venerdì 12 settembre 2014

Bastoncini di carote in agrodolce


Poco tempo, sempre di corsa, progetti (importantissimi e bellissimi) in chiusura. Tutto cambia, nulla cambia. Le vacanze sono ormai lontane (ma vicinissime, nella testa…grazie alle bellissime immagini salvate nella memoria: presto sul blog il nostro reportage dall'Indonesia!) e siamo costrette a prepararci mentalmente all’autunno, con le giornate più corte (me ne accorgo andando al parco a correre dopo il lavoro…che tristezza….). Sarà per questo che ho così voglia di circondarmi di colore, a tavola e nell’abbigliamento? E vedo arancio: negli oggetti di cucina, negli accessori di casa, persino per gli abiti (yes!). Arancione come le carote! Ecco una ricetta semplicissima, quasi una non-ricetta, rubata nella cucina di mia nonna Franca: sono le carote in agrodolce, un contorno veloce e sfizioso, ma con quel qualcosa in più, che si sposa benissimo con salumi ma anche con un formaggio leggero. In questo periodo va così: ho voglia di cose facili, rassicuranti, che mi ricordino qualcosa di bello, caloroso, familiare. C’est la vie… Grazie per la ricetta, nonna: io ho usato l’aceto di lamponi ma in realtà va benissimo anche quello di mele o di vino, chiaramente. Buon weekend (di sole!!!) a tutti!

Bastoncini di carote in agrodolce

Ingredienti per due persone:

300 g di carote
1 rametto di rosmarino
olio extra vergine di oliva
1 cucchiaio di aceto di lampone
1 cucchiaio di zucchero
sale

Dopo averle lavate accuratamente, sbucciare le carote con il pelapatate e ridurle a bastoncini. Farle cuocere in una padella antiaderente con poco olio (un cucchiaio o due), il rametto di rosmarino, una tazzina di acqua e un pizzico di sale, per circa un quarto d’ora, aggiungendo se necessario altra acqua. A fuoco spento, completare con l’aceto e lo zucchero, mescolando bene. Sono buonissime tiepide ma anche fredde.

martedì 9 settembre 2014

Mousse al cioccolato, té verde e pistacchi

 

Mi sono resa conto che (imperdonabile) non ho mai dichiarato pubblicamente il mio amore per Madrid. L’altra sera, conversando con un’amica che doveva partire per la capitale spagnola, ho realizzato che non ho mai trascritto sul blog i miei appunti su ristoranti, locali, pasticcerie madrilene. Sarà dura recuperare questo gap e soprattutto recuperare bigliettini e indirizzi (colpa del trasloco…) ma mano a mano che mi verranno in mente cercherò di raggrupparli e di scrivere un post dedicato a questa fantastica città. Che voglia di tornarci! Intanto, un indirizzo che so a memoria è quello della strafamosa Chocolaterìa San Gines (la conoscerete...), locale datato 1894, situato nel Pasadizo de San Ginés 5, vicino alla Puerta del Sol (dove c’è la statua dell’Orso, il simbolo di Madrid), tra Calle Arenal e Plaza Mayor. I madrileni si recano qui per colazione o per uno spuntino notturno a base di cioccolata calda nella quale intingono i tipici churros (dolcetti lunghi e stretti, fritti, per niente dolci; se decidete di provare a farli in casa fate davvero attenzione al momento della frittura: la nostra amica Lucy si è ustionata il viso...): un’abbinata stratosferica, ideale dopo una lunga camminata per la città, da gustare magari in uno dei bei tavolini all’aperto. Il locale, da solo, merita comunque una sosta: è proprio grazioso, bianco e verde, con i tavoli in marmo, le piastrelline e le foto appese alle pareti. Curiosità: il 1894 deve essere stato un anno particolarmente “goloso” poiché anche la celebre pasticceria La Mallorquina è stata fondata nella medesima annata. Situata in Puerta del Sol (precisamente Calle Mayor 2), è una tappa obbligatoria per i fan dei dolci: sarete attratti da millefoglie e glasse di ogni genere (merita l’assaggio qualsiasi cosa a base di cioccolato!). Per restare in tema, consoliamoci con una mousse fondente e morbidissima: un dolce che non ho mai amato particolarmente ma che ho riscoperto di recente, in versione "hi-tech". Ho infatti rielaborato una ricetta trovata su un vecchio numero di Grazia, che sfrutta un metodo particolare, collaudato da tempo (e ottimamente spiegato qui da Dario Bressanini): solo cioccolato, niente uova, niente panna. Magia!
 
Mousse al cioccolato, tè verde e pistacchi
 
1 cucchiaino di tè verde in foglie
200 g di cioccolato fondente al 70%
Una manciata di pistacchi
 
Preparare il tè verde: versare un cucchiaio di foglie di tè verde in 1,2 dl di acqua bollente, lasciare in infusione per qualche minuto, filtrare e zuccherare (a piacere) con un cucchiaino di miele o di zucchero (io non l'ho fatto) e lasciar intiepidire. Sciogliere il cioccolato a fuoco bassissimo e, a fuoco spento, versarvi il tè verde tiepido. Mescolare molto bene con una spatola. Riempire una ciotola con del ghiaccio e appoggiarvi sopra il pentolino con il cioccolato sciolto. Montare con le fruste elettriche per un paio di minuti almeno. Quando la mousse diventa chiara trasferirla nelle coppette o nei bicchierini. Far raffreddare almeno mezz’ora prima di servirla completandola con granella di pistacchi sulla superficie.
 
 
 
 

 

venerdì 5 settembre 2014

Tartellette con lemon curd e mirtilli


Nella mia cucina faccio un “largo uso” (come dice la nostra amica Francy…) di limoni. Li compro esclusivamente biologici poiché mi capita spesso di utilizzarne la scorza grattugiata sulla pasta, sulle creme, nello yogurt, per il pollo... Dal momento che sto cercando di alleggerire al massimo le ricette (l'Indonesia ci ha fatto smaltire un chiletto... sarebbe bello non riprenderlo immediatamente, ecco), cercavo un dolcetto per una cena post-vacanze: con il frigorifero pieno di porfumatissimi limoni mi è venuta una voglia pazza di lemon curd, quella cremina inglese deliziosa ma molto molto ricca (se mi capita di averne un vasetto in casa… è davvero la fine!). Ho provato a cercare in rete una ricetta di lemon curd in versione “alleggerita” ma senza soddisfazioni. Mi sono così buttata con piacere sulla ricetta (qui) dei nostri carissimi amici Pasqualino e Mauro del blog Quandopasta.it: davvero una garanzia! Ho preparato delle tartellette al lemon curd completate dai mirtilli (per la pasta brisée ho seguito come sempre la collaudatissima ricetta di Knam). Nota: se vi avanza della crema, conservata in frgorifero ,ben chiusa in un vasetto, durerà circa una settimana. Inutile dirvi che a me non è avanzata… Un altro consiglio: ho cotto la brisé in bianco e farcita successivamente. Ovviamente, si può anche cuocere la brisé insieme alla crema: in questo caso, quando preparate il lemon curd, utilizzate della fecola di patate al posto dell'amido di mais (parola di Pasqualino!). Buon weekend!

Tartellette con lemon curd e mirtilli

Ingredienti:

per il lemon curd:
2 limoni biologici
150 g zucchero
60 g burro
3 uova
1 cucchiaio di amido di mais

per la pasta brisée:
165 g di farina 0
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

Per completare:
un cestino di mirtilli
zucchero a velo


Per la pasta brisée: lavorare tutti gli ingredienti come per una pasta frolla per ottenere una "palla" e lasciarla riposare almeno 2 ore in frigo, avvolta nella pellicola trasparente.

Per la crema: grattugiare la scorza dei limoni e tenerla da parte. Sbattere con le fruste elettriche le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere anche l'amido di mais, setacciandolo, e la scorza dei limoni. Intanto in un pentolino far sciogliere il burro con il succo dei limoni (filtrato con un colino) e versarlo sulle uova, mescolando bene. Far cuocere girando continuamente finché la crema inizierà ad addensarsi, ma senza mai farla arrivare a ebollizione. Ci si accorgerà che la crema è pronta quando tutta la schiuma presente in superficie scomparirà lasciando il posto a un composto lucido e abbastanza denso. Passare la crema attraverso un colino per eliminare la scorza di limone grattugiata (ma si può anche evitare). Lasciarla raffreddare e riporla in firgorifero per due o tre ore, coprendo la superficie con della pellicola trasparente.

Estrarre la brisée dal frigorifero, stenderla sulla spianatoia e ricavare dei piccoli cerchi con l’aiuto di un coppa pasta o di un bicchiere. Rivestire degli stampini da crostata ricoperti di carta forno o ben imburrati. Ricoprire la pasta con un cerchietto di carta forno e aggiungere dei fagioli secchi sulle tartellette. Accendere il forno a 200°, statico. Appena il forno raggiunge la temperatura cuocere le crostatine per 10/15 minuti, poi abbassare a 180° per altri 10 minuti, controllando che i bordi diventino ben colorati. Sfornare le tartellette e quando si sono raffreddate farcirle con il lemon curd, completare con i mirtilli e una spolverata di zucchero a velo.

 

martedì 2 settembre 2014

Crema di zucchine alla liquirizia (Dry style!)



Milano. Luglio. Un caldo sabato sera. Usciamo per un aperitivo al Dry – Cocktails e Pizza (in via Solferino, 33 - Tel. 02.63793414). Dunque: dopo aver cenato un paio di volte in questo locale (la prima è stata così così, e ne abbiamo parlato qui, la seconda un’esperienza decisamente migliore…), decidiamo di dedicarci anima e corpo ai loro celebri cocktail. Scelta felice che più felice non si può. Ci siamo lasciate consigliare molto volentieri e la scelta è stata azzeccatissima (e bissata…): merito dello strepitoso French 75, una delle numerose miscele vintage inserite nel corposo menu dei drink dall’espertissimo bardender-guru Guglielmo Miriello, che tra rivisitazioni e riscoperte sta deliziando gli appassionati del genere (e anche noi, a onor del vero, neofite assolute in questo “campo”). Si tratta di un cocktail a base di gin, champagne, succo di limone e zucchero, creato, scopriamo, al New York Bar di Parigi nei primi del Novecento, molto popolare durante la guerra e in gran voga negli anni Trenta, quando è stato inserito nel Savoy Cocktail Book e consacrato in America allo Stork Club di New York (la ricetta originale prevedeva il cognac). Curiosità: il suo nome è un omaggio al primo modello del cannone di artiglieria leggera usato durante la Prima Guerra Mondiale dall’Armata Francese. Scegliamo di accompagnare i nostri French 75 con una focaccia al vitello tonnato (su-per-la-ti-va!) e insieme al cocktail ci servono un bicchierino con una mousse di zucchine, parmigiano e liquirizia: amore al primo assaggio…una vera delizia! Che non potevamo non replicare… Idea carina e velocissima da servire come piccolo antipasto, insieme a qualche crostino. E ricetta perfetta per il nostro rientro dall'Indonesia: leggera, sfiziosa, verdurosa!
 
Crema di zucchine alla liquirizia
 
Ingredienti:
 
2 zucchine
1 scalogno
basilico
2 cucchiai di grana padano
Liquirizia in polvere
Olio extra vergine di oliva
Sale
 
Tritare finemente lo scalogno e porlo in una padella antiaderente con un paio di cucchiai di olio. Far appassire, aggiungere le zucchine tagliate a dadini e qualche cucchiaiata di acqua tiepida. Regolare di sale e far cuocere finché le zucchine sono cotte e morbide. Frullare con il minipimer le zucchine insieme a qualche foglia di basilico, il grana padano, un cucchiaio di olio e, se necessario, un paio di cucchiai di acqua tiepida. Una volta raggiunta una consistenza cremosa, versare nei bicchierini e servire con una spolverata di liquirizia in superficie.
 

mercoledì 27 agosto 2014

Pudding alle more e zenzero


Tornate. Sì, siamo tornate a Milano. Ma la testa l’abbiamo lasciata in vacanza: è lì che vaga tra Bali, Lombok e Java, tra Ubud e il Bromo, tra le isole Gili e un’isoletta disabitata delle Karimunjawa (la “nostra” isoletta…). Come è possibile affrontare il ritorno alle abitudini e alla routine, al parcheggio e alla tangenziale, al pranzo in ufficio e alla pausa caffè senza sentirsi tristi e sull’orlo di una crisi di nervi? Ieri mi ha aiutata la cucina: ho cambiato casa da poco ed è stato bello scoprire che già la sento “mia”, che è già diventata uno spazio intimo e prezioso. Così, tra una lavatrice e l’altra, ho vinto la stanchezza e il jet lag tirando fuori ciotole e cocotte per preparare un piccolo dessert che addolcisse la giornata uggiosa e spenta che ci ha accolto al nostro rientro in Italia. Ho trovato delle belle more al supermercato e ho optato per un pudding, il tipico dolce al cucchiaio diffuso in Inghilterra e negli USA: veloce, facile, sfizioso. Ho modificato leggermente una ricetta già testata, pubblicata qualche mese con le fragole e i lamponi (la trovate qui) e l’ho replicata utilizzando questa volta le more e sostituendo la vaniglia con lo zenzero. Per completare l’opera, li ho serviti proprio con un tè allo zenzero, bevanda che ci ha fatto spesso compagnia in Indonesia (il Ginger Tea, ovvero Wedhang Jahe Gepuk…) e che chiaramente ci siamo portate a casa in dosi massicce! È ideale da servire a fine pasto, per via delle note proprietà digestive dello zenzero. Ottima dolcificato con il miele.


Pudding alle more e zenzero

Ingredienti:

1 uovo
40 g di burro
50 g di zucchero integrale bio
50 ml di latte di avena
100 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
150 g di more
zucchero a velo

In una ciotola stretta montare, con le fruste elettriche, il burro con lo zucchero. Aggiungere l’uovo e frullare finché il composto risulta ben gonfio. Aggiungere anche la farina setacciata con il lievito, poca alla volta, alternandola con il latte (se l’impasto risulta troppo duro aggiungere ancora un goccio di latte) e, infine, lo zenzero, mescolando bene. Lavare accuratamente le more, asciugarle con carta da cucina e aggiungerle all’impasto, mescolando con delicatezza. Intanto accendere il forno a 180°. Versare il composto in 4 cocotte in ceramica adatte alla cottura in forno (non è necessario imburrarle!). Quando il forno è a temperatura infornare le cocottine e cuocerele per 20 minuti. Sfornare e servire i pudding tiepidi o freddi.

 

giovedì 31 luglio 2014

Torta alle mandorle e fragole (senza farina)

 
 

Nella lista delle cose da mettere in valigia, c’è una voce “fissa”: la frutta secca. Anche in vacanza, come riserva energetica o spezzafame, portiamo sempre con noi qualche bustina di mandorle o di frutta disidratata. Lo scorso anno in Mongolia (qui c'è il racconto del nostro viaggio) la frutta secca ci ha salvate in più di un’occasione anche se, dobbiamo ammetterlo, alla fine del viaggio…non ne potevamo più! Del resto, le innumerevoli qualità di noci, e nocciole sono ormai esaltate da più parti, nutrizionisti compresi. Da un bel po’ di tempo la frutta secca è un alimento fisso a colazione: una manciata di mandorle o nocciole aggiunte ai cereali o alla frutta fresca. La frutta secca è ricca di vitamine, di sali minerali, di fibre e di grassi essenziali, è un’ottima fonte di energia e (parola dell'immunologo) assicura una quota importante di grassi essenziali, proteine, sostanze antiossidanti e micronutrienti. Spesso mi piace sfruttarla per preparare dei dolci da colazione, per unire l'utile al...piacevole. Come questo, nato un po’ per caso per esigenze di dispensa…Ovvero: smaltire prodotti in scadenza e pacchettini aperti da un po’ (ebbene sì: anche la dispensa si sta finalmente preparando per le vacanze…). Il risultato è una torta buona e ricca, che non sfigura a merenda o con un bel caffè… Bene ragazzi, è il momento dei saluti: l'Albero della Carambola chiude per ferie! Domani partiamo per il nostro viaggio in Indonesia e...ci sentiamo a settembre! Buone vacanze a tutti!
 
Torta alle mandorle e fragole (senza farina)

Ingredienti:

200 g di farina di mandorle
70 g di fecola
70 g di amido di mais
100 g di zucchero integrale bio
250 g di yogurt compatto
2 uova
50 g di burro morbido
100 g di fragole essiccate
Mezza bustina di lievito per dolci
 
Con le fruste elettriche, sbattere a lungo le uova con lo zucchero, finché si ottiene un composto spumoso. Aggiungere il burro (morbido) e mescolare bene. Versare in una ciotola la farina di mandorle, la fecola e l’amido, la mezza bustina di lievito e miscelare bene le polveri. Aggiungerle poco alla volta al composto di uova, alternando polveri e yogurt. Alla fine incorporare le fragole essiccate. Nel frattempo accendere il forno a 180°. Versare il composto in una tortiera ricoperta di carta forno oppure in una in silicone. Infornare il dolce e cuocere per 45-50 minuti a 180°. Lasciar raffreddare e sformare.

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