domenica 26 dicembre 2010

Piadina Romagnola


La piadina è una delle prime cose che mangio non appena metto piede  a Ravenna. D’altronde per chi è abituato all’originale è impossibile mangiare quella che nella maggior parte dei bar di Milano viene chiamata impropriamente piadina. Così al mio arrivo i miei parenti sono tutti allertati: piadina in ogni modo e a qualsiasi ora e scorta da portare a casa da congelare (per la gioia degli amici milanesi). Questa volta approfittando dell’arrivo della nonna per le vacanze di Natale, la piadina l’ho fatta io. E che soddisfazione ! Fatte quattro piadine è un attimo far andare la fantasia, quindi già penso ad aprire uno di quei chioschi con le tende a righe dal fascino retrò. Si ma dove? A Milano? No se cambio vita devo cambiare anche città e trasferirmi almeno al mare. Adesso ci rifletto, potrei coinvolgere altri amici…Nel frattempo ritornando con i piedi per terra penso a come farcire le piade. Sicuramente con lo squaccherone (formaggio tipico romagnolo ma che si può sostituire con lo stracchino) e poi ho aggiungo dei broccoli saltati in padella con un po’ di aglio e delle acciughe (avanzati dai banchetti natalizi). Mi sembra ok. La nonna è più tradizionalista (formaggio, prosciutto e fichi caramellati) ma ormai anche la piadina si è evoluta per stare al passo con i tempi e le mode. Quindi via libera alla fantasia, seguite il vostro istinto e scegliete la farcia che più vi aggrada.
Con questa ricetta partecipiamo al contest "Dimmi cosa mangi...italian street food".

Domani mattina parto per Parigi e per una settimana mi dedicherò solo alla splendida città quindi anticipo a tutti gli amici dell'albero della carambola i migliori auguri di un buon inizio d'anno!!!
Sonia



Ingredienti per 4 piadine di circa 20 cm l'una:




150 ml di acqua
un pizzico di bicarbonato
500 gr di farina
un pizzico di sale
70 gr di strutto

Versate in una ciotola la farina con il bicarbonato, lo strutto e l’acqua tiepida con il sale. Lavorare l’impasto affinchè gli ingredienti siano bene amalgamati poi trasferite il tutto su una spianatoia infarinata ed impastate ancora un po’ fino ad ottenere un impasto sodo. Mettetelo in una ciotola coperta con pellicola e fate riposare per mezz’ora. Dividete l’impasto in 4 palle e stendete con il mattarello fino ad ottenere dei dischi di circa 20/25 cm.
Fate scaldare una padella antiaderente e fate cuocere le piadine per circa un paio di minuti per lato a fuoco vivace. Durante la cottura bucherellate la piadina con la forchetta e se si dovessero formare delle bolle schiacciatele.




giovedì 23 dicembre 2010

Biscotti last minute: ciambelline al vino



Ragazze, ma cosa succede in città???? Ieri sera tre ore (dico TRE ORE) per tornare a casa…Un delirio…Ma per fortuna quel disastro di macchine e traffico non mi ha fatto passare la voglia di mettermi in cucina! Quest’anno per svariati motivi sono arrivata a ridosso del Natale in affanno completo, in ritardo e soprattutto stanchissima…e a corto di idee per i pensierini ai miei amici. Ieri sera, quindi, biscotti last minute. In un attimo preparati, sfornati, impacchettati e…regalati. Questa ricetta, vi prego, segnatela. È un vero e proprio jolly, una di quelle preparazioni che riescono sempre, facili, di ottima resa. E poi, particolare non di poco conto, queste ciambelline sono proprio buone! Non so dirvi l’origine della ricetta: è appuntata su un vecchio quaderno di mia mamma da…sempre! E speriamo che queste ciambelline al vino siano di buon auspicio per l’Anno Nuovo… Tanti Auguri a tutti!

Ciambelline al vino

Ingredienti:

1 bicchiere scarso scarso di zucchero
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di olio di riso
1 limone
Farina 00 q.b. (indicativamente 500 g)
Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
Un po’ di latte
Un paio di cucchiai di zucchero semolato

Riunire i liquidi in una ciotola e aggiungere gradualmente lo zucchero, la buccia grattugiata del limone, la farina, quanta ne basta per ottenere un impasto morbido ma manipolabile (tipo pasta frolla), e il lievito. Trasferire l’impasto su un piano infarinato e ricavare tanti rotolini sottili con i quali formare delle ciambelline. Rivestire una teglia di carta forno, posizionare le ciambelline ben distanziate l’una dall’altra e spennellarle con un po’ di latte. Completare con una spolverata di zucchero. Infornare a 180° per 20 minuti: devono risultare dorate.
Quando si sono raffreddate si possono confezionare in sacchettini trasparenti (come ho fatto io) oppure in scatole di latta. Si conservano per qualche giorno senza problemi.


martedì 21 dicembre 2010

Dolce al cioccolato per Natale




Ragazzi, finalmente ci siamo. Ecco qua il nostro dolce di Natale per l’iniziativa “Natale con il cioccolato Caffarel”. Come vi avevamo anticipato nel post “Evviva il cioccolato”, questa è la versione “carambolosa” e rivisitata di un dolce in realtà MOLTO semplice, che veniva preparato a ridosso del Natale nella campagna mantovana. Un bel po’ di anni fa il cioccolato era un ingrediente davvero raro e quando per uno strano giro di “baratti” (merito di un nonno fruttivendolo…) compariva in cucina un pezzo di cioccolato…che festa! La nonna e le sue amiche preparavano così una sorta di ganache (il burro, almeno quello, non mancava mai…), con cui farcivano e ricoprivano una base preparata con albumi e farina (i tuorli venivano usati per preparare una crema pasticcera d’accompagnamento….Come si dice: due piccioni con una fava!). Abbiamo modificato un po’ la ricetta originale, tramandata oralmente, aggiungendo anche cannella e zenzero.
Buon Natale a tutti, Simona&Sonia
P.s. A nostro avviso… anche oggi cioccolato è sinonimo di festa (e non solo a Natale)!


Dolce al cioccolato con la carambola

Ingredienti per 8 persone:

300 g di cioccolato fondente (Caffarel, nel nostro caso)
100 g di farina di mandorle
30 g di cacao
100 g di zucchero a velo
6 albumi
50 g di burro di soia
30 g di zucchero semolato
1 dl di panna fresca
Cannella
Zenzero in polvere
1 carambola
Sale


In una terrina mescolare la farina di mandorle, lo zucchero a velo e il cacao. Montare gli albumi con un pizzico di sale e aggiungere lo zucchero semolato continuando a sbattere fino a ottenere una meringa soda. Unirla al composto precedente e versare il tutto nella leccarda del forno rivestita di carta di forno (oppure in due teglie) e cuocere in forno caldo a 190° per mezz’ora. Sfornare e lasciare intiepidire prima di sformare il dolce. Intanto, finché raffredda completamente, preparare la ganache al cioccolato: versare in una casseruola la panna con un dl di acqua, un cucchiaino abbondante di cannella e uno di zenzero in polvere; portare a ebollizione, unire il cioccolato spezzettato e togliere dal fuoco, mescolando continuamente finché il cioccolato non è ben sciolto. Lasciar intiepidire e unire il burro un po’ alla volta. Far rapprendere la ganache in frigorifero per una decina di minuti, quindi montare con lo sbattitore elettrico per un paio di minuti finché la ganache sarà più chiara e densa. Tagliare la base al cacao in tre parti uguali e spalmare una parte con la ganache, sovrapporre con un’altra base, ricoprire di crema e terminare con l’ultima base e ricoprire tutto il dolce con la ganache rimasta. Decorare con fettine di carambola, stelline di cioccolato Caffarel (e, volendo, con cioccolato fondente in pasta Caffarel…).

venerdì 17 dicembre 2010

Clafoutis con uva, mirtilli e pistacchi






Da un po’ di tempo avevo voglia di provare a cucinare un clafoutis, un dolce che mi piace (sarà perché mi ricorda la Parigi? Non vedo l’ora di essere di nuovo là…chissà che danni – leggi shopping enogastronico - faremo io e Sonia!) ma che non avevo mai preparato. Sfogliando un numero della Cucina del Corriere della Sera (una delle mie preferite per taglio e scelte fotografiche) ho trovato una ricettina allettante ma ho deciso di modificarla un po’. Mi è venuto comunque tantissimo impasto (ma nulla è stato “buttato”, anzi…). La prossima volta vorrei provare un clafoutis in versione salata. Suggerimenti?


Clafoutis con uva, mirtilli e pistacchi

Ingredienti:

4 uova bio
mezzo litro di latte
120 g di farina
100 g di zucchero
1 grappolo d’uva bianca
1 cestino di mirtilli
3 cucchiai di pistacchi
zucchero a velo

Lavare uva e mirtilli e asciugarli. Sbattere le uova con lo zucchero fino a renderle spumose. Aggiungere la farina un po’ alla volta, poi il latte e un pizzico di sale. Versare il composto così ottenuto in una tortiera in silicone (io ne ho usata una a forma di fiore e l’effetto è stato proprio carino) e in qualche stampino da muffin, completando con acini di uva, qualche mirtillo e qualche pistacchio spezzato grossolanamente. Cuocere in forno a 180° per un’oretta circa. Prima di servire, completare con lo zucchero a velo.




 

mercoledì 15 dicembre 2010

Vellutata zucca e castelmagno


Avevo una splendida zucca in frigorifero e la necessità di cenare con qualcosa di leggero dopo i bagordi di queste sere…Cosa c’è di meglio di una vellutata? Leggera, semplice, velocissima. In più ho usato il mio nuovo strepitoso Minipimer Cordless di Braun, un accessorio intelligente, senza fili, che sembra pensato ad hoc per la mia mini-cucina. Che soddisfazione! Ormai lo lascio fisso sul piano di lavoro perché oltre a essere praticissimo è proprio un bell’oggetto. Tornando alla vellutata…beh, anche se era quello che desideravo, era davvero troppo “semplice”. Così mi ha salvata dalla tristezza assoluta un avanzo di Castelmagno dimenticato in frigorifero (…) che avevo comprato insieme a Sonia alla Fiera del Tartufo di Moncalvo (provincia di Asti): è una fiera piccolina, si compra bene e il paese è delizioso. Se non ci siete mai stati e capitate nei paraggi vi consiglio di andarlo a visitare…

Vellutata di zucca con Castelmagno

INGREDIENTI per 2 persone:

500 g di polpa di zucca
1 cucchiaio di zenzero
un pezzetto di Castelmagno
olio EVO
sale e pepe

Tagliare la zucca a pezzetti e cuocere al vapore per circa 20 minuti. Unire un paio di mescoli di acqua di cottura, il sale e frullare con il minipimer, versando l'olio a filo (un cucchiaio circa) e infine lo zenzero. Io l'ho servita con una spolverata di pepe e scaglie di Castelmagno ma in versione "pura" è una ricetta perfetta per il post-Natale!

mercoledì 8 dicembre 2010

Tacchino olive taggiasche e pinoli



Questo lungo ponte milanese tanto atteso è già finito...meno male si rientra in ufficio di giovedì, solo due giorni di lavoro e poi il weekend. Poi ancora pochi giorni e arriva il Natale con le sue vacanze e il mio viaggio a Parigi (anzi nostro perchè Simona viene con me). Si ma poi quando si torna a gennaio come si fa ad arrivare fino alle vacanze estive considerando il calendario del 2011? Non ci sono ponti aiuto!!!
Lo so sono negativa ma questi sono i miei soliti pensieri dell'ultimo giorno di vacanza. In tutto questo ho mangiato talmente tanto in questi giorni, tra cene ed uscite con gli amici, che oggi proprio non avevo voglia di fare esperimenti culinari nonostante il tempo a disposizione e anche  la fame era stranamente poca. Così ne ho approfittato per fare questa ricetta leggera e già sperimentata che parteciperà al "Contest Lagostina di Semi di Papavero".  Penso sia una ricetta ligure, è della mamma di Chiara la mia vicina di scrivania che sopporta i miei monologhi culinari e le mie lamentele sulla vita in generale. Ogni tanto per tirarmi su il morale mi passa le ricette tradizionali della sua famiglia. Penso che domani sarà contenta quando vedrà la sua ricetta pubblicata e per di più in concorso. La ricetta è semplicissima, leggera ma non per questo banale nei sapori.
Sonia



Ingredienti:

Una fetta di tacchino a persona
farina
rosmarino
vino bianco
una manciata di olive
una manciata di pinoli
sale 
pepe


Tagliate il tacchino a striscioline e passatelo leggermente nella farina, fate scaldare una padella con un goccio di acqua e il rosmarino poi aggiungete il tacchino e il vino bianco. Quando la carne prende colore aggiungete una manciata di pinoli e di olive taggiasche denocciolate, regolate di sale e pepe e portate a cottura finale.

venerdì 3 dicembre 2010

Tortini di cioccolato e peperoncino


Ragazzi, che periodo! In questi giorni abbiamo fatto un trasloco (di lavoro) e ne sono uscita letteralmente a pezzi…Proprio il giorno della “nevicata” eravamo alle prese con scatole, polvere, carta e raccoglitori da tutte le parti…Un incubo! Per fortuna in queste settimane pesanti non sono mancati dei momenti piacevoli e delle belle sorprese che, dobbiamo ammetterlo, ci hanno riempite di gioia. Come la scatola delle meraviglie di Caffarel, arrivata all’Albero della Carambola qualche giorno fa: immaginatevi che festa!
Caffarel ha infatti coinvolto alcuni food blogger (e tutti gli amanti delle cose buone e golose) nell’iniziativa “Natale con il cioccolato Caffarel”, che consiste nella preparazione di un dolce a tema natalizio…rigorosamente al cioccolato! Presto pubblicheremo la nostra ricetta sul blog (sarà un mix di due ricette di famiglia in versione…”carambolosa”!) e sulla pagina Facebook di Caffarel, in modo che tutti (ma proprio tutti!) possano trovare qualche spunto per i menu delle feste. E, perché no?, anche partecipare: l’iniziativa è infatti aperta a tutti gli appassionati di cucina, che possono pubblicare la propria ricetta a base di cioccolato sulla bacheca della pagina Caffarel su Facebook, utilizzando il proprio profilo e aggiungendo una didascalia con il nome dell’attività “Natale con il cioccolato Caffarel” e il perché del dolce.
Io intanto ne ho approfittato per preparare al volo questi tortini peperini con il cioccolato extrafondente al 70% Caffarel…e per fare qualche regalino spiritoso alle mie amiche: trovo carinissimi i babbi di Natale o gli angioletti al cioccolato Caffarel da appendere all’albero di Natale…


Tortini al cioccolato e peperoncino

Ingredienti:
100 g di cioccolato extrafondente 70%
un pezzetto di peperoncino rosso fresco
100 g di burro di soia
30 g di farina
2 uova
mezza pera a dadini piccoli

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato, il burro di soia e il peperoncino rosso, mescolando delicatamente. Far intiepidire, eliminare il peperoncino e aggiungere la farina e le uova (che prima avrete sbattuto un po’) e, infine, i dadini di pera. Mescolare e versare il composto in stampini di alluminio usa e getta monoporzione imburrati e infarinati. Lasciarli nel freezer per 2 ore e poi infornarli a forno caldo a 220° per 8 minuti. Il cuore deve rimanere morbido. Servire accompagnato da una cucchiaiata di panna leggermente montata.

mercoledì 1 dicembre 2010

Zuppa di patate dolci e lenticchie




L'ho capito subito che sarebbe stata una giornata difficile. Da quando aprendo tende e finestre ho visto che, la tanto attesa neve (che mi avrebbe fatto rimanere a casa dal lavoro senza sensi di colpa), si era trasformata in pioggia ghiacciata. Per fortuna avevo una bella aspettativa per la serata: le terme di Milano con la mia amica Sara, chiacchere e relax.  Quindi forza e coraggio mi sono detta, un piccolo sforzo e poi sarai ricompensata. Esco da casa con la mia borsa (che trasporta ogni tipo di oggetto dalla A alla Z), la borsa con il cambio per le terme, la borsa con la frutta spezza-fame per l'ufficio, una borsa con documenti di lavoro e il sacchetto dell'immondizia. A tutto ciò aggiungo l'ombrello. Giunta davanti al cassonetto nel tentativo di sollevare il coperchio destreggiandomi tra i vari fardelli che mi portavo appresso il delicato sacchetto mater-bi mi si è spaccato con conseguente scena raccapricciante: tutto il contenuto sparso nel cortile! Non potevo  far finta di niente, anche se per un attimo ci ho pensato, così sotto la pioggia  ho dovuto raccogliere tutto. 
Sono arrivata in ufficio in ritardo e di pessimo umore ma ancora c'era la speranza di una bella serata. Peccato che Sara sia stata bloccata in una riunione di lavoro ed io che ero già arrivata davanti alle terme ho fatto dietro front e sono ritornata a casa. Cosa si può fare per recuperare una giornata così? Attaccarsi alla bottiglia di vino o sperimentare una ricetta. Ho scelto il compromesso: ho fatto questa zuppa e mi sono bevuta un bicchiere di vino!

Io ho usato brodo di dado e lenticchie in scatola per velocizzare il tutto e ne ho fatta in abbondanza per il pranzo di domani.


Ingredienti ( per 5 porzioni circa)

800 gr di patate dolci 
100 gr circa di lenticchie 
1 litro di brodo
zenzero
coriandolo
curry
una mela 
due cipolle 
olio


Tagliate la cipolla e fatela andare in una pentola con olio o burro a seconda della vostra abitudine, aggiungete un cucchiaio di curry, la mela tagliata a piccoli dadini, il coriandolo e lo zenzero e fate andare per 5 minuti. Nel frattempo pelate le patate e tagliatele a piccoli pezzi e mettetele nella pentola con la cipolla e le spezie, aggiungete il brodo e le lenticchie. Fate andare finchè le patate non sono cotte e poi frullate tutto. Guarnite la zuppa con pepe e olio.

giovedì 25 novembre 2010

Torta di patate e parmigiano



Dopo aver sistemato le foto delle vacanze come ho scritto giorni fa, mi è venuta voglia di provare un piatto che ho assaggiato a Cape Town pochi giorni prima di ritornare in Italia. A dire il vero sarà un mese che continuo a dire che voglio fare quel piatto, peccato che sia previsto un ingrediente fondamentale che non sono riuscita a trovare. Sto parlando della temutissima pasta brik o pasta fillo che dir si voglia (non so neanche se sono la stessa cosa...). Insomma vi giuro che ho girato tutti i supermercati di Milano, dai più grossi ai più piccoli, per finire nei negozi di alimenti etnici dei quartieri più periferici della città. Non vi dico i commenti dei miei amici che hanno assistito al mio sconforto e alla mia sconfitta. Per calmare il mio stato di nervosismo mi sono comprata un rotolo di pasta brisée e ho sostituito la ricetta "sudafricana" con questa ricetta tratta dal libro viva le torte!” di Ernst Knamm, verso il quale ho un certo debole! Mi sono consolata nel migliore dei modi ma mi è rimasto quell'amaro in bocca per non essere riuscita nel mio intento...quindi prima o poi ci devo ritentare. Ho in previsione un viaggio a Parigi...tornerò con una valigia piena di rotoli di pasta brik e verrò fermata in frontiera con accusa di contrabbando? In attesa della mia sorte vi consiglio questa torta salata originale, buonissima, facile da eseguire e con ingredienti facili da reperire!

P.s: in caso di avvistamenti di pasta brik a Milano e provincia, vi prego, avvisatemi ormai è una questione di orgoglio!!!!!!





Torta di patate e parmigiano

Pasta brisée
300 gr di patate
200 gr di parmigiano reggiano
200 ml di panna liquida
50 gr di senape
2 uova intere
sale e pepe


Foderate uno stampo con la pasta brisèe e conservate in frigorifero fino al momento dell’uso.
Pulite le patate e tagliatele a fette sottili con la mandolina. Ridurre il parmigiano a scaglie. Disponete le patate e il grana a raggiera all’interno dello stampo preparato.
In una ciotola sbattere le uova con la panna e la senape fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiustare di sale e pepe e versare sulle patate e formaggio. Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti.

Sonia

lunedì 22 novembre 2010

Crostatine alla vaniglia e lamponi




Ragazze, ne sono sempre più convinta: la mia cucina, i miei attrezzi, le mie formine per i dolci sono il più potente antistress che esista! Basta avere le mani in pasta, sentire quel fantastico profumino di vaniglia che pervade tutta la casa, osservare la cottura della frolla dal vetro del forno per dimenticare una giornata disastrosa (vi risparmio i dettagli del mio venerdì da paura!). Per preparare questa deliziosa cremina alla vaniglia ho usato ancora una volta la vaniglia che Mariagrazia mi ha portato da Mauritius: ottima!

Crostatine con crema alla vaniglia e lamponi


Ingredienti per la pasta frolla:
2 tuorli
100 g di burro morbido
200 g di farina
90 g di zucchero
un pizzico di sale


Per la crema:
mezzo litro di latte
4 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai di maizena
3 tuorli
1 stecca di vaniglia


Per decorare:
un cestino di lamponi
zucchero a velo


Lavorare insieme tutti gli ingredienti per la frolla e compattarli velocemente fino a formare una palla. Stendere la pasta con il mattarello, tra due fogli di carta da forno, e rivestire degli stampini singoli da crostata precedentemente imburrati per bene. Mettere il tutto in frigorifero per almeno un'ora. Prima di togliere gli stampini dal frigo, accendere il forno (a 200°, statico) e appena raggiunge la temperatura cuocere le crostatine appoggiando gli stampini dal frigorifero direttamente sulla leccarda (che deve essere calda) con dei fagioli secchi appoggiati sopra un foglio di carta da forno o stagnola, per 25 minuti (gli ultimi 5 minuti proseguite la cottura con le crostatine scoperte), controllando che il bordo diventi colorato. Una volta tolte dal forno, far raffreddare la crostatine per bene prima di sformarle.
Preparare la crema mescolando lo zucchero con i tuorli e la maizena, aggiungere a filo il latte freddo. Incidere la stecca di vaniglia con un coltello affilato e prelevare i semini. Aggiungere sia i semini di vaniglia che la stecca nel pentolino del latte e cuocere a fuoco lento mescolando continuamente nello stesso verso, fino a cottura completa. Lasciar raffreddare la crema e poi versarla sulle crostatine, che nel frattempo avrete sformato. Decorare con i lamponi e con zucchero a velo. Ovviamente si può usare altra frutta.

simo



mercoledì 17 novembre 2010

Zuppa di broccoli e gorgonzola





Sto quasi per preparare il prossimo viaggio estivo ed ho appena finito di sistemare le foto del viaggio in Sudafrica!! I miei colleghi ormai non mi chiedono più niente, dopo giorni settimane e mesi di promesse penso abbiano perso ogni speranza di vedere le mie foto estive. Purtroppo è sempre così appena rientrata da un viaggio mi butto a capo fitto nei ricordi (foto, indirizzi, appunti) per continuare il viaggio anche da casa, ma dopo poco tempo la routine quotidiana prende il sopravvento. Comunque proprio grazie alle foto ho pensato ad una zuppa che mi piaceva mangiare in Sudafrica, soprattutto la sera quando scendeva la temperatura di parecchi gradi ed una piatto caldo faceva sempre piacere.
In modo particolare mi ricordo di due ristoranti (Olifants e Sakkara) e dalle foto è facile capire come mai un piatto non certo originale mi sia rimasto in mente.
Il gorgonzola in Africa chiaramente non c'era, loro utilizzavano del Rocquefort,  ho mangiato la zuppa non davanti alla savana africana ma guardando la pioggia milanese che scendeva senza sosta!








Ingredienti:

400 g di broccoli




2 patate 
1 litro di brodo vegetale
1 fetta di gorgonzola                                                                                                                                

sale e pepe
noce moscata


Dividere i broccoli  in cimette, poi pelare le patate e tagliarle a pezzetti piccoli. Mettere  le verdure in una pentola con il brodo, coprire e  lasciare cuocere per una buona mezz’ora, fino a quando comunque tutte le verdure sono ben cotte. Toglie la pentola dal fuoco, frullare, aggiustare di sale pepe e noce moscata e servire ben caldo con dei pezzetti di gorgonzola.


Sonia

venerdì 12 novembre 2010

Cake alle prugne


Ecco un dolce non troppo “dolce”, morbido al punto che non sfigura come dessert a cena ma è perfetto per colazione o per un tè con le amiche (io l’ho preparata proprio per questo!). La ricetta è stracollaudata e versatile: l’ho provata con le pere, con le banane e con l’uva e non mi ha mai delusa. E piace anche ai rognosetti che non amano le torte troppo asciutte…come qualcuno di mia conoscenza!

Cake alle prugne

Ingredienti:

450 g di prugne
200 g di farina
2 uova
150 g di zucchero
5 cucchiai di olio di riso
mezza bustina di lievito per dolci

Lavare le prugne, asciugarle e tagliarle a pezzetti. In una terrina sbattere le uova con lo zucchero finché il composto diventa gonfio e spumoso (meglio usare lo sbattitore elettrico). Unire poi la farina a cucchiaiate, una alla volta,l’olio e infine il lievito. Aggiungere al composto le prugne, versare il tutto in uno stampo da plum cake, meglio in silicone, e cuocere in fondo caldo a 180° per 40 minuti. Togliere dal forno, lasciar raffreddare e sformare il cake.

martedì 9 novembre 2010

Risotto zucca speck e pinoli di Marco



Era da tempo che mi lamentavo con il mio amico Marco della sua pigrizia culinaria. In effetti sentivo la mancanza dei suoi piatti sempre eccellenti. Così dopo una sorta di auto invito mi sono ritrovata finalmente seduta alla sua tavola con un pò di amici. Sono rimasta folgorata dal risotto con zucca speck e pinoli tanto che per tutta la sera mi sono commiserata per non aver portato con me la macchina fotografica. Devo essermi lamentata talmente tanto che, cosa mai successa..giuro, mi sono ritrovata al momento dei saluti finali con del passato di zucca ed un pezzo di speck in mano e la ricetta in borsa per poterlo rifare. La particolarità di questo risotto sta nel cuocere la zucca nel brodo, frullarla ed usarla per allungare il riso. Questo è il risultato finale del risotto a quattro mani, quindi descriverò il procedimento ma non potrò essere precisa sulle quantità da usare. Direi che fanno fede le quantità che utilizzate di solito e provate per credere!



Ingredienti:
Riso carnaroli 360 gr (x 4 persone)
3 cucchiai di cipolle tritate
un pezzo di speck tagliato a dadini
brodo
zucca 
pinoli


Cuocete la zucca nel brodo (vegetale è meglio ma va bene anche di dado) e frullatela. Fate un soffritto di cipolla, aggiungete lo speck tagliato a dadini e tenete da parte. In una casseruola unta fate tostare il riso a fuoco vivo. Abbassate la fiamma aggiungete un mestolo di brodo di zucca e poi il soffritto con lo speck. Portate a cottura con il brodo ma fate attenzione perchè essendo un "passato di zucca" tende ad asciugarsi in fretta. Magari tenetelo un pò liquido. A fine cottura aggiungete dei pinoli che avrete fatto tostare in una padella antiaderente.

Sonia

domenica 7 novembre 2010

Gita in Valpolicella



 


L'occasione è stato l'incontro da tempo pianificato con gli amici di Oderzo conosciuti durante la vacanza estiva in Sudafrica. Si doveva trovare un punto a metà strada tra Milano e Treviso e la scelta  è caduta sulla provincia di Verona esattamente in Valpolicella. Abbiamo unito quindi una serie di fattori positivi, l'incontro tra amici, i ricordi di viaggio, un posto molto bello che non avevo mai visto e naturalmente ottimo cibo e vino passioni che ci hanno unito sin dal Sudafrica. Il tempo era l'ideale per attovagliarsi in compagnia c'era una leggera nebbiolina che avvolgeva le splendide colline della zona colorate di giallo e di rosso. 


 

I ragazzi hanno prenotato all' Antica Osteria Valpolicella un ristorante delizioso dove abbiamo mangiato davvero bene, da piatti col tartufo al mitico risotto all'Amarone, dall'ottima carne per finire con i dolci strepitosi accompagnati dal Recioto. Insomma non ci siamo fatti mancare niente, vino compreso: un Ripasso molto buono che non conoscevo.  Per sfruttare appieno la giornata,  appena alzati da tavola ci siamo diretti alla cantina Corte Campagnola che è poco distante. Il proprietario molto cordiale ci ha fatto fare il giro della cantina raccontandoci un pò di cose interessanti e l' Amarone è stato il protagonista della seconda parte del pomeriggio.

 

E' stata una bella giornata e  spero si ripeta quanto prima, nel frattempo devo fare almeno due giorni di dieta per smaltire tutto quello che abbiamo mangiato e bevuto. Dopodichè vorrei sperimentare il risotto all' Amarone approfittando della  ricetta "privata" di Fernando Campagnola!



giovedì 4 novembre 2010

Crema di susine al pepe



Ho trovato una ricetta di un dolce davvero "furbo"..si, nel senso che si può fare, congelare e tirare fuori all'occorrenza. E' un ottimo rimedio per cene dell'ultimo minuto, come mi è capitato ieri sera. Per fortuna nel weekend approfittando delle ultime prugne che mi erano rimaste, ho realizzato questi bicchierini e li ho riposti nel freezer. Non pensavo di utilizzarli così in fretta, anzi già mi pregustavo sera dopo sera un bel bicchierino come gratificazione personale! Erano solo 4 quindi non ne sono avanzati   (devo dire che hanno fatto una bella scena). Io ho rispettato la ricetta che ho trovato su Grazia ma ho già in mente altre varianti, basta cambiare il frutto e fare altri abbinamenti oltre al pepe. Insomma devo assolutamente rifarmi la scorta per i momenti di sconforto!

Ingredienti (per 4 bicchieri delle dimensioni della foto)

2 tuorli
60 gr zucchero
2 prugne
150 ml di panna
pepe
rhum


Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, incorporate le 2 prugne precedentemente frullate e la panna. Bagnate i bicchierini con il rhum versate il composto e trasferiteli nel freezer. Estraete la crema almeno 25/30 minuti prima di servirla e decorate con del pepe macinato e delle fettine di prugna.

martedì 2 novembre 2010

Ravioli al sapore di pesce


Oh, che bello poter approfittare di una giornata di “vacanza” per dedicarsi alla cucina. Complice la giornata di pioggia battente che mi ha fatto completamente passare la voglia di mettere il naso fuori casa, sono riuscita a preparare un po’ di cosette che mi hanno dato una discreta soddisfazione. A cominciare da questi ravioli di pesce…davvero semplici ma delicati e nemmeno troppo calorici. Una ricetta che terrò da parte per il cenone della Vigilia (ma sì, portiamoci avanti!!!!), che nella tradizione della mia famiglia è di magro. Anzi, se avete provato qualche ripieno di pesce che vi è piaciuto…il suggerimento è graditissimo!


Ravioli al sapore di pesce

Per la pasta:

4 uova
400 g di farina
sale

Per il ripieno:

250 g di gallinella
una manciata di biete
1 uovo
2 fette di pancarre
latte
sale e pepe

Preparare la pasta dei ravioli nel modo tradizionale: fare la fontana con la farina e, nel “buco”, inserire le uova e un pizzico di sale. Sbattere le uova con la forchetta, prelevando un po’ alla volta la farina, dopodiché impastare a mano fino a formare una palla abbastanza elastica. Lasciare riposare la pasta una mezz’oretta, coperta.

Nel frattempo preparare il ripieno. Far appassire le biete in una padella con la loro acqua di lavaggio. In un’altra padella far cuocere i filetti di gallinella, poi eliminare le lische e tagliare il pesce a pezzetti piccoli. Intanto, eliminare la crosta dalle fette di pancarré, tagliarlo a pezzetti e lasciarlo in ammollo con un po’ di latte. In una ciotola raggruppare le biete ben strizzate e tagliuzzate, il pesce, il pane strizzato, un uovo intero, sale e pepe e mescolare bene.

A questo punto stendere la pasta con la macchinetta e ricavarne delle strisce. Disporre del ripieno a mucchietti distanziati e sovrapporre una striscia di pasta. Con l’aiuto di un tagliapasta, “confezionare” i ravioli (io ho poi impastato nuovamente i ritagli di pasta per farne delle tagliatelle). Per il condimento, secondo me ci sta bene del semplice burro fuso, che ho completato con una spolverata di nocciole in granelli e qualche goccia di glassa di aceto balsamico.

giovedì 28 ottobre 2010

Crumble di mele al rosmarino


Non è che io sia fissata con il crumble...insomma un pò si. E' che ne trovo sempre di sfiziosi e poi è così semplice e veloce da fare che mi risolve un sacco di problemi. In questo caso non mi ha risolto alcuna emergenza ma l'ho assaggiato ad una cena e l'ho voluto provare immediatamente apportando alcune modifiche rispetto alla ricetta che mi è stata spiegata. Le modifiche confesso sono dovute ad una mancanza di ingredienti ma vi assicuro che il risultato è stato ottimo lo stesso. 
L' indicazione degli ingredienti qui di seguito è per due mini tortiere da 9 cm l'una quindi abbastanza abbondante per due persone e come al solito ho usato il burro di soia.



Ingredienti:

50 gr di burro (di soia o normale) +1 noce 
50 gr di farina
50 gr di nocciole tritate + una manciata per guarnire
50 gr di zucchero di canna + 1 cucchiaino
2 mele
1 rametto di rosmarino

Per il crumble, mettete il burro a pezzi in un recipiente con la farina, le nocciole tritate e lo zucchero e mischiate con le mani fino ad ottenere una pasta tipo sabbia. Sbucciate e tagliate le mele a tocchetti e fatele andare sul fuoco con una noce di burro, un cucchiaino di zucchero e il rametto di rosmarino per 5 minuti, se si asciugano aggiungete un pò d'acqua. Distribuite le mele nelle due mini tortiere (o nel recipiente che userete) aggiungete il crumble e decorate con un pò di nocciole tritate e aghi di rosmarino.
Mettete in forno a 180° per 30 minuti.

Con questa ricetta partecipiamo al contest della frutta delle feste.




lunedì 25 ottobre 2010

Un mazzo di rose....


Questa volta niente cibo ma qualcosa di altrettanto bello. Un mazzo di rose del giardino della nostra amica Luisa e che dedichiamo (seppur in ritardo) alla campagna nastro rosa per sostenere chi si occupa di problematiche così importanti.

mercoledì 20 ottobre 2010

Pizza lampo con julienne di basilico



Come sicuramente molti di voi, adoro la pizza. Mi piace prepararla, impastare, sperimentare abbinamenti diversi. Di solito la preparo nel weekend, quando ho un po’ più di tempo a disposizione per rispettare i tempi di lievitazione. Ma ieri sera avevo un’emergenza-cena, risolta “brillantemente” con l’aiuto delle basi pronte. Ma vi racconto un antefatto: io e Sonia, qualche settimana fa, abbiamo partecipato a un corso di cucina a Casa Buitoni, a Milano, tenuto dallo chef Massimiliano Tansini. Si trattava di un’iniziativa legata a Forno Festival 2010, una manifestazione che con lo slogan “Sforna lo chef che c’è in te”, invitava a sperimentare l’utilizzo del forno in cucina. Sul sito http://www.fornofestival.it/ c’è anche un ricettario con qualche spunto interessante e i consigli e le ricette di Tansini. Vi segnalo in particolare la torta salata alle bietole, mandorle e caprino, che abbiamo preparato al corso: accostamenti sfiziosi. Ieri sera, invece, ho preparato al volissimo una pizza al basilico, seguendo i semplicissimi consigli che lo chef ci ha raccontato a Casa Buitoni: mettere tutto a crudo prima di infornare, basilico e mozzarella compresi (io generalmente non lo faccio). In questa “non-ricetta” la cosa fondamentale deve essere la qualità ASSOLUTA degli ingredienti. Prossimamente, invece, vi parleremo di una ricetta mooooolto intrigante, che Tansini prepara abitualmente nel suo ristorante: dei ravioli particolari ripieni di persico…

Pizza lampo con julienne di basilico

Ingredienti:

1 base pronta per pizza
Pomodori pachino
Mozzarella fiordilatte
Un mazzetto di basilico
Olio extra-vergine di oliva


Foderare uno stampo da pizza con la base pronta (importante: prima di usarla, tenerla fuori dal frigo almeno una decina di minuti). Tagliare i pomodorini pachino a metà, il basilico a julienne e la mozzarella a piccoli dadini. Farcire la pizza, mettendo tutto a crudo, e completando con un giro di olio. Infornare e far cuocere in forno caldissimo per 15/20 minuti. Quando è pronta, completare con altro basilico fresco e servire.

lunedì 18 ottobre 2010

Fichi sciroppati


Non poteva che essere mia nonna a farmi venir voglia di  fichi sciroppati. Ogni anno lei prepara vasi su vasi da distribuire a tutti noi. Quest'anno ho voluto provarci anch'io...e mentre ero al telefono con lei per gli ultimi consigli, sono riuscita a bruciacchiarne alcuni. Comunque la maggior parte si sono salvati, li ho travasati nei vasetti di vetro sterilizzati ed ho subito raccontato l' esperimento alla mia amica Nicoletta...apriti cielo! Ha iniziato a terrorizzarmi con storie di botulismo (la grave intossicazione alimentare) dicendomi che le conserve casalinghe ne sono la fonte principale. Il mio entusiasmo per i fichi (che tra l'altro volevo regalarle) è scemato immediatamente... Ma alla fine ho pensato che mia nonna ci ha deliziato con le sue conserve per tutta una vita e non è mai successo niente. Comunque se non si vuole rischiare si possono fare e consumare immediatamente, io li mangerò come mi hanno insegnato a Ravenna: con piadina e squaccherone.


Ingredienti:

1 kg di fichi
1 bicchiere di aceto di vino
400 gr di zucchero
1 bastoncino di vaniglia


Mettete in una pentola antiaderente con un fondo spesso i fichi con l'aceto, lo zucchero e la vaniglia. Mescolare il tutto facendo attenzione a non rompere i fichi, e cuocere per 1 ora circa. Se non si consumano nell'immediato, trasferire i fichi nei vasi di vetro sterilizzati e chiudere ermeticamente. Io li ho capovolti per una notte e al mattino quando li ho rigirati sul tappo di metallo c'era la classica fossetta del sottovuoto.

venerdì 15 ottobre 2010

Crostini alla feta grigliata


Cronaca di una bruschetta (non) annunciata. Mentre sfogliavo in relax la Cucina del Corriere della Sera sono rimasta folgorata da una bruschetta originale e colorata, con la feta grigliata. Vista, fatta: ovviamente ho dovuto adattare gli ingredienti con quelli a mia disposizione, e il tutto si è trasformato in un insieme “fusion” molto intrigante… Un crostino molto semplice ma delizioso, profumato, invitante, che unisce la Grecia e i profumi della Provenza con l’olio buono della Puglia…Ci tenevo a condividerlo con voi!


Crostini alla feta grigliata

Ingredienti (per 2 persone):

mezzo filone di pane multicereali
200 g di feta
una manciata di pinoli
2 pomodori “cuore di bue”
erbe di Provenza
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

Tagliare a fette il pane, i pomodori e la feta. Tostare i pinoli in un padellino antiaderente. Tostare il pane sulla griglia calda. Versare un po’ d’olio in un piattino e passarvi velocemente le fette di feta, dopodiché grigliarle. Comporre i crostini: su ogni fetta di pane posizionare una fetta di pomodoro, condirlo con erbe di Provenza e un filo d’olio, sale e pepe, completare con la feta grigliata, i pinoli e un’altra spolverata di erbe. Volendo, guarnire con delle carote a julienne.




martedì 12 ottobre 2010

Patate dolci al forno


Patate dolci o patate americane...comunque un dolce ricordo! Le rivedo nei vasetti pieni d'acqua ed io ad aspettare che uscisse la prima radice e il primo germoglio per raccontarlo a scuola. Chissà se si usa ancora....Non ricordo invece l'uso alimentare di queste patate, forse non molto conosciute in Italia. In Sudafrica invece se ne fa largo uso, sono stata contenta di trovarle al supermercato perchè ho potuto sperimentare piatti che mi hanno fatto ritornare per un attimo in vacanza. Vi propongo una ricetta veloce e semplice che può essere utilizzata come snack da aperitivo ma anche come contorno.

p.s.: naturalmente una patata è finita in un vasetto pieno d'acqua speriamo germogli!



Ingredienti (x 4 persone)

calcolate circa una patata a testa (se é grossa anche meno)
2 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di salsa di soia
noce moscata
pepe


Scaldate il forno a 180°, tagliatate le patate a pezzettoni abbastanza grossi (io le ho tagliate in diagonale) e metteteli in una ciotola, ricopritele con olio e salsa di soia e mescolatele bene. Riponetele in una teglia bassa e spolverate con noce moscata e pepe ed infornate per circa 30/40 minuti o finchè non sono croccanti.

venerdì 8 ottobre 2010

Dolcetti alle mandorle


Ragazze, che periodo…Mi sento nel frullatore, let-te-ral-men-te! Per fortuna che c’è la cucina a regalarmi dei momenti di distrazione e di divertimento (ma presto vi racconterò anche di alcuni pasticci dello scorso weekend). Che bello preparare i dolcetti, con quel buon profumino che pervade tutta la casa… Questa è una ricetta che mi ha passato la mia mamma: sono simili ai dolcetti di pasta di mandorla siciliani, quelli con la ciliegina o la mandorla, per intenderci, ma questa ricetta è leggermente più light (leggermente!): non sono previsti, infatti, né grassi né farina, solo mandorle, uova e zucchero. Ve li consiglio, semplici e divertenti da preparare, ottima resa, buonissimi!


Dolcetti alle mandorle

Ingredienti:
125 g di mandorle pelate
100 g di zucchero
2 uova
Farina
½ bustina di vanillina
Acqua ai fiori d’arancio
Essenza di mandorle (facoltativa)

Per decorare: qualche mandorla, marmellata


Passare al mixer le mandorle con un cucchiaio di zucchero. Raccogliere il trito in una ciotola capiente e aggiungere 2 tuorli (conservando un albume per le decorazioni), lo zucchero rimasto, mezza bustina di vanillina, 6 gocce di essenza di mandorle, 1 cucchiaio di acqua ai fiori d’arancio. Mescolare bene, usando anche le mani, e amalgamare bene finché l’impasto non risulta morbido. Suddividerlo in circa 20 palline e passarle velocemente in due cucchiai di farina. Premere le palline al centro per formare una conca e passare i bordi con i rebbi di una forchetta per realizzare una decorazione. Mettere la carta da forno su una placca da pasticceria (o la placca forno) e sistemare i dolcetti. Decorare ogni biscotto con mezza mandorla o con un po’ di marmellata. Passare sui dolcetti l’albume leggermente sbattuto. Lasciar riposare a temperatura ambiente almeno due ore. Infornare poi a 220° per 5 o 6 minuti, in modo che coloriscano. Ottimi per accompagnare il caffè o un té pomeridiano.





lunedì 4 ottobre 2010

Melanzane rotonde ripiene


E anche questa volta non ci sono riuscita...a fare cosa? Semplice: a togliere quel leggero amarognolo delle melanzane. A dire il vero questa volta è andata anche meglio delle altre ma il risultato continua a non soddisfarmi.
Mi è venuta voglia di melanzane girovagando per i vari blog ed  ho  chiesto immediatamente consiglio alla zia Gianna. Così mi ha dato la sua ricetta personale collaudata perfettamente ogni estate al mare, ero certa anzi certissima del risultato. Vi assicuro che ho seguito perfettamente le sue indicazioni quindi, a meno che non abbia voluto boicottarmi sono giunta alla conclusione che tra me e le melanzane non corre buon sangue. In ogni caso mi piacerebbe sapere una volta per tutte come vanno trattate  per togliere quel sapore amarognolo: vanno lasciate a scolare con il sale? Sempre? 
In attesa di fare pace con le melanzane vi lascio comunque la ricetta perché  non è che è venuto uno schifo anzi sono state divorate ma quel pizzico di amarognolo stonava. 


Ingredienti per una ventina di melanzane rotonde:

Mollica di un panino
latte
una confezione piccola di mortadella
parmigiano reggiano
un uovo 
sale
pepe
pan grattato
prezzemolo
maggiorana
noce moscata


Lavate e tagliate la calottina delle melanzane, tuffatele in acqua bollente salata  per qualche minuto lasciandole al dente. Scolatele, fate raffredare e svuotatele. Bagnate la mollica di pane nel latte e strizzatela mettetela in una ciotola con la mortadella e il prezzemolo tritati, una manciata di parmigiano, un uovo, sale, pepe, maggiorana, noce moscata e la polpa delle melanzane. Riempite le melanzane completando con del pan grattato. Mettere in forno a 180° per 35/40 minuti.

mercoledì 29 settembre 2010

Crumble di fichi


Uno dei ricordi più belli è il fico che aveva mia nonna in giardino, molto bello e sempre carico di frutti che nella stagione giusta ci cadevano in testa mentre facevamo le nostre mitiche tavolate per il pranzo. In quel periodo io non mangiavo i fichi, ero convinta che non mi piacessero, forse non li avevo neanche assaggiati. Poi un bel giorno li ho provati ed è stato amore al primo boccone, naturalmente nel frattempo la pianta di mia nonna era morta! Quest'estate purtroppo ne ho mangiati pochi e vorrei chiudere la stagione estiva con questi ultimi fichi che ho trovato e utilizzato per un semplice crumble che ho copiato da una ricetta di Gioia uscita di recente (avevo strappato la pagina e non mi sono annotata il fascicolo).  Non è proprio un dolce da fine pasto secondo me, risulta un pò pesante, io l'ho divorato a merenda accompagnato da un the verde.


Ingredienti

Io calcolerei un fico a persona, dipende anche dalle dimensioni ma come dicevo il dolce è bello tosto!
Quindi 1 fico x ogni persona
1 cucchiaio di miele
un pò di foglioline di timo

Per il crumble:

50 gr di farina
40 di burro
50 gr di fiocchi di cereali
30 gr di zucchero

Pulite i fichi ed incideteli a croce conditeli con il miele e il timo e lasciate riposare per 1 ora. Nel frattempo preparate il crumble con farina, burro, cereali e zucchero lavorati con le dita. Mettete i fichi in una teglia e cospargeteli con il crumble. Mettete in forno sotto il grill a 180° per una decina di minuti.


lunedì 27 settembre 2010

Polpette al curry


Solo una grande passione poteva farmi uscire di casa venerdì sera con la tempesta che imperversava su Milano, e Simona era al mio fianco al Taste of Milan. Spero che qualcuno di voi abbia avuto la possibilità di visitare questa manifestazione interamente dedicata al food e  per la prima volta in Italia. Il  format è stato importato dall'estero (la manifestazione era già stata organizzata a Londra, Cape Town,  Australia e forse altrove) e già qui potrei polemizzare.... siamo la patria del buon cibo e dobbiamo copiare dall'estero? Comunque la serata è stata godereccia, c'era una buona rappresentanza dei migliori chef della città trasferiti in questo temporary restaurant all'aperto. Si potevano assaggiare alcune loro creazioni ad un prezzo democratico e noi nonostante la pioggia che scorreva a fiumi non ci siamo fatte mancare niente. E' stata davvero un'esperienza straordinaria, abbiamo recuperato alcune ricette proposte che cercheremo di rifare in versione easy (d'altronde è impossibile competere con questi veri artisti del food). Con i piedi completamente bagnati e le scarpe ricoperte di fango sono rientrata a casa con una buona dose di adrenalina e tanti propositi culinari. Ma il tempo è sempre tiranno e non sempre riesco a fare tutto quello che vorrei.  E proprio in questo weekend non sono riuscita a fare altro che  queste polpette al curry che avevo già proposto alle "polpettiadi" dei mondiali di calcio di Giallozafferano. Per il momento è così.... più avanti vorrei raccontarvi gli splendidi piatti che ho avuto la gioia di assaggiare!



Ingredienti (x 20 polpette circa)

450 gr di carne trita di vitello o di pollo
1 cipollotto
1 lime
peperoncino a piacere
coriandolo
curry
sale
pepe
burro di soia (o burro normale o olio)


Tritare finemente il cipollotto ed aggiungerlo alla carne trita in una ciotola, aggiungere il succo del lime, un pò di peperoncino, un pò di coriandolo (fresco o macinato) ed infine sale e pepe.
Formare le polpettine e metteterle in una padella con del burro di soia, mettete il coperchio e far andare finché non saranno un pò dorate (15 min circa).
Toglierle dalla pentola, spolverarle con un pò di curry e rimetterle dentro con un pò di acqua per altri 15 minuti.

martedì 21 settembre 2010

Rose al prosciutto



Avrò scoperto l’acqua calda? Non lo so…Ma non posso fare a meno di presentarvi queste goduriose “rose” salate e invitarvi a prepararle, invitare un po’ di amici per un aperitivo “rinforzato” e vedere la loro espressione mentre le assaggiano: a me hanno chiesto svariati bis! Si tratta di una ricetta di una semplicità disarmante, nata per caso con un avanzo di pasta per la pizza che avevo preparato a pranzo. Era troppo poca per preparare un’altra teglia di margherita, così mi è venuto in mente di stenderla sottile con il mattarello, farcirla e arrotolarla. Ne sono nate queste “rose” sfiziose, perfette con un calice di vino con le bollicine. Per la pasta della pizza potete usare la vostra ricetta preferita e ovviamente vi potete sbizzarrire con i ripieni (anzi, se avete dei suggerimenti sono ben accetti, visto che il prossimo weekend ne dovrò preparare una quantità industriale!!!). P.s.: questa ricetta è dedicata a Eleonora, amica dell'Albero della Carambola fin dall'inizio, che in quel di Melbourne tutti i sabati prepara la pizza ai suoi (fortunati) amici!!!

Rose al prosciutto, rucola e ricotta

Ingredienti per la pasta da pizza:

500 g di farina (io ho usato 50 g di farina di grano duro, 50 g di farina integrale, 200 g di farina 0, 200 g di farina 00)
1 tazza di acqua tiepida (250 cc circa)
1 cubetto di lievito
sale
olio extra vergine d’oliva

Per il ripieno:
ricotta
prosciutto cotto
rucola

Impastare la farina con il lievito sciolto nell’acqua tiepida (a volte io uso metà dose di acqua e metà di latte), aggiungere un cucchiaio di olio e in ultimo il sale. Formare una palla di pasta elastica, metterla in una ciotola leggermente unta di olio, incidere una croce sulla superficie della pasta e coprire con un canovaccio umido. Lasciar lievitare almeno un paio d’ore (ma più lievita meglio è…). Stendere con il mattarello la pasta della pizza. Ricavare dei rettangoli (circa 20x10), da farcire con un po’ di ricotta, prosciutto cotto, qualche foglia di rucola e un giro di olio extra vergine di oliva. Avvolgere tipo salsicciotto (dal lato corto) e tagliarlo in 3 parti, ricavando 3 “rose” da ciascun rettangolo di pasta, avendo l’accortezza di unire la pasta su uno dei due lati, in modo che non fuoriesca il ripieno. Posizionare le rose in una teglia ricoperta da carta forno, appoggiandole dal lato “chiuso” (io le ho spennellate in superficie con un tuorlo sbattuto ma è un'operazione facoltativa) e cuocere in forno a 200° per una decina di minuti.

lunedì 13 settembre 2010

Torta con polenta e lamponi


Non c'è niente di più rilassante di un pò di tempo per studiare e ripescare  ricette a cui pensavi da tempo. Fare la spesa con calma senza correre per i corridoi con il carrello che sfreccia come in formula uno, comprare tutte le cose segnate in lista senza dimenticarne almeno un quarto e finalmente arrivare a casa e con un pò di musica di sottofondo mettersi all'opera. Purtroppo questo accade solo nei weekend, il resto della settimana è  una corsa contro il tempo! Ho approfittato di una super offerta del supermercato per comprare dei  lamponi per fare questa torta che avevo trovato ne "Il libro del cavolo" di Sigrid Verbert (che non ha bisogno di presentazioni). Mi ispirava il contrasto dei colori tra il giallo della farina di mais e il rosso di questi piccoli frutti. La scelta è stata ottima e il risultato un successo ad una cena tra amici. Rispetto alla ricetta originale non ho decorato tutta la torta con i lamponi perchè dovendola trasportare si sarebbe rovinata, ho messo solo qualche lampone come decoro sopra e a fianco di ogni fetta.


Ingredienti:

lamponi freschi 400gr
burro 225 gr (io ho usato quello di soia)
zucchero 225 gr
farina di mais per polenta 175 gr
uova 4
farina bianca 60 gr
limone 1
lievito per dolci 1 cucchiaino
estratto naturale di vaniglia 1 cucchiaino


Sbattere il burro con lo zucchero poi unire le uova, l'estratto di vaniglia, la buccia grattugiata di limone, la  farina di mais e quella bianca. Alla fine incorporare delicatamente circa la metà dei lamponi e versare il tutto in una teglia. Cuocere per circa 40 minuti a 180°.
Decorare a piacere con il resto dei lamponi.

mercoledì 8 settembre 2010

Bicchierino allo yogurt, prugne e cannella



Chissà quante volte è capitato anche a voi di tornare a casa dopo una giornata pesante, in cui niente va come vorresti e le cose prendono, manco a dirlo, la piega più sbagliata, su tutti i fronti. Zero tempo per fare la spesa ma la necessità ASSOLUTA di preparare qualcosa per cena. Mi aiuta una confezione surgelata di pesce “misto” per preparare uno spaghetto ai frutti di mare con zucchine e bottarga. Passabile. Grazie al cielo, giacciono in frigorifero delle prugne maturissime, rosse e verdi, e una confezione di yogurt greco. Ne è nato questo bicchierino, che non è assolutamente niente di speciale, ma ha avuto il potere di “salvare” in extremis una giornata nera. E non è poco, no? Cremoso, dolce ma non troppo, con quel bel retrogusto acidulo delle prugne, il profumo della cannella e dello zenzero…È bello realizzare ancora una volta come bastano delle piccolissime cose per far scivolare via casini, preoccupazioni, stress…La foto è tremenda, scusate!, ma ci tenevo a pubblicare questo dolcino per non dimenticare la giornata di ieri e soprattutto la serata, e a ricordare che le passioni (e la propria vita “vera”) non vanno mai messe in secondo piano. Guai!

Bicchierini yogurt e prugne alla cannella
Ingredienti (per 2 bicchierini):

5 o 6 prugne rosse e verdi mature
1 vasetto di yogurt greco
1 cucchiaio di miele
Cannella
Zenzero

Tagliare le prugne a pezzetti, metterle in una padella (senza aggiunta d’altro) e cuocere qualche minuto finché si ammorbidiscono e prendono la consistenza di una marmellata. Far intiepidire, aggiungere lo zenzero e la cannella (quantità a piacere) mescolando bene dopodiché dividere la frutta in due bicchierini. Intanto lavorare bene lo yogurt con il miele e versarlo nei bicchierini. Completare con una spolverata di cannella e servire.

domenica 5 settembre 2010

Peperoni gialli e feta...e benritrovati!!!

Eccomi di rientro dal Sudafrica e devo dire a malincuore! Ho fatto un viaggio strepitoso e avrò modo di raccontarvelo un pò alla volta attraverso ricette e foto. Per il momento cerco, con molta fatica, di ritornarne alla vita di tutti i giorni: mi mancano i colori dell' Africa e l'aria tersa e pura. 
Comunque appena messo piede in casa nonostante l'infinito viaggio in aereo mi sono collegata all'albero della carambola per ritrovare vecchi e nuovi amici! Dopodichè, lo confesso, mi sono lanciata in un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico che mi sono sembrati la ricetta più buona del mondo. Anche se ho passato tre settimane mangiando divinamente (anche il vino non è male ...anzi) devo dire che i sapori di casa mi sono mancati. Non ho ancora ripreso a spadellare a pieno ritmo, devo ancora ambientarmi, quindi vi propongo questa semplice ricetta che ho trovato su Food&Travel di aprile in un articolo dedicato alla Grecia. Ne ho approfittato anche perchè finalmente sono riuscita a trovare dopo tanto tempo i peperoni che servono per la ricetta: sono quelli gialli lunghi e stretti. 

P.s: ricambio la dedica che mi ha fatto Simona, con questa ricetta dal profumo greco! 



Ingredienti:

Una decina di peperoni gialli lunghi e stretti
700 gr circa di feta
una confezione di pomodorini ciliegia
olio
pepe 
basilico




Lavare e svuotare i peperoni (praticamente sono già puliti perchè hanno pochi semi e filamenti).
Riempierli con dei quadrotti di feta, spingendo il formaggio bene fino in fondo. Disporli in una teglia, aggiungere i pomodorini tagliati in due e condire con un pò di olio pepe e foglie di basilico. Mettere in forno a 180° per circa 50 minuti.
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