sabato 21 luglio 2012

Una cena a "Casa tua"



Un invito a cena con altre food blogger, alla scoperta della cucina toscana estiva. Possiamo rifiutare? Certamente no! Eccoci quindi catapultate, per una sera, nell’atmosfera calda e ospitale dell’Osteria Casa Tua (via Muratori angolo Via Corio, a Milano), ristorante che, per la cronaca, fa parte del network di locali del vulcanico David Ranucci, oste romano con una storia di famiglia centenaria nel campo della ristorazione, presente a Milano anche con Giulio Pane e Ojo e Abbottega, a Monte Carlo (con l’Osteria del Mare) e a New York (con l’osteria romana Quinto Quarto). Denominatore comune di tutti i locali è l’amore per i piatti della tradizione preparati con ingredienti genuini e selezionati (davvero affascinanti i racconti di David sui suoi fornitori, spesso piccolissimi produttori locali che lavorano esclusivamente per lui, come nel caso della famiglia che produce la “sua” porchetta). La serata inizia subito alla grande con un calice di rosé , prosciutto crudo 18 mesi e pecorino romano (morbido, fresco, profumatissimo) servito con fettine di mela da Abbottega (che si trova proprio di fronte all’Osteria Casa Tua): è un posto dove si può fare colazione (dolce o salata, con l’irresistibile pizza romana bianca…),pranzare, fare aperitivi, cenare ma anche acquistare salumi e formaggi al banco(a prezzi interessanti), aperto dalla mattina fino a mezzanotte. Da tener presente! Con il calice in mano ci spostiamo di qualche metro da Giulio Pane e Ojo (ristorante romano nato nel 1999, ancora gettonatissimo) per poi sederci a tavola nella sala sotterranea dell’Osteria Casa Tua. 


E che tavola! Un trionfo di verdure, forme di formaggio, angurie e vini. Bellissimo. Sami, bravo (e simpatico) chef egiziano dell’Osteria, prepara sotto i nostri occhi una delle panzanelle più buone che abbiamo mai assaggiato: un mix di pane morbido e croccante con un profumo di verdure esaltante e un tocco di aceto. Poi, ecco la pappa al pomodoro (il segreto dello chef, ci spiegano, è frullare con il minipimer pomodori e pane raffermo): ottima. È poi il momento dei testaroli (tipici della Lunigiana, preparati con acqua e farina, ottenuti con due cotture differenti: prima al forno a legna poi in acqua bollente a fuoco spento), proposti in versione semplice (olio e pecorino) e con un buon pesto di pistacchi e basilico.


Il secondo è un Arrosto morto, ovvero petto di tacchino foderato di guanciale cotto molto lentamente (“amore, amore” come racconta David…) in casseruola con cipolla e lardo . Per dolce Sami ha preparato una golosa crostata con ricotta, nutella e rum. 


È stata una serata piacevole, ben “condita” dai racconti di David Ranucci, premuroso padrone di casa, che ha studiato a lungo le cucine della tradizione del nostro Paese e ricercato i prodotti migliori dell’enogastronomia nostrana per riproporli in città, a una clientela curiosa e cosmopolita. Una formula che, bisogna ammetterlo, piace.

7 commenti:

  1. Che bella esperienza! Ma qualche foto del cibo ce la fai vedere? Chissa' com'era be presentato!

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  2. un locale pieno di fascino :)

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  3. bello.ma avrei voluto vedere i pitti serviti ,come il rifugio dell ingordo

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  4. bellissimo posto da tenere in considerazione!

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  5. bellissimo locale, me lo segno se dovessi passare da Milano!Buona domenica !

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  6. @Giulia, @ANONIMO: avete ragione, di solito pubblichiamo anche le immagini dei piatti ma...stavolta la luce soffusa della (splendida) taverna non ci è stata amica...Perdonate?

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  7. E' stata proprio una bella serata!!
    Finalmente sono riuscita a passare anche io a fare un salutino!!!
    E' stato un piacere conoscerti e spero potrà esserci presto un'altra occasione!
    Un bacione

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