Buon Anno a tutti e ben ritrovati! Come potete sospettare dal titolo della ricetta sono appena rientrata da un magico viaggio in Israele. Sono rimasta folgorata da quella terra, piena di storia e di energia nonostante tutti i problemi. E' stata una settimana molto intensa e piena di emozioni, davvero difficile raccontarla in poche righe.
Mi limito quindi ad affrontare il tema "food" che è stato una grandissima rivelazione.
A Tel Aviv ci sono ristoranti in ogni angolo, la gente mangia ovunque e ad ogni ora. La cucina è tipicamente mediorientale con tocchi davvero originali ed influenze da ogni parte del mondo. Hanno la possibilità di avere una materia prima freschissima, frutta e verdura saporite che loro utilizzano spesso come antipasto e contorno, carne buona, pane e spezie profumate. Stanno aumentando i ristoranti di cucina orientale e fusion, molti architetti che hanno firmato i migliori ristoranti di Londra e New York hanno replicato a Tel Aviv le loro opere e la cucina è affida a noti chef internazionali. Non mi sono fatta scappare, ovviamente, le mitiche falafel (polpettine di ceci) ad ogni ora del giorno accompagnate da pane pita e hummus come se piovesse!
Vi segnalo alcuni ristoranti che consiglio, in ogni caso per altre informazioni sono sempre a disposizione:
Tel Aviv
Itzik hagadol (Itzik il grande) - cucina araba con tanti antipasti, pane strepitoso e buona carne, ci è stato consigliato da una coppia di signori israeliani amanti dell'Italia, è un locale per famiglie con un turn over pazzesco lo consiglio a pranzo; all'incrocio tra EILAT e SDEROT YERUSHALAYM (Old Jaffa)
La shuk restaurant - ristorante libanese con cucina tipica, atmosfera retro con una bella veranda, si cena anche al bancone del bar con la cucina aperta di fronte e gli chef che cucinano cantando quando sentono una canzone conosciuta; 92 DIZENGOF
Teshernihovski6 - qui abbiamo fatto la cena di fine anno, cucina con influenze francesi, ho mangiato uno spezzatino che si scioglieva in bocca e ottimi dolci; 5 TESHERNIHOVSKI
www.restaurant-tel-aviv.co.il
Shila - trovato per caso e azzeccato in pieno, pesce fresco zuppe ed insalate tipiche, bella atmosfera per la cena, piena di ragazzi e sempre cucina a vista. 182 BEN YEHUDA ST.
www.shila-rest.co.il
Orna and Ella - uno dei ristoranti più famosi della città, bisogna prenotare, porzioni piccole famosi e buonissimi i pancakes di patate dolci; 33 SHEINKIN ST.
Noa Bistro - Gestito dallo stesso chef (l'israeliano Nor Zook che appare spesso in tv) del più famoso Cordelia Restaurant; è un posto magico, ricavato in un cortile, pieno di piante e arredamenti retro ricercati. Abbiamo mangiato il piatto tipico della zona "shakshuka" un padellino rovente a base di uova pomodori e spezie davvero ottimo, buonissime le focacce; 14 HAZORFIM ST. (Old Jaffa)
www.cordelia.co.il
Casbah de Florentin - un grazioso bar dove fare una sosta pomeridiana nel quartiere degli artisti di Florentin
Max Brenner - qui la parola d'ordine è cioccolato, che tra l'altro sta diventando un prodotto di esportazione molto importante, io ho comprato dei cioccolatini al pistacchio da portare a casa davvero buoni. Il proprietario sta aprendo due succursali a New York, lo consiglio per una sosta pomeridiana mentre si sta passeggiando nel bellissimo viale famoso per le strutture Bauhaus; 45 SDEROT ROTHSCHILD
www.maxbrenner.com
Gerusalemme
Armenian Tavern - cucina tipica armena (che proprio mi era sconosciuta) all'interno di una taverna che risale all'epoca delle crociate nella città vecchia, insalate giganti come antipasto e carni ottime in modo particolare Kyufta (polpette) e kebab, tabulè e crema di melanzane; 79 ARMENIAN ORTHODOX PATRIARCHATE ST.
Village Green - zuppe, quiche, verdure ripiene pasticci ed insalate tutto rigorosamente vegetali, prezzi onestissimi e buona qualità, consigliato per il pranzo nella città nuova; 33 YAFFO ST.
Mi sono innamorata della birra israeliana GOLD STAR denominata "dark lager beer" (ha un colore dorato molto bello) spero di non trovarla in Italia per non rischiare l'assuefazione.
Ho trascorso molte ore anche passeggiato al mercato ed ho riempito la valigia di frutta secca (che costa pochissimo) e frutta disidratata.
Con i cranberries comprati a Gerusalemme ho fatto questo semifreddo invernale di Donna Hay. Mi sembrava un buon modo per superare il classico trauma del rientro.
Ingredienti:
2 uova + 1 tuorlo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di mix di spezie per dolci
500 ml di panna
60 gr di pistacchi tritati
60 gr di cranberries secchi
60 gr di ribes
cioccolato bianco
noce moscata
Per accompagnare:
100 ml di rhum
100 ml di acqua
70 gr di zucchero
Per fare lo sciroppo al rhum mettere il liquore, l’acqua e lo zucchero in un pentolino sul fuoco a fiamma alta. Girare finché lo zucchero non si scioglie e portare a bollore. Far andare per circa 10 minuti finché non diventa leggermente appiccicoso poi lasciare raffreddare e diventerà ancora più denso.
Mettere le uova il tuorlo la vaniglia la noce moscata e lo zucchero in una ciotola a bagnomaria e sbattere per circa 5 minuti. Rimuovere e fate raffreddare. Nel frattempo montate la panna fredda da frigorifero e aggiungetela delicatamente al composto di uova. Aggiungete i pistacchi e i frutti rossi mettere in un contenitore e riporre nel freezer per almeno 6 ore o tutta la notte. Mescolate ogni tanto perché i frutti rossi tendono a depositarsi sul fondo. Servire con lo sciroppo al liquore e il cioccolato bianco a scaglie.