedere con quelli che si trovano nella grande distribuzione e così dopo averne mangiati alcuni ( che tra l'altro trovo molto difficili da digerire), uno è finito in questa dolce ricetta che ho trovato su Donna Hay. In mancanza di mango originale si può sostituire con qualsiasi frutta di stagione italiana. Questa ricetta si presta bene anche a un'insolita merenda da servire ai ragazzi, accompagnata da un succo di frutta o da un té freddo "esotico" per un menu energetico ma sano, da gustare magari in Cameretta con gli amici (nella casa incantata youredo!).


Torta di mango e nocciole

Ingredienti:

2 uova
1 mango
100 gr zucchero
100 gr farina con lievito
100 gr farina di nocciole
un pezzetto di burro
un po’ di latte
scorza di un lime

Per lo sciroppo:
1/2 tazza di zucchero
un pizzico di vaniglia
una tazza di acqua
un cucchiaino di succo di lime


Per fare lo sciroppo mettete lo zucchero l’acqua  il succo  di lime e la vaniglia in un pentolino e fate andare a fuoco basso. Quando lo zucchero si è sciolto, aggiungete il mango tagliato a pezzetti e fate andare ancora per 5 minuti poi spegnete. Mettete le uova, lo zucchero e la vaniglia in una ciotola e sbattete con le fruste elettriche finché il volume non sarà raddoppiato. Setacciate le farine e aggiungetele  al composto di uova, unite il burro,  la scorza di lime e alla fine per ammorbidire un po’ di latte. Scolate i dadini di mango e metteteli alla base di uno stampo x plumcake versateci sopra il composto e mettete in forno a 180° per 45 minuti circa. Fate raffreddare bene prima di capovolgere il dolce e servitelo con lo sciroppo.


domenica 8 luglio 2012

Le grand fooding Milano


Metti una sera afosa di luglio, una location molto rock,  una manciata di chef tatuati, un menù all’arrabbiata e calici di Veuve Clicquot. Aggiungi  tanta gente che si mette in fila per assaggiare i piatti, ape car colorate  e decorate con galline e maiali, dolci e gelati, acqua San Pellegrino e caffè Nespresso. Tutto questo si è svolto a Milano durante la manifestazione Le Fooding “Le Grand Raduno Eroico S. Pellegrino e Acqua Panna” presso la Segheria di via Meda. Dove questi bravissimi chef superanticonformisti hanno realmente portato a un nuovo livello e reinterpretato la cucina che li ha cresciuti: la Street Food. Il cibo da strada, vero biglietto da visita di una città, di una nazione. Abbiamo incontrato amici e conoscenti, fatto nuove amicizie, assaggiato cibi davvero inusuali e sorprendenti e curiosato. Poi all’improvviso un quantitativo  spaventoso di zanzare si è abbattuto su noi tutti...

Questo è quello che abbiamo degustato e apprezzato prima della grande fuga:

Wrap di cuore d’agnello yogurt di pecora e acciughe
James Lowe & Isaac Mchale
The young turks London UK



Lecca lecca di polipo e pancia di maiale
Eugenio Roncoroni & Beniamino Nespor
Al mercato Milano





Manzo crudo su pane grigliato con midollo sott’aceto, germogli d’aglio orsino crescione e rafano
Wade Brown & Andreas Dahlberg
Bastard Malmo Svezia



Kebab d’anatra con ketchup di carote e maionese tartufata
Matteo Torretta (che è sfuggito al nostro obiettivo..)
Al V piano, Milano




Gelato Bedussi  di Brescia (ottimo)

Ci siamo perse:

L.A. street corn
Jon Shook & Vinny Dotolo
Animal, Los Angeles Usa





Sandwich di pastrami di lingua di manzo, uova di trota e salsa di dragoncello
Jerom Bigot
Les Grès, Lindry Francia



...e la torta finale della pasticceria Galdina di Milano.

Memo per l’anno prossimo: repellente come se piovesse!
Arrivederci, Le fooding!

venerdì 6 luglio 2012

Terrina allo yogurt e melone variegata all’albicocca



"Un bel giorno, dall’alto dei rami del loro albero carico di frutti, non riuscirono a trattenere lo stupore e la sorpresa per quanto videro: all’interno di un’enorme nuvola bianca, una meravigliosa casa fatta di sole pareti e finestre, dove uno dopo l’altro davanti agli occhi si materializzano gli oggetti dei desideri e le stanze prendono vita, fino a diventare la casa dei sogni youredo. Immediatamente corsero a vederla da vicino: che meraviglia! La casa era proprio lì, una casa come l’avevano sempre desiderata, a pochi passi dall’Albero della Carambola che le allietava con una leggera ombra, con il profumo delicato dei suoi frutti, e con il suono delle foglie mosse da un leggero alito di vento. La casa dei sogni youredo da quel giorno divenne la migliore amica dell’Albero della Carambola, un albero carico di frutti di tutti i colori, che quando vengono raccolti, si trasformano in ricette, da gustare nelle più svariate occasioni nelle infinite stanze e negli spazi esterni della casa dei sogni youredo”.
Se visiterete questa casa incantata, potrete assaporare i frutti dell’Albero della Carambola e gustare le ricette che di volta in volta vi proporremo in una “location” pensata per far vivere ogni spazio con stile e nel migliore confort. Bene ragazzi, come avrete certamente intuito, inizia con questa simpatica “storia” la nostra collaborazione con il portale youredo, che ringraziamo per averci proposto questa bella opportunità. Quella che segue è la prima ricetta che abbiamo pensato per un menu vivace ed estivo, ideale da proporre in Giardino: si tratta di una freschissima terrina allo yogurt e melone all’albicocca (abbiamo preso spunto da una terrina simile apparsa lo scorso luglio su La Cucina del Corriere della Sera), da gustare…rigorosamente gelata!
  
Terrina allo yogurt e melone variegata all’albicocca

200 g di yogurt greco
200 g di ricotta
100 g di mascarpone
mezzo melone
120 g di Fiordifrutta Albicocche Rigoni di Asiago
2 cucchiai di miele di acacia
gocce di cioccolato
cannella

Mescolare la ricotta, il miele, il mascarpone e lo yogurt. Spolverizzare di cannella, aggiungere le gocce di cioccolato e mescolare ancora. Tagliare il melone a fette sottili (come un carpaccio). Foderare con la pellicola trasparente uno stampo rettangolare o una vaschetta. Formare uno strato uniforme di fettine di melone, far cadere qualche piccola cucchiaiata di marmellata e coprire con metà crema di yogurt. Livellare, fare un altro strato di melone, aggiungere la marmellata e terminare con la crema di yogurt. Riporre in freezer per almeno un’ora e in ogni caso lasciare la terrina a temperatura ambiente un quarto d’ora o poco più prima di servirla, dopo averla sformata e tagliata a fettine.







martedì 3 luglio 2012

Fettucce con crema di piselli, crumble di nocciole e burrata


Non ho perso tempo. Ho sfruttato al volo una delle serate meno calde di questo periodo di fuoco (sì, ok, solo due gradi in meno….ma aiutano!) per preparare questa pasta che mi frullava in mente da un po’ di tempo. Con piselli, burrata e un crumble di nocciole e pangrattato. Sfiziosa, completa…un piatto unico che dà molta soddisfazione. Ho notato che ultimamente molti chef usano la burrata per dare quel quid in più ai loro piatti. E devo dire che se dosata a dovere…regala davvero una nota “piena” e vellutata alle preparazioni. Mi viene in mente un sublime piatto che prepara  Matias Perdomo del Pont de Ferr, la Pluma di maiale iberico, crema di burrata e ricci di mare: da urlo! Ma anche il filetto di Sanpietro con crema di burrata assaggiato qualche mese fa dal Maestro Claudio Sadler. O la Tartare di gamberi rossi, crema di burrata, pomodorini e capperi in fiore dello chef Lorenzo Santi (La maniera di Carlo), testata la scorsa settimana. Qualcuno la burrata la mette anche nel dolce: è successo alla Festa a Vico 2012 con la Dolce tentazione proposta dallo chef Sebastiano Lombardi (Cielo - Relais La Sommità di Ostuni), con ciliegie e stracciatella di burrata. Insomma…la burrata imperversa!

Fettucce con crema di piselli, crumble di nocciole e burrata

Ingredienti per 2 persone:

160 g di fettucce Garofalo
150 g di piselli (sgranati)
1 cipollotto
2 acciughe
1 piccola burrata
25 g di nocciole
pangrattato
olio extra vergine di oliva
Sale
pepe

Lessare i piselli e passarli in una padella antiaderente con del cipollotto, pochissimo olio e un po’ di acqua. Far cuocere per una decina di minuti e frullare poi con il minipimer i piselli con le acciughe (tenere da parte qualche pisello intero per la decorazione del piatto). Tritare finemente le nocciole. In un’altra padella unire la farina di nocciole ottenuta e il pangrattato (2 cucchiai circa) con un filo di olio e far tostare mescolando con un cucchiaino di legno finché si formerà un composto bricioloso (crumble). Far cuocere le fettucce molto al dente e versarle nella padella in cui sono stati cotti i piselli e i cipollotti, aggiungere la crema di piselli e una tazza di acqua di cottura della pasta (ma tenetene da parte dell’altra, non si sa mai: deve formarsi una bella cremina). Completare la cottura, impiattare, versare un filo di olio evo, aggiungere dei pezzettini di burrata e infine il crumble di nocciole, un giro di pepe e qualche pisello.



Con questa ricetta partecipiamo al Contest Lagostina “Antiaderentevs Ceramica!” della cara Stefania del blog Arabafelice in cucina, per la categoria Antiaderente:


domenica 1 luglio 2012

Insalata di verdure con bruschetta feta e limone



Ieri sera abbiamo provato un nuovo ristorante di Milano, abbiamo scelto la corrente nipponica ed abbiamo cenato da J's Hiro cucina giapponese. Il locale esteticamente è molto carino e accogliente, diverso dai soliti,  un tocco più occidentale che giapponese nell'arredamento. Pochi posti all'aperto con piccoli tavoli per 2 persone (ormai a Milano pur di avere un dehors si  invadono i marciapiedi), pochi posti anche all'interno, quindi per la sera è meglio prenotare. Non essendo esperta di cucina giapponese mi trovo in difficoltà a dover giudicare i piatti, ma mangiando quasi sempre le stesse cose posso almeno fare dei paragoni. A nostro avviso la qualità delle materie prime è molto buona, abbiamo trovato piatti diversi dagli altri ristoranti, un tocco personale e vario. Ogni tanto appare all'improvviso un ingrediente occidentale ad accompagnare una ricetta tipica (Uramaki al philadelphia). Divertente il menu scritto a mano con traduzioni italiane molto fantasiose. Mi sono innamorata di ciotole e piatti per il servizio, bellissimi e molto raffinati. Già li vedevo a casa mia sul set fotografico! Abbiamo ordinato vino, ma è un grande errore. Il vino va ordinato in ristoranti con cantine decorose. Una fresca birra giapponese è accorsa subito in mio aiuto. Comunque alla fine il giudizio su locale e cibo è positivo ma l'unica nota stonata purtroppo è l'acustica. Nel momento di maggior affollamento non si riusciva neanche a sentire il discorso di chi era di fronte. Un vero peccato, mangiare con il frastuono è davvero poco piacevole. Se si riuscisse ad ovviare a questo problema sarebbe perfetto, forse il prossimo tentativo lo farò quando ci  saranno meno caldo e meno zanzare così potrò aspirare ai mini tavolini all'aperto.
A proposito di caldo, oggi si mangiano verdure cotte (ma servite tiepide) con crostino di feta e limone, è il massimo che posso fare in attesa della super partita di stasera!

J's Hiro 
Via Carlo Vittadini 7
Milano
Tel 02/58320038




Ingredienti:

2 cipollotti
prezzemolo
1 finocchio
2 patate
400 gr di fagiolini
olio
Per la bruschetta:
feta
qualche fetta di pane tostato
scorza di limone
timo

Mettete un po’ di olio in padella, aggiungete i cipollotti tagliati e i fagiolini, fate andare per un po’ (circa 10/15 minuti) poi aggiungete i finocchi tagliati a fettine e le patate tagliate a cubi con la buccia. Aggiungete un po’ di acqua coprite e fate andare le verdure finché non saranno pronte. Alla fine aggiustate di sale e pepe e aggiungete il prezzemolo. Scaldate sotto il grill le fette di pane che servirete con la feta sbriciolata cosparsa di scorza di limone e timo per accompagnare le verdure.







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