martedì 31 maggio 2011

Farro con pere, gamberi e vaniglia


Finalmente sono riuscita a preparare questo piatto! Ho avuto l’opportunità di seguire uno show cooking (si dice così?) dello chef Vincenzo Cipolla, durante il Fuori Salone a Milano. Ci ero capitata per caso ma devo ammettere che è stata un’esperienza divertente e parecchio interessante: vedere uno chef “serio” all’opera ai fornelli, che racconta le sue ricette ed elargisce consigli e suggerimenti è davvero il massimo per chi ha la passione per la cucina. Ovviamente quella sera ho preso appunti come una pazza su ogni foglietto possibile e immaginabile che trovavo nella mia borsa di Eta Beta (ovviamente non avevo il mio taccuino…). Ci ho messo un po’ a rimettere insieme i pezzi ma alla fine ho ricomposto la ricetta. Carino l’uso della pera con i gamberi e soprattutto il tocco di vaniglia. Mi ha conquistata al primo assaggio. Ovviamente potete riproporla anche con orzo, riso, ecc… Un’alternativa simpatica, a mio avviso, alla classica insalata di riso.

Farro con pere, gamberi e vaniglia

Ingredienti:

farro
rucola
gamberi
pera
stecca di vaniglia
limone

a piacere: scaglie di parmigiano

Tagliare a dadini la pera e passarla velocemente in padella con dello zucchero a velo (deve rimanere abbastanza “croccante”). Lasciar raffreddare (lo chef consiglia addirittura di preparare la pera caramellata il giorno prima…). Miscelare la pera al farro, aggiungere della rucola tagliata grossolanamente e i gamberi precedentemente scottati in una padella antiaderente (per 1 minuto). Aggiungere la vaniglia: tagliare la stecca a metà e con la punta di un coltello prelevare i semini all’interno della stecca. Mescolare bene tutti gli ingredienti.
Per la presentazione nel piatto: con l’aiuto di un coppa pasta posizionare il farro sul piatto, guarnire con uno o due gamberi interi e la stecca di vaniglia. Completare con la buccia di limone grattugiata e, a piacere, con delle scaglie di parmigiano (che secondo me ci stanno divinamente…). Aggiungere sul piatto, se piace, un cucchiaino di marmellata di fragole e peperoncino. Oppure servire nei bicchierini o in un’insalatiera mescolando bene tutti gli ingredienti.

sabato 28 maggio 2011

Fiori di zucca ripieni di gamberi ricotta e provola


Questa ricetta mi è costata una lunga discussione al banco dei formaggi del mercato sotto casa mia. Dopo aver chiesto della ricotta, e fin qui tutto bene, sono passata alla provola ed è stato allora che  si è scatenata la bagarre. Mi è stato chiesto quale tipo di provola volessi  e al mio sguardo dubbioso le signore che mi circondavano mi hanno sommerso di informazioni e consigli sull'utilizzo di un tipo piuttosto che l'altro. Nel frattempo i minuti passavano, il gruppo delle signore aumentava sempre più ed io facevo tardi al lavoro. Arrivati al punto dello scambio di ricette ho dovuto impormi per non passare al banco dei formaggio tutta la giornata. Alla fine abbiamo convenuto tutti insieme che per questa ricetta ci voleva la provola campana e così è stato. Questa è una delle delizie che ho assaggiato a Napoli nella pescheria Mattiucci, l'ho rifatta pur non avendo la ricetta originale. Gli ingredienti sono più o meno gli stessi ma il procedimento è mio, mi sono promossa quindi ve la ripropongo.




Ingredienti:

fiori di zucca (per antipasto 2 a testa)
gamberi (ne serve uno per fiore)
ricotta
provola campana
sale 
pepe
olio


Far saltare i gamberi in una padella con uno spicchio di aglio e un goccio di olio, quando sono pronti aggiungere una spolverata di sale e pepe. Prendere i fiori zucca e pulirli, riempirli con un gambero, un pò di ricotta e di provola campana. Adagiarli in una teglia e mettere in forno preriscaldato a 180° per 10/15 minuti o finché non si siano sciolti i formaggi. Aggiungere un filo di olio, ottimi accompagnati da una dadolata di pomodorini  con basilico.


giovedì 26 maggio 2011

Maionese allo zenzero e lime e...spiedini di pesce

Quello di oggi è un post anomalo: vi presento un piatto…di cui non ho la foto! Gli spiedini sono spariti alla velocità della luce e mi sono dimenticata di fotografarli. Ho però fotografato la maionese: in realtà la cosa che mi piace condividere con voi è proprio la mia passione per la maionese fatta in casa. Sì, proprio quella salsa bistrattata da tutte le persone attente alla linea o perennemente a dieta. Io l’ho (ri)scoperta qualche anno fa grazie al mio immunologo, il dottor Attilio Speciani, un medico molto attento alle terapie naturali e alla sana alimentazione. E che mi ha aiutata a ritrovare la passione per la cucina e per il “rito” della spesa. Su suo suggerimento, molto spesso utilizzo la maionese fatta da me e aromatizzata in svariati modi (con paprika, capperi o arancia) per accompagnare filetti di pesce o fettine di pollo cucinati in maniera semplicissima. Stavolta l’ho preparata allo zenzero e lime per accompagnare questi spiedini very light: che buona! Per farla ho usato il mio fedele Braun Minipimer Cordless, ormai fisso sul piano di lavoro della mia minicucina: davvero praticissimo!

Spiedini di pesce con maionese allo zenzero e lime

Ingredienti:

Per gli spiedini:
450 g di bocconcini di tonno, spada, salmone (a piacere)
Zucchine
Cipollotto fresco
Vino bianco
Olio evo
Sale rosa delle Hawaii

Per la maionese allo zenzero:
1 uovo
1 pizzico di sale
Mezzo limone
Olio evo
1 cucchiaio di succo di lime
Un pezzetto di zenzero fresco                                                                       

Preparare la maionese: mettere l’uovo intero nel bicchiere del Minipimer, il succo di limone e il sale, un pochino di olio: è importante rispettare l’ordine degli ingredienti. Cominciare a frullare, poi aggiungere l’olio a filo, fino a raggiungere la densità desiderata. Alla fine aggiungere lo zenzero grattugiato finemente (oppure potete usare lo zenzero in polvere) e il lime e mescolare bene. Tenere in frigorifero fino al momento di servire.
Preparare gli spiedini: tagliare a cubotti il pesce e a dadi le zucchine. Preparare gli spiedini alternando il tonno, lo spada e il salmone con dadi di zucchina. Far scaldare una padella antiaderente con poco olio evo e del cipollotto fresco. Far cuocere gli spiedini a fuoco vivace, sfumando con un po’ di vino bianco, 5 minuti circa per lato. Completare con un giro si sale rosa delle Hawaii e servire accompagnando con una ciotolina di maionese allo zenzero e lime.


p.s. Approfitto di questo post per ringraziare Marta e Monica che ieri sera mi hanno invitata a una bellissima serata al ristorante “Il navigante”, in via Magolfa 14 a Milano, in occasione della mostra fotografica “L’amo. Sfumature di mare” di Veronica Lisa Crippa. Il giovane chef Michele Gaglione propone specialità di pesce di ogni tipo, crudo o cotto, puro o con verdure e addirittura formaggio, ponendo grande attenzione anche ai pesci minori e “dimenticati”. Un esempio? Le sarde farcite, in foglia di lattuga, fritte con tempura o la millefoglie di alici bianche con mozzarella di bufala, pomodoro e melanzane viola. Io ho apprezzato particolarmente l’insalata di gamberi e fave in salsa citronette con pecorino semi-stagionato: un mix che riproverò senz’altro… chez moi!

martedì 24 maggio 2011

Crostata con fragole e crema cotta

Dopo un intenso periodo di lavoro (ma anche un paio di giorni al mare…) rieccomi di nuovo ai fornelli.
Nonostante il caldo estivo, domenica ho voluto riprendere a correre dopo un anno e mezzo di stop. Aiuto! Che disastro… Fatica disumana. Per consolarmi ho voluto preparare a tutti i costi un dolce, chiedendomi anche a cosa serve andare a correre se poi mi viene questa fame da lupetto…Ma tant’è… Non avevo voglia di scartabellare tra ritagli, riviste e libri alla caccia di uno spunto così mi sono “inventata” questa crostata usando le mie ipercollaudate ricette di pasta frolla (con una variante: l’aggiunta di un pizzico di lievito…perché volevo una pasta più “morbida”) e crema pasticcera. Sull’onda della sperimentazione ho provato  la versione “cotta” della classica crostata alla fragole (anche perché il cestino di fragole che giaceva nel mio frigorifero era…al limite della decenza). Beh, mi è piaciuta ma....forse la prossima volta, vista anche la stagione, torno alle vecchie abitudini: niente lievito, cottura in bianco della pasta e frutta fresca…di fruttivendolo! Voi che dite?

Crostata con fragole e crema cotta

Ingredienti:

per la frolla:
250 g farina 00
100 g di burro
90 g di  zucchero
2 uova intere (grandi)
un cucchiaino di lievito per dolci
la buccia grattugiata di mezzo limone
un po’ di latte
un pizzico di sale

per la crema:
mezzo litro di latte
4 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai di maizena
3 tuorli
1 stecca di vaniglia

un cestino di fragole

Procedimento:


Far sciogliere il lievito in un dito di latte. Sbattere uova e zucchero, aggiungere il burro morbido, la buccia di limone, la farina, il sale e il lievito sciolto. Lavorare insieme tutti gli ingredienti e compattarli velocemente fino a formare una palla. Stendere la pasta con il mattarello, tra due fogli di carta da forno, e rivestire uno stampo da crostata in silicone (prevedere dei bordi abbastanza alti). Mettere in frigorifero per un'ora. Preparare la crema mescolando lo zucchero con i tuorli e la maizena, aggiungere a filo il latte freddo. Incidere la stecca di vaniglia con un coltello affilato e prelevare i semini. Aggiungere sia i semini di vaniglia che la stecca nel pentolino del latte e cuocere a fuoco lento mescolando continuamente nello stesso verso, fino a cottura completa. Lasciar raffreddare la crema e poi versarla sulla crostata, che nel frattempo avrete tolto dal frigo. Accendere il forno a 200°, statico. Decorare la crostata con le fragole tagliate a metà in senso longitudinale. Appena il forno raggiunge la temperatura cuocere la crostata appoggiando lo stampo dal frigorifero direttamente sulla leccarda (che deve essere calda), per 20 minuti (gli ultimi 5 minuti proseguire la cottura con la crostata scoperta). 



sabato 21 maggio 2011

Peperoni con crumble di tonno


Dopo i nostri raduni in campagna, che di solito avvengono la domenica per pranzo, torniamo sempre a casa con ricette nuove da provare. Da quando Simona ed io abbiamo aperto questo blog tutte le nostre amiche ormai si sentono "obbligate" a sperimentare ricette, fare da cavie, ricercare nuovi piatti e ristoranti, insomma è come avere tante consulenti. Dalla scampagnata di domenica scorsa mi sono appropriata di questo piatto che all'apparenza non è dei migliori, ed anche raccontato non suscita interesse ma appena si assaggia si cambia opinione. Vi dico solo che quando ho portato fuori la teglia con l'ultimo pezzo rimasto per fotografarlo c'è stata una sommossa popolare. Ho dovuto giurare di non finire il boccone rimasto e di riportarlo in tavola il prima possibile. 


Ho rifatto i peperoni ieri apportando alcune varianti rispetto alla ricetta originale della nostra amica Nicoletta, secondo me infatti si presta ad essere personalizzato. Io ho tolto l'aglio ed aggiunto i capperi eliminando così il sale, non avevo le acciughe altrimenti avrei provato anche con quelle. Quindi se volete scatenate la vostra fantasia!

Ingredienti:

peperoni (calcolate 1/2 peperone a testa o 1 se diventa piatto unico)
una scatola di tonno
2 fette di pancarrè
capperi
prezzemolo



Mettete i peperoni interi nel forno finché la buccia non sarà abbrustolita, metteteli caldi in un sacchetto e fateli raffreddare. A questo punto spelateli,  tagliateli a falde e sistemateli in una terrina che vada in forno. Con il mixer tritate le fette di pancarrè senza crosta, il tonno, il prezzemolo e i capperi sotto sale risciacquati. Cospargete con questo mix i peperoni e mettete in forno finché non vedete che il crumble ha la crosticina.

giovedì 19 maggio 2011

Cake salato con pomodori secchi, capperi e ricotta

Ecco una ricetta che amo particolarmente: il cake salato con pomodori secchi e capperi. È una ricetta che ho scovato tempo fa sul forum della Cucina Italiana e che via via ho modificato. E che ogni volta faccio in modo diverso. Stavolta ho provato con la ricotta fresca al posto del pecorino grattugiato (ma è ottimo anche con l'asiago) e devo dire che il cake ne guadagna in morbidezza. Abbiamo gustato il cake come “antipasto”, accompagnato da prosciutto crudo e salame. Davvero gustoso. E si prepara in un bit!

Cake salato con pomodori secchi, capperi e ricotta

Ingredienti:

200 g di pomodorini secchi sott’olio
1 cucchiaio di capperi
100 g di ricotta fresca
1 cucchiaio di ricotta dura grattugiata
180 g di farina
3 uova
mezzo bicchiere scarso di olio evo
mezzo bicchiere di latte
1 cucchiaio di lievito per torte salate
1 pizzico di sale

In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere i pomodori secchi ben sgocciolati e tamponati, a pezzetti, i capperi, la ricotta dura grattugiata e mescolare bene. Aggiungere poi il latte e l’olio e mescolare. Infine, completare con la farina setacciata con il lievito e amalgamare brevemente. Foderare uno stampo da plum cake con della carta forno bagnata e strizzata. Informare a freddo mettendo il forno a 180° e cuocere il cake per 25 minuti (fare la prova stecchino).

lunedì 16 maggio 2011

Un weekend a Napoli




Il titolo di questo post potrebbe essere : due giorni a Napoli per lavoro = 3 kg in più sulla mia bilancia. 
Il sottotitolo....chissenefrega sono felice! Non ho opposto la minima resistenza a qualsiasi cosa commestibile mi venisse offerta dalla colazione alla cena, con il risultato che il primo giorno per non offendere nessuno mi sono bevuta almeno una decina di caffè prima del pranzo. Il posto di cui vi voglio parlare è una pescheria: la pescheria mattiucci. L'ho conosciuta tramite Simone, il fotografo con cui ho lavorato a Napoli.
Si ricordava di aver preso un aperitivo tempo fa, accompagnato da pesce crudo ma abbiamo scoperto che per pranzo preparano anche eccellenti piatti con pesce freschissimo e cotto. Appena ho visto la pescheria da fuori non ho avuto dubbi, era il posto ideale per la sosta del pranzo ed è stata un'esperienza che non mi dimenticherò. Abbiamo scelto un menu degustazione, tanti piattini diversi per poter assaggiare più cose possibili e il tutto accompagnato da un'ottima falanghina. Ho chiesto spiegazione alla cuoca su ogni ricetta e mi sono scritta velocemente degli appunti su un pezzo di carta (che ad oggi non trovo più). Il bello del posto è la semplicità degli arredi, in fondo è davvero una pescheria. Ho saputo che ne hanno aperta una anche a Milano in Via Vincenzo Monti che andrò sicuramente a visitare sperando di non trovare un tipico locale "milanese" ma di ritrovare (difficile) la bella atmosfera di Napoli.
Ed infine ringrazio Simone che, dopo aver visto il mio entusiasmo per i piatti e la mia disperazione per non aver con me la macchina fotografica, mi ha fatto gli scatti che avete visto  qui sopra.  Spero di ritrovare presto i miei appunti per riprodurre i piatti che hanno contribuito alla mia felicità!

mercoledì 11 maggio 2011

Crema catalana con uvette al rum



Ragazze, ma che disastro: è tutta una lotta contro il tempo… L’altro giorno un’amica mi raccontava di essere andata a far la spesa al mercato: l’ho invidiata con tutta me stessa. Sapete che forse l’ultima vola che ho girato per le bancarelle di un mercato a comprar frutta e verdura è un anno fa almeno? Che tristezza… E ovviamente in questo periodo mi devo spesso “accontentare” di ricette della serie “Tutto pronto in 10 minuti” (o quasi…). Avevo notato su una rivista una versione super speedy della crema catalana che mi aveva colpita: usavano crema pronta alla vaniglia con l’aggiunta di uvette, fatta caramellare velocemente. Mi serviva proprio una ricetta tipo questa per un pranzo improvvisato. Le uvette in dispensa le ho sempre, uova e latte idem, quindi via libera alla simil-catalana! Io non ho usato la crema pronta ma ho seguito una ricetta che faccio da tempo, molto semplice e veloce (è come preparare una crema pasticcera). Certo, il cannello, l’attrezzo per caramellare, sarebbe stato perfetto ma mi sono accontentata del grill del mio forno: la “crosticina” di zucchero non era proprio una crosta ma il risultato è stato accettabile. E apprezzato.

Crema catalana con uvette al rum

Ingredienti per 4 porzioni:

250 ml di latte
2 tuorli
1cucchiaio di maizena
2 cucchiai di zucchero bianco
una stecca di cannella
1 limone

2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di uvetta sultanina
una tazzina di rum

Preparare la crema: far scaldare il latte con la stecca di cannella e la buccia del limone grattugiata. Appena raggiunge il bollore togliere dal fuoco e filtrare. Nel frattempo  sciogliere la maizena con un po’ latte. Sbattere bene i tuorli con lo zucchero e aggiungervi la maizena. Versare il latte caldo a filo (e lentamente) sul composto di uova. Mettere sul fuoco e mescolare continuamente con un cucchiaio di legno finché la crema non raggiunge l’ebollizione. Far bollire un paio di minuti al massimo. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.  Intanto, far ammorbidire le uvette nel rum; scolarle e strizzarle. Aggiungerle alla crema, mescolare bene e versare la crema nelle singole cocottine di ceramica. Lasciar riposare in frigorifero per qualche ora (nel mio caso tutta la notte). Prima di servire la crema, cospargere la superficie con lo zucchero di canna e farlo “caramellare” sotto il grill del forno qualche minuto. Servire immediatamente.

lunedì 9 maggio 2011

Muffin al tè matcha



L’abbiamo scritto tante volte ma non mi stancherò mai di ripeterlo: mettersi ai fornelli ha un grande potere terapeutico, che raggiunge il suo massimo, secondo me, preparando i dolci. Fare una torta, dei biscotti, un dolce al cucchiaio permette di staccare da tutto e da tutti e di provare quel bel senso di soddisfazione e di attesa. Dopo un sabato adrenalinico (“colpa” anche del mio AMATISSIMO Milan…), domenica mi sono dedicata al relax. Ecco: secondo me non esiste ricetta migliore di quella dei muffin (riescono sempre e non si rischiano delusioni…o almeno per me solitamente è così…) per “pasticciare” in cucina…in allegria. Stavolta ho voluto provare i muffin al tè matcha (l’avevo comprato a Parigi presso L’épicerie de Bruno, un posticino che vorrei tanto avere a portata di mano qui a Milano…!).

Muffin al tè matcha

Ingredienti:

150 g di farina 00
100 g di farina integrale
200 ml di panna di soia
100 g di zucchero
1 uovo
mezza bustina di  lievito
2 cucchiaini di tè matcha
3 cucchiai di mandorle e nocciole tritate

Unire in una ciotola tutti gli ingredienti secchi (tranne il lievito) e in un’altra quelli umidi, mescolandoli velocemente. Unire le due ciotole e aggiungere in ultimo il lievito, setacciandolo. Riempire gli stampini da muffin (io ho usato quelli in silicone) e infornare a 180° per 25/30 minuti. Fare la prova stecchino.



sabato 7 maggio 2011

Torta sottilissima di peperoni pomodori e basilico




In questo periodo sono una forte fruitrice di treni direbbero alcune ricerche di mercato. E in effetti avrebbero ragione. Potrei recitare a memoria orari e numeri dei frecciarossa e frecciabianca in partenza dalla stazione centrale di  Milano. In tutto questo ho affinato anche le tecniche passatempo che a seconda della percorrenza si dividono in:  letture, ascolto di musica, post, archivio ricette e altre attività pro blog. La conversazione con il vicino di posto è totalmente esclusa, ora che sono diventata un'esperta di fauna dei treni, ho capito il perché. Viaggiare per lavoro ha il vantaggio di poter viaggiare in prima classe che sul frecciarossa si traduce in quotidiano, snack e caffè gentilmente offerti dalle ferrovie dello stato. Lo svantaggio è  che in prima tutti viaggiano per lavoro ed appena si lascia la stazione inizia un concerto di suonerie da non credere alle proprie orecchie. Ho sentito suonerie terrificanti dalle persone più insospettabili, intensità di volumi da far impallidire un impianto hifi, toni di  voce squillanti e conversazioni di cattivo gusto: ho assistito a litigate tra colleghi, captato pettegolezzi e malignità verso colleghi senza risparmiare nomi e cognomi per non parlare degli argomenti personali che ogni tanto  si inseriscono di prepotenza. Anch'io ricevo in viaggio telefonate dall'ufficio (telefono con vibrazione) parlando sottovoce e vergognandomi come una ladra chiedo di richiamare se non è questione di fondamentale importanza (mai). Un giorno mi piacerebbe registrare tutte queste telefonate, trasmetterle in filodiffusione e alla fine gridare: abbiate pietà!
Per ritemprarmi dalle barbarie del viaggio ho fatto questa torta tratta dal libro "Torte dolci e salate" di Guido Tommasi Editore con qualche modifica. Mi ha colpito l'idea di posizionare le foglie del basilico tra un foglio di brick e l'altro invece di metterle come al solito insieme ai pomodori. E' leggera e facile e sembra un preludio all'estate.



Ingredienti:

6 fogli di pasta brick
burro
10/15 foglie di basilico
6 pomodori maturi
pomodorini ciliegia
1 peperone rosso tagliato a strisce
1 cipolla affettata
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
zucchero
timo
olio, sale e pepe

Rivestire una teglia con i fogli di pasta brick, tra uno e l’altro spennellare con un po’ di burro  e inserire le foglie di basilico. Cuocere in forno preriscaldato a 150° per 20 minuti circa. Nel frattempo sbollentate i pomodori in acqua bollente per pochi secondi, immergeteli  poi in acqua ghiacciata e pelateli. Tagliateli  grossolanamente eliminando buona parte dei semini e polpa più liquida. Fate rosolare in poco olio la cipolla , aggiungete un po’ di zucchero, il concentrato e i pomodori tagliati in precedenza, aggiustate di sale e pepe e fate andare per  10 minuti o finché la salsa non è bella asciutta. Versare la salsa ottenuta sul fondo della torta, aggiungere il peperone tagliato a fette (preferibilmente senza buccia), aggiungere i pomodorini ciliegia tagliati in due e mettere in forno per 20 minuti circa. Quando è pronta la torta, aggiungere olio pepe e delle foglie di timo.

giovedì 5 maggio 2011

Coppa alle fragole e ricotta


Ragazze, devo dire che i vostri commenti al post precedente mi hanno davvero rincuorata... Fortunatamente questa settimana non ho ancora combinato pasticci degni di nota...così ho pensato bene di "premiarmi" con questa coppa alle fragole e ricotta: è superveloce e superfacile. E riesce sempre (è stracollaudata). Alla faccia della prova costume!

Coppa alle fragole e ricotta

Ingredienti:

200 g di ricotta
2 albumi
3 cucchiai di zucchero
100 g di biscotti secchi
100 g di meringhe

Per la salsa di fragole:
1 cestino di fragole
mezzo limone

Lavorare bene, con un cucchiaio di legno, la ricotta con lo zucchero. A parte, montare a neve gli albumi e aggiungerli delicatamente al composto di ricotta, mescolando dal basso verso l’alto. Lasciar riposare in frigorifero per un paio d’ore. Nel frattempo sbriciolare i biscotti secchi con il mixer e, a mano, grossolanamente, le meringhe. Preparare la salsina di fragole: ridurre a pezzetti la frutta, aggiungere a piacere un cucchiaio di zucchero e il succo di mezzo limone, far cuocere sul fuoco per un paio di minuti, dopodiché frullare la composta di fragole con il minipimer e lasciar raffreddare. Nelle singole coppe, fare uno strato di biscotti sul fondo, aggiungere le meringhe sbriciolate e successivamente la crema di ricotta. Terminare con la salsina di frutta. Ovviamente è possibile scegliere anche altra frutta, ad esempio i frutti di bosco…

P.S Con questa ricetta partecipiamo al contest La raccolta delle fragole del blog La cucina di Irina!

lunedì 2 maggio 2011

Crostino con fiordilatte e avocado



Ragazze, non so cosa mi stia succedendo! Sto letteralmente perdendo la testa (e combino disastri su disastri). L’ultimo? Venerdì sera, dal parrucchiere: ho preso la giacca di un’altra persona! Me ne sono accorta solo a casa: il mio era un giubbino antivento, mi sono ritrovata con una giacca in cotone XL! L’unica cosa uguale il colore: nero. Ma vi rendete conto? Che figura… E non vi dico in cucina: un flop via l’altro… Spero di riprendermi presto e di poter innalzare il livello delle ricette… Per il momento mi accontento di questi semplici crostini, adocchiati tempo fa sul sito del Cavoletto, e riproposti alla mia maniera: il mix degli ingredienti è azzeccato, insolito, sfizioso. Grazie anche al piment d’Espelette, profumatissimo e poco piccante, una spezia (credo) tipica dei paesi baschi: io l’ho comprata nello splendido Mercat Central di Valencia l’anno scorso. Ho accompagnato questo crostino con un bicchiere di Verdea ghiacciata, che abbiamo acquistato lo scorso weekend presso la cantina Pietrasanta di San Colombano al Lambro, unica zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata della provincia di Milano.

Crostino con fiordilatte e avocado

1 avocado
1 fiordilatte
4 fette di pane ai cinque cereali
piment d’Espelette
olio extra vergine di oliva

Semplicemente: tagliare a fettine l’avocado e il fiordilatte (ben sgocciolato). Posizionare  sulle fette di pane qualche fettina  di avocado e qualche fettina di fiordilatte, un giro di olio extra vergine di oliva e completare con il piment d’Espelette (dosare secondo i gusti). Passare per un paio di minuti sotto il grill e servire.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...