giovedì 28 giugno 2012

La maniera di Carlo




Vogliamo parlarvi di un locale che ci è piaciuto partendo da un dato curioso, soprattutto per la “piazza” milanese: lo staff del ristorante "La maniera di Carlo", mediamente, è ben al di sotto dei 30 anni. La brigata di cucina capitanata dal giovane chef Lorenzo Santi (che ha già alle spalle esperienze e critiche positive) riesce a sorprendere con piatti elaborati, abbinamenti ben riusciti e ingredienti a sorpresa: tutto è equilibrio. Visivamente ti conquistano con presentazioni che ricordano l'astrattismo pittorico. Abbiamo gradito molto l'accoglienza, elegante e formale ma non respingente, la sensazione di avere di fronte ragazzi che sanno quello che vogliono e seguono la loro strada, per niente “manieristi”, per niente spaventati dalla sfida. La cena non era programmata, l'intenzione era quella di un pasto leggero… la realtà come al solito è stata ben diversa (per fortuna!). Abbiamo assaggiato:

Parmigiana di melanzana liquida (un amouse bouche a dir poco delizioso, che ci ha fatto capire da subito che la cena sarebbe stata moooolto interessante!)
Mousse di zucchine e salicornia
Tartare di salmone con crema di mango, carpaccio di ombrina e granita al pepe sechuan (è stato il piatto che, nel complesso, ci ha convinte maggiormente: bellissima presentazione, interessante la fusione e l'armonia degli ingredienti, con il sapore dolce della cremina di mango e con quel tocco piaccante ma sorprendentemente "fresco" e inedito della granita al pepe: davvero intrigante!)
Tartare di gamberi rossi, crema di burrata, pomodorini e capperi in fiore





Spaghetti neri alla chitarra in carbonara di mare affumicata al the Lapsang Souchong con gamberi e uova di salmone  
Gnocchi arcobaleno con scampetti, martini dry, cedro e dadolata di salmone marinato (un primo piatto complesso ma riuscito, servito in modo originale in una coppa Martini...)
Tiramisushi (che creatività!)
Tortino al cioccolato bianco con crema alla camomilla
Tisana finale servita come una coccola serale con rituale sopraffino: very chic!
Nota di merito assoluta alla freschezza e alla qualità delle materie prime. E attenzione al piatto del pane (rigorosamente fatto in casa, così come i dolci): è irresistibile!





Un ringraziamento a Francesco per averci fatto partecipi di un po’ della sua storia: è stimolante sapere che ancora una volta passione e determinazione possono spingere oltre certi orizzonti già "tracciati". 
Seguiremo da vicino e con curiosità l'evoluzione del menu, perché in questo posto abbiamo intenzione di tornare.

P.s. Le foto sono una gentile concessione del ristorante: durante la cena ci sembrava che la macchina fotografica fosse un elemento...troppo inavdente nell'ambiente calmo e ovattato della sala.

Via Pierto Calvi 2
20129 Milano
t. 0276024261 
www.lamanieradicarlo.it


martedì 26 giugno 2012

Crema fredda di pomodoro alla curcuma

Dichiarazione d’amore al pomodoro: esiste un alimento più versatile, goloso, saporito? È buono crudo, cotto, condito, scondito, in insalata, in salsa, ripieno. È il re della dieta mediterranea. Ed è il protagonista assoluto della tavola dell’estate. Una ricetta che amo è la semplice crema al pomodoro, un comfort food, qui rivisitata con l’aggiunta della curcuma, radice preziosissima, importante ingrediente della  tradizione alimentare orientale e utilizzata anche nella medicina ayurvedica come antinfiammatorio. Questa ricetta è perfetta per il (sano) contest di Claudia di Verde Cardamomo “La ricetta del BenEssere”, che prevede come base l’utilizzo di alcuni ingredienti scelti da Marco Bianchi, autore del libro “I magnifici 20” ovvero quei buoni alimenti che ci aiutano a stare bene. Ed è anche perfetta, lasciatemelo dire, per questa calura: un antipasto leggero e sfizioso per una cenetta estiva sul terrazzo, accompagnata da una ciotolina di verdure crude. Una nota sull’olio di semi di lino, ricco di omega 3: una volta aperto si conserva in frigorifero e non andrebbe mai usato per cucinare (vietate le alte temperature!) ma solo aggiunto a crudo sugli alimenti (così mi disse l’erborista quando lo acquistai, su suggerimento del mio naturopata…).

Crema fredda di pomodoro alla curcuma

Ingredienti per 2 persone:

500 g di pomodori pizzutello
25 g di nocciole tritate finemente
erba cipollina
curcuma
olio extra vergine di oliva
olio di semi di lino

Versare i pomodori in acqua bollente, scottarli per un paio di minuti, scolarli e sbucciarli, spezzettarli, eliminare i semi . Porre un cucchiaio di olio extra vergine di oliva in una casseruola, aggiungere la polpa di pomodoro e aggiungere dell’acqua. Portare a ebollizione e far sobbollire a fiamma bassa per una mezz’ora. Con un minipimer ridurre in crema i pomodori, aggiungere dell’erba cipollina tagliuzzata finemente con una forbice, un po’ di curcuma, la polvere di nocciole e qualche cucchiaio di olio di semi di lino. Mescolare e lasciar raffreddare in frigorifero. Versare il frullato di pomodoro  nelle coppette e prima di servire spolverare ulteriormente con della curcuma, completando con qualche filo di erba cipollina. Accompagnare con verdure fresche, tipo bastoncini di zucchine o rapanelli.



Con questa ricetta partecipiamo al contest di Claudia di Verde CardamomoLa ricetta delBenEssere”:


P.s.: cogliamo l'occasione per ringraziare Alice del blog Operazione fritto misto, che ha assegnato al nostro blog il premio Red Carpet: wow!!


domenica 24 giugno 2012

Gelo di cocomero e cannella con cioccolato bianco








Abbiamo creato dei mostri e ne siamo consapevoli, ci assumiamo la responsabilità! I "mostri" in questione sono i nostri più cari amici, quelli con cui condividiamo pranzi in campagna e cene goderecce. Si sta scatenando la caccia all'ultimo chef! Se per caso una sera Simona ed io andiamo a cena da sole e raccontiamo positivamente l'esperienza è matematicamente certo che il gruppo prima o poi andrà a cena proprio lì per non rimanere indietro. Si viaggia ormai con elenchi di chef e ristoranti e si mettono le croci per segnalare fatto e non fatto.  Facciamo programmi culinari  a lungo termine anche fuori zona e per finire si è stabilito che dal 2013 verranno aboliti i regali di compleanno a beneficio di cene stellate! La condivisione della passione sta diventando una vera malattia....ma è bene condividere anche quella! Sul filo del rasoio partecipiamo al contest di About food con una gelatina di cocomero e cannella con crema di ricotta e cioccolato bianco.





Ingredienti x 4 bicchierini:

1/2 cocomero di quelli piccoli
cannella
100 gr di cioccolato bianco
100 gr di ricotta
2 fogli di gelatina


Pulite il cocomero eliminate i semini (per quanto possibile) e mettetelo in un pentolino con un goccio di acqua (se serve) e un cucchiaino di cannella. Nel frattempo sciogliete la gelatina nell'acqua fredda e strizzatela. Quando il cocomero è caldo aggiungete la gelatina e cercate di sciogliere bene il cocomero, per avere una texture più fine e senza semini passate la purea al colino. Quando sarà intiepidita versate il composto nei bicchierini e metteteli in frigorifero. Lavorate la ricotta con il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria e servite i bicchierini (quando la gelatina è diventata solida) con la crema bianca.


venerdì 22 giugno 2012

Dolce di ricotta, limone e zenzero





Dopo la serata Taste&Match a Milano, dove abbiamo preparato i nostri Spaghetti bianchi alla bottarga e limone (qui), in frigorifero giaceva una discreta quantità di ricotta e di limoni. Che farne? Mi è tornata in mente questa ricetta, pescata su qualche vecchia rivista di cucina, che gettonavo parecchio in un periodo in cui dovevo evitare lieviti e farine: il dolce di ricotta, limone e zenzero. È semplice da morire e si fa in un battibaleno, in più è senza farina e senza lievito. Certo, è bello “tosto” per via della presenza di ricotta (tanta) e di uova  ma una fettina a fine pasto ci sta proprio bene anche se io l’ho utilizzato per un bel po’ di colazioni: ci credete che mi svegliavo felice?

Dolce di ricotta, limone e zenzero

Ingredienti:

500 g di ricotta
2 limoni bio
4 uova
100 g di zucchero
un pezzetto di zenzero
Fiordifrutta alle ciliegie Rigoni di Asiago

Montare con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero (tenere da parte gli albumi). Con una grattugia (io ho usato la mia favolosa Microplane) ricavare la scorza dai due limoni. Aggiungere poco alla volta al composto di uova la ricotta, il succo di un limone, una bella grattata di zenzero e la scorza precedentemente grattugiata. Montare a neve gli albumi e aggiungerli con delicatezza. Imburrare uno stampo a cerniera e versarvi il composto. Cuocere in forno caldo, a 170° per 3°/35 minuti. Sfornare,  lasciar raffreddare per bene (meglio tenere il dolce in frigorifero e servirlo ben freddo) e accompagnare con un velo di marmellata di ciliegie (ma anche di limone o arance amare).


giovedì 21 giugno 2012

Gennaro Esposito: cronaca di un pranzo indimenticabile

Chissà quante volte vi sarà capitato: giornate che partono con il piede sbagliato e che improvvisamente, per via di un piccolo dettaglio, virano con decisione fino a diventare addirittura “perfette”.Quella che vi stiamo raccontando è stata una di quelle giornate cominciate così così, un po’ sottotono, ma che improvvisamente si è “illuminata”, trasformandosi in una giornata indimenticabile. Precisamente dalle ore 13, nel momento in cui abbiamo messo piede alla “Torre del Saracino”, regno di Gennaro Esposito, super chef a due stelle Michelin. Non lo nascondiamo: eravamo un po’ in soggezione. Quel pranzo non era stato programmato (ma abbiamo deciso di farci un regalo: ne avevamo bisogno) e non siamo arrivate preparatissime all’appuntamento con uno degli chef più abili e puri del panorama del food italiano e internazionale. E forse è stato meglio così poiché ci siamo volentieri lasciate prendere per mano da Gennaro e dal suo fantastico staff, che ci ha accompagnate in un viaggio meraviglioso nei sapori del sud e nei profumati vini del territorio, tra mare e terra. Quel giorno ci siamo svegliate con l’idea di mangiare una semplice e veloce caprese per pranzo e invece ci siamo accomodate per tre ore (tre!) all’ombra di quella “Torre” vecchia di 1300 anni, concordando con lo chef un menu degustazione un po’ “speciale”, fatto su misura per noi, che non volevamo stramangiare. “Visto che è la prima volta che venite qui mi piacerebbe potervi dare qualche spunto della nostra cucina” ci ha proposto Gennaro Esposito. “E quando siete stanche basta che mi fate un cenno con la mano e ci fermiamo. D’accordo?”. D’accordo. Inutile dire che noi la mano non l’abbiamo mai alzata…e ci siamo gustate dalla prima all’ultima ben tredici portate. Tredici piatti che ci hanno permesso di entrare in punta di piedi nel magico mondo di Esposito, un mondo pulito, caldo, ovattato ma per niente scontato. Anzi. Per coccolare la materia prima in quel modo ed esaltarla a livelli a volte poetici ci vuole tanta maestria e tanto amore. E Gennaro coccola il pesce, lo esalta, trattandolo con mano felice e mai invadente. Una cucina rassicurante, viva e diretta ma potente, calda, emozionante. Si parte con discrezione con una purea di piselli mangiatutto con nocciole, pomodorini e zucchine. Arriva il rassicurante tonno con fagiolini e pane croccante  con crema di fagioli bianchi con un sorprendente tocco di anice che rinfresca. E c’è tutto il fascino del sud nei ravioli di pesce spada ripieni di broccoli, cipollotto e asparagi con quenelle di patate ed erbette con pinoli: da inchino.


Poi, uno dei piatti più apprezzati: risotto con centrifugato di fave, ricciola marinata, pomodori a dadini e profumo di limone e origano. Un vortice di sapori con un tocco di acido che rende il tutto incredibilmente equilibrato...mamma mia...

Non abbiamo fatto indagini sulle Pappardelle con cozze alla saracena: troppo assorte nella degustazione del piatto! Ecco poi il Trancio di pesce bianco in crosta di erbe aromatiche con variazione di clorofilla (siamo ferme alla fotosintesi clorofilliana delle lezioni di scienza...l'utilizzo in cucina della clorofilla è per noi fantascienza!).


L' Anguilla (che non mangiavamo da secoli) laccata alla melassa di fichi del Cilento con insalatina verde con mele, pere e arancia ci ha lasciate senza parole. Un insieme di sapori che creava una trama sorprendente.
Per passare alla carne e ripulire la bocca...ecco che compare una treccia di mozzarella, in tutto il suo splendore. Arriva l'agnello con cipollotto, a questo punto del pranzo una sfida per tutti... da noi vinta egregiamente. Carne morbidissima e sapore delicato. Il gran trionfo dei dolci si apre con un cremoso alla lavanda con insalata di fragole.



C’è tutta la passione per la Campania e per Napoli nel (celebre) babà di Vittoria con crema pasticcera e fragoline di bosco, una gioia per gli occhi e per il palato, con quella pasta così incredibilmente leggera e soave. Una poesia. 
E se ancora non vi bastasse ....un bocconotto ripieno di pere con gelato speziato!
 Che dire del vassoio della piccola pasticceria? Chapeau. 


Un applauso, infine, al sommelier del ristorante, Gianni Piezzo, che ci ha anche istruite sugli oli extra-vergine di oliva. Grande! Ci siamo alzate più che soddisfatte del regalo che ci siamo fatte pranzando alla “Torre del Saracino”, felici del nostro incontro con Gennaro Esposito e con il suo mondo (sì, è stato proprio un “incontro” a 360°), consapevoli di aver lasciato un pezzetto di cuore su quel terrazzo fiorito con vista sul mare e sul Vesuvio, sotto la montagna di Vico, davanti alla spiaggia di Seiano… E scusate se è poco… Grandissimo, Gennaro!

Torre del Saracino
Via Torretta, 9
80069 Vico Equense (Na)
Tel: +39.081.8028555
www.torredelsaracino.it
 

martedì 19 giugno 2012

Crème brulée ai fiori di lavanda



Diciamoci la verità: la calura di questi giorni porta inevitabilmente a sognare di essere in spiaggia, nei boschi o all’ombra di un portico in campagna. Potessi scegliere, in questo momento vorrei trovarmi in un qualunque paese tra Provenza e Costa Azzurra, zona a cui, per vari motivi, sono molto affezionata. Da un lato il mare, dall’altro le montagne. In uno di quei villaggi sospesi in cima alle rocce, solitamente di origine medievale, con stradine tortuose e viette con caffé e negozietti. Saint Paul o Biot, La Colle sur Loup o Vallauris. Oppure in un paesotto come Vence, dove è bellissimo perdersi e passeggiare nelle stradine del centro storico, nella piazza del mercato o dentro le mura, sbirciando nell’atelier di qualche artista, soffermandosi a pranzo in un posto carino, con i tavolini all’aperto, come La Litote (5, rue de l’Eveque), che straconsiglio. Proprio qui ho assaporato una magnifica creme brulée salata al rabarbaro, molto interessante. E proprio a Vence ho comprato i fiori di lavanda essiccati che ho utilizzato per questo dolce (per la crème brulée “base” ho seguito la ricetta della cara Alda Muratore, che poi ho arricchito appunto con lavanda e un po’ di rosmarino). Che nostalgia… Partiamo?


Crème brulée ai fiori di lavanda

Ingredienti per 6 persone:

200 g di latte
200 g di panna fresca
100 g di zucchero di canna (più 6 cucchiai da cospargere)
1 uovo e 5 tuorli
1 baccello di vaniglia
1 cucchiaio di fiori di lavanda essiccata
1 cucchiaino scarso di rosmarino

Scaldare il latte con la panna e lasciar raffreddare con il baccello di vaniglia, la lavanda e il rosmarino in infusione. Sbattere a lungo le uova con lo zucchero. Aggiungere il latte a filo e mescolare  bene (senza montare). Passare il composto attraverso un colino e mettere in cocottine individuali. Cuocere in forno a bagnomaria (l’acqua del bagnomaria deve essere molto calda!) a circa 170° per circa un’ora.  Lasciar intiepidire la crema e mettere in frigorifero qualche ora. Prima di servire cospargere di  zucchero di canna e bruciare la superficie con il cannello finché si sarà formata una crosticina di zucchero croccante caldo e “amaro”. Se non avete il cannello, potete mettere la crema sotto il grill per qualche minuto, finché lo zucchero scurisce. Servire completando a piacere con dei fiori di lavanda essiccati.



Con questa ricetta partecipiamo al Contest “Colors &Food What else? A Giugno... Petali nel piatto!” della cara Cinzia di Essenza in cucina:




domenica 17 giugno 2012

Focaccia alle acciughe


Le acciughe mi riportano sempre al mare e principalmente al mare della Liguria che quest'anno non ho ancora visto. Non c'è il mare oggi ma sicuramente una temperatura estiva che avvolge Milano dopo tanti weekend  passati al freddo e sotto la pioggia. E per chi non va al mare è bello godersi la città semivuota, solo stranieri, gli unici che comprano ancora nei negozi griffati. E' bello passeggiare in galleria al tramonto, un aperitivo allo Straf con gli amici e poi una passeggiata per godersi un bel gelato. 
Ti guardi intorno e speri che tutto questo possa durare nonostante tutto e in primis la crisi economica che ci sta travolgendo sempre di più. Quindi oggi due pensieri speciali, uno alla Grecia affinché possa risollevarsi e uno alla cara Ely perché tutto possa migliorare. Forza e coraggio andiamo avanti!
Con questa focaccia mediterranea partecipiamo al contest di Ely. Io ho usato una focaccia già pronta, troppo caldo  oggi per impastare, ma i coraggiosi e temerari possono impastare a piene mani.




Ingredienti:

2 rotoli di focaccia
200 gr di acciughe circa
una manciata di pinoli
due manciate di pomodorini
basilico
menta
origano
pangrattato
olio
sale e pepe


Stendete un rotolo di focaccia come da istruzioni sulla confezione, stendetela in una teglia bucherellatela  e mettetela in forno per 6 minuti circa a 180°.  Quando è pronta farcitela  con le acciughe pulite e aperte a libro disposte a raggiera. Salate e pepate, cospargete con i pinoli, i pomodorini tagliati in due, le erbe aromatiche e un po’ di olio. Ricoprite con l’altro disco di focaccia sigillando bene i bordi. Aggiungete sulla superficie un po’ di olio e del sale e mettete in forno per  il tempo indicato sulla confezione della focaccia controllando sempre che sia sufficiente (io ho aumentato di qualche minuto).


venerdì 15 giugno 2012

Cena in Bianco di Torino: Biancomangiare al limone

Ma quanto ci piacciono le feste, le cene a sorpresa, i raduni tra amici, le sagre? Tanto, di più. Come potevamo quindi rimanere in disparte di fronte a questa strepitosa iniziativa della Cena In Bianco di Torino, in programma stasera? Impossibile! L’idea è supercarina: una cena in bianco, appunto, organizzata come flash mob, ossia con data e luogo segreti fino all'ultimo, per strade e piazze della città, a cui tutti sono invitati (gratis) e solo il giorno prima si viene informati sul luogo e sull’ora. Ogni partecipante dovrà portare con sé sedie e tavolino pieghevoli (bianchi!) e vivande al seguito, tovaglia bianca, piatti e bicchieri non di carta, magari candele, acqua, vino e ovviamente essere vestiti in bianco! Si apparecchia, si sparecchia e non si lascia traccia. Lo scopo di questa serata è quello di riportare all'atmosfera del giocare in cortile, dello stare insieme per strada come nei vecchi paesi: vivere e riappropriarsi del territorio, essere protagonisti della città e non spettatori. Chi volesse aderire alla cena di stasera può mandare una mail a cenainbiancotorino@gmail.com: le adesioni sono già alle stelle! Altre info le trovate sulla pagina Facebook. Ringraziamo Maricler&Fabrizio per averci invitate a questa bella iniziativa. Noi stasera purtroppo non potremo essere a Torino ma siamo presenti virtualmente con questa ricetta “in bianco”, per la quale ringraziamo la nostra amica Franci, siciliana DOC (questa ricetta è della sua mamma, che già ci aveva passato la fantastica ricetta degli spiedini, che trovate qui) e Sandra (che ci ha ricordato la ricetta del Biancomangiare qualche settimana fa mentre eravamo a cena tutte insieme a Milano!). Il Biancomangiare è una coccola: così dolce e delicato deve il suo nome proprio al colore bianco del latte (con cui viene preparato). Per partecipare virtualmente a questa Cena in Bianco di Torino ci sembrava perfetto, che ne dite?

Biancomangiare al limone

Ingredienti:

mezzo litro di latte
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai colmi di amido di mais
1 limone bio

Stemperare l’amido con un po’ di latte e farlo sciogliere bene, evitando che si formino grumi. Aggiungere lo zucchero, mescolare bene e aggiungere il resto del latte e la scorza del limone grattugiata. Porre sul fuoco e, mescolando, portare all’ebollizione. Dividere il biancomangiare nelle ciotoline monoporzione oppure in uno stampo unico, lasciar intiepidire e porre in frigorifero per qualche ora prima di servirlo, con qualche ricciolo di scorza di limone come decoro.

martedì 12 giugno 2012

Tris di biscottini salati


Questo è un periodo denso di impegni, serate, cene. E siamo sempre a caccia di ricettine sfiziose da proporre agli amici. Siamo tornate dal weekend a Vico (qui i nostri appunti di viaggio gourmand) con una marea di spunti intriganti. Tra questi il fantastico connubio (per noi inedito) proposto dallo chef Ilario Vinciguerra con quelle sue ciliegie ripiene di foie gras: che spettacolo! Così mentre stavamo decidendo come comporre questi bocconcini per una cena in piedi abbiamo provato a reinventarlo come ripieno per dei biscottini di brisée: risultato davvero interessante. Altra farcitura golosa è quella con una fettina super sottile di bottarga di muggine, un po’ di ricotta e un velo di confettura al limone (l’ispirazione ci è venuta dagli Spaghetti bianchi con bottarga e limone che abbiamo preparato per 70 persone alla serata milanese Taste&Match: un’esperienza davvero edificante!). Questa sorta di “ringo” salati sono carini da servire come finger food per l’aperitivo: noi li abbiamo accompagnati con un calice di Kyr (Verdea frizzantina e créme de cassis).

Tris di biscottini salati

Ingredienti:

per la Pasta brisée:
165 g di farina 0
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

Per le farciture:
Fiordifrutta alle ciliegie Rigoni di Asiago
foie gras
Fiordifrutta al limone Rigoni di Asiago
un pezzetto di bottarga di muggine
ricotta
Fiordifrutta alle arance amare Rigoni di Asiago
un pezzetto di pecorino sardo

Per la pasta brisée: lavorare tutti gli ingredienti  come per una pasta frolla e lasciar riposare almeno 2 ore in frigo. Stendere la pasta in una sfoglia spessa qualche millimetro, punzecchiare con una forchetta  e ricavare con una formina tonda tanti cerchietti. Posizionarli su un foglio di carta forno e infornare a 180° per 10 minuti circa. Lasciare intiepidire i biscottini, dopodiché procedere alle farciture. Prima variante: velare un biscottino con Fiordifrutta alle ciliegie e un altro con pochissimo foie gras, accoppiarli e posizionarli su un vassoio. Seconda variante: velare un biscottino con Fiordifrutta al limone, posizionare un pezzettino di bottarga e chiudere con un altro biscottino ricoperto di ricotta. Terza variante: velare un biscottino di Fiordifrutta alle arance amare, completare con un pezzettino di pecorino tagliato sottilissimo e chiudere con un altro biscottino.  



Con questa ricetta partecipiamo al quarto contest della Rigoni di Asiago: "Colorati e allegri finger food":



venerdì 8 giugno 2012

Festa a Vico 2012: piatti da fine del mondo!


Magia. Probabilmente non esiste sostantivo più adatto per definire l’evento al quale abbiamo partecipato nei giorni scorsi. Come vi avevamo anticipato ci siamo fatte un regalo (in tutti i sensi) e ci siamo dirette in quel di Vico Equense alla Festa a Vico 2012, bellissima intuizione dello chef a doppia stella Gennaro Esposito, che da nove anni organizza questa splendida kermesse dedicata al mondo dell’enogastronomia e dei suoi principali interpreti. Ci chiediamo come riesca ad aggregare con questo spirito festoso, gioioso e rilassato i più grandi nomi del food italiano... Una magia, appunto. Quando la nostra amica Maida del Pont de Ferr ci aveva detto che questo evento era imperdibile, unico nel suo genere, non pensavamo di trovare quello che poi abbiamo trovato. Una festa per il palato, per gli occhi, per lo spirito. Tanti momenti divertenti ma soprattutto interessanti incontri e stimolanti confronti, spesso nati per caso, in riva al mare, tra un calice di bollicine e un bocconcino di mozzarella. Tra un piatto stellato e la sorprendente intuizione di una giovane promessa della cucina italiana, passando per eccellenze da gran gourmet, cocktail a base di bibite (che buono il Cedrito!) o birre senza glutine, margherita da urlo, pizza fritta & sfogliatelle. Una meraviglia. Ma da dove partiamo? Dai protagonisti della festa: gli Chef. Emergenti, stellati, giovani, celebri, timidi, simpatici, riservati, esuberanti, provocatori, raffinati, bravissimi, talentuosi. Chef per tutti i gusti. E in mezzo? Tanto. Tantissimo. Un’orgia di sapori e di sensazioni ma anche panorami mozzafiato, tramonti, barbecue e balli sulla spiaggia, tanto sole, il Vesuvio sullo sfondo e la chiesetta a picco sul mare della spiaggia di Seiano. Il tema portante di questa nona edizione, "…e tutti giù per terra, ovvero il mio piatto da fine del mondo!", che scaramanticamente ricalca la profezia Maya, è stato trattato dagli chef nei modi più disparati. Coraggiose e spesso audaci le proposte degli chef emergenti, di scena al Bikini la sera di lunedì. Decisamente “personali” e affascinanti quelle degli stellati, protagonisti dell’affollatissima cena alle Axidie la serata seguente.





Riportare tutto quello che abbiamo vissuto e assaggiato è impossibile ma qualcosa, secondo noi, ha toccato il cuore. E rimarrà indelebile nella nostra memoria. Perciò, dalla A alla Z, ecco i nostri appunti su Vico:

A) Alessandro Negrini (Il luogo di Ajmo e Nadia, Milano) e la tartare di vitello sanato all’erba lippia e mostarda di pomodoro, con farina di ceci tostata. Un mix di eccellenze di regioni diverse, da nord a sud. Ottima, con quel sapore sorprendente e dolciastro della mostarda, “condita” dalla simpatia travolgente e intelligente di Stefania Moroni, strepitosa padrona di casa, che ha ricordato a tutti che per fare questo lavoro bisogna amare il contatto con la gente. E trasmettere qualcosa. Sempre. Brava.

B) Buco di Sorrento, con lo chef Giuseppe Aversa e quello scrigno di ricotta e noci con confettura di arance selvatiche: un (ulteriore) stimolo per programmare (con urgenza) un weekend in zona!

C) Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore, Senigallia, Ancona) ha proposto una Lasagnetta in bianco ai frutti di mare, salsa di cocco e prezzemolo che definiremmo semplicemente fantastica. Un piccolo capolavoro per gli occhi (con quei bei colori brillanti…) e per il palato (difficile tenere sotto controllo l’invadenza del cocco… ma non per lui, chiaramente, che le sue due stelle Michelin se le merita non solo per la cucina ma anche per la simpatia. Una bellissima conoscenza. Grandissimo, Moreno… Le “clienti indipendenti” ringraziano (e il partito delle UDP lo fonderemo davvero J). 

        

D) DOP. Come il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Sublime.

E) Eurofishmarket e il progetto “L’Amo” di Francesca Pelagotti, presente a Vico per promuovere una spesa consapevole dei prodotti ittici italiani e far conoscere e apprezzare gli oltre mille pesci di cui è ricco il nostro mare. Doveroso.

F)
Filippo La Mantia (Hotel Majestic, Roma) e la sua famosa Caponata di melanzane, con topping di granella di pistacchi. Very siciliana. Buona assai.

G) Giancarlo Morelli, “un piatto che un giorno vorrei eguagliare, il piatto di mia madre”. Ovvero “come ti mangio coniglio e polenta”. Ci è scesa una lacrima, ragazzi… A Morelli va anche il nostro premio speciale per la travolgente simpatia. Un mito!



H) È di base all’Hotel Hassler di Roma, Francesco Apreda, chef dell’Imàgo, che a Vico ha proposto dei Capellini aglio olio e peperoncino, anguilla affumicata e polvere di cacao: un sapore esaltante.

I) Indaco. Pasquale Palamaro dell’Indaco dell'Hotel Regina Isabella (Lacco Ameno) ci ha stupite con i suoi Aculei di mare, un finto riccio di mare con pane carasau al nero di seppia tostato, con del tuorlo all’interno per ricreare il sapore “forte” del riccio. Geniale.

J) Joaquin. Vini da sogno della cantina-glam di Raffaele Pagano, che ci ha incantate con i suoi racconti su Capri, Anacapri, le vigne sul mare, l’acacia. Il suo Fiano di Avellino era strepitoso.

K) Karl Baumgartner (Shoeneck, Falzes) ci ha stregate con la sua Salsiccia di vitella bollita su crema di patate e porri con spuma di senape: sapori del nord, tutti forti e diversi fra loro, fusi con gentilezza e armonia.Wow...
L) Liquirizia. Antonio Guida (Il Pellicano, Monte Argentario) ci ha fatto sognare con il Parfait alla liquirizia con cristalli di foglie di tabacco Kentucky e crema al caffè. Davvero accattivante.

M) Matias Perdomo (Al Pont de Ferr, Milano): ok, siamo di parte, lo ammettiamo, ma quell’uovo… quell’uovo proposto da Matias Perdomo, quel tuorlo su una corolla di mandorle tostate e latte affumicato…che ti arrivava “forte” in tutta la sua delicatezza al secondo boccone…è stato davvero Speciale. Speciale con la S maiuscola. Bravo Matias! E bravi a tutti i ragazzi del “Ponte”, che quest’anno a Vico ha debuttato tra gli Stellati!



N) Nino Di Costanzo (Il Mosaico c/o Hotel Manzi, Casamicciola) e il suo Giromondo, un bicchierino preparato con la pasta delle sfogliatelle, riempito con una crema leggerissima alla ricotta. Soave. Talmente invitante che alcuni ospiti non hanno avuto nemmeno la pazienza di aspettare che lo chef terminasse il suo dolce…Peccato.

O) ‘O Saracino: una pizza così è da Premio Oscar. Un ristorante così schietto è da segnare nell’agenda alla voce Posti del cuore.

P) Pier Giorgio Parini (Povero Diavolo di Torriana, Rimini) e il suo Rosso e Verde. Piatto cerebrale, moderno, un inno alle verdure (rapa rossa, carota, dragoncello…). Una visione, più che un piatto, che lo chef ha composto con difficoltà davanti al pubblico “impaziente” della serata. Bravo.

Q) Quisisana (Capri): la parmigiana di Melanzane in piedi dello chef Stefano Mazzone… che carina!

R) Ricordo. Franco Aliberti, chef patissier della brigata di Bottura (Osteria La Francescana, Modena) dal palco della spiaggia di Seiano ha “ricordato” l’incubo che stanno vivendo tutti gli abitanti dell’Emilia. Doveroso. E ha anche detto che nel piatto, secondo lui, deve sempre essere presente un ingrediente importante: il ricordo. Chapeau.

S) Claudio Sordi (La Piazzetta, Bologna) con le Alici vivaci in panzanella, cannolo croccante e mohito al basilico (quest’ultimo una vera "chicca") e Andrea Sarri (Agrodolce, Imperia) con la Battuta di gamberi con asparagi violetti, pompelmo rosa in salsa acida speziata (di una freschezza commovente…).

T) Paolo Teverini (Bagno di Romagna) e i Cubetti di pasta fresca cucinati come un risotto ai funghi di bosco: da fine del mondo…

U) Unici. Come i salumi dell’Antica Corte Pallavicina (Polesine Parmense): il culatello di Zibello e lo Strolghino di culatello facevano… ululare!

V) Vittorio Fusari (Dispensa Pani&Vini, Torbiato di Adro) con la sua “Milanese che rinasce” (a cubetti) ci ha fatte rinascere sul serio! Ilario Vinciguerra (Gallarate), invece, con la Carne cruda, ciliegie e foie gras ha creato un connubio sorprendente: la ciliegia (cotta) ripiena di foie gras era da sballo…

Z) William Zonfa del Magione Papale (L’Aquila) e il suo Ritz di pollo, olive e pomodoro da mangiare in un boccone: delizioso.

Per concludere, lasciamo la “penna” a Giampiero Prozzo, che così descrive: “Una Woodstock patinata con al centro due cene a più di cento mani, protagonisti gli chef emergenti -prima- ed esclusivamente gli “stellati” -poi- in un tripudio di forchette, calici, foto ricordo e pacche sulla spalla. Si mangia, si beve, ci si incontra. Della utilità o della convenienza di tali simposi, si potrà discutere tutta la vita, però quando, con le prime bollicine tra le mani, il sole rosso morirà’ insanguinando la roccia, ognuno, su quelle pedane strappate agli scogli del Bikini o in bilico tra i centimetri che dividono le acque salate della piscina da quelle del mare delle Axidie, si scoprirà semplicemente felice di essere lì, testimone senza voce, alla proiezione di una di quelle pellicole alle quali sarebbe sempre piaciuto essere in prima fila. Da oggi ci sarà un anno per ricordarselo”. Noi ce lo ricorderemo di sicuro. La ciliegina sulla torta? Due: lo scopo benefico dell'evento e il fatto di aver condiviso TUTTO questo tra amiche…Evviva Gennaro, evviva Vico!




P.s. Vi siete mai chiesti qual è il vostro personalissimo piatto “da fine del mondo”?

giovedì 7 giugno 2012

Torna Le Fooding a Milano!


Lo sapevate? Il 4 e 5 luglio Le Fooding torna a Milano con “Pelle all’arrabbiata”! Dopo il successo della “Prima edizione extra vergine” e del “Trionfo dello Spaghetto Gigante”, questa volta i riflettori saranno puntati sulla nuova generazione di chef anticonformisti e rock’n roll che sta apparecchiando le tavole di tutto il mondo. Un cast giovane e tatuato che reinterpreta (ed eleva) la cucina che l’ha cresciuto: la Street Food. Protagonisti di quest’anno de “Le Grand Raduno Eroico S. Pellegrino e Acqua Panna” saranno Andreas Dahlberg e Wade Brown (Bastards, Malmo, nella foto qui sopra), Vinny Dotolo e John Shok (Animal, Los Angeles), Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor (Al Mercato, Milano), James Lowe e Isaac Mchale (The Young Turks, Londra, nella foto qui sotto), Jerome Bigot (Les Grés), Matteo Torretta (Al V Piano/ Visconti Street Food, Milano...a proposito: abbiamo avuto modo di assaggiare la sua tartare di gamberi rossi e Martini, con sfoglietta alle olive alla Festa a Vico 2012, lunedì sera, una proposta davvero notevole...) e Galdina della Seta (Galdina Pasticceria, Milano). Gli ospiti delle serate potranno assaggiare le creazioni degli chef, godendosi la cucina e l’atmosfera “street” sulle note di famosi DJ. Il biglietto costa 30€ e ed è in vendita su www.legrandfooding.com (anche quest’anno parte del ricavato andrà in beneficenza a CAF onlus). Noi ci saremo!


martedì 5 giugno 2012

Spaghetti bianchi bottarga e limone per Taste&Match!


Stavolta ci siamo anche noi! Quando ci hanno chiesto di partecipare a questa iniziativa eravamo davvero onorate, dopo aver letto nei vari blog le belle esperienze di chi ci ha precedute. E adesso tocca a noi: sabato 9 giugno andrà in scena a Milano un nuovo appuntamento con Taste&Match, un'occasione molto carina per conoscere nuovi piatti e nuovi vini. Insieme ad altre 7 food blogger ci cimenteremo nella preparazione di un piatto abbinato a un vino. L'evento è aperto al pubblico: in sostanza, chi partecipa potrà assaggiare otto piatti abbinati ciascuno a un vino diverso. Un'idea simpatica, no? Nello specifico, a noi "carambole" è stato chiesto di pensare a un primo piatto da abbinare al rosé Futurosa (Marchesi Incisa della Rocchetta): un vino perfetto per piatti leggeri, freschi e delicati. Abbiamo pensato a un semplice spaghetto saltato in padella con una crema di ricotta, con profumo di limone e di bottarga. Equilibrato, semplice ma con carattere. Vi va di assaggiarlo?
Appuntamento al Laboratorio Cingoli in via Tucidide 56 a Milano, dalle ore 19.30. Per partecipare o per maggiori info sulla serata: Winexplorer






Ingredienti x 4 persone:

320 gr di spaghetti
1 limone
250 gr di ricotta
un pezzetto di bottarga di muggine
olio
prezzemolo
sale e pepe

Fate cuocere la pasta lasciandola molto al dente, nel frattempo in una padella fate scaldare un po' di olio con una grattugiata di bottarga. In una ciotola lavorate la ricotta a crema utilizzando un pò di acqua di cottura che avrete tenuto da parte in una tazza. Scolate la pasta versatela nella padella e fatela saltare con delicatezza aggiungendo la ricotta, dell'altra bottarga e la scorza del limone. Impiattare e servire con un ultimo tocco di bottarga, limone grattuggiato e una spolverata di prezzemolo e pepe.


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