domenica 4 novembre 2012

Il “nostro” Salone del Gusto (e i Vermicelli con pere, Pannerone e briciole allo speck)




Trascorrere un weekend al Salone del Gusto non può lasciare indifferenti. Chi ha la passione per il cibo, per i prodotti “buoni”, per gli chef in gamba, per il territorio, per il gusto, beh… ha come la sensazione di trovarsi in un Luna Park: non sai da che “giostra” cominciare. Piemonte, Lombardia, Sicilia. Ma anche Francia, Perù, Thailandia. O Carmignano, Lodi, Sulmona, Castellammare. Un mondo intero di prodotti, sapori, visi e tradizioni che si incontrano, si intrecciano, si ritrovano sotto lo stesso “cielo” torinese. E noi con la bocca e gli occhi aperta (in tutti i sensi…) ad assaggiare, curiosare, imparare, gustare, fotografare, ascoltare, parlare, scoprire, testare, spiluccare.


E comprare: sì, comprare. Perché è impossibile lasciare il Salone senza avere sacchetti e sacchettini tra le mani: crema di mandorle di Noto brustolite del Caffè Sicilia, sedano rosso di Orbassano, acqua di fiori di arancio amaro, strepitosa birra artigianale, farina di amaranto, pane integrale valdostano, robiola di Roccaverano e un elenco lunghissimo di altre cose, che non vediamo l’ora di usare in cucina e di cui vi parleremo prossimamente.


Sì perché il bello di questa esperienza torinese è proprio questo: potersi portare a casa il lavoro di produttori seri e pazienti (come Martin) che spendono tempo a raccontarti che il Graukase della Valle Aurina, antichissimo e nato per recuperare il latte vaccino che veniva completamente scremato per produrre il burro,  è stato preparato in questa malga (proprio questa), che le forme sono tutte diverse perché tutte prodotte in malghe diverse, che ciascuna forma porta la firma di una persona (quella persona).


Tornando dal Salone del Gusto (quest’anno in edizione congiunta con Terra Madre) abbiamo ancora più forte dentro di noi la consapevolezza che scegliere alimenti di qualità dovrebbe essere un gesto spontaneo e naturale, quotidiano, senza però essere costretti a spendere cifre folli. Un’utopia? Forse no. Acquistare frutta e verdura di stagione (il più possibile a chilometri zero…), per esempio, è già un primo, piccolo passo. Torniamo al “nostro” Salone: grazie allo splendido progetto di Gente del Fud e Pasta Garofalo (che non finiremo mai di ringraziare per la splendida opportunità che ci hanno regalato) anche noi “carambole” abbiamo partecipato attivamente al Salone.


Con il prezioso supporto dello chef Guido Corvetti, abbiamo infatti preparato i nostri “Vermicelli con pere, Pannerone e briciole allo speck”, utilizzando il Pannerone di Lodi, un formaggio tipicamente lodigiano prodotto dal Caseificio Carena di Caselle Lurani (Lo), che si distingue per non essere sottoposto a nessun trattamento di salatura. Il sapore del formaggio è  dolce al primo assaggio ma con una punta di amarognolo che arriva sul finale: un prodotto particolare, per palati raffinati e desiderosi di (ri)scoprire sapori vagamente retrò. Ecco la ricetta!



Vermicelli con pere, Pannerone e briciole allo speck

Ingredienti per 4 persone:

2oo g di vermicelli Garofalo
6 fette di speck tagliato sottile
1 pera Abate o Kaiser
120 g di Pannerone di Lodi
50 g di crostini integrali
1 noce di burro
Olio extra vergine di oliva
Pepe nero

Mentre la pasta è in cottura, in una padella antiaderente ben calda “tostare” 4 fettine di speck (senza aggiungere condimenti). Frullare lo speck con i crostini integrali fino a ottenere delle briciole e tenere da parte. Tagliare a dadini la pera (sbucciata) e farla saltare in padella con una noce di burro e le due fette di speck avanzate ridotte a piccoli pezzi. Quando le pere si sono ammorbidite versare in padella il formaggio a pezzetti (tenendone da parte alcuni pezzetti) e far sciogliere fuori dal fuoco senza mescolare. Scolare la pasta al dente (tenendo da parte un po’ di acqua di cottura ), versarla nella padella con pere e formaggio e farla saltare per completare la cottura, aggiungendo un po’ di acqua di cottura della pasta. Quando è ben mantecata impiattarla su un letto di briciole allo speck, completando con una spolverata di briciole, una grattata di pepe nero e un dadino di formaggio

9 commenti:

  1. wow che esperienza unica deve essere! e che primo gustoso!

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  2. buono, buonissimo primo piatto in un post che evoca ricordi....e guardando le vostre foto rido perche'avete immortalato il sedano rosso di orbassano e io oggi che ritorno da Torino sono orgogliosamente in possesso di un enorme mazzo di sedano rosso di orbassano che e'tanto bello ma che dopo la foto dovra'trovare collocazioen in qualche piatto!

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  3. putroppo non sono potuta andare al salone del gusto e mi è dispiaciuto molto!! immagino tutti prodotti magnifici che avrei potuto compare e cucinare con cibi di qualità fa davvero la differenza e da anche molta soddisfazione, come anche usare prodotti di stagione, io evito di usare frutta e verdura non di stagione sia perchè va contro natura sia perchè trovo che non siano molto buoni!! invece molto buoni direi che sono questi vermicelli, il dolce della pera viene equilibrato dal saporito speck, poi la nota croccante io l'adoro!!!!

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  4. Wow che bella esperienza! Immagino che anche io mi sarei persa nel comprare di tutto di più e poi penso al piacere di preparare un piatto in quella location, una grande soddisfazione! Complimenti e un bacio paola

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  5. Di sicuro gli occhi erano pieni di meraviglia per tutto quello che c`era da vedere ed i profumi meravigliosi cose che ritrovo anche nel vostro gustosissimo piatto!! Baci,Imma

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  6. la prox volta giuro che mi accampo fuori lo stand Garofalo e partecipo a TUTTE le degustazioni in programma...mi sono persa delle cose incredibili...questa mi sembra una di quelle :-(

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  7. che bel reportage sono certo che è stato un appuntamento molto ma molto bello

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  8. Purtroppo per questioni di lavoro non sono riuscita a venire al salone con Garofalo.... ma la cosa che mi dispiace di più è non aver avuto, in questo modo, l'opportunità di conoscere voi e tutte le nostre e i nostri colleghi di blog! :-)

    un bacio forte forte

    Pippi

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  9. Vi ho perso anche questa volta. Che rabbia. Quando arrivavate, io partivo. Se ci penso mi viene il magone. Come mi viene comunque guardando queste meravigliose immagini. Che esperienza fantastica. GDF ci ha fatto sentire una famiglia!
    Vi abbraccio virtuosamente comunque.
    A presto, Pat

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