sabato 31 dicembre 2011

Torta con ricotta e caffé (quasi un Tiramisu…)


Ci siamo, ci siamo. Il 2012 sta bussando alla porta. Sarete tutti immersi nei preparativi. Chi a casa. Chi in viaggio. Chi in campagna. Chi al caldo. Chi si prepara a una cenetta romantica. Chi a una tavolata con amici. Questo 2010 è stato un anno strano, non avrei un altro aggettivo per definirlo. Dovessi fare un personalissimo bilancio lo promuoverei. Anche perché nel 2010 è arrivato il mio adorato Leonardo, di cui sono felice e orgogliosa madrina. Sì, sono queste le cose belle della vita. Tanti, dolcissimi auguri per un 2012 sereno e pieno di cose belle. Potevamo chiudere quest’anno con qualcosa di diverso da un dolce morbido e goloso? Auguri a tutti da Simona e Sonia…

Torta con ricotta e caffé (quasi un Tiramisu…)

Per il pan di spagna:
4 uova
150 g di zucchero
150 g di farina 00
sale

Per la crema:
250 g di ricotta
2 uova
2 cucchiai di zucchero

caffè
cacao

Preparare il pan di spagna. Accendere il forno (non ventilato) a 180° e imburrare e infarinare una tortiera a cerniera apribile da 26 cm. In una ciotola montare con lo sbattitore elettrico le uova (non fredde di frigo), lo zucchero, un pizzico di sale. Cominciare a bassa velocità e arrivare gradualmente alla massima, finché il composto “scrive” (montare per circa 10-12 minuti): in pratica, alzando le fruste si forma una fettuccia che ricade nella ciotola e rimane per un poco in evidenza sulla superficie, come se fosse un disegno. Togliere lo sbattitore e incorporare la farina: quattro cucchiai alla volta, attraverso un setaccino, mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto con delicatezza. Versare nello stampo, livellare la superficie e mettere in forno per 30/35 minuti. Lasciar raffreddare. Intanto preparare il caffè (io non l’ho zuccherato, dipende dai gusti) e lasciarlo intiepidire. Preparare la crema: montare i tuorli con lo zucchero dopodiché aggiungere la ricotta mescolando per bene. Montare gli albumi a neve e aggiungerli con delicatezza al composto. Tenere in frigorifero. A questo punto sformare il pan di Spagna e tagliarlo orizzontalmente (operazione molto delicata…). Con l’aiuto di un cucchiaio, bagnare con il caffé il disco di base e versare uno strato di crema. Coprire con l’altro disco. Prima di servire, guarnire con una spolverata generosa di cacao.

giovedì 29 dicembre 2011

A proposito di acqua (e… muffin al parmigiano!)




Cronaca di un pomeriggio davvero speciale. Non capita tutti i giorni, infatti, di poter partecipare a una degustazione di…acque minerali. Sì, avete capito bene: acque minerali. Insieme ad altre e (e altri) blogger siamo state invitate nella sede milanese di Sanpellegrino a un particolare “Training day” condotto dal noto sommelier Giuseppe Vaccarini, che ci ha illustrato le tecniche di degustazione delle acque minerali, con l’obiettivo di riuscire ad affinare la scelta verso l’acqua che meglio si adatta al proprio palato, a un piatto, a un’occasione speciale. Ecco quindi che ci siamo ritrovate catapultate in un mondo misterioso e sotterraneo fatto di minerali e di fonti, arenarie e oligoelementi, falde profonde e terreni porosi. Un viaggio affascinante attraverso il ciclo dell’acqua minerale, magistralmente condotto da Piero Viola, manager Sanpellegrino super esperto di sorgenti&dintorni. Un viaggio che inizia con l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo sotto forma di pioggia o neve disciolta, forma la falda acquifera (con conformazione differente a seconda dei territori) e viene imbottigliata (pura) in prossimità della sorgente. Ogni acqua minerale è diversa dalle altre grazie agli elementi che acquisisce lungo il suo percorso sotterraneo verso la fonte, ovvero i sali minerali e gli oligoelementi (strettamente correlati alle caratteristiche delle rocce e dei terreni percorsi). Già, ma come si degusta l’acqua? Innanzitutto meglio al mattino, evitando di farlo subito dopo aver bevuto thé, caffè, fumato o masticato una gomma. L’acqua  naturale si gusta a 11-13°, quella frizzante a 8-10°. Per una sua corretta analisi sensoriale bisogna avere un bicchiere pulito per ogni campione e alcune tabelle per la degustazione. Si riempie il bicchiere per 1/3, si beve un sorso abbondante e si esprime subito un giudizio sulla sua freschezza. Si riempie ancora di 1/3, si osserva l’acqua dall’alto per valutare il colore o la presenza di particelle. Si porta al naso e si respira profondamente a intervalli regolari, a occhi chiusi. Poi un’altra sorsata, si lascia riposare l’acqua sulla lingua, distribuendola poi attraverso la bocca e la parte posteriore della lingua e si deglutisce: questo permette di valutare acidità, sapidità, struttura, leggerezza e gusto. Per determinare invece equilibrio e persistenza si deve far entrare in bocca un po’ d’aria e respirare attraverso il naso, si porta l’acqua verso la parte posteriore della lingua e si deglutisce. Facile come bere un bicchier d’acqua? Beh…non proprio. È un meccanismo che solo gli idrosommelier riescono a portare a termine in modo professionale e convincente. Noi comuni mortali possiamo solo riconoscere delle macro-diversità tra un’acqua e l’altra. Sul sito www.perchebuona.it del Gruppo Sanpellegrino si trovano comunque tutti i segreti per una corretta degustazione. Le principali sensazioni organolettiche delle acque minerali sono date dalla presenza del calcio (sapore “molle”), magnesio (amaro), sodio (lisciva), cloro (salino) e ferro (metallico). Il vocabolario dell’acqua minerale prevede termini come floreale (aroma legato a un fiore), lungo (gusto che permane in bocca alcuni secondi dopo aver deglutito l’acqua), morbido (gusto delicato), sapido (gusto riconducibile a differenti sali minerali). Un’acqua sapida esalta il sapore dei cibi soprattutto se aggiunta di anidride carbonica: la sapidità neutralizza la sensazione di grasso e oleosità lasciata da alcuni cibi. Ragion per cui con il pesce è utile pensare a un abbinamento con un’acqua minerale naturale mentre per crostacei o crudi e per carni in umido o con salse, meglio la frizzante. Una cosetta in più da sapere, che può tornar utile per i cenoni delle feste! Come questi semplici muffin al parmigiano, perfetti per l’aperitivo… Tanti auguri di buon anno a tutti!



Muffin al parmigiano

Ingredienti:

150 g di farina
125 ml di latte di soia
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 uovo grosso
50 g di parmigiano grattugiato
2 cucchiaini di lievito per torte salate
noce moscata
sale, pepe

Accendere il forno a 180°. Con lo sbattitore elettrico montare l’uovo con l’olio, aggiungere il latte (poco alla volta), il parmigiano grattugiato, la farina e il lievito. Completare con sale, pepe e una spolverata di noce moscata. Mettere il composto negli stampini individuali (io ho usato i miei fedeli stampini in silicone per i muffin), riempiendoli per ¾, non di più. Infornare e cuocere per una ventina di minuti: devono colorarsi in superficie.





martedì 27 dicembre 2011

Tartellette con pere e taleggio



Ed eccoci qua…Passato bene il Natale? Io sono sfinita…ma contenta. Quast’anno mi sono dovuta occupare principalmente degli antipasti, sia per il pranzo di Natale che per Santo Stefano. Mi sono cimentata in alcune preparazioni inedite per me (una fra tutte? Il paté di fegatini di pollo al Porto…squisito!) e devo dire che quasi tutto è riuscito bene. Mi sono affidata a un mio cavallo di battaglia per avere almeno una certezza “assoluta” in caso di pasticci, ovvero un semplice cake salato ai pomodorini e capperi (abbinato a un ottimo salame mantovano). Tra le altre cose che ho preparato, le madeleines al timo e pepe (lo spunto mi è arrivato da qui) e queste deliziose tartellette con pere e taleggio, semplici, veloci, non originalissime ma…di sicuro effetto: la cosa più “difficile” è tagliare le pere a dadini…e vi ho detto tutto! L'idea per questa ricetta mi è venuta da un ritaglio di giornale non meglio identificato, che risale a qualche anno fa…

Tartellette con pere e taleggio

Ingredienti:

per la pasta brisée di Knam:
165 g di farina 0
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

2 pere kaiser
150 g di taleggio
50 ml di panna fresca
50 g di gherigli di noce
pepe nero

Per la pasta brisée: lavorare tutti gli ingredienti  come per una pasta frolla e lasciar riposare almeno 2 ore in frigo. Intanto sbucciare le pere e tagliarle a dadini. Eliminare la crosta al formaggio, tagliarlo a pezzettini e, in una ciotola, mescolarlo alla panna e a una spolverata di pepe nero. Stendere la briseé e foderare degli stampini (io ho usato quelli in silicone per i muffin), riempirli con le pere e coprirli con il composto di taleggio e panna. Completare con i gherigli di noce spezzettati. Infornare in forno caldo a 180° per 25 minuti circa. Lasciare intiepidire e servire. Sono buone anche riscaldate, il giorno dopo.

giovedì 22 dicembre 2011

Cupcake " Bianco Natale"


Solo oggi ho realizzato che è arrivato...Non che non lo sapessi ma un conto è saperlo e un conto è realizzare che, come ogni anno d'altronde, il Natale è arrivato. Ho vissuto questi ultimi giorni così freneticamente che ho fatto tutto o quasi tutto come trasportata da un meccanismo ormai collaudato da anni. Regali, commissioni, saluti, brindisi e cene e solo oggi alle prime partenze per le vacanze e alla prima pausa ho davvero respirato l'avvicinarsi imminente del Natale..e sono felice! Ancora uno sforzo domani e poi finalmente il meritato relax, i pranzi in famiglia, il cinema di Santo Stefano e le lunghe dormite. Dedichiamo questi dolcetti natalizi a tutti voi augurandovi di cuore un FELICE NATALE!



Ingredienti (x 9 circa):

40 gr latte intero
2 uova 
100 gr di farina
80 gr di zucchero
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
80 gr di burro
1 cucchiaino di noce moscata
80 gr circa di noci a pezzetti

Per la glassa:

200 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia
40 gr di burro
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
100 gr circa di cioccolato bianco





Mescolate il latte e le uova e tenete da parte. In un'altra ciotola mettete gli ingredienti secchi e mescolate bene poi aggiungete il burro sciolto a temperatura ambiente e il composto di uova. Alla fine aggiungete le noci a pezzetti e riempite con il composto uno stampo per i muffin. Mettete in forno a 180° per circa 25/30 minuti. Nel frattempo preparate la glassa e ricordate che formaggio e burro devono essere a temperatura ambiente. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria quando è pronto togliete dal fuoco e fate raffreddare un pò. Mescolate il formaggio, il burro e la vaniglia incorporate il cioccolato fuso e la glassa è pronta per decorare con un sac a poche a piacere.


martedì 20 dicembre 2011

Zucchine tonde ripiene con cotechino e ricotta



Avete mai fatto caso a come cambiano i gusti culinari nel corso degli anni? Ripensando ai miei ho delineato tre categorie.  C'è la categoria dei cicli: una cosa che ti piace, poi non ti piace più e alla fine ti innamori di nuovo (nel mio caso il gorgonzola). Poi c'è la categoria numero due dei cibi assaggiati una volta sola magari da piccoli e mai più riprovati e per questo archiviati come "non piace" (caso del cotechino).  Terza ed ultima categoria è quella  dei cibi mai assaggiati ma che per convinzione si mettono nella lista nera (il castrato). Come mi ha fatto notare ultimamente una mia carissima amica, tutte le mie barriere verso le categorie due e tre sono cadute. Ho riscoperto il cotechino ed ho assaggiato veramente per la prima volta il castrato e sapete qual' é la novità ...mi sono piaciuti. In attesa di riscoprire altri sapori vi segnalo questa ricetta che può essere utile per finire il cotechino avanzato dalle feste, si utilizza come ripieno per dare sapore al posto dei classici salumi. 



Ingredienti x 4 zucchine tonde:

120 gr di ricotta
1 uovo
prezzemolo 
basilico
1 panino bagnato nel latte
qualche fetta di cotechino già cotto
sale e pepe


Lavate le zucchine e fatele cuocere 10 minuti circa in acqua bollente salata. Scolatele, tagliate la calotta superiore e scavatele aiutandovi con un cucchiaino. In una ciotola mettete la ricotta, le erbe tagliate, l'uovo, il pane strizzato e spezzettato, il cotechino tagliato a pezzetti, un pò di polpa delle zucchine scavate ed infine sale e pepe. Riempite le zucchine, aggiungete un filo di olio e del pan grattato e mettete in forno per circa 20 minuti a 180°.

lunedì 19 dicembre 2011

Papassinos




Ma quanto sono natalizi questi dolcetti sardi? Ci sono tanti motivi che mi legano alla Sardegna, una regione che mi è entrata nel cuore. Sono rimasta folgorata, fin da da bambina, dalla sua bellezza ma anche dalla sua offerta eno-gastronomica.  Potrei fare un elenco lunghissimo delle cose sarde che mi piacciono e che puntualmente “ordino” al telefono ai miei quando vanno in vacanza (ormai da anni) nella zona di Orosei: pecorino, bottarga, l’olio extravergine di oliva, il cannonau, il vermentino, seadas, pane carasau…di tutto di più. E i dolcetti? Che buoni. Sono innamorata di tutta la pasticceria secca, con una predilezione particolare proprio per i papassini (o pabassini, da pabassa, l’uvetta sultanina in sardo). Questa è la ricetta di Vittorina, un’amica di mia mamma (che ringrazio pubblicamente per avermela passata!), una ricetta che proviene da un vecchio libro di ricette sarde. Mi è piaciuta moltissimo ed è anche abbastanza semplice da realizzare. Ci proviamo? Papassini per tutti!

Papassinos

Ingredienti:

500 g di farina
300g di noci e mandorle sgusciate
300 g di uvetta sultanina
300 g di zucchero
200 g di burro
3 uova
1 bustina di lievito
Scorza d’arancia e di limone

Per la glassa (o “cappa”)
220 g di zucchero a velo
1 albume
confettini colorati

Pestare nel mortaio noci e mandorle fino a formare un composto uniforme, lasciando qualche pezzetto più grosso. Unire la farina, il burro a temperatura ambiente, le uova e la scorza d’arancia e di limone. Amalgamare bene tutti gli ingredienti e aggiungere l’uvetta sultanina (fatta rinvenire per qualche minuto in un po’ di acqua tiepida). Stendere bene  l’impasto ottenuto (dovrà avere lo spessore di circa 1 cm) e formare dei rombi (o la forma che preferite). Posizionarli in una teglia ricoperta di carta forno. Infornare a 180° per 20 minuti.  Togliere dal forno e completare i papassini con la glassa (io ne ho preparata una, semplicemente, mescolando l’albume leggermente montato allo zucchero a velo) e i confettini (o “diavolini”). A piacere possono essere preparati anche senza glassa.




Con questa ricetta avremmo voluto partecipare al  “Dolce contest di Natale” del blog Zucchero e Farina ma siamo arrivate tardi... Peccato:


giovedì 15 dicembre 2011

Filetto e finocchi alla senape



Un maestro di fotografia un giorno mi disse che una tecnica utile per imparare a fotografare poteva essere quella di prendere ad esempio una foto già scattata e cercare di riprodurla. Devo dire che ogni tanto lo faccio, e lo ritengo utile.  Per esempio trovo molto difficile fotografare la carne e i risotti quindi mi aiuto scegliendo le foto che più mi piacciono e le copio cercando la giusta inquadratura per rendere la foto armonica ed il piatto appetibile. Mi piace molto fotografare con la luce naturale e utilizzo il mio balcone come set fotografico.  In questa stagione la luce dura davvero poco e quando c'è è velata dalla nebbia così mi capita di affacciarmi al mattino munita di macchina fotografica  ancora  in pigiama osservata a vista dai vicini del palazzo di fronte che penseranno che io sia una pazza! Questo piatto oltre ad essere un esperimento fotografico lo ritengo valido anche come ricetta per "vivacizzare "un semplice filetto senza impegno eccessivo e creare un'abbinata sana di proteine e verdure. La ricetta e la foto (che purtroppo non sarà mai bella come quella originale) sono tratte dal giornale Donna Hay.





Ingredienti (dosi per un filetto):

1 filetto
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio di senape
olio
un pizzico di zucchero 
aglio
1 finocchio
sale

Mettete il succo di limone la senape olio aglio e zucchero in una ciotola e mescolate tutti gli ingredienti. Fate andare il filetto tagliato a striscioline in una padella con un filo di olio, salatelo leggermente  poi tenetelo al caldo. Nella stessa padella aggiungete anche il finocchio e quando è cotto al punto giusto  unite di nuovo la carne e il condimento preparato in precedenza. Fate  andare qualche minuto e poi servite con fettine di limone.

martedì 13 dicembre 2011

Biscotti al cioccolato bianco e cranberries








Natale. Tempo di biscotti. E di regali. Per me questi al cioccolato bianco e cranberries (che stavolta ho usato in versione candita – li ho scovati in un supermercatino l’altro giorno…comodissimi!) sono una garanzia. Nulla di originale o inedito, ammetto, ma il profumo che si sparge per la casa con queste deliziose infornate…rimette in pace col mondo! Questa ricetta, che è presente da una vita nel mio libro di ricette scarabocchiate a mano e scovate qua e là, è una di quelle che rielaboro ogni volta (senza miele o con muesli, con nocciole o noci, con burro o con cioccolato fondente e chi più ne ha più ne metta…). Tra l’altro è talmente facile e rapida (si può preparare a occhi semichiusi anche a mezzanotte…) che quest’anno l’ho eletta a mia ricetta “ufficiale” per il “biscottamento” del periodo natalizio, visto:
a) lo scarsissimo tempo a disposizione (nonostante i buoni propositi gli impegni da qui a Natale sono mille)
b) il successone che questo “binomio” ciocco bianco-cranberries ha riscosso con due palati difficili come quelli di mia cugina Giada e di mio zio Giuliano. E se ha superato la prova parenti…posso consigliarvela a occhi chiusi! Una decina di pacchettini di biscotti sono già stati recapitati a destra e sinistra: per confezionarli ho usato, molto semplicemente, scatoline rosa e sacchettini trasparenti. 



Biscotti al cioccolato bianco e cranberries

Ingredienti (per 20 biscotti):

180 g di farina
120 g di cioccolato bianco
65 g di cranberries canditi
70 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di Miele cremoso al tiglio Rigoni di Asiago
1 uovo
80 ml di olio di riso
1 stecca di vaniglia

Grattugiare grossolanamente il cioccolato (io ho usato la mia Microplane e ho fatto in un baleno). Accendere il forno a 160/170°. Sbattere l’uovo con lo zucchero di canna, aggiungere il miele e l’olio di riso e mescolare bene. Aggiungere la vaniglia: tagliare la stecca a metà e con la punta di un coltello prelevare i semini all’interno della stecca. Mescolare bene e incorporare anche la farina. In ultimo, completare con il cioccolato e i cranberries. A questo punto formare con le mani delle palline (tipo polpette) e posizionarle, ben distanziate, su una teglia larga o sulla leccarda del forno ricoperta di carta forno. Infornare e far cuocere per 15 minuti. Con queste dosi ho fatto due infornate.



Con questa ricetta partecipiamo (in extremis!!!!) al Contest “Regali dalla mia cucina” di Patrizia (I dolci nella mente):





lunedì 12 dicembre 2011

Piccole cake al cioccolato per “Il Calendario dell’avvento di Caffarel”



Il Natale…quando arriva…arriva. E ormai ci siamo: l’aria è già “calda” e i menu delle feste tengono banco nei discorsi di tutti: sui blog, al supermercato, in ufficio, in tv, con la mamma, la nonna, la zia, la cugina… C’è chi lo ama, chi lo detesta, chi lo aspetta con ansia, chi vorrebbe che fosse già passato… A noi il Natale piace. E la nostra passione per la cucina contribuisce a renderlo… decisamente più “simpatico”. È splendido mettersi ai fornelli in questo periodo e soprattutto cercare ricette nuove da proporre accanto a quelle super tradizionali, di famiglia. Sì, perché ognuno (ne siamo convinte) ha dentro di sé il “proprio” sapore delle feste, che ha lasciato un segno indelebile. Ma sogna comunque di preparare un piatto da servire a Natale che rimarrà nel cuore e nell’anima di amici e parenti. Noi questo piatto ce lo immaginiamo dolce, morbido, profumato. E decisamente… al cioccolato! Ecco perché eravamo contente come bambine quando Caffarel ci ha contattate per coinvolgerci in questo progetto legato al Natale: "Il Calendario dell’avvento Caffarel". Chi di noi non ha amato da bambino questa bellissima tradizione delle caselline da aprire, sapendo di trovare ogni giorno una piccola, dolce sorpresa? Che bello, da grandi, essere protagoniste attive di questo Calendario, con una ricettina golosa da mettere sotto l’albero! Quando abbiamo aperto la scatola delle meraviglie che ci ha inviato Caffarel siamo impazzite: un blocco di cioccolato fondente da 2,5kg (vi rendete conto????), stelline di cioccolato e un numero in legno, il 12, la data di oggi: la casellina dell’Albero della Carambola nel Calendario dell’avvento Caffarel. Da quel blocco di cioccolato sono nate queste piccole cake che abbiamo pensato di vestire a festa, servendole  in un bicchiere, con della gelatina al ribes: quando si inizia a mangiare il tortino, il suo interno morbido di cioccolato cola nel bicchiere per cadere sulla gelatina fresca…una festa per gli occhi ma soprattutto per il palato! Un dolce furbo, perché si può preparare in anticipo (i bicchieri con la gelatina si conservano in frigo e le cake in freezer fino al momento di infornarle... ma chi preferisce può tranquillamente servirle in un piattino, con del ribes fresco intorno).Un dolce che ci immaginiamo già su una bella tavola con tanti amici intorno…E voi?


Piccole cake al cioccolato con gelatina di ribes

Ingredienti:

100 g di cioccolato fondente
100 g di burro
30 g di farina
2 uova

per la gelatina di ribes:
2 confezioni di ribes rosso
4 fogli di colla di pesce
4 cucchiai di zucchero
250 ml di acqua

Preparare la gelatina di ribes: mescolare lo zucchero e l’acqua, aggiungere il ribes e mettere sul fuoco. Mescolare finché il ribes non si sarà disfatto. Togliere dal fuoco. Intanto mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda, strizzarla e versarla nel pentolino con il ribes mescolando bene. Lasciar raffreddare e versare poi la gelatina in 6 bicchieri (sceglieteli di un diametro tale che possa poi contenere i tortini al cioccolato) e riporre in frigorifero finché non si sarà solidificata.
Preparate i tortini: sciogliere a bagnomaria il cioccolato e  il burro. Fare intiepidire e aggiungere la farina e le uova ben montate. Mescolare e versare il composto in 6 stampini di alluminio usa e getta monoporzione imburrati e spolverati di cacao (o farina). Lasciarli nel freezer per 2 ore e poi infornarli a forno caldo a 220° per 8 minuti. Il cuore, infatti, deve rimanere morbido. Tirate fuori dal frigorifero i bicchieri con la gelatina. Sformare i tortini capovolgendo semplicemente gli stampini sul bicchiere. Servire immediatamente, completando a piacere con dello zucchero a velo e qualche rametto di ribes fresco.









domenica 4 dicembre 2011

Mini pie di tacchino e mirtilli


Non riesco pensare ad altro che al venerdì nero, un venerdì di inizio dicembre, un venerdì avvolto dal mal tempo in tutti i sensi. Non riesco a pensare ad altro che alla crisi generale che volteggia sulle nostre teste come un avvoltoio e si abbatte all'improvviso vicino a noi. Sto parlando di un'azienda (quella in cui lavoro) che come molte altre deve entrare nel 2012 con un taglio di costi notevole, e quando si parla di tagli si parla sempre di persone. Persone con cui hai lavorato per tanti anni, persone con cui hai condiviso  
le tue interminabili giornate lavorative, persone con cui hai "affrontato" la mensa durante la pausa pranzo, ma soprattutto persone che hanno ricevuto prima di Natale la bella notizia che un lavoro non l'avranno più. Auguro a tutti  questi colleghi e amici di trovare al più presto un'opportunità migliore, di ritrovare la serenità e buttarsi alle spalle questi orrendi momenti. Simbolicamente dedico a loro questi mini pie dal sapore dolce/salato, in cui nessun sapore prevale sull'altro ma restano in perfetto equilibrio con soddisfazione finale del palato.
Con questa ricetta partecipiamo al contest della carissima ARABAFELICEINCUCINA:











Ingredienti: (x 6 piccole pies)
Pasta sfoglia già pronta
3 piccoli petti di tacchino
cipolla rossa
Fiordifrutta mirtilli neri di bosco Rigonidi Asiago
qualche mirtillo
brodo 
vino bianco
olio 
sale
pepe
Affettate la cipolla e fatela saltare in padella con un pò di olio e sale, aggiungete i petti di tacchino tagliati a cubetti molto piccoli, aggiungete un goccio di vino e fate sfumare. Unite un pò di brodo e qualche cucchiaio di fiordifrutta ai mirtilli e lasciate sul fuoco finché il taccino non sarà tenero, aggiustate di pepe. Il composto alla fine non deve essere troppo liquido quindi aggiungete all'inizio solo poco brodo così vi potete regolare. Una volta pronto prendete il rotolo di pasta sfoglia e rivestite degli stampini (io ho usato quelli in silicone x mufin) riempiteli con il composto di tacchino e ricoprite con un cerchio di pasta sfoglia che sigillerete pizzicando bene i contorni. Mettete in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti o finché la sfoglia non è dorata. Sono ottimi serviti con una salsa di mirtilli che si prepara semplicemente facendo scaldare della marmellata allungata con un pò di brodo con l'aggiunta di qualche mirtillo, un'insalata  fresca completa il tutto.

venerdì 2 dicembre 2011

Una cena firmata Sadler o un thé Mariage Frères? Nobile!



Capita una sera a Milano. Capita che uscendo dall’ufficio avresti solo voglia di correre a casa e buttarti sotto una doccia bollente, senza nemmeno cenare. Capita poi che quella stessa sera ti eri segnata in agenda l’inaugurazione (imperdibile) di un nuovo ristorante in città. L’invito è delizioso e recita così: “È Nobile ma non si è montato la testa…un luogo di incontro per tutti i momenti della giornata. Nobile è uno spazio speciale aperto a tutte le ore… la mattina ti accoglie con un buon caffè, con dolci golosi e fragranti, il pomeriggio ti vizia con pasticcini e  thè rari, a pranzo è agile, veloce e gustoso, a cena è sobrio, caldo e conviviale…scoprite con noi chi si nasconde dietro le quinte”. Capita così di scoprire che dietro a questo progetto si nasconde la genialità, la professionalità e la mano felice di Claudio Sadler, uno chef al quale noi dell’Albero della Carambola siamo più che affezionate. Un Maestro. Il locale è molto “francese”, ha un’aria bohemienne, calda e curata. Si comincia di prima mattina con brioche e pane, burro & marmellata, poi a pranzo panini e piatti veloci. Di pomeriggio il pasticciere del bistrot realizza biscottini e torte per far compagnia a ottimi thè, come quelli di Mariage Frères (Maison de thé a Parigi dal 1854…). Al Nobile, la sera, i piatti sono tutti firmati dallo chef a doppia stella Michelin: nel menu serale “Dalla Cucina di Claudio Sadler” spaziano una selezione di antipasti, primi, secondi e alcuni  dessert. Una cena completa, con bicchiere di vino e servizio compresi, costa intorno ai 40 euro. Durante la serata di inaugurazione del Nobile abbiamo avuto l’onore di cenare accanto al Maestro, che ci ha deliziate con qualche rivelazione e un paio di gustose chicche, tra un calice di prosecco Bisol e un Morellino Mantellassi. Il menu della cena di inaugurazione è stato da urlo (mi mangio le mani per aver dimenticato a casa la mia reflex). Abbiamo iniziato con una terrina di foie gras d’oca con mostarde e pane tostato (divina) e dei carciofi stufati ripieni di stracciatella di burrata, vellutata di carciofi e pesto leggero: una poesia! Ottimo il risotto alla cipolla rossa con fonduta di pecorino (con una spolverata di polvere di barbabietola) e davvero da bis il secondo piatto: uno strepitoso cotechino cremonese con puré di castagne e lenticchie di Castelluccio alla vaniglia: il dolce del puré si sposava a meraviglia con il sapore pieno e corposo del cotechino, con le lenticchie che riportavano all’equilibrio i sapori. Alchimia perfetta. Dulcis in fundo, ecco spuntare delle coppe di zabaione freddo di uova bio con vino moscato, servito con biscottini della casa e un tocco di ribes rosso… non aggiungo altro! Capita che una sera, a Milano, ci si possa sentire in pace con il mondo. Grazie a Lucia, Ketty e Marina per averci pensate. E… grazie, chef! 




Nobile Bistrò de Milan
Corso Venezia, 45
20121 Milano
Tel. 39 02 49526592

giovedì 1 dicembre 2011

Cake alla zucca, uvetta e pinoli



Ebbene sì: non ho ancora esaurito la mia voglia di…zucca! Dopo la cremina di zucca e castagne (l’ho riprovata con un’aggiunta di bacon croccante…che buona!) è la volta di un dolce un po’ particolare. La ricetta me l’ha dettata mia mamma al telefono, quando le ho detto che mi era avanzata un po’ di zucca lessata (da quello che ho capito…è un esperimento nato da una ricetta “televisiva”). Ed ecco questa  semplice tortina, che ho arricchito con qualche cucchiaiata di Nocciolata di Rigoni di Asiago bio. Che buona!

Cake alla zucca, uvetta e pinoli

Ingredienti:

200 g di zucca lessata
100 g di farina 00
50 g di farina di castagne
1 uovo
100 g di zucchero
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di latte di soia
Mezza bustina di lievito
uvette
pinoli
cannella
Nocciolata di Rigoni di Asiago

Sbattere l’uovo con lo zucchero per qualche minuto. Aggiungere la zucca, l’olio, il latte, un pizzico di sale e amalgamare bene. Dopodiché aggiungere anche la farina e il lievito setacciati insieme. Infine completare con le uvette (lasciate a mollo qualche minuto in acqua tiepida) e i pinoli e una spolverata di cannella (se piace). Versare l’impasto in una tortiera ricoperta di carta forno inumidita e, con l’aiuto di un cucchiaio, formare delle fossette sulla superficie nelle quali inserire qualche cucchiaiata di Nocciolata. Infornare per 45 minuti a 160/170°.

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