martedì 15 aprile 2014

Sfoglie con crema di mele e ricotta


Mele, mele e ancora mele. Altro post dedicato al frutto più celebrato del mondo, nella mitologia, nelle fiabe, nell’amore, nella poesia. Da Biancaneve ad Adamo ed Eva per arrivare a Neruda e alla sua “Ode alla mela” (…Quando mordiamo la tua tonda innocenza torniamo per un attimo a essere anche noi creature appena nate: abbiamo ancora un che di mela. Io voglio un’abbondanza totale, la moltiplicazione della tua famiglia, voglio una città, una repubblica, un fiume Mississipi di mele, e sulle sue sponde voglio vedere tutta la popolazione del globo unita, riunita, nell’atto più semplice al mondo: mordere una mela). Passiamo dal sacro al profano, entrando in cucina per preparare delle sfiziose sfogliette farcite con una crema alla mela e ricotta profumata all’anice. Con questa preparazione partecipiamo al progetto “4 stagioni per una mela”, che vede come protagonista la mela Golden Val Venosta: croccante, versatile, decisamente buona. È una mela “di montagna”, viene coltivata in altura e si contraddistingue per la macchia rossa da un lato: lo speciale microclima della Valle è il “responsabile” del gusto di questa varietà di mela, che grazie alla forte escursione termica tra il giorno e la notte matura più lentamente e intensamente. Ottima da consumare cruda, ben si presta per la cottura al forno, ma anche per la preparazione di dessert, macedonie, torte e composte. Noi l’abbiamo ridotta in crema e usata per farcire dei golosi rettangoli alla cannella: una ricetta che per colori evoca l’Autunno (ma da gustare tutto l’anno!). Per la pasta brisèe abbiamo seguito l’infallibile ricetta di Ernst Knam.

Sfoglie con crema di mele e ricotta all'anice

Ingredienti:

per la Pasta brisèe:
165 g di farina 0
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

2 mele Golden Val Venosta
125 g di ricotta
2 cucchiai di liquore all’anice
zucchero di canna
cannella

Per la pasta brisée: lavorare tutti gli ingredienti come per una pasta frolla e lasciar riposare almeno 2 ore in frigo. Nel frattempo cuocere le mele intere in un pentolino con un po’ di acqua finché non saranno tenere. Far raffreddare le mele in un piatto e ricavarne con un cucchiaio solo la polpa eliminando la buccia. Frullare la ricotta, le mele e il liquore all’anice per ottenere un composto liscio. Estrarre la brisée dal frigorifero stenderla in un rettangolo sulla spianatoia e ricavare dei piccoli rettangoli (volendo anche dei cerchi con l’aiuto di un coppa pasta o di un bicchiere). Disporre i rettangoli in una teglia ricoperta di carta forno e cospargere di zucchero di canna e cannella. Mettere in forno a 180° per 15 minuti circa o finché non avranno un bel colore dorato. Utilizzate la crema di mele come ripieno tra un rettangolo e l’altro.


 

 

giovedì 10 aprile 2014

La tenerella al cioccolato


Periodo denso. Periodo strano. Periodo bello! Abbiamo appena concluso un progetto importante che ci ha tenute sveglie notti intere e ci ha impegnato tutti i weekend degli ultimi mesi. Una grande impresa ma anche una grandissima soddisfazione. Presto ve ne parleremo per bene, per il momento siamo ancora vagamente e lievemente scaramantiche... Visto il poco tempo a disposizione, abbiamo gettonato ricette veloci e molto affidabili. Per esempio, per un dolce “vero”, veloce e facile da preparare, questa signora-ricetta è una vera e propria “salvezza”. Che ci porta a fare una considerazione: al dispetto delle mode e dei trend passeggeri, certi classici non smetteranno mai e poi mai di piacere. Almeno da queste parti. La ricetta in questione è la celebre Tenerella di Maurizio Santin (un nome, una garanzia), che girava sul forum della Cucina Italiana parecchi anni fa. Sembra incredibile ma c’è ancora qualcuno che non la conosce (come alcune nostre amiche, vero ragazze?): bene, ci sembrava doveroso dedicarle un post dal momento che ci ha salvato… una marea di cene con gli amici! In questa versione abbiamo utilizzato la farina di riso: può essere servita anche a chi è intollerante al glutine. Fantastica da sola, strepitosa con una cucchiaiata di marmellata all’arancia o di mandarini tardivi…

La tenerella al cioccolato (di Maurizio Santin)

200 g di cioccolato fondente
100 g di burro
100 g di zucchero (per noi 80 g)
60 g di farina (per noi farina di riso)
4 uova
zucchero a velo

Raccogliere il cioccolato sminuzzato e il burro in una ciotola e farli sciogliere a bagnomaria. Mescolando con una frusta unire i tuorli, uno alla volta, e la farina setacciata. Mescolare bene e far intiepidire. Montare a neve gli albumi aggiungendo poco alla volta lo zucchero e unirli al composto di cioccolato mescolando dall’alto verso il basso con un cucchiaio di legno. Versare l'impasto in una tortiera ricoperta di carta forno inumidita e informare a 180° per circa 15 minuti . La torta deve risultare morbida e umida all’interno. Lasciar raffreddare e spolverare di zucchero a velo.

lunedì 7 aprile 2014

Torta di mele alla cannella di Marco



Altro giro, altra torta di mele! L’abbiamo scritto, riscritto, ribadito più volte: la torta di mele è “la” torta per eccellenza. È un dolce che amo alla follia: ne conosco infinite varianti (questa una delle mie preferite del momento, ricetta qui), sempre mi sorprende e…sempre mi piace. Però sono affezionata in modo particolare alla ricetta della mia nonna Franca: è la torta di mele con la quale sono cresciuta. È il sapore dell’infanzia, della cucina della sua casetta. Quante volte ho infilato le mani nell’impasto, quante volte ho pulito la ciotola con le dita... Ma quando ho provato questa torta “di Nonna Papera” profumata alla cannella…ho ululato: golosissima! È la ricetta di famiglia del mio amico Marco, la sua specialità. Una torta ideale anche da servire per un'occasione speciale: facile da fare, ha una resa da dolce di pasticceria (fidatevi). Certo la pasta frolla è un’altra cosa rispetto all’impasto della torta casalinga della nonna, sono proprio due dolci completamente differenti. Non saprei scegliere perciò…alternerò le ricette! Buona settimana a tutti!

Torta di mele alla cannella di Marco

Ingredienti:

1,5 kg di mele
500 g di farina bianca 00
250 g di zucchero
250 g di burro
5 tuorli d’uovo
1 limone
cannella in polvere
sale

Sbucciare le mele e tagliarle a fettine. Farle cuocere con 4 cucchiai di zucchero e una generosa spolverata di cannella. Mettere insieme tutti gli altri ingredienti per preparare la frolla, amalgamandoli senza lavorarli troppo. Una volta formata una palla, metterla in frigorifero per mezz’ora, avvolta nella pellicola trasparente. Stendere la pasta con un mattarello (aiutatevi con due fogli di carta forno, è più facile) e foderare con metà della pasta una teglia precedentemente imburrata e infarinata. Aggiungere le mele e coprire con la pasta restante. Cuocere in forno per 45 minuti a 200°.

 

 

 

 

mercoledì 2 aprile 2014

Risotto giallo con timo e mandorle


Anche se il clima è ormai primaverile me lo concedete uno degli ultimi risotti di stagione? Sì, dai. Di recente mi aveva soddisfatta parecchio il Risotto con mela e salamella (qui la ricetta) ma stavolta ho voluto tornare sul "classico". Associo i risotti alla stagione invernale ma devo ammettere che il bel colore giallo, il timo fresco e le mandorle in scaglie rendono questo piatto…assolutamente adatto alla stagione! Udite udite: non c’è il burro; mia nonna inorridirebbe ma ho “mantecato” solo con la robiolina. Buono!

Risotto giallo con timo e mandorle

Ingredienti per 2 persone:

160 g di riso Carnaroli
1 bustina di zafferano
timo fresco
5 ml di aceto bianco
1 bicchiere scarso di vino bianco
50 g di mandorle in scaglie
1 piccola robiola
sale
olio extra vergine di oliva

In una casseruola far tostare il riso in poco olio, sfumare con il vino bianco, far evaporare e bagnare poco alla volta con acqua calda leggermente salata. Portare a cottura e a 5 minuti dalla fine aggiungere lo zafferano sciolto in poca acqua calda. A cottura ultimata togliere dal fuoco e mantecare con la Robiola a pezzetti e l’aceto, regolando di sale e completando con foglioline di timo fresco. Servire con una spolverata di scaglie di mandorle e completare con un ramettino di timo.

 

giovedì 27 marzo 2014

Strudel di mele al Porto (e una gita in Alto Adige)



L’associazione scatta spontanea: sono in cucina a preparare uno strudel di mele e subito la mente corre in Alto Adige. In questo caso ripensavo a uno splendido weekend trascorso nell’area Rosengarten Latemar, luogo ideale per fare escursioni, gite in mountain bike tra i parchi dello Sciliar-Catinaccio o (meglio ancora…) nelle baite, per assaporare le specialità altoatesine. Qui la natura è impressionante e sembra rimasta intatta, come ai tempi in cui l’Imperatrice Sissi o Agatha Christie (ma anche Winston Churchill…) vi trascorrevano le vacanze. Avevo soggiornato in Val d’Ega, presso il Vitalpina Marica Hotel&Sport, un hotel che consiglio ai più sportivi: organizza infatti escursioni e tante attività all’insegna dell’attività fisica (ma anche uscite romantiche, come andare a vedere l’alba dal Corno Bianco o attorno al Catinaccio).

 
Varrebbe la pena venire da queste parti anche solo per il Lago di Carezza, di una bellezza mozzafiato, con il Latemar che si staglia imponente alle sue spalle: un paesaggio talmente bello da sembrare irreale (e molti sono colpiti dalla Sindrome di Stendhal di fronte a un simile capolavoro della natura…).
 
 
 
Per passeggiate molto tranquille, da fare anche con i bambini, c'è il Sentiero dei Pianeti a Collepietra: è un originale percorso alla scoperta del sistema solare, da Mercurio a Plutone. Sul sentiero, che attraversa i boschi, le distanze sono riportate con una scala 1:1 miliardo! Qui, l’Osservatorio Astronomico Max Valier e quello Solare Peter Anich permettono uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico (ho avuto la fortuna di vedere Saturno e Giove ma anche il Sole, da vicino: brividi…).

 
 
Qualche segnalazione gourmand non può mancare: sul Sentiero dei Pianeti, al terzo chilometro (nei pressi del pianeta Urano…) merita una sosta il Ristorante Lärchenwald. Ha un delizioso giardino e si possono gustare piatti tipici, ben eseguiti, dai canederli al gulash, con qualche piatto di pesce, per arrivare al Kaiserschmarren (la celebre frittata dolce con confettura di mirtilli).


 
 
Nei pressi dell’Osservatorio Max Valier c’è la Gasthaus Unteregger, piacevole anche la sera: grandi taglieri di speck e formaggi di malga, le mezzelune ripiene, minestra d’orzo, insalata di crauti, ottimi dolci (come le mele in pastella o lo strudel, ovviamente). A proposito: per i più golosi, imperdibile una sosta tra torte e dolcetti da Christl Café (Collepietra 73, Steinegg). Merita!


Strudel di mele al Porto

per la pasta brisè:
165 g di farina 00
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

Per il ripieno:
3 grosse mele
50 gr di zucchero integrale bio
50 gr di uvetta sultanina
25 gr di pinoli
2 cucchiai di biscotti secchi tritati
1 limone biologico
cannella in polvere
chiodi di garofano in polvere
1 bicchiere di Porto Rosso
burro

Per la pasta brisè: lavorare tutti gli ingredienti come per una pasta frolla e lasciar riposare almeno 2 ore in frigo. Mettere a bagno l’uvetta per 10 minuti in mezzo bicchiere di Porto. Sbucciare le mele e tagliarle a pezzetti. Mettere sul fuoco una padella antiaderente, far sciogliere una noce di burro. Scolare le uvette le versarle in padella con le mele, aggiungere i pinoli e la scorza del limone a listarelle, lo zucchero, mezzo bicchiere di Porto, una generosa spolverata di cannella e di chiodi di garofano. Mescolare bene e far cuocere una decina di minuti. Stendere la pasta brisè sulla spianatoia tra due fogli di carta forno, tirandola in una sfoglia di meno di mezzo centimetro di spessore. Cospargere con i biscotti secchi tritati e unire al centro della pasta anche il composto di mele, eliminando il liquido. Chiudete la sfoglia fino a ottenere la classica forma “rettangolare” dello strudel. Spennellare con pochissimo burro fuso e infornare in forno già caldo a 190° per circa 40 minuti, finché la pasta risulta bella dorata. Togliere dal forno e cospargere di zucchero a velo.

lunedì 24 marzo 2014

Pane svedese


Tempo fa una collega, per niente esperta di cucina, mi racconta di un pane di semplice realizzazione e di magnifica resa. Niente tempi di lievitazione e una lunga durata, se ben conservato. Ho torturato la povera collega fino allo sfinimento per avere la ricetta che aveva usato anni or sono. Deve avermi maledetto perché dopo giorni mi ha confessato di aver ribaltato la casa per cercare la ricetta ma con esito negativo. Un giorno sfogliando il libro di Allan Bay "Cuochi si diventa" leggo per caso di questo pane svedese. Ebbene: era la ricetta della mia collega che tanto desideravo! Ed eccoci qui ormai alla terza versione dell'originale. In effetti Allan Bay segnala la presenza di farine e fiocchi diversi in proporzioni variabili, il temuto q.b. Io ormai ho affinato la mia versione e per il momento mi fermo qui. Questo pane è entrato di diritto nella mia colazione del mattino accompagnato da un velo di marmellata. Come dire..mai più senza!
Sonia



Pane svedese 
500 gr yogurt bianco
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini colmi di miele
4 cucchiai colmi di farina Petra 9 Molino Quaglia
4 cucchiai colmi di farina di segale
2 cucchiai di fiocchi di riso
2 cucchiai di fiocchi d’orzo


Mettete lo yogurt in una ciotola e unite il bicarbonato, mescolate bene poi aggiungete il sale e il miele. Mescolate di nuovo. Unite le farine e i fiocchi finché non avrete una consistenza abbastanza solida ma spalmabile.
Mettete il composto in uno stampo da plumcake (se necessario unto d’olio) e mettete in forno a 180° per 2 ore. 

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